redazione il torinese

Tensione a San Salvario, gli anti – G7 bloccano l’ingresso al Carrefour di via Madama Cristina

Il clima fino ad oggi sereno che ha caratterizzato il G7 è stato turbato da alcuni disordini verificatisi in serata. Circa 400 manifestanti contrari al vertice internazionale sono partiti in corteo dopo le 20 da Torino Esposizioni per attraversare San Salvario e giungere in centro. Giunti al supermercato Carrefour di via Madama Cristina, aperto 24 ore, ne hanno bloccato l’ingresso con un nastro e hanno affisso uno striscione contro gli “sfruttatori”. Tensione anche davanti alla sede della Cisl, nella stessa via, e sempre in zona, in via Giacosa, di fronte alla palazzina della Fondazione Agnelli (che ospita Foodora) contro la quale sono state lanciate delle uova. Un cordone di polizia blocca via Accademia Albertina, che conduce in piazza carlina, dove ha sede l’Hotel Nh che ospita le delegazioni governative. Altre manifestazioni di protesta sono previste. Si incomincia venerdì  con il corteo di alcuni sindacati e forze della sinistra con partenza alle 17.30 dalla ex stazione Ceres in Barriera di Milano.

La Giornata Mondiale del Cuore

Piemonte Cuore Onlus e l’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione in prima linea con oltre 90 “Cavalieri del Cuore” per l’aumento della sopravvivenza da arresto cardiaco. 5000 elettrocardiogrammi gratuiti in un anno. Consegna del 400° defibrillatore in Piemonte da 3 anni.
Saranno più di 90 i “Cavalieri del Cuore” nominati a Torino, venerdì 29 settembre, nell’ambito della Giornata del Mondiale del Cuore 2017. Un piccolo esercito attivo nella sensibilizzazione e nelle iniziative per l’aumento della sopravvivenza da arresto cardiaco: dalle istituzioni alle aziende, dai cittadini alle associazioni, dai soccorritori, ai ‘salvati’.
Le onorificenze saranno consegnate venerdì sera, alle 20.30, al Museo Nazionale del Risorgimento da AICR Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco” Onlus, membro nazionale della World Heart Federation, in collaborazione con l’Associazione Piemonte Cuore Onlus.
Tra i Cavalieri del Cuore, la sindaca di Torino Chiara Appendinol’Assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, l’Assessore regionale allo Sport Giovanni Ferraris, e i nomi più significativi del territorio provenienti dal mondo dello sport, come Juventus FC, Ippodromo di Vinovo, Podistica Torino, PMS Basket, Federazione di Pallavolo, Union Volley di Pinerolo; dell’economia, come Banca Sella, Reale Mutua, Istituto Bancario San Paolo, associazioni dei commercianti di via; della medicina, come i cardiologi dell’Ordine Mauriziano, il Servizio prevenzione dell’ASL Torino;  della cultura, come la Nazionale Italiana Cantanti, la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, oltre ai Comuni attivi nella cardioprotezione dei loro territori: Grugliasco, Pianezza, Rivoli, Pomaretto, Pragelato, Sestriere, Roure, Prali, Massello, Salza, Santhià, Brandizzo, Perrero, Giaveno, Moncucco, Prarostino, Collegno, Banchette, Fenestrelle. Sono Cavalieri del Cuore anche le forze dell’ordine con i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e i Vigili del Fuoco di Torino, oltre all’Esercito con la Scuola d’Applicazione. Tante le aziende private che hanno aderito ai progetti come Oreal, CTA, Area 12,  Pattern.
Saranno presenti alla serata il giovane steward della Partita del Cuore Marco Icandolo, il volontario del Cottolengo Flavio Poli, e l’insegnante Daniela Ghiglietti, i cui cuori hanno ripreso a battere grazie alla tempestività dei soccorsi e all’uso precoce del defibrillatore. Marco anziché subire una lunga degenza ha ripreso la sua vita quotidiana grazie al LifeVest, il primo defibrillatore indossabile in grado di monitorare costantemente il cuore del paziente e di rilasciare autonomamente uno shock di defibrillazione per riportare il ritmo a livelli cardiaci normali. Sono attesi anche i ‘salvatori’ di Marco, Flavio e Daniela, che hanno superato con successo l’arresto cardiaco, a testimonianza dell’importanza delle tempestività dei soccorsi anche delle persone vicine e dell’uso precoce del defibrillatore prima dell’arrivo dell’ambulanza.
Le nomine dei Cavalieri rappresentano anche un ideale punto di arrivo di tre anni di attività di Piemonte Cuore Onlus affiancata da un anno dall’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Onlus, in cui sono stati donati 400 defibrillatori, 350 nella sola città metropolitana, rendendo di fatto ‘cardioprotetti’ moltissimi luoghi pubblici e privati, tra cui 17 fermate della Metropolitana di Torino (prima in Italia), interi comuni e vallate del torinese200 scuole e 75 impianti sportivi (tutte le piscine comunali, Palasport Ruffini, Nebiolo, Palatazzoli, Le Cupole, Stadio Olimpico), centri culturali, studi medici, associazioni di volontariato, stazioni di carabinieri e polizia stradale, chiese, farmacie, gli esercizi commerciali e i condomini. Numerose anche le postazioni pubbliche installate, tra cui la piazza del Municipio, Piazza Castello, Porta Palazzo, Via Vigliani e di fronte alla Circoscrizione 3. Tutti i defibrillatori sono installati e mantenuti in continuo stato operativo.
Il 400° defibrillatore sarà consegnato alla Scuola Nino Costa di Moncalieri dove si allenano le giovani promesse della PMS Basket, arrivando così a 250 i defibrillatori donati grazie alla Fondazione Specchio dei tempi.
All’esperienza della cardioprotezione è seguita, dal 2016, quella della prevenzione, attraverso l’attività dell’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Onlus, che ha realizzato nel primo anno di attività 5000 elettrocardiogrammi gratuiti nelle scuole nell’ambito del progetto Giovani Cuori.
Nella Giornata Mondiale del Cuore prende inoltre il via il Progetto Salva Bimbi con lezioni sul soccorso in ambito pediatrico per le famiglie e gli insegnanti, in collaborazione con le direzioni delle scuole. Lanciato anche il concorso Share the Power alla Scuola Marconi di Collegno per insegnare i piccoli gesti che possono preservare dal rischio di insorgenza delle malattie cardiovascolari.
Tra gli appuntamenti per la Giornata Mondiale del Cuore anche il percorso espositivo “Cardiologia e cardiochirurgia piemontese. Una storia lunga 150 anni” realizzato dai cardiologi Guglielmo Actis Dato e Paolo Angelino fino al 1 Ottobre al Museo Nazionale del Risorgimento: un viaggio alla scoperta del contributo italiano, e particolarmente torinese, alla medicina cardiovascolare e alla cardiochirurgia, con l’esposizione di documenti, materiale o dimostrazioni di produzione tecnologica e industriale italiana.

