natale- Pagina 3

Le mille cartoline di Henry Cole e il “Canto di Natale” di Dickens

I cartoncini di Natale, con frasi d’augurio e belle immagini, vennero pensati e prodotti ( almeno quelli “ufficiali”..) nel 1843 quando l’uomo d’affari inglese, Sir Henry Cole, che lavorava alle poste britanniche, commissionò al disegnatore e amico John Callcott Horsley la realizzazione di mille cartoline natalizie da inviare ai propri amici
 Preoccupato di non aver tempo per scrivere le annuali lettere per le feste di fine anno, Cole gli chiese di disegnargli un cartoncino che contenesse messaggi familiari e caritatevoli. Forse non se ne resero conto sul momento che stavano contribuendo alla creazione del Natale moderno con albero, regali, Babbo Natale, i buoni sentimenti e quei biglietti d’auguri, prodotti d’invenzione anglosassone, dove il principale interprete fu uno dei più grandi romanzieri dell’Ottocento, Charles Dickens. In “Canto di Natale”, suo malgrado, lo scrittore inglese inven­tò gran parte della mitologia che ancora oggi costituisce la tradizione natalizia: il pranzo, la famiglia, le vacanze, la neve, i regali, la beneficenza, i canti, i dolci e addirittura il vin brulé. Quel libro – che narra la fantastica storia dell’avarissimo Scrooge, diventato generoso in seguito alla visita di tre spettri proprio durante la notte di Natale – venne pubblicato il 18 dicembre 1843. Venduto in seimila copie nella prima settimana fu,per l’epoca, un vero bestseller. Con quella storia Dickens declinò i “nuovi valori” che la festività intendeva rappresentare. Non solo la fami­glia ma anche lo spirito di carità che biasima l’ingiustizia sociale e la povertà, descrivendo di par suo quell’Inghilterra rurale destinata a fare da sfondo alle cartoline di auguri con i paesaggi innevati.Tutto questo accadeva nello stesso anno che vide il trentenne Wagner rappresentare il suo primo lavoro, un potente melodramma intitolato “l’Olandese volante”, mentre Giuseppe Verdi mandava in scena alla Scala di Milano i Lombardi alla prima crociata. Il successo fu strepitoso, soprattutto per il celebre “coro dei lombardi”, adottato come canto patriottico in chiave manifestamente anti-austriaca. Il 1843 fu anche l’anno dell’inaugurazione del primo stabilimento balneare riminese mentre a Milano nasceva la prima stazione ferroviaria sul modello di quelle inglesi: quella di Porta Tosa, capolinea della  ferrovia Milano-Venezia. La rivoluzione industriale muoveva i primi passi in Italia, partendo dal Piemonte e dagli opifici tessili nel Biellese e nel Verbano. A settembre usciva il primo numero del magazine “The Economist” mentre si accendevano qua e là movimenti di protesta sociale e d’indipendenza, anticipatori di quella “primavera dei popoli” che cinque anni più tardi, nel fatidico 1848, sconvolse l’Europa con i suoi moti rivoluzionari. L’ Inghilterra s’incamminava nell’età  vittoriana ( la Regina Vittoria, sul trono da sei anni, ne compiva  ventiquattro), epoca di splendore politico, culturale e di cambiamenti sociali. Insomma, un anno importante il 1843. Tornando ai biglietti d’auguri, Horsley scelse di disegnare una famiglia, composta da elementi di varie generazioni e intenta a festeggiare il Natale con un brindisi a base di punch (suscitando non poche polemiche e rimostranze), recante la scritta a lettere maiuscole “A Merry Christmas and a Happy New Year to You” (ovvero l’augurio di “Un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo”). Le cartoline, ognuna delle quali misurava 8,5 per 14,5 centimetri, furono  litografate presso la  londinese Jobbins of Warwick Court  e colorate da un pittore professionista, un certo Mason. Lo stesso Cole, futuro fondatore e direttore del primo museo del design, le acquistò per uno scellino l’una, firmandole “Felix Suddenly”, cioè “improvvisamente felice”. La nascita degli auguri natalizi coincise o quasi con quella del francobollo, tant’è che il britannico “penny black” ,con il profilo della Regina Vittoria,fu il primo esempio di carta-valore ad essere destinata all’affrancatura della corrispondenza. Ma questa è un’altra storia.

Marco Travaglini

 

Rifllessioni su Babbo Natale

Nonno, come mai sul 25 Dicembre c’è scritto solo Natale e non il nome intero, Babbo Natale?”

