redazione il torinese

Apic: ecco i pannelli contro le barriere uditive

Il Progetto APIC di sensibilizzazione sulle barriere uditive è ormai alle battute finali, in questi giorni l’associazione sta completando l’attività di installazione degli 11 pannelli portatili ad induzione magnetica donati ad un gruppo di ospedali piemontesi scelti tramite le segnalazioni dei propri soci. A suo tempo erano state contattate le principali direzioni sanitarie ospedaliere del Piemonte proponendo loro l’installazione del pannello sui banchi degli sportelli di accoglienza dei principali presidi. 

I pannelli portatili a induzione magnetica, scelti e messi in donazione sono utilizzabili senza particolari problemi sui banchi di accoglienza, informazioni o a discrezione del presidio in altri punti di contatto con il pubblico, ciò in modo da agevolare i portatori di protesi acustica e impianto Cocleare nella comprensione del parlato, soprattutto in locali dove il rumore di fondo può essere molto fastidioso, facendo in modo che le informazioni dell’addetto trasmesse dall’ausilio direttamente alla protesi dell’utente siano più facilmente comprensibili. L’iniziativa è stata attivata dall’APIC in seguito all’assegnazione del contributo derivante dalla scelta dei cittadini sul 5 per mille relativo all’anno 2013, con il quale l’associazione ha deliberato l’acquisto di apparecchiature atte al superamento delle barriere sensoriali che riguardano il deficit uditivo e /o sordità. Il progetto oltre ad agevolare le persone con problemi uditivi punta a promuovere l’uso delle tecnologie assistive, ormai utilizzate da un sempre crescente numero di persone e strutture, fino a diventare prassi ormai collaudate in moltissime nazioni non solo europee.

 
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APIC – Associazione Portatori Impianto Cocleare www.apic.torino.it – info@apic.torino.it

A.P.I.C. è un’associazione a carattere volontario senza fini di lucro sorta a Torino nel 1998 ad opera di pazienti sordi profondi sottoposti ad intervento per impianto cocleare presso il Servizio di Audiologia e Foniatria dell’Ospedale Molinette.  L’Associazione costituisce un punto di riferimento, di aiuto reciproco e supporto per i portatori di impianto cocleare e per i candidati all’intervento, inoltre, promuove e favorisce iniziative che rendano migliore la qualità di vita dei pazienti, coinvolgendo nei progetti il personale medico e tecnico e sensibilizzando le strutture pubbliche – sanitarie e non – per un miglioramento dell’assistenza e per la diffusione dell’informazione su questo innovativo trattamento della sordità profonda. L’iscrizione all’A.P.I.C. è aperta a tutti e costituisce il modo più semplice per sostenere chi si adopera per tutelare i diritti dei non udenti favorendo la corretta conoscenza dell’impiego dell’impianto cocleare

In viaggio con la app sullo smartphone: bus e metrò, entro un anno addio al biglietto cartaceo

Mentre i torinesi si godono questa parentesi di aria relativamente pulita (il blocco del traffico è sospeso fino a lunedì) è il momento di fare un bilancio anche sull’uso dei mezzi pubblici nei giorni in cui era vietato l’uso dell’auto. Le cronache torinesi di Repubblica scrivono che secondo i dati di Gtt si è verificato   nella settimana di blocco un incremento di utenti stimato tra il 5 e il 10 percento. La metropolitana lunedì ha trasportato144 mila passeggeri, rispetto ai meno di 140 mila soliti. Invece martedì e mercoledì sono stati registrati 155 mila viaggiatori, + 7-8mila rispetto alla media.  Molto affollati i bus, tanto che Gtt ha attivato i turni flessibili per potenziare le linee già solitamente più gettonate. Intanto sono state annunciate novità  per i biglietti dei mezzi pubblici: in futuro anche il ticket singolo sarà fruibile su smartphone e  il carnet da 15 corse finirà sulla tessera Bip come titolo di viaggio strettamente personale. Il  cartoncino-microchip azzurro sarà sostituito dalla smartcard in uso per tutti gli altri abbonamenti. Più avanti, nell’arco di un anno, quando sarà introdotto il  nuovo sistema tariffario, anche i biglietti singoli cartacei spariranno. Tutti i passeggeri avranno una tessera nominativa Bip, con foto, nome e cognome. E in futuro, con il sistema “Nfc” sarà possibile strisciare direttamente il dorso del telefono sulle obliteratrici di bus e tram e sui tornelli del metrò e i biglietti singoli si potranno acquistare attraverso una app sul proprio telefono.

