“Cirio e Icardi insistono nell’esternalizzare il servizio con contratti da fame”.
«AAA offerta di lavoro imperdibile e succulenta: 15 ore settimanali al CUP con contratto in somministrazione a tempo determinato. Questo l’annuncio di Randstad Contact Center (divisione di Randstad Italia) per arruolare operatori per il call center della sanità piemontese. Le promesse di Cirio e Icardi del potenziamento del CUP in questi giorni di fine legislatura si traducono in questa scandalosa offerta di lavoro povero e precario. Attualmente l’80% degli operatori del CUP sono part time a 25 ore, e fanno difficoltà ad arrivare a fine mese: perché assumere altri lavoratori a part-time a 15 ore, peraltro illudendoli con la possibilità di “stabilizzazione nel lungo periodo”. In questi 5 anni la Giunta Cirio non ha saputo riorganizzare il CUP, a cominciare dai turni, e non ha trasformato i part time in full time. Alla nostra proposta di reinternalizzare il servizio CUP, ora risponde ricorrendo ad intermediari che offrono contratti da fame».
Che Laura Pompeo sia candidata al Consiglio Regionale del Piemonte, dopo quasi dieci anni da assessore alla cultura e alle pari opportunità al Comune di Moncalieri, appare persino un’ovvietà. Nessuna donna o uomo è confrontabile a lei per cultura, impegno, intelligenza nel Pd in tutta l’area sud di Torino. Il suo è un lavoro quotidiano a cui ha sacrificato anche la carriera accademica di archeologa a fianco del suo maestro Giorgio Gullini. Eppure quello che sta accadendo è pura follia: nella stessa lista regionale c’è chi vorrebbe candidare altre due donne moncalieresi. Di follie e non solo follie se ne leggono tante: come il civico del Barolo Damilano che fugge da una candidatura europea appena si parla di Albertini in FI e vorrebbe imporre un suo dipendente candidato in Regione, malgrado il possibile conflitto di interessi con le acque minerali di cui è il re, sia lampante perché materia su cui legifera la Regione. Non c’è da stupirsi di nulla. La politica è diventata una maionese impazzita. Ma che il maschilismo moncalierese introduca il cannibalismo tra donne non era ancora accaduto. Non credo che questo sia femminismo: un eccesso di candidate donne porta solo confusione personalistica di bassissimo livello. La candidata legittima e titolata è una sola. Il Sindaco di Moncalieri dovrebbe capirlo o la candidata presidente o la segretaria del Pd dovrebbero farlo ragionare. Usare le donne per scopi strumentali è quanto di più lontano dalla parità. Le altre due candidate moncalieresi dovrebbero esse stesse fare una riflessione e capire che non possono accettare di farsi usare per scopi che hanno poco a che vedere con la politica.