Morti sul lavoro in Piemonte, otto vittime nel primo bimestre 2026. La regione è in zona rossa

“I dati sugli infortuni in Piemonte, nel primo bimestre del 2026, con otto vittime sul lavoro e un’influenza di mortalità superiore alla media nazionale (3,8 contro 3), delineano un quadro regionale critico che colloca oggi il Piemonte in zona rossa nella mappatura del rischio. A fine gennaio la regione risultava in zona gialla, con due vittime sul lavoro – commenta l’ingegnere Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza Vega –  il peggioramento del dato complessivo conferma la necessità di tenere alta l’attenzione sulla prevenzione, intervenendo in modo mirato nei contesti più esposti, perchè la sicurezza sul lavoro non deve essere considerata un tema emergenziale, ma un impegno strutturale continuo”.

Per individuare le aree più fragili in Italia, sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio Sicurezza Vega elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità. La zona rossa, quella in cui so trovare il Piemonte, raggruppa le regioni con l’incidenza maggiore di morti sul lavoro rispetto alla media nazionale. A fine febbraio 2026, il rischio di infortunio mortale in regione, con 3,8 morti per milioni di occupati, risulta superiore alla media nazionale di 3.0. Per quanto riguarda le incidenze nel dettaglio, in regione troviamo Vercelli, Alessandria e Torino in zona rossa, con un’incidenza di infortuni mortali sul lavoro rispettivamente pari a 14,3, 5,6 e 5,3, tutte le altre province sono in zona bianca, con zero vittime in occasioni di lavoro.

Mara Martellotta

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