Di Gianluigi De Marchi
Come diceva Michael Scott nella famosa serie televisiva The Office:
“Non sonosuperstizioso, ma sono un po’ stizioso”.
Un’espressione simpatica che la dice tutta su uno dei fenomeni più irrazionali della vita
umana, la superstizione.
Quanti di noi scrollano le spalle parlando di credenze assurde ma poi, alla prova dei fatti, rifiutano
di sedersi a tavola in 13 o chiedono il cambio della stanza in albergo perché ha il numero 17?
Vi offro una carrellata di credenze in giro per il mondo, dalle quali potrete trarre utili suggerimenti
per essere anche voi “un po’ stiziosi”.
In Gran Bretagna, se vi imbattete in una gazza solitaria, dovete salutarla subito con “Good morning
Mister Magpie. How is your lady wife today?” (“Buongiorno, signor gazza, come sta oggi la sua
signora moglie?”). Solo questa formula potrà salvarvi da un terribile destino.
In Svezia si evita di uccidere i ragni per scongiurare la pioggia il giorno dopo. E
restando tra i simpatici aracnidi, in Francia si crede che “Araignée du matin:
chagrin”, cioè “Ragno del mattino: dolore”. Insomma, in questi due paesi i ragni
portano disgrazie. Il bello però è che in Italia invece siamo ben felici di trovare
un ragno in casa, perché siamo fermamente convinti che: “Ragno porta
guadagno!”
In Giappone, porta sfortuna il numero 4 perché si pronuncia shi, che significa anche “morte”.
Pertanto, le case spesso non hanno un quarto piano.
Negli Stati Uniti è il 17 a terrorizzare, tanto che in nessun albergo troverete la stanza con quel
numero che porta sciagure e morte. Vi svelo il perché: il 17, ai tempi dei romani, era scritto XVII;
fin qui, niente di terrificante. Ma l’anagramma di XVII è VIXI cioè vissi, sono morto, quindi…
Capito l’arcano? L’anagramma di un numero scritto 3.000 anni fa semina il panico ancora oggi.
Potremmo continuare per ore, citando i gatti neri che attraversano la strada, gli specchi rotti (con
conseguenti sette anni di disgrazie), i passaggi sotto le scale, il sale o l’olio versati a tavola, i
cappelli sul letto, gli ombrelli aperti in casa, ma sarebbe inutile. Per stare tranquilli, bisognerebbe
leggersi ogni mattina l’enciclopedia della sfiga per evitare i rischi. A proposito di giorni,
ricordiamoci di stare attenti a Martedì e Venerdì, perché: “Né di Venere né di Marte ci si sposa o si
parte!”. Chi avesse tempo a disposizione, potrebbe fare una statistica di quanti matrimoni sono
falliti perché celebrati in quei giorni maledetti anziché nei più tranquilli Sabato o Giovedì; oppure
quanti disastri aerei sono avvenuti di Lunedì o di Domenica, giornate fauste per gli spostamenti
intercontinentali…
Più utile cercare di capire perché certi fatti sono associati alla sfortuna, alle disgrazie, alla morte.
Alla base ci possono essere associazioni casuali tra eventi: un gatto nero passa davanti alla mia auto
e dopo pochi chilometri mi esplode uno pneumatico. Colpa di quel maledetto felino!
Ci possono essere influenze culturali o religiose. Tipica quella legata
alla tavola con 13 commensali, foriera di morte perché nell’ultima cena
Gesù era a pranzo con i 12 apostoli. Pochi giorni dopo fu crocifisso,
quindi evitiamo quel maledetto numero, stiamo attenti negli inviti a
fermarci a 12!
Qualunque sia l’origine, resta il fatto che la superstizione è svincolata
da ogni legame logico con la realtà, non ha radici scientifiche, è totalmente irrazionale e riflette le
ancestrali paure dell’uomo versoi il futuro.
Probabilmente tranquillizza sapere che certi eventi sono rischiosi e quindi, evitandoli, si può vivere
più sereni.
Ma che vita è quella di chi ogni Venerdì 13 resta tappato in casa (magari a letto, per evitare di
scivolare sul tappeto andando in cucina a far colazione?), mangia pasta sciapa per non rischiare di
rovesciare il sale sulla tovaglia, si fa la barba alla finestra guardandosi nel vetro per non rischiare di
rompere lo specchio del bagno?
Riflettiamoci, ed agiamo di conseguenza.
Ora scusatemi, devo chiudere il PC, sono le 17,35, non posso andare oltre perché 17,36 nelle isole
Samoa è un numero che provoca terrificanti conseguenze che voglio assolutamente evitare…
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