La domanda di mio nipote mi ha lasciato di stucco…

Il 25 Dicembre è la festa principale per tutti i bambini, che la attendono con ansia soprattutto per un motivo: ricevono regali dai genitori, dagli zii, dai nonni; e la cerimonia dell’apertura dei pacchio dono sotto l’albero è uno dei momenti magici dell’anno…

Che tensione nei giorni precedenti, che timore di non meritare giochi, bambole, scatole multicolore perché non si è stati abbastanza buoni durante l’anno…

Che gioia scartare la carta e scoprire, oh sorpresa, proprio quello che sognavano e che avevano chiesto in letterine accorate…

Che felicità passare ore liete a giocare con i fratelli, i cugini, gli amici mentre i “grandi” intrecciano conversazioni e programmano l’ormai prossima festa di Capodanno…

Per i piccoli da decenni i regali sono portati da Babbo Natale, un personaggio inesistente creato dalla Coca Cola per reclamizzare la sua nota bibita gassata.

 

Nel 1931 Coca‑Cola commissionò all’illustratore Haddon Sundblom il compito di disegnare Babbo Natale per le pubblicità natalizie. Queste raffigurazioni hanno cambiato il modo in cui Babbo Natale veniva rappresentato: il primo Babbo Natale infatti era verde e si legava alla tradizione nordica di Odino, che immaginava il personaggio che regalava dolciumi. La sua origine peraltro può essere ascritta ancor più indietro nel tempo, legata ad un personaggio realmente esistito nel IV secolo a.C, e cioè il vescovo Nicola di Mira, che ancora sopravvive nei paesi nordici con il nome di Santa Klaus..

Potenza del marketing: in pochi decenni un’immagine pubblicitaria ha cancellato non solo secoli di tradizioni radicate, ma (e questo è l’aspetto più triste nella domanda del mio nipotino) la vera essenza del 25 Dicembre, che non è la festa di Natale Babbo, ma è la festa che ricorda la nascita di Gesù!

Nei calendari più attenti e precisi, il 25 Dicembre è infatti descritto come “Natale N.S.G.C.”, sigla misteriosissima per tutti i nipotini e per la stragrande maggioranza degli adulti, che, per esteso, significa “Natale di Nostro Signore Gesù Cristo”.

Natale è un aggettivo, non un nome! Indica il giorno “natale” (cioè della nascita) del Redentore.

Una festa intrinsecamente religiosa, staccata da ogni contenuto gaudente legato a regali, feste, cenoni, pacchi dono.

Una festa che dovrebbe far riflettere sui contenuti spirituali, sull’importanza di staccarsi dai valori materiali e meditare sui valori spirituali; altro che regali, trenini, tablet, bambole, cellulari…

E la cosa più triste è che (riflettete!) passate poche ore o pochi giorni i rutilanti giocattoli giaceranno in un angolo, dimenticati ed inutili, perché il tempo corre in maniera sempre più veloce, bruciando anche le cose più belle e desiderate e lasciando un triste, amaro vuoto nell’anima.

GIANLUIGI DE MARCHI

 

Natale 2025, in Piemonte cresce la voglia di regali: enogastronomia e benessere in testa

Spesa media procapite di 211 euro. L’81,5% degli italiani acquista doni, con una prevalenza femminile. Crescono le esperienze digitali e culturali.

Il Natale 2025 conferma una rinnovata propensione agli acquisti. Secondo l’indagine Confcommercio–Format Research, l’81,5% degli italiani prevede di comprare regali natalizi, in aumento rispetto al 79,9% registrato nel 2024. La percentuale sale all’85% nel Nord Ovest, area in cui la fascia più attiva nello shopping è rappresentata dalle donne over 55.

Il budget destinato ai doni resta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno: la spesa media per persona si attesta a 211 euro, con oltre la metà degli intervistati (53,5%) pronta a spendere tra i 100 e i 300 euro.

Tra le tipologie di regalo più scelte dominano i prodotti enogastronomici, che raccolgono il 19,7% delle preferenze. Seguono i trattamenti legati alla bellezza e alla cura della persona (15,2%) e l’abbigliamento, insieme agli articoli sportivi (13,2%). In crescita anche l’interesse verso esperienze e contenuti digitali, come abbonamenti e biglietti per eventi culturali.

Nel capoluogo piemontese, Ascom Confcommercio Torino e provincia rileva un andamento in linea con quello del 2024, caratterizzato da una forte concentrazione degli acquisti negli ultimi giorni prima di Natale e da una buona tenuta dei negozi fisici. Dall’indagine emerge infatti che circa un consumatore su quattro sceglie di acquistare esclusivamente nei punti vendita tradizionali. «Dopo anni di acquisti digitali, il negozio fisico sta riconquistando l’attenzione delle persone – spiega Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia –. I doni scelti nei negozi del territorio sono fatti con il cuore, aiutati anche dalla competenza e dalla professionalità dei negozianti. Il commercio di vicinato si conferma insostituibile per chi cerca autenticità. Anche in questo 2025 il commercio torinese ha saputo rispondere con creatività e competenza, rendendo ogni acquisto un momento speciale. Le vetrine torinesi parlano di bellezza, cultura, tradizione e innovazione. In un’epoca in cui i consumi cercano valore e significato, il commercio di prossimità è la risposta più concreta e umana».

