L’Ansa riporta le parole di Sinisa Mihajlovic alla vigilia della sfida in casa con il Verona: “Sì, è dura tornare in campo dopo una sconfitta così pesante: ma abbiamo la possibilità di rifarci e rimettere la classifica in linea con i nostri obiettivi. E se dovessimo vincere andremmo a 14 punti in 7 partite, ad una media di 2 punti a gara, quella che ci porta in Europa. Sulla carta siamo più forti, ma non mi fido: sarà una partita con difficoltà psicologiche e tecniche”.
Il corteo era partito dal quartiere Vallette di Torino. La polizia in tenuta antisommossa ha risposto al lancio di alcuni oggetti con una carica di alleggerimento
Il cordone delle forze dell’ordine a protezione della Reggia di Venaria ha retto e sono stati respinti i manifestanti dell’assemblea Reset G7 arrivati in piazza Vittorio Veneto. Il corteo era partito dal quartiere Vallette di Torino. La polizia in tenuta antisommossa ha risposto al lancio di alcuni oggetti con una carica di alleggerimento per disperdere i contestatori. Dai manifestanti è partita una raffica di petardi, fumogeni e fuochi d’artificio, esplosi ad altezza d’uomo contro le forze dell’ordine che hanno risposto con alcuni lacrimogeni.
Arrivano i Cavalieri del cuore

La scelta di intitolare il giardino basso del Castello a Eco non è casuale. Proprio le sale del Castello ospiteranno la nuova biblioteca, che presto aprirà i battenti al pubblico. Nei giorni dell’ultima Sagra del Tomino, poi, è stato inaugurato il nuovo accesso al parco, che tra pochi giorni porterà dunque il nome del saggista alessandrino, scomparso a Milano il 19 febbraio dell’anno scorso all’età di 80 anni. «Il Comune di Rivalta ha scelto di rendere omaggio a un grande scrittore italiano, un piemontese conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per la sua prolifica attività di saggista» ha detto il sindaco di Rivalta Nicola de Ruggiero. «E lo ha fatto intitolandogli il parco sul quale si aprono le finestre della nuova biblioteca, luogo di elezione per chi, come Umberto Eco, ha fatto dei libri e della trasmissione della conoscenza una missione e una ragione di vita». La decisione della giunta di Rivalta arriva nei giorni in cui sui giornali rimbalza la notizia che ad Alessandria il liceo Saluzzo-Plana non porterà il nome dell’illustre concittadino, che in quelle aule studiò da ragazzo. L’idea del dirigente scolastico del liceo è stata bocciata dall’amministrazione alessandrina. Di tutt’altro avviso invece la giunta rivaltese: «è singolare che a Rivalta si scelga di ricordare Umberto Eco mentre la sua città, nonostante la richiesta di un preside, non sembra intenzionata a farlo -ha commentato ancora de Ruggiero- Noi siamo contenti della nostra decisione e speriamo che un capoluogo di provincia come Alessandria segua l’esempio di un comune di ventimila abitanti come il nostro, che ha a cuore l’omaggio e il ricordo dei personaggi che hanno segnato con il loro lavoro la storia della cultura italiana».
Non era un anziano ospite del cognato ma un ladro
Un anziano distinto e gentile aveva appena salutato la vicina uscendo dalla casa del cognato di lei. In realtà si trattava di un ladro, un italiano di 71 anni con precedenti contro il patrimonio. E’ stato arrestato dalla polizia, che lo ha sorpreso in via Sant’Ottavio con arnesi di scasso e un mazzo di chiavi. Una di queste, alterata, apriva la porta dell’appartamento da cui aveva rubato il borsello del proprietario e la borsa della moglie di quest’ultimo .Il proprietario di casa ha dato l’allarme quando la cognata, incontrando vicino di casa, le ha chiesto chi era l’ospite che l’aveva salutata. A carico del ladro c’era anche un obbligo di presentazione alla Pg, ora si trova ora ai domiciliari.
Il vermouth torinese per brindare al panettone
Il 5 ottobre a Milano in corso Garibaldi 42 si tiene l’opening del temporary store di #panettoneday2017.
