Danilo Ragona e Luca Paiardi sono due amici che da quasi 20 anni, a causa di un incidente, vivono seduti su una carrozzina. Da tre anni sono diventati i protagonisti di Viaggio Italia, un viaggio, ironico, divertente, a tratti avventuroso, una sfida che li porta a percorrere il nostro Paese con le loro carrozzine tra incontri e avventure, sport e risate, per portare un messaggio di speranza e solidarietà, per raccontare il mondo dal loro punto di vista.

Durante la scorsa edizione i ragazzi avevano lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma lastminuteheroes.org il cui obiettivo era quello di acquistare uno speciale furgone per Danilo Neri, un amico rimasto tetraplegico all’età di 17 anni. Un furgone che avrebbe rappresentato molto più di un semplice mezzo di trasporto ma la possibilità, per Danilo Neri, di tornare a viaggiare e – perché no! – di unirsi a Danilo e Luca in una tappa del loro viaggio…
Grazie alla tenacia e all’aiuto di tutti l’obiettivo è stato raggiunto, il furgone acquistato e adattato, e il momento di rispettare la promessa è finalmente giunto: ricominciare a viaggiare e unirsi ai due amici di una vita in una tappa della nuova edizione di Viaggio Italia!
Danilo Neri sarà infatti il protagonista, insieme a Danilo Ragona e Luca Paiardi, di un appuntamento dell’edizione 2017 di Viaggio Italia che quest’anno è un progetto ancora più grande, più lungo e più ambizioso.Lunedì 17 luglio Danilo Neri partirà da casa con il suo furgone direzione Sestriere per fare downhill con i due amici di sempre! Una giornata intera dedicata al downhill a cura di Fiat Autonomy e dell’associazione sportiva Freewhite, fondata da Gianfranco Martin, allenatore ed ex sciatore alpino, medaglia d’argento alle olimpiadi invernali di Albertville nel 1992.
Un’esperienza indimenticabile che unisce sport, amicizia, turismo e avventure, un modo immediato e diretto per raccontare che nulla è impossibile, per far arrivare a tutti il messaggio che Danilo e Luca continuano a ripetere, forte e chiaro: “la disabilità è un limite che non deve spaventare o frenare, ma che deve essere conosciuto, esplorato, superato, perché la disabilità, in fondo, è un punto di vista diverso dal quale vivere e raccontare la vita di tutti i giorni”.
E quale modo migliore per farlo, se non con i propri amici?
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GLI INTERVENTI
illustrato le linee guida “Il problema amianto è un tema decisamente sentito perchè la Legge 257/92 che impone una serie di obblighi, ha poi demandato al Decreto Ministeriale del 6 settembre 1994 sulle valutazioni tecniche, purtroppo disattese. Purtroppo, la mappatura dell’amianto negli stabili per la parte friabile non è stata fatta. E’ una grossa difficoltà perchè di fronte a lavori di manutenzione, non si sa dove sia l’amianto all’interno della struttura. Se esiste, occorre fare una valutazione, per capire se di matrice friabile o compatta e si deve realizzare un piano di mantenimento all’interno della struttura.
Le immagini, per lo più in bianco e nero, ci rimandano il suo viso scavato, il corpo minuto. Una velata malinconia nello sguardo , il timbro di una voce antica. Quella stessa voce che proponeva – con lucidità – una visione del mondo nuova; la necessità di portarsi dietro tutti in scelte più avanzate,
dell’amore che il popolo italiano provava per questo uomo gracile e forte allo stesso tempo, partito dalla Sardegna non per fare la “carriera politica” ma per “impegnarsi” nella politica. Tra quei drammatici fotogrammi che accompagnano i suoi ultimi istanti in piazza della Frutta , ce n’è uno, quasi impercettibile a un osservatore poco attento: quello del suo ultimo sorriso alla folla, dopo aver pronunciato le sue ultime parole “..lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini”. Sta tutto in quel sorriso la bellezza di Berlinguer. La bellezza di chi ha scelto di occuparsi in maniera disinteressata degli altri; di avere uno scopo nella vita che va oltre se stessi. In quel sorriso è racchiuso un manifesto politico, troppo in fretta archiviato dopo la sua morte e troppo strumentalmente ritirato fuori per esigenze di propaganda. Il sorriso di un uomo che è ancora tra noi perché le sue intuizioni politiche e culturali avevano scavato nel profondo della crisi italiana, ne avevano tirato fuori i nervi scoperti attraverso i quali si poteva vedere il futuro della nostra società e dell’Europa. Un uomo, fatto passare per un conservatore e che, all’opposto, sapeva leggere con visionaria lucidità il cambiamento in corso, cercando di proporre una via d’uscita democratica, non populista. 
alcune derive, le abbiamo assecondate; perché si è stati troppo indulgenti nello sposare parole d’ordine, modi di essere, ideologie che non appartengono a una parte che si propone di essere la parte dei più deboli; perché così tanto impegnati a ricercare il futuro si è pensato, più volte in questi anni, di trovarlo gettando via le lezioni del passato. Ecco perché, senza nostalgie ma con il senso dell’attualità, riemerge potente l’insegnamento di Berlinguer. Perché non basta un tweet per “riempire la propria vita”, ma occorre riscoprire il pensiero lungo, quello che invita a guardare al mondo con realismo e creatività, innovazione e obiettivi proiettati nel futuro. Quel “pensiero lungo”, che non è ideologia arrugginita né fuga dalla realtà, manca molto alla politica di oggi. E Berlinguer questo “pensiero lungo” lo cercava nelle suggestioni che arrivavano dall’ambientalismo, dal pacifismo, dai movimenti delle donne. Con il sorriso di chi diceva “.. Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. Parole dette con un sorriso, dolce e determinato. Parole di Enrico Berlinguer.
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