Informazione promozionale / “Non scrivo libri perfetti, non mi piace la perfezione, il mio libro è imperfetto come me. Ho conquistato il cuore dei lettori non con la virgola perfetta ma con il cuore di chi ha scritto e con l’anima di una persona che crede ancora che possiamo curare il nostro pianeta prima di essere presuntuosi e calpestarne altri…”. L’autrice (originaria di Venezia, oggi vive a Siracusa), è stata ospite al settantesimo festival della musica italiana a Sanremo per un’intervista all’interno del Palafiori
Il Grande successo del primo volume del sequel “Giulia e i quattro mondi” che ha attirato la curiosità dei giornali e stravolto la vita dell’esordiente autrice Miryam Grazioso racconta di come dei giovani ragazzi si troveranno ad affrontare un importante missione : salvare il mondo dalle catastrofi ambientali.
origine… >> L’incisione della prima chiave aprirà la porta che darà inizio a un’avventura fantasy ai confini della realtà. Il libro scritto in prima persona farà sentire ogni lettore il protagonista. Sarà stato questo il segreto del successo della giovane Autrice? Lei si racconta così : “Non scrivo libri perfetti, non mi piace la perfezione, il mio libro è imperfetto come me. Ho conquistato il cuore dei lettori non con la virgola perfetta ma con il cuore di chi ha scritto e con l’anima di una persona che crede ancora che possiamo curare il nostro pianeta prima di essere presuntuosi e calpestarne altri… “

E se fu canavesano di nascita, Montalto Dora gli ha dedicato una targa e nel paese dell’Eporediese c’è ancora chi lo ricorda bene, tuttavia ebbe anche un legame con il Monferrato. Suo nonno materno, Salvatore Pavese, infatti, era medico condotto a Valmacca e proprio il paese del Monferrato Casalese (e al contempo rivierasco lungo il fiume Po, come Casale Monferrato e Valenza) il 18 agosto del 1971 gli attribuì la cittadinanza onoraria, alla quale Gotta rispose con una bella lettera di ringraziamento indirizzata al sindaco. E, dopo la sua scomparsa, Valmacca gli ha intitolato una via. Erano luoghi quelli del Monferrato Casalese che Salvator Gotta conosceva bene, come dimostra una sua bella opera, ‘Addio Vecchio Piemonte !’, scritta nel 1970 per tipi della Arnoldo Mondadori Editore. Il libro contiene dettagliate notizie storiche, biografiche, politiche ed ideologiche riguardanti il conte Clemente Solaro della Margherita, ministro di Carlo Alberto, re di Sardegna, prima dell’emanazione dello Statuto. Il racconto prende le mosse dalla visita di un capitano dell’esercito sabaudo al castello del marchese Rolando Della Valle a Pomaro Monferrato che annuncia alla signorina ‘la Tota’, Maria Giorcelli, che lo sovrintende, del prossimo convegno tra re Vittorio Emauele e l’imperatore Napoleone III di Francia, in quanto si era deciso che qui si tenessero i consigli di guerra tra gli alleati (siamo nel 1859 al tempo di quella che i libri di storia chiamano la seconda guerra di indipendenza) per un motivo logistico. Il re aveva posto il suo quartier generale a San Salvatore Monferrato e Napoleone la sua residenza ad Alessandria. E Maria Giorcelli, figlia del geometra Giorcelli, intendente del marchese Guasco di Bosio, era nipote di Paolo Onorato Vigliani, giureconsulto ed uomo politico molto stimato da Cavour. Maria, poi, era stata la istitutrice delle quattro figlie del conte Solaro della Margherita. Nel libro, che ha appunto come protagonista l’ex ministro del re sabaudo appunto sullo sfondo del Risorgimento italiano c’è il Piemonte, con i suoi luoghi, le sue tradizioni, gli ideali di un regno che da lì avrebbe preso il volo per diventare il Regno d’Italia, ma ci sono anche Pomaro ed il suo castello, San Salvatore Monferrato, Casale Monferrato, con descrizioni puntuali ed aderenti alla realtà, fatte da un autore che li conosceva bene e che amava il Piemonte, in particolare quel ‘Vecchio Piemonte’ al quale dice addio con una punta di nostalgia.

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
arcipelago abitato dalle solite poche anime che si conoscono tutte; mentre d’estate è un’ambita meta turistica raggiungibile col traghetto. E’ proprio a bordo di uno di questi che inizia il rebus: due adolescenti, i fidanzatini Henry Walker e Naomi Sanders, litigano, poi la ragazza scompare e viene ritrovata cadavere su una spiaggia deserta, impigliata in una rete da pesca. Il primo ad essere sospettato è proprio il 16enne Henry, figlio adottivo di Liv e France, coppia omosessuale errabonda che ha attraversato l’America fermandosi sempre in sistemazioni temporanee. Sono approdate sull’isola da 4 anni, con l’ansia di un segreto da nascondere per cui obbligano Henry a un profilo basso: nessuna foto scolastica, né profili social e tanto meno album di famiglia. Ad aggiungere pepe alla storia si aggiungono un misterioso investigatore privato, un magnate con ambizioni politiche alla ricerca del figlio che non ha mai conosciuto… e il resto è tutto da scoprire, pagina dopo pagina.
Questo è un po’ il libro dei libri, e se amate mari e isole è l’itinerario da seguire per collegare scrittori e luoghi, scoprendo anche pagine di autori che magari non conoscevate. Onofri ha fatto un lavoro raffinato ed enciclopedico, diviso in blocchi –dalla Grecia all’Oceano Indiano, dall’Estremo Oriente al Grande Nord, passando per i Poli estremi e i Tropici- ripercorrendo pagine che raccontano paesaggi, climi, avventure, narrativa di viaggio e tanto altro, sostenuto dalla sua erudizione sconfinata, che però non inciampa in noia o pedanteria.
concedeva alle donne col matrimonio.

Adesso sto riscoprendo il suo valore della critica popperiana perché tutte le televisioni in epoca di pandemia drammatizzano, insistendo in modo intollerabile, su un tema di cui abbiamo purtroppo piena consapevolezza Insistere in modo martellante significa creare una paura sociale dagli sbocchi imprevedibili che nessun psicologo sarà mai in grado di lenire. Spettacolizzare il virus appare davvero demenziale. Vespa è giunto a fornire in tv i sintomi del coronavirus, incurante degli effetti devastanti di notizie così generiche e allarmanti che possono sconvolgere la vita delle persone.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria


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