 

(foto: il Torinese)

Corte dei Conti, sotto la Mole condanne per 5,4 milioni di euro

Lo scorso anno i processi per “responsabilità” celebrati dalla Corte dei Conti a Torino hanno prodotto condanne per un totale 5,4 milioni di euro. E’ quanto emerge dalla relazione del presidente, Cinthia Pinotti, all’inaugurazione dell’anno giudiziario. In tutto i soggetti citati in causa sono stati 147, con  64 assoluzioni, 53 condanne e 30 sentenze non entrate nel merito per  prescrizione o cessata materia del contendere. La presidente ha sottolineato  il rilevante numero di procedimenti per danno all’immagine causato  dai reati commessi da dipendenti e funzionari pubblici, che provocano grave danno “al prestigio dell’amministrazione e alla fiducia dei cittadini”.

L’amore, il matrimonio e i tradimenti ai tempi dei social

Il 2034 sarà l’anno zero dei matrimoni. Lo dice l’Istat e c’è da credere alla previsione se consideriamo la tendenza ultima, dimostrata da dati inconfutabili: dal 1995 ad oggi i divorzi sono aumentati del 105%. E tra 17 anni (come dire dietro l’angolo) praticamente nessuno più convolerà a giuste nozze e l’amore eterno si firmerà davanti a un avvocato.

Parte così la presentazione al Circolo dei lettori di Torino del divertente, ma tutto sommato amaro, libro “L’amore è eterno finché non risponde” (Einaudi) scritto da Ester Viola, brillante giovane avvocato che mette sul ridere tragedie sentimentali ai tempi dei social.

Protagonista è la trentaduenne Olivia, avvocato divorzista alle prese, da un lato, con le sue personali peripezie amorose e, dall’altro, con clienti che divide in due categorie -lascianti e lasciati- con relativa aneddotica di corna, liaisons dangereuses ed infedeltà varie.

Nel libro si sorride parecchio perché l’ironia la fa da padrona, ma di fatto nelle coppie accadono cose tristissime. Oggi, tra Facebook, Sms, WhatsApp e siti di appuntamenti, le scappatelle possono rotolare in valanghe di tragedie, maneggiate dagli avvocati, con esiti decisi dai giudici. Morale della fiaba non si tradisce più come prima…«non mi sento di affermare che i social network abbiano cambiato le relazioni» ci tiene a precisare l’autrice «però tradire è diventato più facile ed essere scoperti è diventato davvero facilissimo. Basta una distrazione ed anche qualche messaggino senza grande coinvolgimento sentimentale può trasformarsi in materiale per un avvocato   matrimonialista».

Ma la situazione è davvero così tragica?

«Si tende a sposarsi sempre meno e a divorziare sempre più. L’unico motivo rimasto per non separarsi è quello economico: non ci si lascia perché le spese sono diventate troppo alte».

Cos’è oggi il tradimento e come lo si dimostra?

«C’è stata un’importante riforma del diritto di famiglia. Prima dell’avvento dei social network la corrispondenza personale era protetta dall’articolo 616 del Codice di Procedura Penale. Invece una sentenza del 2013 del Tribunale di Torino ammette che, per il diritto di difesa del coniuge tradito, il codice della privacy possa essere superato e messaggi e simili diventino materiale probatorio. Direi una decisione d’importanza epocale».