Un ruolo rilevante è svolto anche dalle tredicesime, che quest’anno sostengono in modo significativo i consumi. Grazie a un’inflazione sotto controllo, a un mercato del lavoro in crescita e a una maggiore disponibilità di reddito, la spesa complessiva generata dalle tredicesime raggiunge i 49,9 miliardi di euro, con un incremento di 2,4 miliardi rispetto al 2024. La spesa media per famiglia sale a 1.964 euro (+53 euro), anche se solo una parte viene destinata ai regali natalizi: il 22,8% utilizza la tredicesima per le spese legate alla casa e alla famiglia, il 22,1% per il risparmio, il 20,2% per il pagamento di tasse e bollette, mentre quasi il 18% la impiega per l’acquisto dei doni di Natale.

“Oro, incenso e mirra” tra i presepi del Monferrato

“Oro, incenso e mirra-presepi nel Monferrato” entra nel vivo con gli appuntamenti a ridosso del Natale e dell’Epifania che accompagneranno i visitatori fino ai primi giorni del 2026. La manifestazione di presepi diffusa, attraverso otto comuni del territorio, tra Aramengo, Castagnole delle Lanze, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Cocconato, Frinco, Monale e San Damiano continua a incantare con i suoi presepi d’autore. Venerdì 27 dicembre 2025, a Cocconato, alle 15.30, si terranno i laboratori natalizi per bambini alla Biblioteca Rocca , con degustazione dello zabaione di Alberto Marchetti; sabato 28 dicembre, a Castagnole Monferrato, alle 15, laboratorio di cucina con Daniela Gai presso la tenuta La Mercantile; lunedì 6 gennaio 2026, Epifania a Castagnole Monferrato: alle ore 15 caccia al tesoro con la Befana, e grande tombolata per grandi e piccini (tenuta La Mercantile); a Castell’Alfero, alle ore 15, camminata della Befana ed elezione di Miss Befana in piazza Castello. Alle ore 17 premiazione del concorso dei presepi nel teatro di piazza Castello; a Monale, alle ore 9, vi sarà la camminata della Befana con tè, panettone e pandoro offerti dalla Pro Local. Fino al 12 gennaio rimarrà aperto a Monale il percorso dei presepi; ad Aramengo, in piazza del Municipio, un grande albero illuminato e presepe con personaggi intagliati e dipinti a mano dall’artista Gianluigi Nicola. Un secondo presepe dell’artista è esposto Marmorito Santa Maria. Una sala comunale ospita il concorso “Alla luce della stella”, aperto al voto dei visitatori. La mostra del concorso è visitabile nei giorni feriali, durante gli orari d’apertura degli uffici comunali e nei giorni festivi dalle 15.30 alle 18, esclusi il 25 dicembre, l’1 e 6 gennaio; una suggestiva mostra a cielo aperto è presente a Castagnole delle Lanze, un percorso tra vie, portici e botteghe di San Bartolomeo fino al Belvedere del Municipio, al parco della Rimembranza e alla torre del Conte Ballada. Si tratta di opere realizzate con materiali poveri e riciclati, che richiamano tradizioni locali e visibili fino al 6 gennaio 2026; a Castagnole Monferrato, la mostra dei presepi avverrà nella tenuta La Mercantile e nella chiesetta della stessa, con visite guidate per le scuole. A Castell’Alfero l’esposizione sarà nelle sale del castello, con il concorso dedicato e il voto per il presepe più tradizionale e creativo. La mostra a cielo aperto sarà nel concentrico e nelle frazioni Caglianetto e Stazione. “Presepi d’artista” sarà l’iniziativa di Cocconato che sarà arricchita dalla mostra fotografica “A Natale…i Cocconatesi nel Medioevo”. A Frinco, un percorso di presepi diffusi, ispirato al messaggio di San Francesco “vivere la fede nella semplicità”. A San Damiano d’Asti il centro storico si trasforma in un borgo incantato con luminarie, mercatini natalizi e stand di artigianato. La passeggiata dei presepi attraversa le borgate e frazioni del territorio e si protrarrà fino al 6 gennaio.

“Visitare i presepi del Monferrato significa entrare in un racconto corale, un viaggio tra borghi illuminati, suoni, profumi e gesti che continuano a unire generazioni diverse intorno alla Natività – spiega Francesco Marengo, presidente dell’Associazione – ‘Oro, incenso e mirra’ è un invito a riscoprire la meraviglia dell’attesa, a camminare lentamente tra le vie dei paesi, lasciarsi sorprendere dalla magia autentica del Natale”.