Notte di tensione nel centro di Torino tra le forze dell’ordine e i contestatori del G7. Petardi e bombe carta sono stati lanciati contro gli agenti, due di loro sono rimasti feriti. Il gruppo ResetG7 ha occupato Palazzo Nuovo come base per le prossime iniziative di protesta. Cinque persone fermate, compresi tre giovani donne e un ragazzo giovanissimo.

La Polizia ha evitato il contatto con i manifestanti e l’uso di lacrimogeni. Il ResetG7, composto da precari, disoccupati, anarchici, centri sociali e No Tav, intende raggiungere oggi la reggia di Venaria, dove è in corso il vertice internazionale sul lavoro.
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Ph: Antonello Preteroti Photography – Landscapes & Torino Events
10 anni di Infini*to
Nel settembre del 2007 inaugurava, sulla collina di Pino Torinese, Infini*to il primo pionieristico Science Center italiano dedicato all’astronomia, dotato di uno dei planetari più avanzati al mondo. Nato dall’idea di dare visibilità e spazio alla ricerca scientifica torinese e piemontese, dopo 10 anni, Infini.to è riconosciuto come un importante centro di didattica e divulgazione scientifica inserito nel panorama internazionale dell’educazione non formale.A dieci anni dall’apertura, cogliamo l’occasione per riflettere sul percorso fatto fin qui e soprattutto sul futuro. Vogliamo condividere questa tappa importante insieme ai nuovi e vecchi amici, insieme ai sostenitori, al pubblico e tutti coloro che con Infini.to hanno condiviso un pezzo della sua storia. La storia di un progetto o meglio dell’idea che la scienza sia meravigliosamente bella, che la curiosità sia un aspetto culturale da promuovere e coltivare e che l’astronomia, con tutto il suo potenziale di fascinazione, meriti di essere raccontata proprio in quei luoghi e negli spazi in cui l’Universo si osserva e si studia.
Si ringraziano gli Enti e le Istituzioni che hanno sostenuto e collaborato con Infini.to fin dalla sua nascita. Innanzitutto i Soci territoriali – Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Comune di Pino Torinese – e quelli scientifici – Istituto Nazionale di Astrofisica e Università di Torino. Parallelamente le Fondazioni Bancarie – Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT. Il Ministero della Pubblica Istruzione e della Ricerca, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, le Agenzie Spaziali ASI e ESA, le aziende aerospaziali Thales Alenia Space e ALTEC, i partner del Sistema Scienza Piemonte e La Stampa. Non ultimi gli amici di Infini.to nel settore dell’ingegneria e dell’IT, Mager S.r.l. e Vastalla S.r.l.
Il programma dei festeggiamenti è ricco di appuntamenti e vede coinvolti personaggi di spicco nel campo dell’astronomia e dell’astrofisica come Michel Mayor, ospite d’onore dell’evento di apertura, previsto per il 28 settembre pomeriggio alla Cavallerizza Reale di Torino. Attualmente Professore presso il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Ginevra, Mayor nel 1995 ha scoperto 51 Pegasi b, il primo pianeta extrasolare orbitante intorno ad una stella simile al Sole, e proprio nel 2007 ha fatto parte del team che ha scoperto Gliese 581 c, il primo pianeta extrasolare in una zona abitabile.
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Al MAO, il museo che racconta l’Oriente
Nel cuore antico di Torino, tra le strette vie del quadrilatero romano, è possibile compiere un vero e proprio viaggio alla scoperta delle culture e delle tradizioni dei paesi asiatici. Per farlo è sufficiente varcare la porta di ingresso del Museo di Arte Orientale, oltre la quale si respirano i profumi e le atmosfere di mondi geograficamente e culturalmente lontani dal nostro. Il museo, gestito dalla Fondazione Torino Musei, conserva una collezione di oltre duemila opere provenienti da ogni parte dell’Asia. Una selezione di tali opere, realizzate con le tecniche più disparate e in moltissimi materiali differenti, è stata esposta in una sezione del Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama fino al 1988 quando, dalla volontà di valorizzare e accrescere la collezione orientale di proprietà della città di Torino, si è progressivamente concretizzata l’idea di dare vita a un museo dedicato esclusivamente al continente asiatico.