Ma i messaggini e quello che si posta sui social possono essere considerati tradimento?

«Ne discute la Cassazione. E’il punto sull’amore platonico. Se c’è un grosso coinvolgimento sentimentale, ma non c’è congresso carnale –questa la terminologia usata dalla Cassazione- è tradimento oppure no? Sembrerebbe di no, perché la legge si deve appoggiare sui fatti, sulle prove. Tuttavia è possibile, virtualmente, che la parte tradita riesca a dimostrare di sentirsi violata in uno degli obblighi di fedeltà, secondo l’articolo 142 del   Codice Civile. Ottenere il divorzio sulla base di una relazione platonica non è escluso».

Cos’ha scoperto sui siti di incontri?

«Intanto che fanno soldi a palate. Tinder è il primo social network di appuntamenti e circa un anno fa ha dovuto addirittura fare un comunicato ufficiale per assicurare gli iscritti che solo una piccola parte di loro era sposata ed in cerca di scappatelle. Ora, se c’è bisogno di una smentita vuol dire che è un ricettacolo di tradimento».

La tipologia di chi li frequenta?

«Normalmente, sposati annoiati, di qualunque fascia di età e sia uomini che donne».

Le caratteristiche dei lascianti?

«Ci sono delle costanti. Il lasciante, che in genere ha già una nuova relazione ed ha già pagato prima la sua parte di dolore, normalmente è il più ragionevole. E’ il cliente ideale che arriva preoccupato per i figli e vorrebbe chiudere subito il fascicolo, gli preme la velocità dell’operazione».

E i lasciati?

«Loro hanno un istinto di vendetta e di durata. Vogliono che la causa di separazione diventi una guerra.   Nel libro dico che è il loro modo per non sentirsi sconfitti, pensano “una guerra sarà meglio di come mi sento adesso”».

In genere cosa succede a chi lascia e si rifà una vita con altri?

«Deve stare molto attento, perché per il discorso dell’addebito, dopo la fine di un matrimonio è prevista una sorta di punizione economica per chi ha tradito. Il punto è che, o dimostra che la relazione di prima era caratterizzata da un brutto clima familiare, altrimenti cade la scure di un assegno di mantenimento molto importante, come punizione economica ed espiazione giuridica».

Chi dà il peggio di sé, l’uomo o la donna?

«Sono alla pari, dipende da cosa è successo; ma in genere è il tradito, uomo o donna che sia, a diventare un animale velenoso».

Le cose più brutte che ha visto in un divorzio?

«Si può arrivare molto in basso. Perverso è usare i figli come arma, cosa che ho visto spesso e lì sta l’abilità dell’avvocato nel gestirla».

Nel libro ha scritto: “…a tenere insieme le persone c’è un po’ di chimica prima del matrimonio, e un po’ di economia dopo” e   più avanti “ la fine della guerra in amore non è altro che un assegno”. Ma che tristezza ridurre tutto ai   soldi!

«D’altra parte che espiazione diversa sarebbe possibile? Come la misuri? Con la buona volontà? Che alternativa c’è? O la parte tradita concede una seconda possibilità, che statisticamente fa la fine della prima, oppure conviene misurare in denaro».

Quanto si è divertita e quanto invece amareggiata scrivendo questo libro?

«In egual misura. Mi sono divertita per un brutto meccanismo di transfer al contrario. Quando si è avvocato matrimonialista acquisisci una specie di antipoetica dell’amore: hai davanti sempre lo spettacolo più cruento e dici a te stessa….”ne faccio volentieri a meno”».

Nel suo futuro più avvocato o scrittrice?

«Se possibile tutte e due le cose».

MUSEI REALI DI TORINO: UN CARNEVALE ARCHEOLOGICO

Al Museo di Antichità, sabato 25, domenica 26 e martedì 28 febbraio 2017 dalle 15 alle 17

Quale occasione migliore del carnevale per i piccoli visitatori di scoprire i Musei Reali di Torino in una maniera insolita e divertente? In occasione di questa festività, infatti, ilMuseo di Antichità con il sostegno dell’Associazione Amici del Museo di Antichità invita i bambini a festeggiare nelle sue sale.

