Biennale Tecnologia, un progetto del Politecnico di Torino, e l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani
presentano:
TEMPI DIFFICILI
“Guerra, pace”
Da marzo a giugno 2023, 9 incontri gratuiti e aperti a tutti.
Un percorso di approfondimento con esperti e docenti d’eccezione
per riflettere sul tema della guerra e della pace da prospettive inedite.
Tra gli ospiti Rosa Elena Manzetti, Matteo Nucci, Maria Luisa Boccia, Francesca Mannocchi, Riccardo Noury, Carola Frediani, Nathalie Tocci, Nicola Verola, Raul Caruso, Massimiliano Panarari. Concluderà il ciclo lo spettacolo “Antigone e i suoi fratelli” di Gabriele Vacis con PEM (Potenziali Evocati Multimediali)
Dopo il successo ottenuto con la prima edizione di “Tempi difficili”, una serie di lezioni online dedicate alla pandemia Covid-19 e seguite dal 2021 a oggi da oltre 40.000 persone, quest’anno Biennale Tecnologia – un progetto del Politecnico di Torino – e l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana propongono un nuovo percorso di approfondimento con l’obiettivo di offrire al pubblico un’opportunità unica per riflettere in maniera rigorosa su un altro tema di grande attualità: la guerra e la pace.
Viviamo infatti in un mondo segnato dai conflitti (non solo in Ucraina ma anche in molte altri parti del mondo), con prospettive che hanno indotto gli scienziati contrari alla guerra ad avvicinare il famoso “orologio dell’Apocalisse” ad appena 90 secondi alla metaforica mezzanotte, ovvero la catastrofe nucleare. In questo contesto, al Politecnico e a Treccani è sembrato importante ragionare sulla guerra e sulla pace da prospettive inedite, sganciate dalla contingenza quotidiana, ma proprio per questo forse più adatte a comprendere davvero che cosa stiamo vivendo e quali prospettive si delineano all’orizzonte.
“Istituzioni come il Politecnico e Treccani nascono con la vocazione di dare risposte alla società che le circonda e di cui sono parte integrante – sottolinea Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino – L’iniziativa Tempi difficili è stata concepita con lo scopo di approfondire, con una doppia prospettiva umanistica e scientifica, i temi legati ai grandi cambiamenti del mondo di oggi. Dopo la prima serie dedicata alla pandemia di Covid-19, con ‘Tempi difficili: Guerra, pace’ vogliamo trovare una chiave di lettura al dramma della guerra, tornata improvvisamente in Europa dopo decenni.”
“La collaborazione con Biennale Tecnologia prosegue con un ciclo di incontri sul tema guerra e pace – spiega Massimo Bray, Direttore Generale dell’Istituto Treccani – che rimanda all’attualità ma la proietta in un orizzonte storico più ampio, e prova a offrire al pubblico voci, prospettive e punti di vista non scontati.”
“Comprendere i grandi temi che riguardano l’umanità e il pianeta è possibile solo col contributo di molti saperi in dialogo tra loro – affermano Juan Carlos De Martin e Luca De Biase, curatori scientifici di Biennale Tecnologia – “È la formula che caratterizza Biennale Tecnologia fin dalla prima edizione del 2019 e che caratterizza anche “Tempi difficili”.
“Tempi difficili: Guerra, pace” si struttura come un ciclo di nove incontri che tra il 15 marzo e il 7 giugno vedrà intellettuali, esperti e artisti di chiara fama gettare luce su nove aspetti distinti – importanti ma spesso trascurati – della guerra e della pace, viste e indagate di volta in volta attraverso le lenti della psicologia, della letteratura, delle donne, dell’infanzia, del digitale, della diplomazia, dell’economia, della propaganda e, infine, del teatro. Tra gli ospiti di un programma che è fin da ora disponibile online sulle rispettive pagine dedicate all’iniziativa – www.polito.it/tempidifficili e www.treccani.it –, Rosa Elena Manzetti, psicoanalista e membro dell’Istituto Psicoanalitico di Orientamento Lacaniano (che dà il via alla serie di incontri il 15 marzo alle ore 18.00 al Politecnico di Torino); lo scrittore e studioso di pensiero antico Matteo Nucci (Roma, 31 marzo); Maria Luisa Boccia, scrittrice e presidente del Centro per la Riforma dello Stato (Torino, 13 aprile); la giornalista e scrittrice Francesca Mannocchi e il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury (Roma, 17 aprile); Carola Frediani, giornalista, saggista, responsabile del progetto d’informazione indipendente guerredirete.it (Torino, 26 aprile); la politologa e direttrice dell’Istituto Affari Internazionali di Roma Nathalie Tocci e Nicola Verola, diplomatico e docente di Modelli e tecniche di negoziazione nell’Unione Europea all’Università LUISS “Guido Carli” di Roma (Roma, 4 maggio); l’economista Raul Caruso, docente di Economia politica all’Università Cattolica di Milano (Torino, 23 maggio); il sociologo Massimiliano Panarari, docente di Comunicazione politica all’Università LUISS “Guido Carli” di Roma (Roma, 30 maggio). Concluderà il ciclo di incontri lo spettacolo “Antigone e i suoi fratelli” di Gabriele Vacis, regista teatrale e drammaturgo, con Potenziali Evocati Multimediali (Torino, 7 giugno).
