Allo Stadium nuova vittoria della Juventus che sconfigge 1-0 l’Inter allo Stadium nella 23/a giornata, I bianconeri consolidano il primato di 54 punti, sono 6 di vantaggio sul Napoli e 7 sulla Roma. I giallorossi ospiteranno la Fiorentina martedì a Firenze. Il big match ha visto fin dall’inizio un Dybala in forma con una girata al volo parata da Handanovic e con una traversa dalla distanza. L’Inter ha più volte dato filo da torcere a Buffon. La partita ha preso forma quando Cuadrado di destro segnando da fuori area non lascia speranze a Handanovic. Nella ripresa ha sempre dominato la Juve, mentre i neroazzurri hanno fatto fatica a riprendersi.
Nelle verdi vallate dei tassi
Gianni Alasia, comandante partigiano e prestigioso ex dirigente sindacale torinese morto a ottantotto anni due estati fa, tra le sue tante pubblicazioni aveva particolarmente a cuore un libro – “Nelle verdi vallate dei tassi: la libertà” – in cui raccontò la Resistenza attraverso le gesta degli animali che diedero vita alla “banda della Spinoncia”. Una “banda” partigiana che, muovendosi tra la valle dell’Erno e il monte San Salvatore ( che domina l’abitato di Massino Visconti), rende ancora più dolce e, paradossalmente, più umana la vicenda storica che si dipana tra la fine dell’estate del 1943 e la primavera del 1945. L’ambiente è quello del Vergante, zona collinosa ( di “mezza costa” ) tra il lago Maggiore e il Mottarone, dalle cui pendici nasce il torrente Erno che, dopo aver inciso una profonda e verdissima valle, sfocia nel Lago Maggiore a Solcio di Lesa. I boschi circostanti offrono la scenografia naturale che fa da sfondo alle imprese dei protagonisti che
sono quasi tutti animali, tranne i fascisti e gli invasori “alemanni“. Come dire che, per quel che si vide e per quel che si ebbe a subire, erano di gran lunga migliori gli animali degli umani in divisa bruna o in camicia nera. Tra le pagine scritte da Alasia troviamo i tassi che, pur d’indole pacifica, non esitano ad imbracciare le armi per difendere la loro terra e conquistare la libertà, pagando un prezzo alto come nel caso del Grande Tasso Ubaldo che muore, fulminato da una pallottola, mentre difende la zona liberata della Val d’Ossola. Al fianco dei tassi troviamo gli spinoni, canidi progressisti e generosi, ed i dobermann georgiani che disertano e che trovano in Petrovic una guida che li porterà nelle file della Resistenza. Di animali, nella storia, se ne trovano tanti altri: le simpatiche e coraggiose “tassine” ( che rappresentano, con originalità, le donne nella resistenza:staffette, contadine, alpigiane e madri di famiglia che aiutarono i partigiani), la volpe Renard, il falco, i San Bernardo che lavorano per i servizi segreti al confine elvetico . Tutti, quasi con naturalezza, al momento giusto sapranno “scegliersi la parte”. Una favola dal sapore tragicomico che trae chiaramente ispirazione del greco Esopo, dal latino Fedro, ma anche da La Fontaine e Orwell ,
dove le figure degli animali sono allegoriche, attraverso le quali racconta la realtà quotidiana. Un modo originale per mettere in risalto alcuni tipici comportamenti umani, ma soprattutto una denuncia sociale in un mondo duro e crudele in cui dominavano i rapporti di forza tra gli uomini. Gianni teneva molto a quest’ultimo racconto, quasi rappresentasse una sorta di testamento, un congedo anticipato dalla vita, dagli uomini, dal mondo, quasi volesse affidarvi un messaggio che non deve essere disperso; “Molte di quelle speranze sono state deluse” vi scriveva “Ma non c’è da perdersi d’animo. In fondo i tassi ci sono ancora”. E la Resistenza, non è mai finita. Anche Gianni Alasia è tornato, per sempre, nella valle dell’Erno. Riposa, al fianco di sua moglie – l’amata Pierina, originaria di quei luoghi – nel piccolo cimitero di Comnago, minuscola frazione di Lesa. Oltre ai suoi insegnamenti di coerenza e di passione civile, ha lasciato a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare il loro cammino con il suo, questo libro originale e prezioso.