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Sabato 25 febbraio – dalle 15 alle 17

Un carnevale mitico! Dèi e eroi

Oggi in museo puoi scoprire insieme all’archeologo i tanti dèi e personaggi dei miti greci, etruschi e romani. E per vestirti trovi mille ispirazioni! Porta l’arco o la clava di Ercole: puoi trasformarti in un dio dell’Olimpo, in un’amazzone o in un eroe mitologico!

Per bambini dai 5 ai 10 anni accompagnati da un adulto.

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Domenica 26 febbraio – dalle 15 alle 17

Un carnevale archeologico! Un pomeriggio da romano

Per un giorno lascia perdere i travestimenti e vestiti con noi da antico romano! Potrai immedesimarti pienamente nella vita quotidiana di 2000 anni fa.

Puoi vestirti a casa o farti aiutare dall’archeologo in museo. Se sei un maschio, porta un bel lenzuolo bianco, se sei una bambina del tessuto colorato, un nastro e delle spille.

Per bambini dai 6 ai 12 anni accompagnati da un adulto.

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Martedì 28 febbraio – dalle 15 alle 17

Un carnevale mostruoso! Strane creature e animali fantastici

Cani a tre teste o dal manto stellato, mostri marini e fantastiche creature alate, animali nuovi e bizzarri, belve paurose: oggi in museo puoi scoprirne le immagini e le straordinarie storie.

Per entrare meglio nel gioco, indossa un costume da animale o una maschera da mostro!

Per bambini dai 5 ai 10 anni accompagnati da un adulto.

 

Obiettivo sapore. La Cookin’ Challenge di Claudia Fraschini

Torino Cookin’ Factory è diventato, in meno di un anno dalla sua apertura, sinonimo di un intreccio inscindibile tra cucina, fotografia e arte, di sfide e sorprese ogni giorno incentrate sul gusto e la fantasia. In occasione della seconda edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, Claudia Fraschini, Chef e anima di Cookin’ Factory, inaugura un nuovo modo di intendere l’esperienza culinaria: quasi una Mistery Box che danza tra gli ingredienti del territorio, l’abilità della Chef e la voglia scoprire nuovi limiti nell’arte dell’improvvisazione in cucina.

Insieme a un gruppo di giornalisti, Claudia Fraschini si sottoporrà a una vera e propria Cookin’ Challenge: saranno infatti i suoi ospiti a scegliere gli ingredienti con i quali sfidare la tecnica e la creatività della Chef. La scelta di ciò che bollirà nelle pentole di Claudia Fraschini avverrà durante un “Aperispesa” presso l’Angolo dei Sapori di Corso Re Umberto 36. La freschezza dei prodotti dell’Angolo dei Sapori è il primo pensiero di Salvatore Rindone, il titolare. Ogni mattina all’alba, Salvatore cerca il meglio che i mercati generali possano offrire per trasformarlo nella cucina del suo punto vendita e offrirlo alla sua clientela.

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Quando si entra nel negozio di Corso Re Umberto si viene accolti da un turbinio di colori e di profumi che incanta. Per quanto riguarda il territorio piemontese, all’Angolo dei Sapori si trovano le produzioni, freschissime, che i contadini portano ogni giorno a Torino. Gli acquisti di Salvatore si trasformano, nelle abili mani dei suoi dipendenti che stanno in cucina, in insalate, macedonie, pinzimoni ma anche in preparazioni più complesse come insalate di pollo, peperonate, risotti, verdure ripiene e insalate russe. Oltre che le proposte dell’Angolo dei Sapori, i clienti possono richiedere piatti particolari che verranno cucinati appositamente dai cuochi. Produttori ospiti: la ricotta nostrana piemontese (Seirass) del Caseificio Stella Alpina; le chiocciole allevate a Montalto di Roero dall’Azienda agricola La Lumaca; i succhi 100% di frutta e verdura fresche, spremute a freddo e non pastorizzate di Suqqo; i grissini e i biscotti di Al Mulin d’Barot di Coassolo; il Prosecco di Valdobbiadene dell’Azienda vitivinicola Andreola; tutte le varietà di riso piemontese della Cascina Grampa.

