redazione il torinese

COMMISSIONE SICUREZZA ALLA CIRCOSCRIZIONE 7: “NESSUN IMPEGNO CONCRETO”

Martedì 19 settembre 2017 si è svolta la commissione congiunta I-II-III-IV con all’ordine del giorno la Sicurezza sulla Circoscrizione 7  con la partecipazione dell’Assessore Roberto FINARDI.

La Commissione purtroppo, convocata dopo parecchi mesi dalla richiesta dei consiglieri di Centro Destra e dopo il triste episodio dell’aggressione al Senatore Airola del M5S, si è svolta in un clima teso e inconcludente. L’Assessore Finardi ha suscitato il dissenso dei cittadini presenti che dopo aver esposto una serie di problematiche della sicurezza sulla Circoscrizione 7 si sono sentiti dire “probabilmente avete ragione” e alla fine “sappiate che io non sono stato votato ma sono stato nominato” e si è conclusa dopo poco più un’ora perché l’assessore aveva un altro impegno. Alessi ha proposto un Tavolo di lavoro con l’assessore Finardi e i Capigruppo della Circoscrizione al fine di cercare concretamente di affrontare  i problemi a 360 gradi che si presentano sul proprio territorio, ma la proposta  non è stata accolta in quanto l’assessore ha detto che partecipa già a tanti Tavoli e, d’accordo con il Presidente, questo non lo ritiene utile. I Consiglieri di Centro Destra della Circoscrizione 7, Alessi (Fratelli d’Italia), Gariglio (Gruppo Misto-Direzione Piemonte), Giovannini (Direzione Italia) si dicono indignati del comportamento dell’Assessore Finardi verso i cittadini e per come è stata condotta la Commissione dal Presidente. La Commissione si è conclusa con una protesta accesa dei cittadini che sono stufi di attendere soluzioni che non arrivano da parte della politica E’ ovvio che l’Assessore ha ereditato la così detta “patata bollente” da parte delle precedenti Giunte di Centro Sinistra che poco hanno fatto in più di venti anni di governo della Città, ma ora tocca alla Giunta Pentastellata proporre il tanto atteso cambiamento di rotta annunciato durante  la campagna elettorale e che dopo ieri pare lontano anni luce. Il Centro Destra auspica anche di poter vedere la partecipazione del Sindaco Appendino ad un Consiglio aperto sulle problematiche del territorio.

I consiglieri

Patrizia Alessi 

Giulia Gariglio

Domenico Giovannini

Colpa dei topi. Senza Fini Senza Confini e senza collegamento

Senza Fini Senza Confini …  senza collegamento. E’ stato lo stesso presidente dell’associazione dei Comuni (che ha sede a Verrua Savoia e coinvolge diversi comuni della Città Metropolitana di Torino e delle province di Alessandria, Asti, Vercelli) Daniele Trinchero che, nell’incontro di Villadeati dove sono state presentate le attività didattiche, a rivelare che i soci collegati al campanile di Mombello Monferrato, in Valcerrina, hanno vissuto, sotto l’aspetto del collegamento internet un momento un poco complicato. Colpa dei topi che hanno letteralmente mangiato i fili dell’impianto, nonostante le guaine fossero certificate come anti – roditore. “I munfrin sono tenaci, metodici e determinati – ha detto Trinchero – tutte qualità positive quando si parla di attività dei nostri soci. Drasticamente distruttive quando si parla di roditori golosi”.

Massimo Iaretti

 

Metamorfosi… i racconti della terra rossa

FINO AL 24 SETTEMBRE

 