“Continua anche quest’anno la pluriennale collaborazione con questo circuito unico nel suo genere – aggiunge Bruno Colombo, Presidente Ecomuseo BMA – che arricchisce nel periodo natalizio una vasta area del territorio con un itinerario tematico che favorisce l’attrattività dei nostrani paesi, animando la vita culturale, sociale e lo sviluppo economico delle realtà locali tra folklore, memoria e tradizione”.

www.presepinelmonferrato.it

Mara Martellotta

Serial Killer Museum, atmosfera noir durante le Feste 

Durante le festività il Serial Killer Museum di Torino rimarrà aperto, offrendo un’esperienza unica tra storia, cronaca nera e criminologia. Infatti il museo, in soli due mesi, ha già accolto quasi ventimila visitatori italiani e stranieri, confermandosi come una delle mete più sorprendenti della città.

Il percorso è un viaggio immersivo tra i dieci casi più emblematici della cronaca nera globale, da Ed Gein a John Wayne Gacy, fino a Leonarda Cianciulli e a Charles Manson, con riproduzioni in cera, installazioni tematiche e una narrazione continua che guida i visitatori come in un podcast. Il percorso si apre con un omaggio a Cesare Lombroso, pioniere della criminologia moderna e offrendo un collegamento tra storia scientifica e cronaca criminale. La Voce italiana nell’audioguida è di Giancarlo De Angeli, storica voce di Lucignolo.

Orari: 24 dicembre dalle 10.30 alle 14.30 / 25 dicembre chiuso / dal 26 al 30 dicembre dalle 10.30 alle 18.30 /31 dicembre dalle 10.30 alle 14.30 / 1 gennaio dalle 10 alle 18.30 / dal 2 al 6 gennaio dalle 10.30 alle 18.30.

Galleria Tirrena – via dell’Arcivescovado 9, Torino

Gian Giacomo Della Porta

Concerto di Natale al Castello di Miradolo. Il Giudizio Universale

Giovedì 25 dicembre 2025

 

Un viaggio multisensoriale dentro il film di De Sica e il Requiem di Liszt tra 12 sale, 27 schermi e 40 diffusori audio

 

 

Il Concerto di Natale 2025 del Castello di Miradolo propone una nuova produzione immersiva firmata Avant-dernière pensée che intreccia la forza evocativa de Il Giudizio Universale di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini con l’inedita interpretazione del Requiem di Franz Liszt per viola, violoncello, armonium e live electronics. L’opera cinematografica e il tessuto sonoro dialogano nelle 12 sale del Castello, dove 27 schermi e 40 diffusori audio accoglieranno il pubblico in una narrazione corale, ironica e sospesa, in cui lo spettatore diventa parte integrante dell’esperienza e della narrazione, fatta di feroce ironia e apparente leggerezza.

 

Il film, accolto con freddezza alla sua uscita nel 1961 ma oggi riconosciuto come opera di straordinaria modernità, fu definito da De Sica “uno dei più belli che ho fatto (…) uscito forse troppo presto”. Il Giudizio Universale si compone di molte storie che si intrecciano, sfumature di un’umanità meschina e ipocrita che tenta, alla notizia dell’imminente fine, di redimersi come può o come riesce. L’idea iniziale di Cesare Zavattini nasce nel 1945, anno della fine della Seconda Guerra Mondiale: uno strumento straniante per una riflessione collettiva dopo anni oscuri, un’assunzione di responsabilità, una confessione generale che, tuttavia, non si compie, poiché l’ipocrisia dell’umanità non viene sopraffatta nemmeno dalla paura del cataclisma e l’istante di sincerità si trasforma in un’affannosa ricerca di alibi. Nel racconto, il Giudizio avviene “alla fine del tempo, in ogni luogo”: nel film, alle 18, a Napoli, con un cast che comprende Fernandel, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Renato Rascel, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e De Sica stesso.

 

Il percorso proposto da Avant-dernière pensée rinnova la tradizione del Concerto di Natale inaugurata nel 2009, offrendo un’esperienza immersiva che unisce musica, cinema e spazio architettonico in una lettura contemporanea. Il concerto è alle 21.30, prima del concerto, alle ore 20, è in programma la guida all’ascolto curata da Roberto Galimberti, ideatore del progetto artistico.