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Una volta riempita la sporta con gli ingredienti, i giornalisti raggiungeranno Via Savonarola e lo spazio di Cookin’ Factory, dove cucina e fotografia finalmente si mescoleranno. Ci sarà innanzitutto un laboratorio di Still Life photography – in collaborazione con Nikon – in cui gli ospiti fotograferanno gli ingredienti che hanno portato con sé, prima di affidarli alle sapienti mani di Claudia per essere trasformati in chissà quali magici piatti. Mentre la Chef sarà all’opera, gli ospiti avranno modo di parlare ancora di fotografia insieme a Roberto Bachis, training specialist di Nital. La giornata prevede – una volta realizzate e impiattate tutte le ricette – una seconda pillola di Food Photography: qual è lo sfondo per la foto? Quali attrezzature usare? Con quale angolazione scattare la foto? Tutti i consigli e i trucchi per imparare a realizzare scatti che lascino davvero con l’acquolina in bocca. Dal mercato, ai fornelli, al set, per finire poi alla tavola. L’Experience Obiettivo sapore non può che concludersi con il pranzo, a base di ingredienti sani, genuini e rispettosi del territorio. Il senso della sfida? Creatività, sapore e gusto per la convivialità.

Rock al femminile contro la violenza

 Si chiama Rock Female Festival e si terrà sabato 25 febbraio al Taurus Factory di Ciriè. Il programma vede sul palco nove band (inediti, cover e tributi) che si esibiranno in un’unica serata dedicata al rock al femminile: Dirty Label, Oniricide, Kosmic Band, Fallen, Dayslived, Soundscape, Stush, The Dark Side, Così A Caso. La serata partirà alle 19 ma verrà anticipate da un ricco apericena mezzora prima. Durante l’evento verrà allestito un banco per la presentazione dello Sportello Donna (Centro di Aiuto, ascolto, accoglienza e reinserimento comunitario e lavorativo per Donne). Servizio gratuito della cooperativa Libera Dimensione in collaborazione con la Cooperativa Quarantatrè e Privata Assistenza che si occuperanno delle attività di inserimento.

Lo scopo è quello di prevenire e contrastare ogni forma di violenza contro le donne, sia in ambito familiare che sociale, ma vuole essere anche un punto per il reinserimento nel circuito lavorativo o anche semplicemente un luogo d’incontro e di scambio. Il progetto associativo si fonda sulla convinzione che la donna, anche se in situazione di disagio, abbia dentro di sé la capacità di progettare il futuro e le risorse per uscire dalla precarietà, riappropriandosi della propria identità e riprendendo in mano la propria vita. Questo percorso è lungo e difficile: affrontato insieme ad altre donne può diventare più facile. Inoltre sarà anche possibile assistere all’inaugurazione della mostra fotografica “Yin – l’arte del femminile”, di Gabriella Catalano.

 

Massimo Iaretti

Primo trasporto ECMO pediatrico salva la vita ad una neonata

Il primo trasporto ECMO pediatrico, effettuato da un team dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino, salva la vita ad una neonata.