Spegne quest’anno 57 candeline la tradizionale Mostra della Ceramica di Castellamonte in programma fino a domenica 24 settembre e che nella famosa cittadina della “terra rossa” presenta opere di cento artisti (molti di gran nome) ospitate in ben sette punti espositivi, avendo a corollario un suggestivo programma di eventi ( pagina Facebook: Mostra della Ceramica – Castellamonte 2017) incentrati su musica, cultura, arte ed enogastronomia. Organizzata dall’amministrazione comunale (con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, Regione Piemonte, Città Metropolitana e Associazione Italiana Città della Ceramica), questa 57esima edizione, curata da Giuseppe Bertero, si porta addosso un titolo quanto mai impegnativo ma esemplare nell’ottica di una corretta chiave di lettura della rassegna; direttamente ispirato dall’incipit del celebre poema di Ovidio, il titolo “Metamorfosi” vuole infatti “mettere in evidenza – sottolinea lo stesso Bertero – le continue trasformazioni dell’arte della ceramica di Castellamonte, dalle famose stufe all’artigianato e al design, fino alle sculture in ceramica opera di importantissimi artisti”. Il percorso espositivo si inizia al primo piano di Palazzo Botton (piazza Marconi, 1), luogo “principe” dove si possono ammirare le più belle stufe realizzate dai produttori del luogo, con un occhio di particolare riguardo per quelle più innovative, ma già “star” mondiali, come le blasonate Stack, premiate con il “Compasso d’oro” dall’ADI, Associazione per il Disegno Industriale, e sulle quali la mostra presenta anche un pregevole e dettagliato progetto – illustrato con dovizia di particolari – realizzato dal locale Liceo Artistico Statale “Felice Faccio”, già Regia Scuola per l’Arte della Ceramica e poi Istituto d’Arte. Accanto ad esse le “stufe d’autore”. E qui noblesse oblige citando doverosamente i singolari manufatti a firma di Enrico Bay, Ugo Nespolo, Ugo La Pietra, William Sawaya e Fortunato Depero. L’avventura prosegue con una rinnovata installazione-racconto, sapientemente giocata fra mito e quotidiana realtà da Luigi Stoisa e che resterà in permanenza a Palazzo Botton. Dove, al secondo piano, ci s’imbatte in un vero e proprio “tesoretto”, per dirla ancora con Bertero, dinanzi ad opere di artisti che hanno lavorato a Castellamonte o che sono stati ospiti nelle varie edizioni della Mostra: primo fra tutti, Angelo Barengo (attivo fra Otto e seconda metà del Novecento), e poi ancora Enrico Carmassi, Ugo Milani, Alfeo Ciolli e il grande Renzo Igne con i suoi straordinari pezzi unici a soggetto sacro. E, di stanza in stanza, l’elenco prosegue con i vari Arnaldo Pomodoro, Carlo Zauli, via via fino a Nino Caruso, a Salvatore Cipolla e alle improbabili e intriganti umanità di Nino Ventura. Doveroso, nella Sala Consigliare, l’omaggio a Nicola Mileti, storico e appassionato curatore delle passate edizioni della Mostra. Lasciato Palazzo Botton, il Centro Congressi Martinetti (via Educ, 59) espone i lavori di artisti attivi in Castellamonte e nel Canavese, accanto ai “gioielli in ceramica da indossare” a cura della CNA di Torino e, nella Sala Conferenze, i manifesti della Mostra dal 1961 ad oggi. Altra imprescindibile location nel percorso espositivo della rassegna è indubbiamente il Liceo Artistico Statale “Felice Faccio” (via Pullini, 24), autentica fucina – e ne sono prova concreta gli elaborati in esposizione – di nuovi giovani talenti dell’arte della ceramica. E non solo. E infine, a chiudere il cerchio, meritano sicuramente una visita le altre quattro sedi messe a disposizione in città. Tutte gestite e allestite da privati: dalla Casa Museo Famiglia Allaria (via Massimo D’Azeglio, 176) alla Casa Gallo – Cantiere delle Arti (via Educ, 40), per finire con il Centro Ceramico Museo Fornace Pagliero (in Borgo Spineto, 61) e La Castellamonte Stufe (via Casari, 13). Intenzione degli organizzatori è anche quella di favorire visite ai vari centri di produzione delle ceramiche distanti pochi chilometri dal centro cittadino, così come ai “castelletti”, in frazione Sant’Anna Boschi, affascinante luogo estrattivo dell’argilla rossa di Castellamonte.