www.aicr.eu      www.piemontecuore.eu

Qualcosa di concreto al G7: nasce a Torino la “tac del futuro” per salvare le opere d’arte

Sarà operativa nei  luoghi colpiti da calamità naturali o guerre, per recuperare le opere d’arte danneggiate.

 

Si tratta della modernissima  Tac,  ideata dall’Università di Torino che in occasione del G7 della Scienza, ha reso noto alla comunità internazionale il progetto per realizzarla. Con l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare e il Centro di Conservazione e Restauro de La Venaria Reale, mette a disposizione l’intera documentazione. Ai ministri del G7  il rettore Gianmaria Ajani e il responsabile dell’Innovazione e della Competitività Germano Paini, hanno illustrato la fattibilità della innovativa macchina (trasportabile) capace di intervenire su opere e manufatti di grandi dimensioni anche in pietra e marmo. Nel  2012 al Centro della Venaria si mise in funzione la Tac che  permise di scoprire i  segreti dei sarcofagi del Museo Egizio, del  Crocifisso ligneo di Donatello della Chiesa dei Servi Padova e della Crocifissione del Tintoretto.

Nasce il Comitato Referendum Autonomia del Piemonte

“Uno strumento necessario per far fronte al continuo silenzio delle istituzioni in merito alla richiesta di un referendum che permetta ai cittadini piemontesi di decidere per l’autonomia della propria regione”

Nasce il Comitato Promotore per il Referendum dell’Autonomia del Piemonte. Molinari: “Al silenzio delle istituzioni e di Chiamparino rispondiamo con uno strumento capace di far sentire la voce di tutti coloro che hanno a cuore il futuro e l’autonomia del Piemonte”

 

È stato firmato nella giornata di mercoledì 27 settembre, a Torino, l’atto che sancisce la nascita del Comitato Promotore per il Referendum dell’Autonomia del Piemonte. Uno strumento necessario per far fronte al continuo silenzio delle istituzioni in merito alla richiesta di un referendum che permetta ai cittadini piemontesi di decidere per l’autonomia della propria regione.

