Si è salvato perché, mentre stava scrivendo al computer ha visto sullo schermo l’immagine riflessa dell’ aggressore, che con un coltello voleva sgozzarlo. Vedendolo la vittima è riuscita a tirargli una gomitata e a salvarsi. L’aggredito era finito in ospedale sanguinante, con un taglio all’altezza della giugulare, prognosi di sessanta giorni. Termina ora con la condanna a tre anni e un mese di reclusione per tentato omicidio, il processo con rito abbreviato nei confronti di un uomo italiano di 55 anni, detenuto al carcere Lorusso e Cutugno dall’epoca del delitto: il 7 maggio scorso. Il gup ha stabilito il pagamento di cinquemila euro di provvisionale. Resta un mistero l’origine del movente. La vittima è un sessantenne sposato con una donna che aveva avuto una relazione con l’imputato e che il giorno del delitto era in ospedale per un problema al cuore. Nella casa della coppia, che da alcuni mesi ospitava l’imputato, c’erano solo il marito della donna e l’amico della moglie. La pm che ha svolto l’indagine riuscendo a ricostruire la dinamica del tentato omicidio, ha sottolineato il «rapporto particolare» esistente tra i tre adulti (marito, moglie e amico). Ha precisato che non è stato possibile conoscere la natura intensa della relazione, forse legata al movente del tentato omicidio.
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