Marco Travaglini
Volpiano vs Pro Settimo Eureka 0-2
Allievi 2000
Reti: 6’pt Petracca (rig), 26’st Irace
Note: 37’st Bertino para un rigore a De Cicco

Pro Settimo Eureka (4-2-3-1)
1 Bertino, 2 Recano, 3 Cicirello (15’st De Luca), 4 De Letteriis, 5 Prezioso (cap), 6 Minutiello, 7 Malin (1’st Ferro), 8 Chiarle (15’st Gennaro), 9 Bove, 10 Petracca (5’st Benincaso), 11 Irace – A disposizione: Mancino, Pampino, Mascolo – All. Isaia
***
I blucerchiati di Isaia disputano un grande prestazione su un campo pesantissimo e portano a casa l’intera posta agganciando le Volpi in vetta al girone. Gli ospiti partono molto forte e con un gran pressing a tutto campo imbrigliano le Volpi. Al 6′ filtrante di Petracca per Bove atterrato in area: rigore e gol di Petracca. Pochi minuti dopo al 10′ Irace scatta sul filo del fuorigioco e colpisce la
traversa in acrobazia. Al 12′ grande slalom di Cicirello che entra in area e serve Irace che viene atterrato nettamente, ma l’arbitro lascia correre. Al 20′ rinvio corto e Irace dalla distanza impegna Cuoghi in angolo. Al 23′ punizione spiovente in area bloccato in presa alta da Bertino. Al 25′ grande ripartenza degli ospiti sull’asse Recano Irace e tiro di Bove parato. Il primo tempo termina sullo 0-1 con un netto predominio degli ospiti che non corrono praticamente nessun pericolo. All’inizio del secondo tempo Vogliotti mette in campo forze fresche cambiando ben cinque giocatori in un colpo solo, ma la prima occasione è ancora degli ospiti con una conclusione di Bove parata. Al 2′ grande galoppata di Bertini che entra in area e conclude rasoterra sul primo palo ma Bertino para in due tempi. Con il passare dei minuti le Volpi alzano il baricentro e al 10′ Bertino respinge di pugno un cross dalla sinistra e al 23′ smanaccia una punizione da fondocampo. I blucerchiati raddoppiano al 26′ con un gran contropiede finalizzato da Irace che spinge in rete in mischia. I padroni di casa non demordono e al 27′ Bertino blocca in tuffo un cross. Al 38′ Bertini viene atterrato in area, rigore: De Cicco tira all’angolo sinistro ma Bertino si allunga e devia in angolo chiudendo la contesa.
Oltre la Mole / Cronache italiane
DALL’UMBRIA
Imperdonabile leggerezza, quella di lasciare in macchina le chiavi di casa. Una coppia di anziani di Perugia, uscita dalla chiesa dove si era celebrata la messa, ha trovato la portiera della propria auto forzata e una gomma bucata. Mancavano anche le chiavi di casa dal vano portaoggetti. I ladri si erano nel frattempo recati presso l’abitazione dei due e l’avevano rovistata , rubando fortunatamente solo una catenina d’oro. La polizia, che sta svolgendo le indagini, lancia un appello, invitando ad evitare di lasciare incustoditi in auto effetti personali come chiavi, telecomandi di sistemi di allarme, codici di accesso e documenti vari.
Leggi le altre notizie, clicca qui: www.iltorinese.it
DALLA SICILIA
E’ rimasta bloccata tra le sbarre del passaggio a livello, pochi secondi prima dell’arrivo di un treno ma all’ultimo momento è riuscita a scendere dall’auto e a salvarsi. Grande paura per una diciannovenne palermitana, nella zona di Alcamo a bordo di una Fiat 500 rossa. Le sbarre si sono abbassate mentre stava attraversando i binari e la giovane ha dovuto parcheggiare l’auto il più vicino possibile alle aste e scappare. Poco dopo il treno ha investito e danneggiato la parte anteriore della vettura. Ora è in corso una indagine della Polfer.
Leggi le altre notizie, clicca qui: www.iltorinese.it
Dopo la pioggia il tempo da questo lunedì cambia. Temperature massime in salita di 8 -10 gradi a causa del caldo vento di favonio che spazzerà le nubi. Le raffiche del favonio saranno forti nelle valli del Ticino e sul Piemonte orientale. Primavera con temperatura fino a 16 gradi nel Cuneese, Novarese, Torinese e Vercellese. Martedì i venti caleranno.
(foto: il Torinese)
Un modo per onorare Carla sarebbe quello di dar attuazione ad una delibera del Comune di Torino, sindaco Fassino, che prevedeva una lapide in ricordo di Aldo Viglione sull’edificio del Consiglio Regionale, prima che ci sia qualcuno a palazzo civico che revochi anche quella delibera rimasta senza risposta
Di Pier Franco Quaglieni
I funerali di Carla Spagnuolo hanno dimostrato l’affetto di tanta gente per la donna straordinaria che era stata presidente del Consiglio Regionale del Piemonte. Per una volta ha vinto la Politica con la p maiuscola nei confronti dell’antipolitica, come ha detto bene, in un sentito discorso Enzo Ghigo. Oggi la politica viene sottovaluta, non riconosciuta per il valore che invece ha per la comunità .Cosi ,in fondo, viene colpita la stessa coscienza civile dei cittadini, lasciando spazio alla protesta rozza e urlante della piazza che si rivela inconcludente. Carla Spagnuolo rappresentava una politica innervata di cultura, quella appresa alla gloriosa Facoltà di Giurisprudenza torinese, alla scuola di maestri come Allara, Grosso ,Conso. Una cultura giuridica che l’ha preparata ai compiti di pubblico funzionario prima e di pubblico amministratore poi.