Gianni Milani

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“Metamorfosi…i racconti della terra rossa…”

Mostra della Ceramica di Castellamonte (To); tel. 0124/5187216 – Pagina Facebook : Mostra della Ceramica – Castellamonte 2017

Fino al 24 settembre

Orari: sab. e dom. 10/22; dal lun. al ven. 18/22

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Nelle foto:

– Nino Ventura: “Ceramiche”, Palazzo Botton

– Renzo Igne: “Ceramiche”, Palazzo Botton
– Ugo Nespolo: “Stufa d’artista”, Palazzo Botton
– Luigi Stoisa al lavoro a Palazzo Botton
– Liceo Artistico “Felice Faccio”: “Ceramiche”
– La Castellamonte Stufe: “Dinamica Pellet”

 

G7, Torino si arrende ai contestatori. Ma la sicurezza viene prima della grandeur

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Dopo gli ultimi aggiornamenti organizzativi  c’è davvero da domandarsi se i G 7 debbano continuare a tenersi nelle città o non debbano essere spostati in zone aperte e sicure in cui l’ordine pubblico possa essere garantito e contemporaneamente tutti i contestatori del mondo possano agitarsi e protestare come meglio desiderano ,senza recare danni.  La comparsa di una ghigliottina a Venaria non è un bel segno, indica il furore giacobino e violento che sta già manifestandosi e che  dovremo subire durante i giorni del G 7 a Venaria Reale e a Torino. In primis la Reggia resterà chiusa due settimane con grave danno turistico ed economico. In secondo luogo la cittadina e’ già in ansia per quello che potrà succedere, senza che le autorità diano ai cittadini  un segno la  sicurezza   Indispensabile che oggi deve  prevalere sul diritto di manifestare di qualche gruppo estremistico che non sa  neppure cosa significhi l’avverbio ” pacificamente “. Il diritto costituzionale e’ ben altra cosa dal caos violento  generato dai facinorosi. Cio’ che è stato deciso per Torino rasenta la follia. Scegliere un albergo in centro città per ospitare i ministri appare assurdo. Avevano detto che l’accoglienza sarebbe avvenuta in Canavese, in una realtà quindi distante sia da Venaria sia da Torino.

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Chi aveva progettato una cena al Castello del Valentino e una visita al Politecnico, forse ,vive fuori dalla realtà e infatti i due incontri sono stati cancellati. Forse non dovevano neppure essere messi  in calendario perché le ragioni di ordine pubblico oggi sono una priorità , specie a Torino. Mettere a rischio  l ‘incolumità delle persone a Torino, dopo piazza San Carlo , non è più consentito.  I cosiddetti antagonisti devono essere messi in condizioni di non nuocere. A Milano per l’inaugurazione dell’Expo hanno fatto disastri, per non ricordare  Genova messa a ferro e fuoco. Gli italiani sono stanchi  di violenze inutili e rifiutano questi  sfaccendati che sbarcano il lunario facendo i professionisti della violenza di piazza. Come diceva Flaiano ,questi vogliono fare le rivoluzioni e le barricate con i mobili degli altri. Se lo Stato non è in grado di difenderci, e’ meglio evitare  di rincorrere  la grandeur dei G7. Le zone militarizzate  avranno un grave danno e la città nel suo insieme ne trarrà solo disagi. Quali saranno i vantaggi? Credo nessuno. I ministri possono vedersi con calma da altre parti, evitando le parate, le cene, le cerimonie che, in tempi come questi, risultato, oltre che costosi, del tutto inutili anche sul piano politico.

 

quaglieni@gmail.com

Ecco la piattaforma di videocurricula

Iscrizione gratuita. Profilazione psico-attitudinale dei candidati. Videocurricula come strumento di differenziazione e selezione. Incontri personali Giovani/Aziende in contesti extra-lavoro orientati alle PR. Formazione specialistica sull’approccio ai colloqui di lavoro. Ottimizzazione della propria Web Identity. Questi i plus della startup NETtoWORK nata per mettere in contatto i profili junior e il mondo del lavoro.

 

Trovare una risorsa valida da impiegare in azienda non è semplice. Né per le grandi aziende, che ricevono migliaia di CV ogni anno, né per le PMI, che spesso non hanno processi di selezione strutturati. Ma anche per i profili Junior farsi notare, annegati in un mare di cv formato europeo molto simili fra loro, è impresa ardua.

