Tante conferenze stampa pre elettorali ma poca sostanza per il rilancio di Torino

Caro Direttore,

La lunga campagna elettorale impostata dal nostro Sindaco Stefano Lo Russo non ha precedenti nella politica comunale ma non mi pare abbia lo spessore necessario a rilanciare un motore unico nella economia italiana come la economia di Torino.  L’economia dell’auto infatti che aveva il suo epicentro a Torino a cascata spingeva una decina di economie regionali. Trentatré anni di amministrazioni di sinistra, di gran lunga le più osannate dalla stampa non sono bastati per dare un nuovo status alla Città di Cavour, di Agnelli , di Gualino, di Bobbio, di Gobetti, di Frassati, di Togliatti , del prof. Giuseppe Grosso, di Amedeo Peyron ,di Donat-Cattin. Lo ha detto Castellani la Città è in una fase di transizione. Ha solo dimenticato di dire , ma come è noto la sensibilità umana e sociale della sinistra è pressoché azzerata, che questa lunga fase di transizione è molto pesante per la metà della Città più debole.
La campagna del nuovo brand di Torino assegnata a un gruppo milanese ha partorito un topolino . La “torino:” non credo attrarrà investitori e investimenti dall’estero e senza nuovi investimenti privati Torino non ripartirà anche perché la mano pubblica è talmente lenta che la nostra città forse avrà mezza linea di nuova metropolitana nel 2033, quasi trent’anni dopo la prima linea di metropolitana. Lione che ha 600.000 abitanti da anni ha quattro linee di metro, Milano cinque etc.etc. Il nostro aeroporto è solo tredicesimo in Italia. Il 75% della occupazione giovanile e’ precaria . La TAV dalla parte italiana è pressoché ferma. Immaginare come è stato fatto che il settore dell’aerospazio possa sostituire ciò che dava il settore auto e’ un errore e ha solo sollevato le preoccupazioni del nostro giovane Cardinale.
In trent’anni di amministrazione i nostri sono riusciti anche a smentire Umberto Eco secondo il quale Torino avrebbe potuto fare a meno dell’Italia ma l’Italia non poteva fare a meno di Torino. Grazie a una intuizione di Don Luca Peyron e dopo i pasticci del Governo Conte il Governo Meloni ha assegnato a Torino il Centro per la IA che senza alcun sforzo di fantasia e’ stato localizzato alle OGR mentre un amministratore illuminato avrebbe potuto assegnarlo in corso Giulio Cesare rilanciando l’immagine di un Quartiere storico della Città , da trent’anni abbandonato al degrado, come  Barriera di Milano e ponendolo a 1 ora di auto da Milano , in grado cioè di attrarre intelligenze anche dalla capitale economica del nostro Paese.
Genova , dove il Sindaco Bucci ha veramente rilanciato una Città che avrebbe potuto essere piegata dalla caduta del ponte Morandi , con la Nuova Diga diventerà la nuova porta Sud della Europa verso l’Africa, il Medio Oriente e l’Oriente e oggi con la firma di cinquemila aziende punta a diventare la Capitale del Calcolo e della IA.
Caro Direttore nelle diverse conferenze stampa che ogni giorno presentano un lembo di lavoro che verrà ultimato nei prossimi anni non appare il disegno strategico che rilancerà Torino nei prossimi decenni.
L’unica opera strategica che collocherà Torino , lo vogliano o meno i suoi amministratori, nel mercato europeo e mondiale sarà la TAV se sara fatta in tempi decenti . Lo dico perché negli ultimi giorni abbiamo capito che chi l’ha rallentata negli ultimi anni è stato il PD.  Il confronto tra Paolo Foietta e i dirigenti del PD sui ritardi della TAV ha evidenziato come la lentezza dei lavori da parte italiana dipenda dai dissidi interni al PD.  Non è bastato riempire piazza Castello di SITAV salvando l’opera più importante per il nostro futuro dai No del governo Conte Toninelli . Prima l’ha rallentata il governo giallorosso e da tre anni il dissenso interno al PD. Perché la assegnazione dei lavori al consorzio di imprese guidato dal gruppo Itinera Gavio dopo aver costruito una nuova uscita della autostrada è ancora lì fermo e ora i sindaci PD della Bassa Valle si sono messi di traverso sulla linea che da Susa dovrà dirigersi a Orbassano . Per fortuna da parte francese i lavori vanno avanti. In questa situazione il Sistema Torino , terrorizzato che dopo trentatré anni vi sia una democratica alternanza alla guida della Città  , dopo la iniziativa di ridar vita alla Alleanza per Torino che non ha prodotto risultati concreti ,è debole dal punto di vista del programma i vari centrini di Portas e Chiavarino , con il notaio Ganelli dà vita a una Torino globale.
Ma Torino sarà Globale solo con i collegamenti infrastrutturali dalla TAV all’aeroporto ma su questo lato noi SITAV siamo molto ma molto più preparati e credibili. E i disagi che si manifestano sui collegamenti stradali e ferroviari che si manifestano ogni giorno dimostrano che le scelte regionali e locali degli ultimi anni non hanno funzionato.
Mino GIACHINO
Responsabile torinese UDC
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