A promuovere la nascita di questo importante strumento sono amministratori locali e nomi importanti della politica piemontese, come Riccardo Molinari, Segretario Nazionale Lega Nord Piemont, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, sindaco di Alessandria, Alessandro Canelli, sindaco di Novara, Pietro Ragionieri, esperto della Commissione Cultura del Comune di Torino, Alessandro Benvenuto, consigliere regionale, Gianna Gancia, capogruppo in Regione Piemonte, Igor De Santis, sindaco di Ingria (TO), Alberto Preioni, sindaco di Borgomezzavalle (VCO), Paolo Tiramani, sindaco di Borgosesia (VC), Cristina Patelli, consigliere comunale di Zumaglia (BI) e Paolo Lanfranco, sindaco di Valfenera e vicepresidente della Provincia di Asti.

“Dalla Regione Piemonte e dal suo presidente, Sergio Chiamparino, non arrivano risposte spiega Molinari e non ci sono notizie in merito alla possibilità di indire un referendum che la popolazione vuole fortemente per seguire sulla strada dell’autonomia i nostri vicini Lombardia e Veneto. Questo comitato vuole essere uno strumento per fare pressione e per far sentire la voce di tutti partiti e movimenti politici, associazioni, singoli cittadini ed enti locali in merito ad una questione tanto importante quanto ignorata da chi, invece, dovrebbe avere a cuore il benessere e le richieste dei cittadini. Il Piemonte -conclude regala ogni anno 10 miliardi di tasse allo Stato centrale, mentre i nostri sindaci non hanno soldi per rispondere alle esigenze del territorio che sta morendo economicamente. Con l’autonomia riusciremo a trattenere qui i soldi dei piemontesi”.

Il Comitato Promotore per il Referendum dell’Autonomia del Piemonte verrà presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa che si terrà lunedì 2 ottobre, alle ore 11, presso l’Hotel Europa di Chivasso, via Lungo Piazza d’Armi 5.

Scritta anti G7 sui muri della sede Pd

Sui muri e sulla serranda della sede Pd di via Di Nanni, a Torino è comparsa la scritta: “Prima Reggia ora privè. Vogliamo una Venaria flambè” e un’altra “Pd=mafia”, scritte con vernice spray nera, in segno di  protesta contro il G7 in corso alla Reggia di Venaria. L’azione al momento non è stata rivendicata.  “I riferimenti al G7 in corso sono un chiaro segnale che il clima non è per nulla sereno – commenta Saverio Mazza, responsabile organizzativo del Pd di Torino -. Chiediamo che la sindaca, ma soprattutto il vicesindaco Montanari, prendano le distanze da coloro che vilmente hanno compiuto questo gesto. Alcuni rappresentanti delle Istituzioni torinesi hanno ancora il coraggio di sfilare con questi vigliacchi?”.