 

FORMAZIONE

Roberto Galimberti, viola e direzione

Marco Pennacchio, violoncello

Laura Vattano, armonium

Marco Ventriglia, regia audio e supervisione tecnica

Edoardo Pezzuto, luci

 

INFO

Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO)

Giovedì 25 dicembre

Il Giudizio Universale

Ore 20: guida all’ascolto – Ore 21.30: concerto

I biglietti si possono acquistare in prevendita o alla biglietteria del Castello il 23 e 24 dicembre

Posti limitati

Prezzo: intero 25 euro, ridotto (under 30) 15 euro

Informazioni: 0121 502761 prenotazioni@fondazionecosso.it

www.fondazionecosso.com

 

Per il Concerto di Natale, sul podio dell’Orchestra Nazionale della Rai salirà Giulio Cilona

Martedì 23 dicembre, alle ore 20.30, presso l’Auditorium Rai di Torino, ci sarà una data unica e fuori abbonamento per il Concerto di Natale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Sul podio salirà Giulio Cilona, talentuosa bacchetta, non ancora trentenne, che sostituirà Ottavio Dantone, che non potrà esserci a causa di un’indisposizione. Il direttore d’orchestra siederà anche al clavicembalo nei brani che prevedono lo strumento, e torna alla guida dell’OSN per la terza volta in un anno. Cilena è attualmente “capellmeister” alla Deutsch Oper di Berlino, incarico che ricopre fin da giovanissimo. L’appuntamento natalizio è trasmesso in diretta su Radio 3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. La serata si aprirà con cil Concerto in re maggiore per due trombe, archi e basso continuo RV 537 di Antonio Vivaldi, con protagoniste le prime trombe dell’OSN Rai Marco Braito e Roberto Rossi. Si tratta dell’unico Concerto per trombe scritto dal compositore veneziano, che torna sui leggii dell’Orchestra Rai dopo 45 anni. A seguire è proposta La Pastorale dall’Oratorio di Natale BWV 248 di J.S. Bach, uno dei più grandi capolavori dedicati alla nascita di Gesù. Di Mozart verrà eseguito il Mottetto in fa maggiore per soprano e orchestra “Ex sultate et jubilate” , con solista soprano Francesca Aspromonte, che sale per la prima volta sul palco dell’Auditorium Rai. Suddiviso in quattro movimenti, il brano fu composto nel 1773 per il cantante castrato Venanzio Rauzzini. A chiudere il programma la Sinfonia n.6 in fa maggiore op.68, detta Pastorale, di Beethoven, la più eccentrica ed enigmatica tra le sue sinfonie. Un quaderno di appunti conservati al British Museum di Londra, permette di gettare uno sguardo sul lavoro preparatorio alla Sinfonia, che fu elaborata tra il 1807 e il 1808. A margine del primo foglio del fascicolo, Beethoven scrisse “Sinfonia caratteristica”, aggettivo che nel ‘700 richiamava un insieme di aspetti peculiari dello stile e della forma di un brano musicale. Il concetto di “carattere”, in un’epoca influenzata dal Manierismo settecentesco, si riferiva in primo luogo all’espressione di un unico sentimento-affetto nell’arco dell’intera composizione. Nell’opera si usava definire “caratteristica” l’ouverture, legata al clima espressivo della scena. La Pastorale fu ultimata nel 1808 e diretta per la prima volta da Beethoven stesso, nel dicembre dello stesso anno, al Theater Anderwien di Vienna.

Biglietti per il concerto esauriti. Eventuali titoli soggetti a rinunce saranno rimessi in vendita un’ora prima dello spettacolo

biglietteria.osn@rai.it

Mara Martellotta

I concerti dell’Accademia di Sant’Uberto 

Giunge a conclusione il percorso con le Residenze Reali Sabaude, che l’Accademia di Sant’Uberto ha proposto nell’arco di quest’anno, con gli ultimi due appuntamenti nell’ambito della rassegna “Cerimoniale e Divertissement 2025-tempi e luoghi della musica”. Al castello della Mandria, sabato 27 dicembre, e alla Palazzina di Caccia di Stupinigi domenica 28 dicembre. La rassegna, promossa in collaborazione con le Residenze Reali Sabaude, dal 2006 accompagna i concerti che si tengono presso la Reggia di Venaria e le altre Residenze Reali Sabaude. Sabato 27 dicembre, alle ore 14.45, il Salone delle Feste del castello della Mandria ospiterà il concerto “Musica rinascimentale-tra divertimenti e danze”, con i musicisti della Reale Scuderia. Il programma è un viaggio affascinante attraverso il mondo sonoro del Rinascimento. Il concerto è a ingresso libero fino a esaurimento posti. Nell’ambito del concerto al castello della Mandria, si può viaggiare in un’ambientazione  rinascimentale proprio grazie alla musica. I brani scelti provengono dai manoscritti, raccolte e codici dell’Europa rinascimentale, eseguiti con copie fedeli degli strumenti dell’epoca, per restituire il colore, la morbidezza e l’energia di quel tempo. Dalle Paduane solenni alle Gagliarde vivaci, dalle Frottole cortigiane alle danze popolari e internazionali, il concerto offre un mosaico di stili e atmosfere che raccontano la vitalità del Rinascimento europeo.