***
Gli interventi di Ghigo, Cota, Cattaneo hanno ribadito il calibro politico e umano di Carla Spagnuolo
I garofani rossi che ricoprivano la sua bara rappresentavano la tradizione socialista a cui Carla si è formata, alla scuola di Aldo Viglione. La presenza di Giuseppe La Ganga stava a testimoniare quella fedeltà, mai venuta meno in lei, come in tanti socialisti che ,di fronte alla drammatica fine del PSI ,hanno fatto scelte diverse, rimanendo se’ stessi. Coerente con l’antipolitica, ma incoerente con lo stile istituzionale , l’assenza totale del Comune di Torino che non ha inviato neppure il Gonfalone della città e non si è fatto rappresentare da nessuno. Ben diverso l’atteggiamento della Regione Piemonte e del Consiglio regionale con il Gonfalone abbrunato e i vicepresidenti Reschigna e Boeti. E’ inutile evidenziarlo ulteriormente , ai pentastellati manca totalmente il senso delle istituzioni.
***
T
anti torinesi che sono saliti in un pomeriggio di pioggia battente sulla collina astigiana di Villa San Secondo, ne hanno trovato conferma anche nei funerali di Carla assessore al Comune di Torino per due mandati. A Lei la città non ha riservato neppure un pensiero, segno della barbarie politica a cui si è arrivati. Un modo per onorare Carla sarebbe quello di dar attuazione ad una delibera del Comune di Torino, sindaco Fassino, che prevedeva una lapide in ricordo di Aldo Viglione sull’edificio del Consiglio Regionale, prima che ci sia qualcuno a palazzo civico che revochi anche quella delibera rimasta senza risposta. Onorare Carla significa anche onorare il suo maestro di politica e di moralità civile Aldo Viglione .Era una cosa a cui Carla Spagnuolo teneva moltissimo.
Gli ebrei deportati di Borgo San Dalmazzo
In continuità con quanto fatto per il Giorno della Memoria con l’allestimento di Progetto Cantoregi nel salone d’Ercole del Castello di Racconigi, mercoledì 8 febbraio alle ore 18.00, presso la sala conferenze sarà presentato il libro “Oltre il nome” di Adriana Muncinelli ed Elena Fallo, storia degli ebrei deportati da Borgo San Dalmazzo.
Solo un pareggio per il Toro. Ed è pasticcio rigori
Un altro pareggio per il Torino, è il quarto nelle ultime cinque partite. E’ infatti 1-1, contro l’Empoli. Segna il vantaggio Belotti al 10′ pt, ma gli replica nel recupero del primo tempo Pucciarelli. Benassi, è capitano di giornata del Torino: all’11 della ripresa si è fatto parare un rigore con Iago Falque, che toglie il penalty sul dischetto a Belotti. Quest’ultimo si infuria, poi Skorupski para il tiro. Benassi dice ai microfoni di Sky: “Ho visto che Andrea si e’ arrabbiato, questo dei rigori e’ un problema che abbiamo, non sappiamo chi deve calciare e in settimana bisogna chiarire. Si alternano i tre attaccanti, ma devono mettersi d’accordo o si dira’ prima chi deve calciare”
Laura Pranzo, 1995, nella disciplina dei 100 metri manichino pinne e torpedo, ha nuotato in 57”70, abbassando di 24 centesimi il precedente primato appartenuto alla francese Justine Weyders, e fissato a Milano lo scorso 30 aprile. Così un’atleta torinese ha stabilito un nuovo record del mondo, nel nuoto per salvamento, in occasione dei Campionati Italiani di categoria a Riccione. La Pranzo, tesserata del Centro Nuoto Nichelino e allenata da Alessandro Iuorio e Simone Berra, nella vasca lunga di Riccione, tre anni fa aveva stabilito un altro record mondiale, nei 100 manichino pinne. Altro record, italiano e piemontese, è stato segnato da Jacopo Musso della Rari Nantes Torino, classe 1993 e allenato da Stefano Foggetti: ha terminato la prova in 50”26, migliorando quindi di un centesimo il suo primato nazionale, conseguito a Roma lo scorso 3 luglio.