I Longobardi riconquistano Pavia

I Longobardi riconquistano la loro capitale quindici secoli dopo. Una grande mostra fa rivivere il mito e le gesta di questo popolo al Castello Visconteo di Pavia, capitale del regno longobardo. Dopo la caduta di Roma i tentativi di riunire il vecchio Impero vengono spezzati dall’arrivo dei Longobardi che provenienti dalla Pannonia, l’antica Ungheria, varcano le Alpi Giulie e conquistano, a partire dal 568, gran parte della penisola italica. Popolazione di origine scandinava, gli uomini dalle lunghe barbe, guidati da re Alboino, riuscirono a impadronirsi col ferro delle loro lunghe spade dei territori dell’Italia settentrionale, centrale e un’ampia fetta di quelli meridionali. Autari e Agilulfo, secondo marito della regina Teodolinda, posero le basi per il consolidamento politico del regno passando dalla raccolta di leggi scritte voluta da Rotari fino alla politica di integrazione tra barbari e romani portata avanti da Liutprando tra il 712 e il 740. Nelle scuderie del Castello pavese sono esposte oltre 300 opere provenienti da 80 musei italiani e stranieri. In vetrina si possono ammirare ricche collezioni museali con armi di vario tipo, spade, lance e coltelli, fibule a staffa, corredi funerari, gioielli, manoscritti antichissimi con le leggi dei Longobardi come l’Editto di re Rotari del 643, epigrafi commemorative dei sovrani, bracciali, anelli, lastre funerarie e sculture. C’è la leggendaria spada in ferro damaschinato di re Alboino di cui parla Paolo Diacono nella sua “Historia Langobardorum”, si vedono lapidi, bronzetti con figure di militari, speroni, vasi, metalli e ceramiche da cucina. Dalla necropoli longobarda di Collegno sono giunti alcuni crani mentre dal sepolcreto di Bardonecchia e Cesana sono arrivati altri oggetti funerari di epoca franca risalenti al VI secolo. Le sepolture sono state determinanti per conoscere il mondo funerario longobardo, in pratica l’unica fonte disponibile, a parte qualche cenno contenuto nei sei volumi di Diacono. In realtà l’uso di mettere nella tomba il corredo funerario del defunto è un rito antichissimo ma con i longobardi in Italia aumenta il numero delle tombe abbellite con oggetti e monili. Non mancano il cofanetto reliquiario in osso della Novalesa e quello della cattedrale di Susa del VI-VII secolo conservati nel locale museo diocesano di arte sacra. Molti oggetti di oreficeria longobarda e ostrogota sono stati trovati nel Ticino e durante i lavori di scavo per costruire la ferrovia e l’Università di Pavia. Ma tutta la città pavese profuma di storia longobarda. Prima di vedere la mostra è consigliabile una visita alla cripta di Sant’Eusebio nel centro cittadino, la testimonianza longobarda pavese più attraente, e alla chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro eretta nel VI secolo da re Liutprando le cui spoglie riposano sotto il pavimento, vicino alle quali si trovano le reliquie di Sant’Agostino che il sovrano longobardo aveva fatto traslare dalla Sardegna perchè minacciate dalle incursioni saracene sull’isola. Il regno dei Longobardi, la cui storia è stata scritta da Paolo Diacono, un monaco benedettino longobardo, durò fino al 774 quando re Desiderio, sconfitto l’anno prima dal re dei Franchi Carlo Magno alle Chiuse di Susa, fu inseguito fino a Pavia dove fu fatto prigioniero al termine di un lungo assedio. Fu rinchiuso in un monastero francese dove morì. Con lui finì la dominazione longobarda durata due secoli, eccetto che nella “Langobardia minor”, dove il Ducato di Benevento rimarrà in vita fino alla conquista dei Normanni nella seconda metà dell’XI secolo. La mostra “I longobardi, un popolo che cambia la storia” curata da Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi, è aperta al Castello Visconteo di Pavia fino al 3 dicembre, da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00, lunedì dalle 10.00 alle 13.00 ma solo per visite guidate autorizzate dal Museo civico. Il bookshop della mostra è fornitissimo di libri sulla storia dei longobardi. Prossime tappe della mostra, dal 15 dicembre al 25 marzo 2018 al Museo archeologico di Napoli e da aprile a giugno all’Ermitage di San Pietroburgo.

Filippo Re

Bardonecchia capitale dei bulldog inglesi

 Un esercito di simpatici bulldog inglesi sta per invadere Bardonecchia in occasione del 15° #BulldogDay, il raduno nazionale del Club Amatori del Bulldog Inglese in programma domenica 1 ottobre. Scopo dell’iniziativa: raccogliere fondi a favore di EBRI, associazione che si prende cura dei bulldog meno fortunati, divertendosi all’aria aperta coi “bulli” che sfileranno per il centro della città. Un evento gratuito patrocinato dal Comune

Una razza canina sempre più amata in Italia e nel mondo per la sua dolcezza e la sua simpatia, tanto da far impazzire le star non solo a livello internazionale, come Lewis Hamilton, Adele e Adam Sandler, ma anche i VIP italiani come Valentino Rossi, Emma Marrone e Francesco Facchinetti. Per raccogliere le migliaia di italiani che amano questa razza è nato il CABI, il Club Amatori del Bulldog Inglese, il gruppo fondato su Facebook nel 2014 da Matteo Gavioli per riunire gli amanti dei “bulli” di tutta Italia che conta già oltre 1750 adesioni. Nato come club lombardo con il nome di CBIL, il CABI si presenta domenica 1 ottobre alle 15.00 nella splendida cornice di Bardonecchia (TO) nella sua inedita veste nazionale con la 15° edizione del #BulldogDay, una manifestazione benefica totalmente gratuita e aperta ad appassionati e curiosi pensata per divertirsi insieme all’aria aperta raccogliendo offerte a favore di EBRI, l’English Bulldog Rescue Italia, che si occupa da anni con passione di trovare una famiglia e donare delle cure ai bulli meno fortunati.