Domenica 28 dicembre, alle ore 17, si terrà il concerto alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. L’ensemble À l’Antica proporrà cinque Triosonate di Bach, e dei suoi quattro figli più noti, offrendo uno sguardo privilegiato sulla vita musicale della famiglia Bach e sull’evoluzione di uno dei generi cameristici più importanti del Settecento. Le opere, scritte nell’arco di circa trent’anni, testimoniano una pratica musicale condivisa, nata in ambito domestico, ma capace di raggiungere anche il pubblico, e mostrano il passaggio dal contrappunto barocco allo stile classico, anticipando Haydn, Mozart e Beethoven.

L’Accademia di Sant’Uberto è nata nel 1996 come associazione Percorsi. Svolge la sua attività di studio e ricerca nell’ambito del Loisir di Corte, in particolare presso la Corte Sabaudia di Ancien Régime. Nel 1996 è stato creato l’equipaggio della Reggia di Venaria da cornice da caccia, per promuovere il recupero della Reggia di Venaria, all’epoca ancora in stato di abbandono, e nel 2002 il Gruppo di Ottoni della Reale Scuderia. Nel 2006 prendeva inizio la vera e propria attività concertistica di musica barocca. Dal 2016 è stato avviato il progetto “Barocco”, in collaborazione con il liceo classico-musicale Cavour di Torino, per la formazione  di giovani musicisti. I concerti vengono tenuti presso la Reggia di Venaria e la Palazzina di Caccia di Stupinigi, e altre Residenze Reali. Nel 2014, le comunità di Italia e Francia hanno annunciato, presso la Palazzina di Stupinigi, la decisione di avviare la candidatura UNESCO dell’arte musicale dei Suonatori di corno da caccia. Il processo di candidatura si è concluso nel dicembre 2020, con l’inserimento della pratica Patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO.

Mara Martellotta

Una statuina per il presepe a Monsignor Repole

Consegnata da Confartigianato Torino e Coldiretti 

Il  nuovo personaggio del Presepe 2025 rappresenta il lavoro nei settori della agricoltura e delle costruzioni con l’obiettivo di far emergere I temi dell’integrazione e dell’inclusione anche attraverso la cultura della sicurezza sul lavoro. L’obiettivo è  quello di aggiungere al presepe figure che ci parlino del presente ma anche del futuro.
Il simbolo del Made in Italy sarà consegnato lunedì 22 dicembre alle 9.30 da Confartigianato Torino insieme a Coldiretti all’arcivescovo di Torino , monsignor Roberto Repole.
L’iniziativa si inserisce nel progetto pluriennale di Confartigianato nazionale insieme a Coldiretti e a Symbola e  intende valorizzare la tradizione  del presepe con la consegna della statuina ai Vescovi delle Diocesi di tutto il Paese. Obiettivo è quello di aggiungere ogni anno al presepe figure che parlino del presente, ma guardino anche al futuro.
Il presepe è  una delle tradizioni che trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili che stiamo attraversando, è  la Buona Novella che diventa presente e significa rinascita, mettersi in cammino, stare vicino alle persone e al territorio, includere, è  la famiglia.
Con la spinta di energie buone raccolte sotto l’egida del Manifesto di Assisi, Fondazione Symbola, Confartigianato, Coldiretti, con la partecipazione della Fondazione ‘Fratelli Tutti’ e Avvenire, vogliono portare un loro contributo, volto a diffondere la straordinaria attualità e forza di questa narrazione gentile.  Il Presepe è la rappresentazione della nascita di Gesù ma, attraverso i suoi personaggi, serve anche a raccontare la realtà della vita di tutti i giorni e quindi, insieme al Bambinello, ritroviamo filatelici, agricoltori,  pastori e gli animali.
Per rafforzare l’attualità di questo messaggio aggiungiamo ogni anno nuove figure e nuovi Mestieri.
Nel 2020 la statuina rappresentava i valori della solidarietà durante il Covid, nel 2021 l’innovazione digitale, nel 2022 la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, nel 2023 la formazione e l’apprendistato, nel 2024 la qualità del cibo Made in Italy.
“La statuina di quest’anno – sottolinea Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino  – rappresenta la capacità  degli imprenditori artigiani di costruire comunità intorno al lavoro, promuovendo integrazione, rispetto e collaborazione. L’opera richiama l’importanza del tema della sicurezza sul lavoro come attenzione concreta verso le persone, perché ogni attività produttiva deve essere prima di tutto capace di tutelare vita e dignità.  Questa iniziativa vuole essere un segno di speranza e inclusione, in linea con lo spirito del Presepe, che da sempre racconta la quotidianità delle nostre comunità. Anche quest’anno il manufatto è  stato realizzato dal maestro artigiano leccese Claudio Riso, che ha saputo tradurre questi valori in un simbolo semplice e immediato. Con Fondazione Symbola e Coldiretti rinnoviamo l’impegno a valorizzare i territori e i misteri,  offrendo un contributo alla narrazione gentile che il Presepe porta nel Paese”.
“Anche una statuina da posare con cura nella scena cristiana del Presepe – afferma il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici  – può essere un segnale di attenzione verso la dignità del lavoro. Vorremmo che chiunque noti questa statuina, diversa dalle altre, così attuale, pensi a quanto troppo spesso non si riconosca il giusto valore al lavoro, ad iniziare dal lavoro degli agricoltori. Ma la statuina è anche un messaggio intenso verso quella cultura della sicurezza che deve essere la prima preoccupazione di tutti, perché non c’è dignità del lavoro senza formazione,  senza consapevolezza e senza attenzione verso la salute e la sicurezza, propria e degli altri “. La statuina è  stata consegnata anche ai vescovi di Pinerolo , monsignor Dario Olivero, e di Ivrea, Monsignor Daniele Salera.

