Hiroshima Sound Garden: l’estate torinese che prova a ricucire la comunità

In un tempo che sembra aver smarrito molti dei suoi punti di riferimento, tra guerre che attraversano il mondo, fragilità sociali sempre più evidenti e una crisi diffusa della partecipazione, c’è chi sceglie di rispondere attraverso la cultura. È questa la sfida che anima la sesta edizione di Hiroshima Sound Garden, la rassegna estiva di Hiroshima Mon Amour che dal 4 giugno fino alla fine di settembre trasformerà il giardino di via Bossoli in un laboratorio a cielo aperto di musica, arte, cinema, teatro e inclusione sociale.

Più che un semplice cartellone di eventi, Hiroshima Sound Garden si presenta come una dichiarazione d’intenti: oltre quaranta appuntamenti, molti dei quali gratuiti, compongono un percorso che mette al centro le relazioni umane, la riflessione collettiva e il desiderio di costruire comunità.

Tra i fili conduttori dell’edizione 2026 emerge innanzitutto il rapporto tra arte e città. Torino diventa protagonista di un percorso dedicato all’arte pubblica, quella che esce dai musei e si intreccia con il tessuto urbano. A raccontarla saranno figure come Richi Ferrero, tra i maggiori interpreti italiani del settore, insieme ai protagonisti del progetto MurArte, del Parco Dora e del PAV. Un viaggio che attraversa murales, installazioni, spazi industriali riconvertiti e nuove forme di creatività urbana, accompagnato da concerti e performance che ne amplificano il racconto.

Grande attenzione sarà dedicata anche all’incontro tra musica e cinema. In collaborazione con la Fondazione Museo Nazionale del Cinema, il festival ospiterà i Calibro35, freschi vincitori del Nastro d’Argento 2026, protagonisti di una serata che esplorerà il legame tra immaginario cinematografico e ricerca musicale contemporanea. Accanto a loro, artisti come Krano e Laguna Bollente porteranno sul palco le sonorità nate per il grande schermo, mentre la band britannica Wes Banderson renderà omaggio alle celebri colonne sonore dei film di Wes Anderson. Tra gli appuntamenti più attesi anche il concerto dei Savana Funk, una delle realtà più originali della scena italiana contemporanea, capaci di mescolare funk, rock e suggestioni africane in una formula musicale che ha ormai conquistato il pubblico internazionale.

La rassegna guarda poi con particolare attenzione ai temi della parità di genere. Lo fa attraverso il cinema, con la rassegna “Quelle brave ragazze“, che attraversa sessant’anni di rappresentazioni femminili sul grande schermo, ma anche attraverso gli incontri con protagoniste del dibattito contemporaneo come Vera Gheno e Anna Gaia Marchioro. Significativa anche l’iniziativa dedicata all’intitolazione del giardino musicale di Hiroshima, che chiamerà il pubblico a scegliere tra tre figure simboliche dell’innovazione femminile: Daphne Oram, Clara Rockmore e Ada Lovelace.

Memoria e racconto del passato costituiscono un altro pilastro della programmazione. Lo scrittore Alessandro Perissinotto accompagnerà il pubblico negli anni Settanta attraverso il podcast live “Settezero, io c’ero“, mentre Simone Avincola riporterà alla luce la figura di Enzo Carella, artista spesso dimenticato ma fondamentale per comprendere alcune traiettorie della musica italiana.

Non mancherà lo spazio per il sorriso, con una sezione dedicata alla nuova stand-up comedy che vedrà alternarsi sul palco Serena Bongiovanni, Tiziano Labella, Harakiri e gli Underdogs, confermando la storica attenzione di Hiroshima verso la comicità urbana e contemporanea.

Ma è forse nell’attenzione all’inclusione che Hiroshima Sound Garden rivela la propria identità più profonda. Tornano i Martedì in Discoteca, pomeriggi danzanti dedicati alle persone con disabilità psichica e motoria, insieme al Regina Music Fest per i bambini e le famiglie dell’Ospedale Regina Margherita. Accanto a questi appuntamenti, progetti educativi per i più giovani, iniziative solidali e un grande evento dedicato ai quarant’anni di Raggiungere ODV racconteranno la disabilità fuori dagli stereotipi, attraverso musica, testimonianze e attivismo culturale.

Così, nell’area verde di via Bossoli, Hiroshima Sound Garden continua a costruire qualcosa che va oltre lo spettacolo. Diventa infatti un luogo dove la cultura diventa occasione di incontro, dove le differenze trovano spazio per dialogare e dove la comunità si ricompone attraverso l’arte. In un’estate spesso dominata dall’intrattenimento veloce, la rassegna torinese sceglie invece di rallentare, ascoltare e immaginare. Forse è proprio questa la sua forma più autentica di resistenza.

VALERIA ROMBOLA’

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