Grazie alla collaborazione e al patrocinio del Comune, gli organizzatori hanno ottenuto l’autorizzazione per organizzare il mega-raduno nella suggestiva Pineta di Bardonecchia, dove la grande e attrezzata area cani di viale San Francesco accoglierà le centinaia di bulli e appassionati che raggiungeranno la città piemontese, raggiungibile facilmente anche con i mezzi pubblici. Durante la giornata, a partire dalle 16.30, la carovana dei bulldog inglesi percorrerà anche alcune vie del centro storico con una grande sfilata dal colpo d’occhio assicurato. Per l’occasione il gruppo ha organizzato delle divertenti attività da praticare con i propri amici a quattro zampe, come i salti ad ostacoli, le gare di velocità e dei mini percorsi di agility dog allestiti, che allieteranno il pomeriggio dei numerosi partecipanti con esilaranti prove dei propri bulldog con simpatici premi ai più volenterosi e simpatici.

Sono attese circa 400 persone e 200 esemplari della razza da tutta Italia e da oltre i confini nazionali per una giornata che si annuncia divertente e appassionante per chi ama i cani e in generale il mondo degli animali. Per iscriversi basta entrare a far parte del gruppo CABI su Facebook a questo link https://www.facebook.com/groups/clubamatoribulldoginglese/ e cliccare “parteciperò” all’interno dell’evento ufficiale cliccando su questo link https://www.facebook.com/events/464540937247973. Un’iniziativa gratuita aperto a tutti, grandi e piccini, per passare una giornata all’aria aperta e in compagnia di tanti esemplari di bulldog inglese e appassionati cinofili. In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà comunque la domenica successiva, l’8 ottobre.

 

PIANO DI ABBATTIMENTO DELLE NUTRIE A TORINO. LAV E CONSULTA: “UN INUTILE FAVORE AI CACCIATORI”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Nei giorni scorsi la Giunta Appendino ha approvato un piano di abbattimento delle nutrie presenti sul territorio metropolitano della città di Torino. L’amministrazione pentastellata ha dunque scelto la strada dell’eradicazione violenta, a dispetto dei buoni propositi pre-elettorali, senza tenere in considerazione, ancora una volta, il diritto di tutti gli animali ad essere tutelati da violenze e abusi. La LAV rileva che simili decisioni, oltre che non tenere in minima considerazione i diritti degli individui appartenenti a specie diverse dalla nostra, hanno già mostrato in passato tutta la loro inefficacia. «E’ oramai dimostrato che le cosiddette eradicazioni non diminuiscono la popolazione delle specie colpite. Al contrario, le uccisioni indiscriminate, che rappresentano un mero favore alla sete di sterminio dei cacciatori, non fanno altro che innescare i naturali meccanismi di sopravvivenza delle specie oggetto delle uccisioni di massa, facendone aumentare le nascite per sopperire ai decessi» – dichiara Gualtiero Crovesio, responsabile della LAV a Torino. «Invitiamo quindi la Città Metropolitana ad attuare un programma di sterilizzazione, che rappresenterebbe l’unica via efficace alla riduzione della presenza delle nutrie nel territorio metropolitano, come già suggerito dal dott. Enrico Moriconi, Garante Regionale per Diritti degli Animali». Le nutrie sono mammiferi che, come ad esempio i cani o i gatti, sono in grado di provare emozioni complesse, e possono creare facilmente legami affettivi anche con gli esseri umani. Lo sanno bene i tanti torinesi, soprattutto bambini, che negli ultimi anni sulle sponde del Po hanno creato un vero e proprio rapporto di affezione con questi roditori. «Le associazioni animaliste chiedono alla Sindaca Appendino e a tutto il Consiglio Comunale di farsi parte attiva per la realizzazione di un progetto pilota di sterilizzazione, al quale sono disponibili a fornire massima collaborazione» – conclude Marco Francone, Presidente della Consulta delle associazioni animaliste della Città di Torino.

La metodologia Digital Building Blocks

Il 5 ottobre alle ore 18:45, Digital Building Blocks, l’associazione che promuove il processo di digitalizzazione per Manager, e Autocrocetta Concessionaria BMW e MINI, organizzeranno un evento informativo per comprendere la trasformazione digitale in atto e ad applicarla con successo nella propria azienda

 Nel corso dell’incontro verranno analizzate le tendenze e le opportunità apportate dalla digitalizzazione e verrà proposto un modello operativo applicabile in qualsiasi settore.