Lo scorso 8 febbraio è nata presso l’ospedale Maria Vittoria di Torino una bimba di 3 kg che ha manifestato fin da subito un’insufficienza respiratoria gravissima ed in rapido peggioramento nelle 24 ore successive per una polmonite da inalazione di liquido amniotico. Presa in carico dai neonatologi della Terapia Intensiva Neonatale del Maria Vittoria, intubata ed in ventilazione artificiale massimale, la mattina successiva la piccola era talmente grave che avrebbe potuto resistere solo poche ore. I piccoli polmoni non erano infatti più in grado di ossigenare il sangue. Per questo motivo sono stati allertati gli anestesisti dell’ospedale Regina Margherita, diretti dal dottor Giorgio Ivani. L’équipe dell’ospedale Infantile, formata dalla Alberta Rizzo (responsabile della Cardioanestesia pediatrica), dai cardiochirurghi Andrea Valori e Maria Teresa Cascarano (della Cardiochirurgia pediatrica diretta da Carlo Pace Napoleone), due tecnici perfusionisti ed un’infermiera si sono recati all’ospedale Maria Vittoria ed hanno impiantato un sistema di supporto artificiale alla ventilazione della paziente. Questo sistema ECMO, definito Extra Corporeal Membrane Oxigenation, è in grado di ossigenare il sangue aspirato da una grossa vena e restituirlo al paziente da una pompa esterna. Dopo aver verificato la stabilità respiratoria ed emodinamica, la paziente è stata trasferita al Centro di riferimento del Regina Margherita. Dopo 6 giorni i polmoni sono migliorati consentendo lo svezzamento dal supporto extracorporeo e dopo altre 48 ore di ventilazione artificiale è stata estubata e poi trasferita all’ospedale di provenienza.  

Finora la rete Regionale di emergenza ECMO respiratorio, nata in seguito all’epidemia H1N1 degli scorsi anni, era stata utilizzata solo per gli adulti. Questa esperienza, che per la prima volta ha consentito di salvare la vita ad una neonata, apre ampie possibilità di trattamento delle insufficienze respiratorie neonatali e pediatriche per i pazienti ricoverati in ospedali non provvisti di ECMO Center.

Il Patto della Montagna

Sabato 25 febbraio, viene inaugurato un nuovo ciclo di incontri tutti dedicati al mondo del documentario della nostra regione: Glocal Doc / Il cinema del reale in Piemonte. Il progetto, realizzato da Associazione Piemonte Movie, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, sarà una vetrina del documentario e dei documentaristi della regione, con proiezioni in anteprima, presentazione di progetti, incontri e dibattiti, con l’obiettivo di valorizzare il ricco panorama del cinema del reale girato e prodotto in Piemonte. Una serie di appuntamenti, per un totale di 5 serate, che si terranno ogni due mesi al Cinema Massimo di Torino (Via Verdi 18), in questa prima edizione 2017.

 

Come parte del ciclo Glocal Doc / Il cinema del reale in Piemonte, il Museo Nazionale del Cinema ci permette di stringere i legami con la storia passata e recente del cinema documentario, mentre Film Commission Torino Piemonte rappresenta un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo e la produzione made in Piemonte grazie alle sue attività di sostegno al settore, in primis attraverso il Piemonte Doc Film Fund, primo fondo italiano per il sostegno al cinema documentario, istituito nel 2007. Glocal Doc va inoltre ad aggiungere un tassello importante all’interno del quadro composto dalle numerose iniziative volute e realizzare da Piemonte Movie, a sostegno delle realtà cinematografiche locali. Una rassegna che si collega infatti al concorso Panoramica Doc del Piemonte Movie gLocal Film Festival per quanto riguarda il presente della produzione documentaristica e si allaccia, inoltre, alla manifestazione Movie TellersNarrazioni cinematografiche che nel mese di maggio proporrà 28 serate-evento in 13 comuni della regione con 4 lungometraggi, 4 documentari e 4 cortometraggi piemontesi, per far circuitare sul territorio le ultime produzioni realizzate sotto le Alpi. Un’iniziativa sostenuta da Regione Piemonte, promossa da Film Commission Torino Piemonte e FIP Film Investimenti Piemonte, ideata e organizzata da Associazione Piemonte Movie in collaborazione con Museo Nazionale del Cinema, Torino Film Festival e Agis-Anec.