Tutti gli incontri di “Tempi difficili: Guerra, pace”, ciascuno della durata di circa un’ora, si svolgeranno in presenza in parte a Torino, presso il Politecnico, e in parte a Roma, nella sede dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, e saranno contemporaneamente trasmessi in diretta streaming sui canali YouTube del Politecnico e di Treccani, per poi rimanere disponibili gratuitamente online per una loro visione in differita.

A quel primo incontro con Roberto (braccia rubate alle spiagge riminesi) si accompagnò il bonario sorriso di un altro collega con cui avrei stretto fin da subito una profonda amicizia, quel Franco Molinaro calabrese di Paola che insegnava Educazione Tecnica e che addosso sembrava portarsi in modo assolutamente garbato e discreto una silenziosa e tenera malinconia, legata forse alla memoria della sua terra e dei famigliari che aveva da poco lasciato. Ben arrivato, mi disse Franco mostrandomi i cassetti personali degli insegnanti. Avanti tutta, fratello!Mi rincuorò, porgendomi la mano con un gesto pontificale, il tonante a valanga – jeans, una piccola croce sul maglione a girocollo blu e ciuffo ribelle catapultato in fronte – don Ruggero Marini, vicentino di Thiene e collega di Religione che quattro anni dopo celebrerà le mie nozze con Patrizia. In fondo il Bronx è tutta un’altra cosa, gli fece eco Rodolfo D’Elia, saggio collega di Inglese che, in ricercato look english riattato alle esigenze del luogo, mi spinse sottobraccio in corridoio ( il braccio della morte mi “rassicurò” un’altra avvenente collega di Lettere che sembrava per caso appena piombata lì da Marte) verso l’aula a me destinata. Una Terza: sezione F. Una ventina di facce incuriosite. Neppure un accenno ad alzarsi in piedi. Comodi, comodi!Voce tremula e battutaccia da “splendido” che non arrivò, manco di sghimbescio, com’era prevedibile, ai mittenti. Così tanto per conoscerci, io mi chiamo Gianni Milani… Embé e a noi?! La muta risposta che mi parve di intuire sulle facce dei più. Alzai lo sguardo e – chissà perché – fu allora che in testa, mi risuonò come pura energia la voce rabbiosa e arrugginita del “Boss”, in quel pezzo memorabile che ogni mattina facevo risuonare, volume a palla, nella raffazzonata autoradio della mia vecchia Carolina: We gotta get out while we’re young/ Cause tramps like us, baby we were born to run /Dobbiamo fuggire finché siamo giovani … o finché siamo in tempo?mi veniva da correggere e interpretare, se non fosse che subito dopo mi sentivo patentato dallo stesso “Boss” ad essere nato per correre.
Restai dunque ancorato a quei giovani occhi – una quarantina – che mi sfidavano, chi più chi meno, con grintosa strafottenza. Ce l’avrei fatta? Dovevo. Dovevo correre. Correre e non fuggire! Ricacciare e spernacchiare quell’ intrigante voglia di vil fuga. Davanti a me, una corsa che più a ostacoli non si poteva. Ma uno per uno, quegli ostacoli me li sarei pappati tutti. A quel punto ne ero fortissimamente e – forse con una buona dose di presuntuosa incoscienza – più che mai certo e convinto.
