A Pinerolo la seconda tappa della mostra promossa dal Centro Antiviolenza SvoltaDonna
Dal 4 al 28 marzo 2026, SvoltaDonna ODV Centro Antiviolenza porta a Pinerolo la seconda edizione della mostra fotografica itinerante “Vietato Morire – Storie di ‘ordinaria’ resistenza”, in collaborazione con il Comune di Pinerolo, che ospita l’esposizione presso la Galleria al primo piano del Palazzo Comunale. La mostra è stata finanziata nell’ambito del Progetto IRENE – In Rete per la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza contro le donne e le ragazze, sostenuto dal Ministero dell’Economia e delle Politiche Sociali.
Si tratta di un nuovo allestimento della mostra, già inaugurata a novembre 2025 presso il Polo del ’900, realizzato alla luce dell’importanza culturale e sociale dell’iniziativa e della grande partecipazione di pubblico riscontrata durante la prima edizione.
Il progetto fotografico, firmato da Renata Busettini e Max Ferrero, dà voce – attraverso diciassette ritratti in bianco e nero – a storie di donne che hanno attraversato la violenza e scelto di trasformare il dolore in consapevolezza, resistenza e rinascita.
Ogni fotografia è accompagnata dalla voce narrante dell’attrice Carla Carucci, fruibile tramite QR code, che permette ai visitatori di ascoltare le testimonianze autentiche delle protagoniste. Ne emerge un racconto corale e profondo, capace di restituire dignità, identità e libertà femminile, andando oltre la semplice esposizione visiva.
“Siamo particolarmente felici di portare la mostra a Pinerolo, città in cui ha sede il nostro Centro Antiviolenza e dove, ogni giorno, incontriamo la cittadinanza e le tante realtà del territorio che, come noi, sono impegnate nella tutela delle persone più fragili”, afferma Marina Airasca, Presidente di SvoltaDonna ODV. “Questa mostra trasmette un messaggio potentissimo: è un inno alla vita, al coraggio e alla possibilità di rinascere dopo la violenza, con nuova forza e consapevolezza. Le donne che si raccontano nelle fotografie sono come tutte noi: si trovano ad affrontare non solo relazioni caratterizzate dalla violenza, ma anche incidenti, malattie e lutti. Nel condividere la loro sofferenza, ci aiutano a comprendere che in ogni momento possiamo trasformare il nostro destino e diventare le vere protagoniste della nostra vita”.
“La scelta di ospitare la mostra all’interno del Palazzo Comunale di Pinerolo assume un valore simbolico particolarmente forte”, sottolinea Lia Bianco, Assessora all’istruzione del Comune di Pinerolo: “Qualsiasi azione, evento e iniziativa che possano contribuire a scuotere le coscienze e le sensibilità della cittadinanza è per noi necessaria. È questa consapevolezza a guidarci nelle scelte e nelle collaborazioni. Per questa ragione non abbiamo esitato a ospitare la mostra di SvoltaDonna anche nel Palazzo Comunale di Pinerolo: un’istituzione che, fisicamente e simbolicamente, si fa custode attraverso questa iniziativa di un messaggio potente, quale l’abbattimento di comportamenti discriminatori e violenti. Si entra in Municipio per accedere ai servizi, ma al contempo ci si arricchisce di contenuti che forniscono una narrazione importante sull’identità e la libertà femminile. Qualsiasi donna, passando nei corridoi, sa che l’Istituzione è dalla sua parte; qualsiasi uomo sa che tipo di Comunità vuole essere Pinerolo.”
La mostra, realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Pinerolo, rientra nelle attività di sensibilizzazione e contrasto alla violenza maschile contro le donne promosse da SvoltaDonna ODV, nell’ambito del Progetto IRENE – In Rete per la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza contro le donne e le ragazze. Hanno dato il loro patrocinio anche Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Comune di Torino, CRPO – Commissione Regionale Pari Opportunità, Università degli Studi di Torino con CIRSDe (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere), Politecnico di Torino.
Mostra fotografica: ‘Vietato morire – Storie di ordinaria resistenza’
Palazzo Comunale – Galleria al I piano – Piazza Vittorio Veneto, Pinerolo, Torino
Dal 4 al 28 marzo 2026
Ingresso libero, lunedì-sabato, ore 8:00-20:00
Inaugurazione: mercoledì 4 marzo 2026, ore 17:30
Segue aperitivo.
SvoltaDonna ODV
Centro Antiviolenza iscritto all’Albo della Regione Piemonte, appartiene alla Rete nazionale D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) e fa parte del CCVD (Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne) dell’area metropolitana di Torino. L’Associazione opera a sostegno delle donne che subiscono violenza, attraverso la promozione di percorsi personalizzati di riconoscimento, consapevolizzazione e uscita dalla violenza, compresa l’accoglienza in emergenza in strutture protette per le donne e i loro figli e figlie minori.
La sua sede legale e operativa è a Pinerolo, ma il suo territorio di competenza è vasto e garantisce la copertura nelle zone pedemontane della Val Chisone, Val Germanasca, Val Noce e Val Pellice, nei Comuni di Orbassano e Rivoli, e nell’area metropolitana di Torino nel suo complesso.
Il Centro è anche promotore di attività di informazione e sensibilizzazione sulla parità di genere destinate a scuole, aziende e territorio.
Max Ferrero
Giornalista dal 1987, ha pubblicato su tutte le maggiori testate italiane reportage concentrati e specializzati nell’ambito della ricerca sociale: Servizi fotografici sulla guerra nell’ex Jugoslavia, il Kurdistan iracheno, il Centro America, l’immigrazione extracomunitaria, i nomadi, gli ospedali psichiatrici e le carceri sono stati tutti oggetto di pubblicazioni e mostre sia per Associazioni, Musei Comuni quali: Torino, Milano, Lucca, Roma, Novara, Racconigi, Venaria Reale, Chivasso, Gaeta.
Ha collaborato con le agenzie fotogiornalistiche: Lucky Star, Photodossier, Linea Press, Blow Up e AGF. Dal 2011 ha la cattedra di fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Novara e dal 2018 presso lo IAAD di Torino. Nel 2017 ha pubblicato il libro di tecnica base Tre gradi di profondità fotografica e nel 2019 il manuale di creatività. La foschia dell’immaginazione. Nel 2020 è uscito il suo libro America Fi(r)st.
Renata Busettini
Nata a Milano nel 1964 si trasferisce a Torino agli inizi degli anni ’80. Ha sempre avuto la grande fortuna di viaggiare molto e la fotografia è da sempre stata una sua buona compagna di viaggio. Nel corso degli anni la passione per i viaggi non è cambiata ma il viaggio non è più motivo di fotografare, la fotografia è diventata il motivo per viaggiare.
Nel 2015 e 2016 ha seguito alcune delle rotte migratorie lavorando su reportage in Giordania, Grecia, Macedonia ed Italia. Nel 2020 è uscito il libro America Fi(r)st, reportage realizzato con Max Ferrero in quattro anni di viaggi durante i quali hanno raccontato attraverso le loro foto periferie, armi, confini; e dunque povertà, emarginazione, violenza, stragi nel nome del suprematismo o della discriminazione; l’acqua inquinata di Flint, nel Michigan e il muro al confine con il Messico.
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