Programmare a breve un incontro con l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, che si è già reso disponibile, per conoscere gli obiettivi della sua attività con una particolare attenzione al Piano socio-sanitario e all’edilizia sanitaria. È quanto è stato deciso in Commissione Sanità, presieduta da Luigi Icardi.
Maggioranza e opposizione hanno concordato sulla necessità di conoscere le intenzioni del neo assessore in merito a modalità e tempistiche precise di lavoro per la definizione del nuovo Piano socio-sanitario. Altro punto richiesto, un’illustrazione d’insieme dello stato dell’arte della pianificazione di tutti gli interventi previsti in edilizia sanitaria, anche per conoscere quali sono le dotazioni finanziarie.
Su richiesta del consigliere Domenico Rossi (Pd) è stato poi previsto di audire i vertici dell’azienda ospedaliera universitaria Maggiore della Carità di Novara, per comprendere i motivi dell’ulteriore rinvio del bando di gara per la realizzazione della Città della Salute e della Scienza, rimandato nuovamente da settembre a dicembre 2024, e per sapere quali sono le prospettive in merito.
Nella calendarizzazione dei lavori si è anche stabilito – su richiesta del consigliere Fabrizio Ricca (Lega) – di audire gli ordini dei medici, degli infermieri, i sindacati, i responsabili 118 sul tema degli algoritmi – non ancora approvati in Piemonte – per il personale infermieristico che opera sui mezzi di emergenza. Gli algoritmi clinico-assistenziali supportano dando anche una copertura giuridica agli infermieri che, a causa della carenza di medici urgentisti, si trovano spesso a intervenire sulle ambulanze effettuando operazioni tecnicamente di competenza del medico.
Sia il presidente Icardi sia il vicepresidente di minoranza della Commissione, Daniele Valle, hanno ribadito la necessità di affrontare con tempestività il problema.

Il Salone dell’auto nelle vie del centro e’ subito sembrato un evento che poteva segnare un rilancio di immagine di una città in crisi, per non dire in decadenza come Torino. Le auto in centro in una città che la Fiat ha privato delle auto, sembravano una bella risposta, un segnale forte per guardare avanti ad un futuro che sarà comunque molto difficile ricostruire dopo che le vicende e le scelte degli Elkann hanno umiliato e retrocesso questa città, con complicità di una classe politica non adeguata. L’incidente accaduto che ha provocato feriti a causa di un’auto finita fuori controllo rischia di macchiare il salone o almeno il modo non sicuro e un po’ inprovvisato di organizzarlo, apparso con evidenza. Noi siamo forse prevenuti perché non possiamo dimenticare il disastro creato in piazza San Carlo dal pressappochismo con cui venne organizzata la proiezione di una partita di calcio nel giugno 2017 con delle vittime. Il vicesindaco grillino di allora, cinque anni fa, si auguro’che la grandine sulle auto in mostra determinasse la fine del Salone al Valentino ed ottenne il suo scopo senza disastri meteo. Ieri ha espresso il suo plauso al nuovo salone in centro. Il suo consenso non ha portato fortuna. Oggi si pone il problema della sicurezza al di là dell’incidente che è accaduto. Torino ancora una volta non si è putroppo rivelata all’altezza. Peccato. Speriamo che il Salone resista alle inevitabili polemiche già divampate. Esso si può rifare con maggiore sicurezza il prossimo anno. Le improvvisazioni non pagano e per questi eventi sono assolutamente da evitare. La storia torinese esige impegni concreti che diano certezze ad una città che ha premiato il Salone con una straordinaria partecipazione di pubblico.
