Dopo un lungo ed approfondito dibattito e l’apprezzamento espresso dall’assessore Jacopo Rosatelli in Aula, il Consiglio comunale ha approvato, con 25 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto, un ordine del giorno riguardante il contrasto della discriminazione nel diritto alla salute per le persone transgender.
Il documento, presentato dalla consigliera dei Moderati, Ivana Garione, impegna il Sindaco e la Giunta comunale a farsi parte attiva presso la Regione Piemonte affinché nella programmazione regionale delle attività di formazione obbligatoria delle professioni mediche e sanitarie venga inserito il tema della tutela della salute dei transgender.
Per farlo, l’ordine del giorno chiede di procedere all’acquisizione di competenze specifiche sugli aspetti legati all’identità di genere delle persone assistite e sul perseguimento di un rapporto relazionale efficace anche attraverso l’uso di una terminologia appropriata.
Nel presentare il testo, dopo avere posto l’accento sulle criticità provocate dalla mancanza di programmazione e dal definanziamento, Garione ha spiegato che i dati presentati l’anno scorso con uno Studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità, hanno fanno emergere la difficoltà di accedere ai servizi sanitari delle persone transgender a causa della percezione di discriminazione provata in ragione della propria identità.
La consigliera ha poi fatto notare come, nella formazione del personale, esiste una difficoltà di approccio che vede ancora troppi professionisti sociosanitari lontani dall’essere consapevoli delle varie identità di genere e della necessità di acquisire specifiche competenze che la tutela della salute della popolazione transgender richiede.
La Sala Rossa ha approvato un ordine del giorno che impegna Sindaco e Giunta “ad attivare subito un confronto con il Governo e il Ministero competente per studiare il nuovo modello di continuità territoriale, che sia capace di garantire un sistema industrialmente sostenibile di collegamenti certi fra Torino e la Sardegna, frequenti e ad orari sicuri, nell’interesse dei cittadini e dell’Economia del territorio per il rafforzamento di Torino e dell’aeroporto di Caselle, così come è avvenuto per gli scali delle città come Milano e Roma”.
Il documento, proposto dal consigliere Tony Ledda, ricorda come siano circa 20.000 i sardi residenti a Torino che, nel corso degli anni, hanno lasciato l’isola della Sardegna per trasferirsi e trovare occupazione nella Città di Torino, e circa 50.000 i nuclei familiari di sardi in tutta la Regione Piemonte;
Il diritto alla mobilità, ricorda l’ordine del giorno, va garantito e tutelato, e la politica dei trasporti è fondamentale per la costruzione di una coesione socioeconomica, oltre a consentire ai cittadini sardi di nascita e origine il mantenimento dei legami affettivi con la propria terra e il rafforzamento delle rotte aeree fra Regione Piemonte e Sardegna rappresenterebbe un vantaggio turistico, commerciale culturale e sociale importante, da considerare ben oltre il periodo estivo.
Il documento evidenzia come, ad oggi, non si sia ancora raggiunta la giusta soluzione per identificare un modello che garantisca la continuità territoriale (prevista anche nella Costituzione) a differenza di altri Paesi Europei che effettuano rotte per le isole con condizioni vantaggiose per i residenti.
Illustrando l’ordine del giorno, il consigliere Ledda ha sottolineato come, in assenza di provvedimenti di continuità territoriale, molti cittadini sardi non riescano, ad esempio, a curarsi agevolmente presso l’ospedale oncologico di Candiolo e come sempre meno siano gli studenti che provengono dalla Sardegna per iscriversi negli atenei torinesi.
L’intervista del Ministro Urso nella quale annuncia di voler spostare più risorse verso il settore automotive e la intenzione di ridare al Paese una forte politica industriale è importante per ridare slancio alla economia del nostro Paese e a quella di Torino e del Piemonte in particolare.“La presenza di una lista centrista, riformista e democratica alle prossime elezioni europee può
essere, indubbiamente, un fatto politicamente rilevante e significativo. Una presenza politica che
può rilanciare, anche e soprattutto a livello nazionale, quella ‘politica di centro’ che resta
necessaria ed indispensabile per superare quel ‘bipolarismo selvaggio’ che resta una delle cause
principali della crisi della politica italiana e, purtroppo, del crescente astensionismo elettorale.
Ma per centrare l’obiettivo, questo progetto politico non può fare a meno del contributo e
dell’apporto dell’area cattolico popolare e sociale. Solo con questa fattiva e visibile presenza
politica, culturale e programmatica il progetto di Renew Europe può essere una vera scommessa
per rilanciare il Centro politico e una credibile e autorevole ‘politica di centro’ nel nostro paese.