Per aiutare le Aziende e chi esce dal mondo della scuola/università ad entrare reciprocamente in contatto ed a fare rete sul territorio nasce la piattaforma gratuita NETtoWORK.  Non un sito di annunci di lavoro né un’agenzia di ricerca del personale ma una vera e propria piattaforma di incontri B2B, dedicata ai profili junior che fa del video cv l’asse portante (con un sistema evoluto di filtraggio delle risorse: dati anagrafici, background formativo, competenze tecniche, caratteristiche psicoattitudinali, etc.). Uno strumento prezioso per le Aziende che devono trovare una risorsa, un’opportunità da cogliere per tutti coloro che, terminati gli studi, si affacciano al mondo del lavoro.

L’idea di questa startup innovativa è di Manuel Bregolin, torinese, 34 anni, giovane manager con alle spalle un passato in Fiat Group, Accenture e Lidl Italia. “So per esperienza – dichiara Manuel – quanto sia difficile trovare il candidato ideale per le aziende e quanto sia difficile emergere per i giovani. Ho voluto creare una piattaforma che permetta alla domanda e all’offerta di incontrarsi, ottimizzando tempi e costi per le Aziende e dando la possibilità ai giovani di lasciare realmente il segno”.

IL VIDEOCURRICULUM è l’anima della piattaforma. Comodo e veloce per l’azienda che ha la possibilità di fare una prima valutazione del candidato, utile per i giovani che hanno la possibilità di raccontarsi e distinguersi. 90 secondi a disposizione per presentare esperienze e competenze. Un’immagine diretta, in prima persona, dove al racconto biografico a viva voce si accompagnano gesti, espressioni, elementi comunicativi non verbali che il tradizionale curriculum cartaceo, sempre più standardizzato, non può veicolare. Uno strumento che lascia emergere capacità comunicative, creatività e originalità del candidato.

-1 + 4: cosa significa? NETTOWORK si rivolge ai profili junior che prevedono di conseguire (entro un anno) o che hanno conseguito (negli ultimi quattro anni) un qualsiasi titolo di studio (diploma, laurea, master, corso professionale, etc). Sono inseriti nella piattaforma solo i profili che rispettano questo criterio.

La piattaforma infatti è pensata per offrire un aiuto concreto a chi muove i primi passi nel mondo del lavoro ed ha dunque necessità di fare “rete” con le Aziende del territorio.

 

Portinaia molesta scampanellava di notte. Multata di 500 euro

Suonava di continuo al citofono dei condomini, tanto da vedersi configurare il reato di molestia. Così la portinaia di uno stabile di Torino  è stata condannata a 500 euro di ammenda e a versare un indennizzo ai querelanti. Era stata denunciata da una famiglia del palazzo che lamentava una serie di “episodi anomali” dal gennaio 2010 al gennaio 2012. L’accusa da parte della procura era di avere “recato disturbo in particolare suonando ripetutamente e pretestuosamente il campanello dell’abitazione in varie ore del giorno e della notte”. La portinaia si è dichiarata innocente ammettendo solo di essersi lamentata  per il comportamento del figlio della coppia. I giudici però hanno ritenuto che i fattori indiziari fossero sufficienti a stabilire la sua colpevolezza.

 

(foto: il Torinese / archivio)

SCUDETTO SFIORATO: IL GSPM TORINO È VICECAMPIONE ITALIANO ASPMI DI CICLISMO

Sul tracciato di Milano gli atleti sabaudi conquistano il secondo posto nella classifica a squadre, fermandosi a soli due punti dai padroni di casa. Sugli scudi Barbara Batel, medaglia d’oro nella competizione femminile, e Sergio Uberti, tricolore di categoria

Un argento dai riflessi aurei: la spedizione in landa meneghina della sezione ciclistica del Gruppo Sportivo Polizia Municipale di Torino si è conclusa con un brillante secondo posto, conquistato in occasione del campionato italiano ASPMI svoltosi contestualmente alla Gran Fondo internazionale di Milano, competizione al debutto assoluto nel panorama sportivo lombardo.