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Così è nato il MAO, acronimo di Museo di Arte Orientale,
che, sin dalla sua apertura nel 2008, si trova in Palazzo Mazzonis, elegante edificio di via San Domenico costruito alla fine del XVII secolo. Il palazzo prende il nome dalla nobile famiglia che, dopo una serie di passaggi di proprietà, lo acquisì nel 1870. Il cavaliere Paolo Mazzonis, oltre a farne la sua residenza privata, impiegò alcune stanze del palazzo come uffici di rappresentanza della sua industria tessile. Con la cessazione delle attività della Manifattura Mazzonis nel 1968, il palazzo è rimasto inutilizzato sino al 1980, quando il comune di Torino lo ha acquistato ed ha avviato importanti lavori di restauro. Grazie a tali interventi è stato possibile recuperare le cornici in stucco e gli affreschi del piano nobile dell’edificio, che oggi dialogano con le opere asiatiche esposte nelle sale.
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La visita del museo ha inizio al piano terreno dove, oltre ad uno spazio riservato alle mostre temporanee, c’è un piccolo e grazioso giardino coperto che, concepito seguendo i principi della cultura giapponese, trasmette una immediata sensazione di pace e armonia. Al piano nobile dell’edificio sono invece raccolte le opere che raccontano le tradizioni, le religioni e le culture delle popolazioni dell’Asia meridionale, del sud-est asiatico, della Cina e del Giappone. La scoperta della cultura giapponese continua al secondo piano dove, oltre alle preziose armature dei Samurai, è presente la ricostruzione di una tradizionale stanza da tè e sono raccolti numerosi kakemono, vale a dire dipinti e calligrafie realizzati su rotoli destinati ad essere appesi. Attraversando le sale al terzo piano di Palazzo Mazzonis si compie un viaggio nella regione Himalayana, mentre l’ultimo piano del museo racconta i paesi islamici attraverso preziosi volumi, tessuti, tappeti, bronzi, vasi e piastrelle ornamentali dai colori sgargianti.
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Una delle opere più curiose e straordinarie che si incontrano lungo il percorso di visita è
certamente la scultura rappresentante il Kongo Rikishi, uno dei guardiani chiamati a vegliare l’ingresso dei monasteri buddisti. Proveniente dal Giappone, è stata realizzata nella seconda metà del XIII secolo in legno di cipresso dipinto e, con la base di roccia su cui poggia, supera i due metri di altezza. Oltre alla sua notevole imponenza, il Kongo Rikishi colpisce per il brutto aspetto che, quasi automaticamente, spinge noi occidentali a ritenere che si tratti di una figura cattiva ma, come spesso accade, l’apparenza inganna. Percorrendo le sale del museo si scopre infatti che, non solo a questo guardiano, ma a molte divinità del mondo orientale che hanno tratti lontani dal canone di bellezza dell’occidente sono riconosciute funzioni positive. In altre parole, ciò che è diverso e brutto non necessariamente è anche cattivo: questa è solo uno dei numerosi e saggi insegnamenti che la visita al MAO è in grado di regalare a chiunque abbia voglia di spingersi oltre i confini.
Giulia Amedeo
Ottobre pedagogico
APEI Associazione Pedagogisti Educatori Italiani promuove in tutta Italia,
una serie di “Laboratori Creativi delle Idee” denominata OTTOBRE PEDAGOGICO APEI,
a sostegno del disegno di legge Iori sulle professioni educative. Il Piemonte è in prima linea con sette incontri già organizzati, uno dei quali in collaborazione con il Comune di Borgaro Torinese. La sezione regionale dell’APEI per il Piemonte, all’interno dell’#OTTOBRE PEDAGOGICO
organizza uno spazio d’incontro nel quale informare gli Educatori, Pedagogisti, Insegnanti e Famiglie sulla necessità di una legge che regolamenti le professioni educative.
Attraverso questi eventi, “chiediamo che il disegno di legge attualmente in Senato denominato Legge Iori, venga approvato al più presto”. L’incontro si terrà il 19 Ottobre dalle ore 17:00 alle 19:00 nei locali di “Cascina Nuova” in via Italia, 45 a Borgaro Torinese.APEI, Associazione di categoria che persegue i seguenti obiettivi: tutela politico-sindacale della categoria; promozione della libera professione dei pedagogisti e gli educatori; approfondimento e ricerca scientifica in materia di istruzione, formazione ed educazione; tutela dei cittadini attraverso l’attestazione professionale la tenuta di un codice deontologico e la verifica della correttezza professionale degli associati.