Altrimenti si tratta di una semplice riedizione dell’esperienza politica, seppur aggiornata e rivista,
del vecchio partito liberale, o repubblicano o tardo azionista”.
Giorgio Merlo dirigente Tempi Nuovi, Popolari Uniti.
Manifestazione regionale a difesa della sanità pubblica in Piemonte, Accossato (LUV): “Cirio la smetta di andare in giro a far campagna elettorale e inizi a lavorare ad un piano serio di assunzioni che incida in modo concreto sulla carenza di personale”.
“Quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto” è lo slogan principale scelto dal comitato organizzatore della manifestazione regionale a difesa della sanità pubblica in Piemonte. Tantissime le realtà, le associazioni, i comitati locali, gli ordini professionali e i sindacati che hanno aderito e partecipato. Un’iniziativa popolare, nata dal basso, apartitica, che ha unito lavoratori della sanità, medici, infermieri, cittadini e pazienti, perché è indispensabile difendere il diritto a curare per difendere il diritto ad essere curati.
“Condividiamo pienamente le preoccupazioni e le rivendicazioni dei tanti cittadini che sono scesi in piazza per protestare contro i tagli e le privatizzazioni che si susseguono ormai da anni e per chiedere a gran voce di tutelare il diritto alla salute e alle cure” ha dichiarato Silvana Accossato, Presidente del Gruppo Liberi Uguali Verdi in Regione.
“In Piemonte i tempi di attesa per visite ed esami sono troppo lunghi e non più accettabili. Il Presidente Cirio la smetta di andare in giro a fare campagna elettorale promettendo sempre e solo la costruzione di nuovi ospedali e lavori ad un piano serio di assunzioni che incida in modo concreto su una situazione sempre più grave di carenza di personale. Senza le necessarie assunzioni le nuove strutture tanto sbandierate rimarrebbero scatole vuote” ha concluso Accossato.
“Ancora nulla di nuovo dal governo riguardo alla localizzazione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi ma anche riguardo alla pubblicazione della Carta nazionale delle aree idonee ad ospitare il deposito. Di rinvio in rinvio si continuano ad accumulare ritardi”. Lo dichiara Daniela Ruffino, capogruppo di Azione-Italia Viva in commissione Ambiente alla Camera, che sulla tema ha presentato un’interrogazione in commissione al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. “Vorremmo capire – ha aggiunto – se c’è la necessità di un supplemento di istruttoria e se è stata fatta. E vorremmo capire anche perché la carta delle aree idonee, che è stata inviata al Ministero ormai più di un anno fa, non è stata ancora resa pubblica e quando lo sarà. A questo si aggiunga che il soggetto attuatore, la Sogin, di cui abbiamo chiesto e ottenuto il commissariamento a giugno dello scorso anno, gode di ben poca fiducia presso le popolazioni e gli amministratori interessati, con cui dovrà intensamente interloquire. La necessità di avere la piena operatività di Sogin è sempre più pressante ma la situazione è assolutamente arenata. Si tratta di dare certezze agli italiani – conclude Ruffino – e invece assistiamo solo a continui rinvii”.
Recentemente, alla presentazione del mio ultimo libro sul “Centro. Dopo il populismo” a Torino,
Lorenzo Pregliasco – autorevole e qualificato sondaggista – ci ha spiegato in modo molto
semplice ma schietto che esiste un elettorato centrista nel nostro paese. Soprattutto dopo la
ripartenza di una forte e massiccia radicalizzazione della lotta politica, frutto e conseguenza del
voto del 25 settembre scorso ma, soprattutto, grazie alla vittoria della Schlein alle primarie del
Partito democratico. Una radicalizzazione che va di pari passo con una altrettanto nociva e
pericolosa polarizzazione ideologica. Il tutto, come ovvio ed evidente, crea una miscela esplosiva
che può mettere in discussione la stessa tenuta della nostra democrazia e la qualità del sistema
democratico.
Ma, per tornare a Pregliasco, è interessante la tesi che ha presentato a Torino. E cioè, esiste 1
elettore su 10 che oggi in Italia si riconosce in un’area centrista. Un 10% di elettorato che
potrebbe, però, anche crescere ulteriormente purchè, ecco la novità, si tratti di una offerta politica
credibile da un lato e che, soprattutto, sia rappresentata in modo credibile da chi la guida
dall’altro. Insomma, torniamo all’antico. Non quello usato e nostalgico ma, al contrario, quello
serio e collaudato. Ovvero, con un progetto politico coerente e aderente alla società
contemporanea e con una classe dirigente altrettanto credibile, quello spazio politico può riavere
un ruolo decisivo e determinante per gli stessi equilibri politici complessivi. Sin qui Pregliasco, pur
senza esercitarsi, come ovvio, nello stilare nomi e cognomi.