Mara Martellotta

Una mostra di presepi nella Chiesa di Sant’Agostino ad Avigliana

Ad Avigliana, nella splendida cornice della Chiesa di Sant’Agostino, ubicata presso il Polo Sanitario ed immersa in un bosco di antichi tigli sul Monte Piocchetto, è allestita la mostra “Presepi dal Mondo”. Quest’esposizione, giunta alla sua terza edizione, è organizzata dall’Associazione Amici di Avigliana, presieduta da Silvio Amprino, in collaborazione con “Il Filo della Memoria” de “Il Colibri Aps” e la delegazione della Valle di Susa del FAI. Hanno concesso il loro patrocinio il Consiglio Regionale del Piemonte, la Città Metropolitana di Torino, i Comuni di Avigliana e Buttigliera Alta e l’A.S.L. TO3.
La mostra permette di fare un vero e proprio viaggio virtuale nel mondo, alla scoperta di come viene rappresentata la nascita di Gesù nelle diverse culture. Il pubblico ha la possibilità di ammirare le splendide Natività facenti parte della collezione di Liliana Novo, la quale da oltre trent’anni raccoglie Natività di ogni forma, acquistate in occasione dei suoi viaggi. Per lei il presepe rappresenta l’unione della famiglia ed è un simbolo a cui potersi ispirare continuamente e in cui potersi riconoscere. Le composizioni ripetono la stessa scena, ma ognuna ha una passione, uno spirito e una delicatezza nuova.
Tra i presepi esposti, quello in cartapesta delle Filippine, acquistato nel 1990, che è stato il primo della collezione di Liliana; la Natività messicana in ceramica; quella boema in vetro e il presepe in legno d’ulivo proveniente da Israele. Non mancano i caratteristici “santons” provenzali, mentre molto particolare è la Natività keniana.
Grande rappresentanza anche dell’Italia con il presepe genovese, quello in cartapesta di Lecce e quello in ceramica di Caltagirone.
All’inizio della navata sinistra si ammira invece la Natività allestita dall’Associazione Amici di Avigliana e dal Gruppo di Preghiera, il cui Bambinello proviene da Napoli, mentre ai piedi della statua della Vergine, ubicata a sinistra dell’abside, è esposto un presepe secolare donato da una signora di Buttigliera Alta.
Nella chiesa sono inoltre allestite la mostra fotografia “Dagli Agostiniani ai Gesuiti” che narra la storia del convento quattrocentesco del quale la Chiesa di Sant’Agostino faceva parte e una mostra dedicata alla Nobile famiglia Carron di San Tommaso, che possedette il feudo di Buttigliera Alta dal 1619 al 1912. I Carron di San Tommaso furono Marchesi di Avigliana dal 1702 al 1888, anno della morte di Gerardo, il loro ultimo esponente maschile.

QUANDO E’ POSSIBILE VISITARE LA MOSTRA

La mostra è visitabile gratuitamente dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 nei seguenti giorni:

DICEMBRE: domenica 21 – S. Natale giovedì 25 (mattino) e S. Stefano venerdì 26 – domenica 28

GENNAIO 2026: Giovedì 1 (pomeriggio), domenica 4, Martedì 6.