Un risultato estremamente positivo per la compagine sabauda, che si è inchinata ai padroni di casa per soli due punti (per la cronaca, la corsa è stata vinta da Daniele Seghi, di Sesto Fiorentino, classificatosi dodicesimo assoluto nella Gran Fondo), raccogliendo piazzamenti di immenso prestigio, come quelli di Barbara Batel, medaglia d’oro nella gara femminile, e di Sergio Uberti, tricolore nella categoria Master 7.

Degne di menzione anche le performance di Alessandro D’Azzeo e Giuseppe Bartone (secondo e terzo nella categoria Master 3), di Andrea Bologna e Adriano Petti (argento e bronzo nella categoria Master 4) e di Maurizio Villata (terzo nella categoria Master 7).

Una prestazione complessiva che migliora quella fornita a Pesaro nel 2016, quando i torinesi si inchinarono a Castelfiorentino e a Milano. «Siamo stati graziati dalla pioggia che fino a poche ore prima del via ha imperversato sul capoluogo lombardo – commenta raggiante Andrea Bologna, responsabile del team ciclistico del sodalizio gialloblù –. La lunghezza del percorso era di 105 chilometri, con circa 1000 metri di dislivello. Abbiamo incontrato qualche difficoltà nei primi 20 chilometri a causa delle numerose rotonde cittadine, poi il tracciato è diventato più scorrevole e piacevole: si è comunque trattato di una gara veloce, che ha permesso a numerosi atleti di tagliare il traguardo con una media pari o superiore ai 35 km/h».

Archiviata la rassegna nazionale ciclistica, per il GSPM Torino è già tempo di pensare al prossimo impegno, che coincide con i campionati italiani ASPMI di corsa su strada, in programma domenica 29 ottobre, sempre a Milano, città che ospiterà anche i nazionali ASPMI di basket dal 13 al 16 novembre.

Gara di rutti: bufala o no, è certa la decadenza della società

A proposito della gara di rutti “di portata nazionale” annunciata dalla pagina comica di Facebook LIGNORANTE per il prossimo 23 settembre in piazza castello, la sindaca di Torino scrive in un post: “Ammesso che l’evento Facebook della pagina LIGNORANTE si concretizzi in un vero evento di piazza, ad oggi non risulta pervenuta alcuna richiesta di occupazione del suolo pubblico, né tantomeno di Patrocinio. In ogni caso, a scanso di equivoci, anche se dovesse giungere una richiesta di autorizzazione sarà competenza degli uffici fare le valutazioni del caso, non certo della Giunta, che invece viene coinvolta in caso di richieste di Patrocinio”. E’ facile comprendere che l’iniziativa è – probabilmente – una goliardata mediatica anche se forse, alla fine, dopo tanto clamore, qualcuno in piazza a ruttare ci andrà davvero. Persino illustri commentatori si sono occupati della vicenda sui giornali. Il confine tra realtà e fake news è sempre più labile, si può scrivere e dire di tutto,  tanto è vero che anche esponenti politici torinesi hanno gridato allo scandalo per la concessione di una piazza storica per un evento tanto volgare. Scandalizzati magari cinicamente,  sapendo che di probabile bufala si trattava, solo  per gettare discredito sulla giunta pentastellata: ognuno fa il suo lavoro. Su questo aspetto una frecciata è stata lanciata dalla prima cittadina nel suo post. A proposito di quanto da lei scritto sui permessi per la presunta manifestazione, aggiunge la sindaca: “sembra ovvio ma ho ritenuto utile renderlo noto, soprattutto a quegli esponenti politici che, pur conoscendo benissimo questi dettagli, hanno cavalcato strumentalmente la cosa attribuendocene la paternità”.  La decadenza è totale. Di chi propone bufale, di chi ci crede, di chi le cavalca, di chi le alimenta,  di chi alle bufale dà dignità di stampa. Consumare parole e inchiostro per temi simili genera sconforto.

