Per chi porta nel cuore e nelle vene la bella pedemontana Torino, per nascita, per storia familiare o per adozione, oggi, 11 Luglio è una ricorrenza importante perchè da quel giorno del 1899 un evento che al momento non parve così rilevante cambiò per sempre la storia della città, del Piemonte e superò di molto i confini italiani.

Nacque la Fiat, Fabbrica Italiana Automobili Torino, una Casa automobilistica che è diventata il gruppo industriale privato e finanziario più importante del 900. Le sue vicende, il suo sviluppo, i passaggi gestionali, la storia della famiglia Agnelli, le trasformazioni e ciò che oggi rimane del grande colosso è noto a tutti. Soffermiamoci sugli inizi, in quella Torino di fine 800 con la sua storia monarchica, i suoi palazzi, i suoi salotti, i suoi tanti personaggi politici che hanno fatto l’Italia, i suoi portici, i suoi caffè storici ed i tanti suoi volti differenti e mutevoli nel corso dei secoli. Nel 1898 era stato fondato l’Automobile Club di Torino da sei amici tra cui il senatore Agnelli, segretario. Si stava già ben delineando la vocazione automobilistica del capoluogo piemontese. Il passo successivo fu l’idea, con in testa Emanuele Cacherano di Bricherasio ed altri amici, tutti notabili torinesi, di fondare la Fiat che fu ciò che avvenne quell’11 Luglio nel seicentesco Palazzo Bricherasio nella centralissima Via Lagrange al numero civico 20, dove venne firmato l’atto di costituzione della nascente società con un capitale iniziale di 800.000 lire che, detto così sembra poca cosa ma che ad oggi significherebbero 3,6 milioni di Euro. Un’impresa coraggiosa e lungimirante, al limite con il sogno più avveniristico per quell’epoca.

Allo stabilimento di Corso Dante del 1900 seguì il famoso complesso del Lingotto che entrò in funzione nel 1923. E’ un periodo di inarrestabile e fortunata espansione sotto la presidenza del senatore Agnelli nel 1920 affiancato da un giovane Vittorio Valletta. E Torino diventa così la città dell’automobile, nasce la forza lavoro che impiega intere generazioni, molti dalle campagne si trasferiscono in città, il mutamento è grande, dal Sud gli arrivi si susseguono, la macchina Torino è in pieno movimento. Nel 1966 entra in scena il giovane Gianni Agnelli, intelligente, bello, affascinante che sta a Torino come il Duomo sta a Milano. Al funerale di suo padre Edoardo la bara fu portata a spalla dai capi-reparto del Lingotto con la bandiera della Fiat ” Cielo, mare, terra “. Torino perderà quella fama di città dell’automobile grigia, austera e triste, che peraltro non le è mai appartenuta, soltanto nel 2006 grazie ai Giochi Olimpici invernali che le resero il suo vero volto facendola conoscere al mondo in tutta la sua bellezza, unicità ed accoglienza.

Enzo Biagi, nel suo libro “Cara Italia” scrivendo di Torino disse:” Nel Piemonte la Fiat ha sostituito i sovrani, di qui è partita l’industrializzazione ed il miracolo economico”. Terra geniale e tenace, tutto il resto è storia !
Patrizia Foresto
Altro il discorso di chi la usa in modo improprio, senza regole né attenzione verso coloro con cui condivide la strada. Oggi l’esercito dei ciclisti urbani è sotto gli occhi di tutti, con il beneficio di un tasso di inquinamento decisamente più contenuto ma anche con i disagi che un cattivo uso del mezzo può comportare, qualora non vengano seguite le regole cui ogni mezzo in circolazione deve sottostare ! Ci si riferisce ad andare contromano, sbucare all’improvviso, passare con il semaforo rosso, fare il raso ai pedoni, pedalare sotto i portici e sui marciapiedi cittadini, viaggiare senza fanali ! E succede purtroppo !

Nato nel 2014 su iniziativa di associazioni africane presenti nel nostro territorio il festival Panafricano comprende un programma fatto di concerti, dibattiti, mostre e presentazioni di libri. “Nel 2016 si inserisce l’Eritrea e quello che era un progetto esclusivo per le comunità africane diventa un festival aperto a tutti i cittadini per abbattere le barriere culturali. Si cerca così, con tradizioni che spaziano dal cibo all’arte, all’artigianato di assestare una spallata a sentimenti razzisti” ci ha raccontato Liuba Forte di madre Eritrea e papà italiano e direttrice del festival.