“Dalle solenni promesse alla città al buio. Torino ostaggio di una rete fragile, mentre il Comune usa Iren come un bancomat. Gli utili siano destinati ai ristori”
“Appena un mese fa il sindaco Lo Russo si cimentava nell’attività in cui riesce meglio: il taglio dei nastri. Inaugurando compiaciuto la nuova Stazione Nord di Ireti da 25 milioni di euro, parlava di ‘sicurezza e salute’ e sosteneva che garantire continuità energetica fosse fondamentale per evitare conseguenze gravi per i cittadini durante le ondate di caldo. Parole solenni. Peccato che, trascorse poche settimane, Torino sia nuovamente sprofondata nel caos: blackout continui, quartieri al buio, disagi per famiglie, attività commerciali e persone fragili. È evidente che, su questo tema, sia lo stesso sindaco Lo Russo a essere finito in cortocircuito“. Ad affermarlo è Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.
“Il problema — continua Ravello — è che questa storia la sentiamo da anni. Solo nel giugno scorso, per esempio, Lo Russo chiedeva a Iren un ‘piano straordinario’ contro i blackout. Nel mentre, i giornali celebravano il nuovo maxi-trasformatore Ireti di Torino Nord con titoli trionfali: ‘Stop ai blackout estivi’. E invece oggi la realtà racconta una rete evidentemente ancora insufficiente, fragile e incapace di reggere persino all’inizio della stagione calda. E siamo solo a maggio…“
“Nel frattempo — prosegue Ravello — Iren continua ad annunciare piani anti-blackout senza risultati concreti. Una cosa, però, funziona benissimo: la distribuzione dei dividendi. Solo Torino, a fine giugno, incasserà circa 34,6 milioni di euro, per un totale di poco meno di 100 milioni destinati ai Comuni soci. La realtà è che, da un lato, Lo Russo usa Iren come un bancomat per tenere in piedi bilanci sempre più in difficoltà; dall’altro, invoca investimenti straordinari quando la rete collassa“.
“Abbia allora il coraggio – conclude Ravello – di fare il primo passo: chieda formalmente a Iren di sospendere la distribuzione delle cedole e di reinvestire integralmente gli utili nella manutenzione della rete, nella resilienza infrastrutturale e nei ristori a cittadini e attività danneggiate. Perché la propaganda non accende la luce nelle case dei torinesi, né riapre le serrande delle aziende lasciate al buio“.