Progetto di storia contemporanea 37^ edizione

Il Consiglio regionale del Piemonte, tramite il Comitato Resistenza e Costituzione, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, promuove la 37° edizione del Progetto di storia contemporanea, riservato agli Istituti di Istruzione secondaria di II grado ed agli Enti di Formazione Professionale del Piemonte

Il progetto – dal 1981 – propone alle studentesse, agli studenti e alle loro e ai loro insegnanti una delle più importanti occasioni di studio e di ricerca sulla storia contemporanea, finalizzata all’acquisizione della conoscenza dei fenomeni storici  trattati e alla riflessione critica su di essi, offrendo altresì l’opportunità di partecipare ai viaggi-studio nei luoghi della memoria.

Il Piemonte può rivendicare con giusto orgoglio di essere stata la prima regione in Italia ad istituire per legge un comitato per la difesa e l’affermazione dei valori della Resistenza e della Costituzione ed a promuovere progetti di studio sulla storia contemporanea. Un lavoro capillare, diffuso che ha coinvolto, in quasi quattro decenni, oltre 42 mila studenti e 1.600 insegnanti, organizzando centinaia di viaggi nei luoghi della memoria“. Così Nino Boeti, vicepresidente del Consiglio regionale delegato al Comitato Resistenza e Costituzione.

La vita dell’umanità è una serie di corsi e ricorsi storici. Solo una conoscenza della storia può aiutare a capire il senso di ciò che ci circonda. Aiuta a capire chi siamo. Aiuta a costruire il futuro. Grazie anche a questo progetto e ai viaggi molti giovani possono condividere e tenere vivi i valori che sono alla base della nostra democrazia“, ha aggiunto il vicepresidente  Boeti.

Anche in questa edizione sono tre i temi di ricerca: il 70° anniversario della Costituzione Italiana, entrata in vigore il 1 gennaio 1948 dopo 18 mesi di lavoro dai 556 costituenti eletti con il referendum del 2 giugno 1946; la guerra di Spagna che, dal 1936 al 1939, prefigurò il secondo conflitto mondiale, con il suo carattere di “guerra totale”; infine, la lezione culturale e morale di don Lorenzo Milani , maestro della scuola di Barbiana, la piccola frazione di Vicchio, paesino toscano nella valle del Mugello, divenuta famosa dopo la pubblicazione, nel maggio 1967, della rivoluzionaria “Lettera ad una professoressa”.

Per partecipare al Progetto occorrerà effettuare l’iscrizione entro il 15 novembre 2017 e le ricerche dovranno essere realizzate da gruppi composti inderogabilmente da 5 studentesse e/o studenti, coordinati da una o un insegnante di tutte le discipline. Come sempre i lavori potranno essere  condotti con la più ampia libertà dei mezzi di indagine e di espressione (elaborati scritti, fotografie, realizzazioni artistiche, mostre documentarie, prodotti audiovisivi, multimediali o altro).

Al fine di illustrare i temi di ricerca è prevista una giornata formativa per insegnanti, che si terrà a Torino, presso la sede del Consiglio regionale, mercoledì 18 ottobre 2017, mentre i sei Istituti Storici della Resistenza del Piemonte, organizzeranno sui territori e nelle scuole degli appositi moduli di formazione per insegnanti, studentesse e studenti.

La consegna degli elaborati dovrà poi avvenire, a pena di esclusione, entro e non oltre l’8 febbraio 2018. La valutazione degli elaborati verrà effettuata da un’apposita commissione, composta da esperte ed esperti di storia contemporanea designati dagli Istituti storici piemontesi che, al termine dei lavori, provvederà a formulare la graduatoria di merito individuando i vincitori nel numero massimo di 25 gruppi.

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Torino presso la sede del Consiglio regionale. I gruppi vincitori parteciperanno entro la  fine dell’anno scolastico in corso a uno dei tre viaggi studio che avranno come mete Berlino ( con visita ai campi di Ravensbruck – Sachsenhausen ),l’ Austria  ( ai lager di Mauthausen e Gusen)  e  infine Trieste , con la visita alla Risiera di San Sabba e alla Foiba di Basovizza.