L’obiettivo è ottimizzare l’efficacia della Digital Transformation in azienda individuando l’insieme delle soluzioni tecnologiche e delle strategie digitali per conquistare e mantenere un vantaggio competitivo. «La “vita sullo scaffale” di una azienda è sempre più breve, tra le società parte di Fortune500 solo il 13% ha oltre 50 anni. La permanenza media nella lista è passata da oltre 60 anni nel 1960 a meno di 15 anni oggi. Perché Whatsapp non è stata creata da un’azienda di telecomunicazioni? Perché Uber non è stata creata da una casa automobilistica? Perché Instagram non è stata creata da Kodak? Perché Netflix non è stata creata da Blockbuster? ». È questa l’introduzione del libro “Guida per Manager nell’era digitale” scritto da Alberto Giusti e Massimo Calabrese. I due autori proseguono affermando: «molti non se ne sono ancora resi completamente conto, ma siamo nel mezzo della 2° rivoluzione digitale in cui la tecnologia sta “mangiando” settore dopo settore. Chi non si adegua incorporando nella sua strategia un uso intelligente della tecnologia digitale sarà cancellato dallo scenario competitivo.» In questo contesto Paolo Bollero – Amministratore Delegato di Autocrocetta – raccoglie l’opportunità di ospitare una serata di informazione e divulgazione commenta: «Oggi, in uno scenario competitivo sempre più veloce ed articolato, anche le imprese più consolidate devono investire ed aprirsi ad attività di ricerca e profilazione di nuove soluzioni e strumenti in ambito digital. Per questo abbiamo promosso questa serata divulgativa rivolta a manager ed imprenditori interessati a nuovi strumenti di ingaggio dell’utenza e fidelizzazione della clientela attiva.»

 

PROGRAMMA DELL’EVENTO

19:00 – Fabrizio Mangiavacchi – Apertura lavori

19:30 – Alberto Giusti – Digital Building Blocks

20:30 – On. Avv. Anna Rossomando – Il digitale come strumento di competitività nei rapporti tra la pubblica amministrazione e il cittadino

Dino Pogolotti, un piemontese all’Avana

“Pogolotti oltre il Novecento”: è questo l’argomento della mostra che verrà inaugurata a Torino, nella Biblioteca della Regione Piemonte “Umberto Eco” (via Confienza 14), mercoledì 4 ottobre 2017,alle ore 17.

L’evento, curato dall’ associazione “Radici erranti” e da Irene Pittatore, con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte, intende dar conto della ricca vicenda familiare e della vitalità culturale del barrio Pogolotti all’Avana, il primo quartiere operaio dell’America Latina, sorto nel 1911, attraverso fotografie e documenti d’archivio, opere e scritti di Marcelo e Graziella Pogolotti, progetti e studi dedicati a questa avvincente esperienza migratoria, oggetti di famiglia e manufatti dell’artigianato tipico locale.

Si deve a Dino Pogolotti da Giaveno, investitore nel settore immobiliare giunto nell’isola caraibica come segretario del console degli Stati Uniti d’America Frank Steinhart, la progettazione del quartiere operaio nella capitale cubana, nell’ottica di dare vita ad una comunità autonoma che puntasse all’efficienza degli spazi (infatti tutte le case condividono un muro) e alla crescita dell’essere umano.

“Un piemontese brillante, innovatore, attento alle esigenze dei più deboli. Dalle sue esperienze, comprese quelle umili di cameriere e facchino negli Stati Uniti, seppe trarre ispirazione e insegnamento dimostrando la tenacia (ma al tempo stesso la sensibilità) che è caratteristica della gente di Piemonte. Qualità che seppe trasferire anche al figlio Marcelo. Questi, in viaggio verso Cuba iniziò a maturare la consapevolezza, che si sarebbe tradotta in arte nell’età matura, dellepovere condizioni degli emigranti” sottolinea il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus nel suo intervento pubblicato nel catalogo della mostra.

Già allora, il barrio era dotato di un centro sportivo – presente ancora oggi – di una piscina (divenuta nel tempo un centro di incontro), di un sistema idrico di prim’ordine (rappresentato dal simbolo del quartiere, una cisterna), di un panificio e anche di un teatro.

In pratica, fu un chiaro esempio di edilizia sociale, ma nel contempo una vera e propria denuncia della situazione operaia.

 

La mostra sarà visitabile fino al 29 novembre 2017. Orari: dal lunedì al giovedì ore 9.00 – 12.30; 14.00 – 16.00. Il venerdì ore 9.00 – 12.30.

MB  – www.cr.piemonte.it