Il Museo MIIT inaugura la mostra dedicata a Maria Pavlovska 

Dal 5 al 21 marzo il Museo MIIT, Museo Internazionale di Italia Arte, e la Galleria Folco dedicano una mostra internazionale alle donne, come ogni anno, in questo periodo.
Lo fanno organizzando quest’anno l’esposizione dal titolo “Visioni di donna”, la cui inaugurazione sarà  accompagnata dal libro di Vania Perale “Vorrei rinascere cormorano” della Phasar Edizioni.
Il Museo MIIT dedica una mostra alle donne, in occasione della loro festa e in considerazione delle tante problematiche di attualità che la società contemporanea esprime e su cui è necessaria una riflessione, per porre in essere adeguate misure sociali e culturali.
L’Arte può fare molto in questo settore  ed è per questo che il Museo MIIT da sempre cura esposizioni tematiche per sollecitare un cambiamento e promuovere una nuova e virtuosa cultura in merito all’universo femminile. Come in occasione del 25 novembre giornata Internazionale contro la violenza  sulle donne, anche in questo frangente la figura femminile diventa protagonista della mostra del MIIT, permettendo al pubblico di scoprire un universo artistico in continuo sviluppo e movimento. Non sono in mostra soltanto opere dedicate alla figura femminile, ma si tratta di un percorso emozionale che trova, nell’astrazione e nella scomposizione della forma, elementi profondi per esprimere interiorità e sensazioni. La mostra collettiva è accompagnata dalla importante esposizione personale delle opere di Maria Pavlovska, una tra le maggiori esponenti artistiche del panorama internazionale.
Il Museo MIIT presenta, infatti, la prestigiosa personale di Maria Pavlovska, che inaugura giovedì 5 marzo alle ore 18.

“Maria Pavlovska è  un’artista contemporanea ormai matura e risolta –  spiega il direttere del Museo MIIT e Italia Arte Guido Folco – perfettamente inserita nel contesto internazionale grazie alle sue molteplici presenze espositive nei principali appuntamenti artistici in tutto il mondo. In Asia, Stati Uniti, da Skopje a Lubiana, a Belgrado, Vienna, Berlino, Parigi, New York, Manila, Miami, Venezia, Firenze e Torino, la sua arte affronta i temi della polarizzazione e del globalismo, tanto cari alla società contemporanea.
L’arte di Pavlovska considera la pittura come un’estensione della propria esistenza, tra ombre, luce, felicità  e dolore, ed è  per questo che la sua arte  assume significati così intensi e personali, intimi e potenti, rappresentando nel profondo la propria energia vitale, tra sogni, speranze, esplosioni di vitalità e rarefatti momenti di meditazione.

L’artista incarna perfettamente, con il suo lavoro, lo spirito della società contemporanea, sempre in bilico tra salvezza e dannazione e nel contrasto tonale e cromatico assoluto delle sue composizioni si trova riflesso il senso della vita, in un dialogo continuo tra realtà e illusione. Nei segni rapidi, gestuali, essenziali che squarciano le tenebre di fondo delle sue opere maggiori pare si possa leggere un alfabeto dell’anima, in cui l’artista si esprime attraverso un linguaggio cifrato, criptico che narra moltissimo della sua interiorità.
Il bianco e il nero, il movimento vorticoso e continuo del segno altro non sono che il simbolo atavico dell’armonia e della complessità inafferrabile dell’universo, del confronto e del completamento degli opposti, in una sorta di bilanciamento dell’energia vitale e  creativa. L’osservatore può perdersi nel mondo poetico e creativo dell’artista, può ritrovare un po’ di sé stesso, alla continua ricerca dell’Io , dell’essenza dell’Essere.
L’utilizzo da parte della Pavlovska, sia nei disegni, sia nelle opere maggiori, di colori puri come il bianco e il nero, la rende immediatamente riconoscibile a livello internazionale.
Nel movimento inarrestabile del gesto l’artista declina il procedimento stesso della creazione, sempre in divenire e basata sugli opposti, sull’idea di una sperimentazione che si fa vita e materia, percorso esistenziale e ricerca.
Luce e buio, pieno e vuoto, bianco e nero si alternano, si  sovrappongono, si scontrano in un disegno meditato,  “sentito” dall’artista, mai casuale  poiché una tela o un  foglio di carta diventano l’espressione della propria esistenza su cui modulare emozioni e sentimenti.

Spazio, tempo, misura, infinito sono altri elementi fondanti l’arte di Maria Pavlovska. È  nella fusione e nell’interpretazione di tali elementi  che Maria scopre il senso della creazione della vita, dell’identità umana e divina. La sua è  arte spirituale perché va alla ricerca dello spirito umano,  cercando di cogliere l’essenza e la sintesi in un viaggio alla scoperta di sé stessa e dell’altro. Maria Pavlovska è  quindi da annoverare tra le massime interpreti dell’arte contemporanea internazionale sia per la sua potente espressività concettuale, sia per il suo corrente e sperimentale percorso che va ad unire la nuova espressività internazionale con la storia e gli esiti dei grandi maestri”.

Dal 5 al 21 marzo 2026 Museo MIIT Torino, corso Cairoli 4

Orario da martedì  a sabato 15.30-19.30

Appuntamenti per visite guidate e scolaresche

Info 0118129776

www.museomiit.it

Mara Martellotta

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