LA CHIESA DI SANT’AGOSTINO

La Chiesa di Sant’Agostino è quello che rimane del Convento di Sant’Agostino al Monte Piocchetto edificato nel 1470 accanto ad una preesistente chiesa detta della Misericordia.
I lavori furono finanziati dai nobili Andrea Balbis e Filippo Testa, quest’ultimo esponente di una famiglia aristocratica originaria del Monregalese, stabilitasi ad Avigliana verso il 1230. Il suo unico figlio Cherubino, nato nel 1451, fu il primo novizio della struttura e vi morì il 17 dicembre 1479 all’età di 28 anni. Una leggenda vuole che le campane di Avigliana suonarono a lungo, senza l’intervento di nessuno, annunciando il suo decesso. La sua salma fu deposta nel sepolcro della Chiesa della Misericordia; qualche mese dopo, il Superiore del convento decise di effettuare una ricognizione del corpo e scoprì con stupore che questo era intatto e nel petto di Cherubino era sbocciato un giglio bianchissimo ed intensamente profumato. Il giovate Testa venne beatificato con decreto firmato da Papa Pio IX il 21 settembre 1865. In seguito all’invasione giacobina del 1802 il convento venne soppresso e tre anni dopo le spoglie di Cherubino furono trasferite nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni.
Il Governo francese mise il luogo di culto all’asta e il complesso venne acquistato da un certo Blandino di Avigliana, il quale, senza alcun rispetto per la storia della struttura, demolì la chiesa e una parte del convento. Nel 1890 la Contessa Clementina Carron di San Tommaso contribuì all’acquisto di ciò che rimaneva del complesso e lo donò ai Padri Gesuiti, che gli diedero nuova vitalità spirituale e aprirono, dopo quasi un secolo, le porte agli aviglianesi. L’attuale Chiesa di Sant’Agostino risale al 1917. Nel convento aviglianese studiò Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala stampa della Santa Sede dal 2006 al 2016.
I Gesuiti abitarono il complesso fino al 1971 quando lo alienarono al Comune, ma la chiesa, ricostruita sulle ceneri dei quella della Misericordia, continuò ad essere aperta al pubblico sotto la direzione della Parrocchia di San Giovanni. Nel 1975 il Comune cedette il complesso all’ ASL TO3 e la chiesa rischiò di venire abbattuta; si salvò soltanto grazie all’intervento del Parroco Don Rolle, della Curia e della Sovrintendenza, ma venne chiusa al pubblico e destinata a magazzino dell’ospedale. Nel dicembre 2018, dopo troppi anni di degrado, l’ASL TO3 provvide alla pulizia e al risanamento del luogo di culto. Grazie all’associazione Amici di Avigliana e alla volontà del Comune, la chiesa e il monte annesso sono stati candidati alla Campagna del Fai I luoghi del cuore dell’anno 2020, ottenendo un eccellente risultato: 89° posto e 4436 firme a favore. Questo ha permesso di rendere il luogo fruibile a visite guidate, aperture programmate con i volontari dell’associazione ed eventi.
L’interno della chiesa attuale presenta ancora parte degli ornamenti originali: il pulpito in legno di noce, una completa Via Crucis policroma in gesso, l’affresco del Beato Cherubino nella cupola centrale e il dipinto di Rodolfo Morgari del 1892, recentemente restaurato da Chiara Restauri di Collegno.
Il Comune di Avigliana ha stipulato un contratto di comodato con l’ASL TO3 per la gestione dell’area verde circostante la chiesa, il bosco e il viale dei tigli.
Grazie all’intervento della Città Metropolitana di Torino è stato ripulito il vecchio portale di accesso del monastero, testimonianza di un passato al quale gli aviglianesi sono ancora molto legati.

LE ALTRE ATTRAZIONI NATALIZIE DI AVIGLIANA

Nell’atrio della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, in Via Umberto I, il Gruppo Amici del Presepio di Avigliana, come da tradizione ha allestito un magnifico presepe in scala 1:20.
Il gruppo “Un Borgo Vecchio più vivo” ha organizzato il Calendario dell’Avvento diffuso nel centro storico e la Grande natività nei portici della trecentesca Casa Senore. Tra gli addobbi, in Largo Beato Umberto spicca l’albero di filo all’uncinetto. Nel centro della Borgata dei Bertassi gli abitanti hanno realizzato una mostra di presepi e addobbi in collaborazione con Borgo Paglierino, mentre in Borgo Pertusera gli alberi narranti raccontano una piccola filastrocca che parla di pace, gentilezza e comunità.
In città sono state inoltre allestite due mostre diffuse di presepi: la prima è quella della Natività diffusa con 50 presepi nel borgo medievale fino al Castello e al Giardino delle donne, a cura del Gruppo volontari Ecopresepi;  la seconda è quella dei Presepi in vetrina, a cura del Distretto del Commercio di Avigliana e del Gruppo volontari Ecopresepi ed è allestita nelle vetrine delle attività commerciali e presso l’Ufficio turismo di Avigliana in Corso Laghi 389. I presepi esposti sono stati realizzati dalle scuole del paese. I più votati verranno premiati nel corso dell’evento “Accendi la Befana” che si terrà il 6 gennaio nel Parco Alveare verde alle ore 14.

ANDREA CARNINO