 

Sabato 25 febbraio 2017 al Cinema Massimo ore 20.30, il Museo Nazionale del Cinema e Piemonte Movie insieme alle società di produzione Jean Vigo Italia e VideoAstolfoSullaLuna (Biella) presentano il documentario Il Patto della Montagna di Manuele Cecconello e Maurizio Pellegrini. Il film in corso di realizzazione con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund e del Mibact e parte del ricavato della serata – ingresso euro 6,00 – sarà devoluta per il completamento della produzione del film.

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IL PATTO DELLA MONTAGNA

 

C’è una storia che pochi conoscono e che si svolge in Piemonte, a Biella. Una storia nobile italiana che intreccia i destini di imprenditori tessili, lavoratori e partigiani, che nel ‘44, nel pieno della guerra, firmarono clandestinamente un Patto che affermava, per la prima volta in Italia e in Europa, la parità salariale tra uomo e donna. Il Patto della Montagna stabilì infatti “pari salario a pari lavoro” e segnò una conquista che diverrà nazionale ed europea solo negli anni Sessanta, aprendo una strada tra molte difficoltà, tuttora evidenti.

 

Quella vicenda è un evento eccezionale all’interno di 150 anni in cui la capacità di negoziazione tra lavoratori e imprese è diventata una delle condizioni di competitività e resilienza dell’area biellese. Nonostante la crisi e i processi di delocalizzazione globale, infatti, il Biellese è ancora l’unica area in Europa dove resiste l’intera filiera tessile e dove si producono tessuti tra i più fini al mondo.

Il Patto della montagna sta per diventare un film documentario, una co-produzione tra Jean Vigo Italia e VideoAstolfoSullaLuna, con il sostegno del Mibact e della Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, con la regia di Manuele Cecconello e Maurizio Pellegrini e la produzione esecutiva di Francesca Conti. Il documentario, di cui verranno presentati alcuni estratti, indaga le ragioni dell’eccellenza del prodotto tessile, trovandola nella qualità delle relazioni tra gli uomini, ovvero nella capacità di affrontare i conflitti attraverso una mediazione fondata sul rispetto reciproco. Una metafora per l’oggi che deve ritrovare il senso del futuro e del patto sociale.

La serata ripercorrerà il lungo percorso verso la parità salariale, di cui il “Patto” è il momento cruciale, affrontandone il prima e il dopo, dalle prime rivendicazioni sindacali nell’800 al definitivo riconoscimento sul contratto nazionale del 1964. Tra parole dette e recitate, pezzi di film, camei di testimoni eccellenti, sarete coinvolti in questo racconto inedito dagli autori e registi, da storici, stilisti, e dai rappresentanti delle istituzioni che sostengono la produzione.

 

La serata prevede il reading del Patto, la proiezione di clip con contenuti storici e interviste, e il teaser del film. A parlare della vicenda storica, di moda e territorio e del ruolo del cinema saranno presenti i registi con Francesca Conti (produttore esecutivo del film), Lorenzo Canova (Responsabile programma Sensi contemporanei), Nino Cerruti (industriale e stilista), Sara Conforti (artista), Claudio Dellavalle (Storico Università degli Studi di Torino), Alessandro Gaido (Presidente Piemonte Movie), Paolo Manera (Direttore Film Commission Torino Piemonte), Enrico Pagano e Marcello Vaudano (Istituto Storico della Resistenza di Varallo), Christian Pellizzari (stilista), Luisa Trompetto (attrice).

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Il Patto della Montagna. Le radici nobili della qualità biellese

Regia di Manuele Cecconello e Maurizio Pellegrini.

una co-produzione tra Jean Vigo Italia e VideoAstolfoSullaLuna, con il sostegno del Mibact e della Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund

Con il patrocinio di Comune di Biella, ATL Biella.

Sviluppato in collaborazione con ANPI Provincia di Biella, Docbi – Centro Studi Biellesi, ISRSC BI-VC – Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea nel Biellese, Vercellese e Valsesia, ISRSC Torino – Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Agosti” Torino.