E, di conseguenza, non può essere un politico aggressivo, divisivo, strutturalmente impulsivo e
poco incline, per non dire nulla, alla cultura della mediazione, del confronto, del rispetto
dell’avversario e della composizione degli inevitabili contrasti che nascono nella lotta politica
quotidiana, la figura più idonea per interpretare e tradurre concretamente la “politica di centro” nel
nostro paese. E, soprattutto, non può guidare questo spazio politico un leader radicalmente
estraneo ed esterno alla cultura cattolico popolare, democratica e sociale che, come tutti sanno,
è stata nel nostro paese decisiva per dare forma e sostanza al Centro e alla “politica di centro”.
E l’elemento decisivo, quindi, per rilanciare e soprattutto per rappresentare il Centro oggi nel
nostro paese risiede proprio in questa sfida. E cioè, senza rincorrere la più spietata
personalizzazione della politica – un tassello, questo, storicamente estraneo alla cultura e alla
politica di un Centro democratico, dinamico, riformista e di governo – è indispensabile avere una
leadership credibile che incarni anche “fisicamente” quel profilo. Che è sì di natura politica,
culturale e programmatica ma che, soprattutto, lo confermi anche e soprattutto nella cosiddetta
“cultura del comportamento”, come amava definirla il grande storico cattolico Pietro Scoppola
quindi parlava di autorevolezza e di credibilità della classe dirigente politica.
Ecco perchè l’osservazione di Lorenzo Pregliasco, ancora una volta, coglie nel segno.
Giorgio Merlo
Azione Studentesca, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, scende in strada all’entrata delle scuole:
basta alternanza senza certezze, riconquisteremo il nostro futuro.
“Questa mattina, davanti all’Istituto Majorana di Torino così come nelle scuole e nelle piazze di tutta
Italia, abbiamo gridato la nostra proposta di rivoluzionare il PCTO: senza sicurezza, senza efficacia,
non c’è alcuno sbocco lavorativo, né crescita personale, nessun futuro per noi studenti”.
“Anni di sfruttamento da parte delle multinazionali e l’inadeguatezza delle misure di sicurezza, hanno
portato l’alternanza scuola-lavoro al fallimento. Pertanto, proponiamo, a partire dai licei: giornate
dedicate ad un orientamento universitario che sia concreto, con la possibilità di assistere alle lezioni
e di partecipare dal vivo ai progetti e agli spazi universitari, al fine di portare una maggior
consapevolezza nello studente perché faccia la scelta più coerente possibile col suo futuro; – e ancora
– la creazione di un organo scolastico che, tramite un tutor, si occupi esclusivamente dell’alternanza,
per monitorarne e garantirne qualità, efficacia e sicurezza, con la partecipazione dei rappresentanti
d’istituto nello stesso, nonché l’assegnazione di un docente di riferimento per ogni progetto a cui le
scuole aderiranno, per far scegliere allo studente quello a cui partecipare in base alle proprie passioni.
Neanche la cultura e la consapevolezza storica dei propri territori devono rimanere indietro: parchi,
musei e luoghi d’interesse devono essere visitabili dai ragazzi, perché riscoprano le loro radici e
fortifichino il legame con la propria storia;
“Il tutto, ovviamente, non può avvenire se prima non si garantisce la sicurezza, senza di essa,
null’altro potrà partire: la già presente normativa sulla sicurezza del lavoro, ma con disposizioni più
stringenti, sia attuata anche per gli studenti in stage: basta incidenti o morti in alternanza. Inoltre,
vogliamo corsi appositi per gli studenti durante le ore di Educazione Civica, così come ha già
annunciato lo stesso Ministero;
“Dagli istituti tecnici al mondo del lavoro, più efficacia e stage più mirati: se in Italia il lavoro è già
di per sé un miraggio, con un sistema così fragile e inefficace già dalle scuole, per i più giovani
diventa un’utopia: è il momento di una più stretta collaborazione con le PMI dei territori, stage
formativi coerenti con i percorsi di studi dei ragazzi per un diretto ingresso nel mondo del lavoro: non
schiavi in una multinazionale, ma protagonisti della crescita personale, professionale e dell’economia
locale. Da secoli baluardo del nostro tessuto protettivo, vogliamo anche la riscoperta del lavoro
manuale e artigiano. Infine, in base al merito dimostrato tra i banchi e durante gli stage stessi,
l’istituzione di borse di studio per la formazione post-scolastica per coloro che si saranno distinti
maggiormente;
Il nostro futuro non è in vendita, e a partire dai banchi di scuola, riscatteremo ciò che ci è stato tolto:
per un altro PCTO, oltre i disastri dei precedenti governi, al fianco degli studenti!