CRONACA- Pagina 420

Rinascere dal silenzio: la storia di una paziente affetta da sordità centrale

Seguita dall’equipe dell’Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Biella

La storia di Laura testimonia che, grazie ad un approccio multidisciplinare, anche nelle situazioni più difficili la speranza può trasformarsi in realtà

Laura, affetta da sordità centrale, è riemersa dal silenzio in cui un trauma cranico improvvisamente l’aveva fatta precipitare. La sua storia ci dimostra come il Servizio Sanitario Pubblico sia capace di raggiungere risultati di grande valore professionale. La paziente è stata assistita a livello multidisciplinare da equipe dell’Asl di Biella, che l’hanno seguita per cinque anni, garantendo il necessario supporto fisioterapico, logopedico, psicologico e ortottico, oltre che audiologico, recuperando così gran parte della percezione uditiva.

La sordità centrale totale è una condizione rara e complessa, che trasforma profondamente la vita di chi ne è colpito. A differenza delle forme di sordità che interessano l’orecchio esterno, medio o interno, il problema, in questo caso, risiede nel cervello, incapace di decodificare i segnali sonori.

Anche quando l’apparato uditivo periferico funziona perfettamente, il mondo si trasforma in un silenzio assoluto. Questa patologia non può essere affrontata con apparecchi acustici o impianti cocleari, poiché è il sistema nervoso centrale a necessitare di riabilitazione attraverso approcci mirati e specialistici.

Un caso emblematico è proprio quello della giovane donna di appena trent’anni, che chiameremo Laura, ricoverata per un grave trauma cranico.

Nelle fasi iniziali la paziente è stata presa in carico dalla Struttura Complessa di Medicina Riabilitativa dell’Ospedale di Biella, dove ha seguito un intenso lavoro di riabilitazione fisica, logopedica e cognitiva. La paziente soffriva anche di diplopia – una condizione che provoca visione doppia – causata da lesioni della via motoria di un occhio, ed è stata pertanto trattata dal punto di vista ortottico dalla Struttura di Oculistica.

Poteva quindi contare solo sulla visione monoculare e, per comunicare, si affidava con grande fatica a un’applicazione di riconoscimento vocale (speech-to-text), che convertiva in testo il parlato degli interlocutori, consentendole di leggerlo.

Per affrontare le difficoltà comunicative legate alla sua condizione, è stata indirizzata al Servizio di Audiologia della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Otorinolaringoiatria, diretta da Carmine Fernando Gervasio. A supportarla nel percorso audiologico, insieme alle colleghe, è stata in particolare l’audiometrista, Carla Montuschi.

In un contesto così complesso, dove il danno neurologico interessa diverse aree funzionali, la riabilitazione uditiva richiede competenze specifiche disponibili solo in pochissimi centri altamente specializzati. L’intervento, considerata la rarità della patologia e le urgenze cliniche, ha seguito un approccio personalizzato e mirato, che ha comportato la presa in carico della paziente con l’effettuazione di diverse sedute settimanali di riabilitazione uditiva.

Il percorso riabilitativo della paziente ha incluso esercizi per stimolare le aree corticali responsabili dell’elaborazione del suono, sfruttando la neuroplasticità del cervello. Attraverso protocolli dedicati, si è lavorato sul riconoscimento dei suoni ambientali e sulla comprensione del linguaggio, con particolare attenzione agli elementi ritmici, frequenziali e temporali del parlato.

Questo è stato possibile mediante il ricorso a strumenti tecnologici, musicali e all’adattamento di tecniche derivate da protocolli per pazienti con impianto cocleare. I risultati, seppur graduali, sono stati significativi: in cinque anni, Laura ha recuperato gran parte della percezione uditiva, riuscendo a comunicare senza dipendere esclusivamente da supporti testuali.

Grazie alla sua incrollabile caparbietà e all’enorme sforzo riabilitativo svolto in più contesti – fisioterapico, logopedico, psicologico e ortottico oltre che ovviamente audiologico – è riuscita, partendo da una condizione iniziale gravissima, a ottenere progressi inizialmente insperabili. Oggi Laura è in grado di sostenere brevi conversazioni telefoniche con voci conosciute, un progresso straordinario che testimonia l’efficacia del percorso intrapreso.

Purtroppo, le varie tipologie di sordità centrale sono ancora poco riconosciute e probabilmente sottovalutate, specialmente negli ambiti dei traumi cranici che coinvolgono il cervello. La consapevolezza e l’approfondimento di queste condizioni sono cruciali, sia per una diagnosi precoce che per garantire interventi tempestivi e mirati.

«Questa esperienza non solo sottolinea l’importanza di saper operare avvalendosi della multidisciplinarietà, al fine di offrire percorsi personalizzati e mirati, ma evidenzia anche quanto sia cruciale approfondire e diffondere la conoscenza delle diverse forme di sordità centrale – commenta Carmine Fernando Gervasio, Direttore SCDU Otorinolaringoiatria – Investire in queste strutture e sensibilizzare sull’argomento significa restituire a chi vive nel silenzio, non solo la possibilità di comunicare, ma anche una nuova autonomia e una qualità di vita migliore, dimostrando che, anche nelle situazioni più difficili, la speranza può trasformarsi in realtà».

«Il percorso di questa giovane paziente, così complesso, mette in luce in modo particolare il valore dell’apporto di tante professionalità di specialità diverse, non solo mediche ma anche sanitarie che hanno messo al servizio le loro competenze in modo sinergico – dichiara Mario Sanò, Direttore Generale Asl BI – Sono stati coinvolti, infatti, operatori di cui spesso non si parla, come coloro che si dedicano all’attività ortottica e all’audiologia e che hanno concorso al recupero di questa paziente. Si tratta di un risultato prezioso e straordinario innanzitutto per la vita di Laura ed è motivo di plauso e ringraziamento da parte dell’Azienda Sanitaria a tutte le discipline che hanno garantito il necessario supporto fisioterapico, logopedico, psicologico e ortottico, oltre che audiologico. Un riconoscimento e un ringraziamento particolare va al professor Carmine Fernando Gervasio, che dall’aprile del 2018 dirige con capacità il reparto di Otorinolaringoiatria, da luglio 2023 trasformato in Struttura Complessa a Direzione Universitaria, grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella».

«La storia di Laura mette in luce l’importanza della multidisciplinarietà e dell’alta professionalità al servizio dei pazienti – sottolinea Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte – A questo si aggiunge l’apporto di Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Università di Torino che hanno permesso di dar vita alla SCDU di Otorinolaringoiatria, che ha avuto un ruolo centrale nell’ottimo risultato riscontrato in questa storia a lieto fine».

Uccide a coltellate i vicini di casa e si taglia la gola

/

È sfociata in tragedia quella che sembra essere stata l’ennesima e fatale lite tra vicini, questa sera a Volvera, nel Torinese.
In un caseggiato del paese un uomo e una donna avrebbero rimproverato il vicino. Questi, armato di un coltello avrebbe ucciso i due e si sarebbe tolto la vita con una coltellata alla gola. Sul posto i carabinieri.

Maltempo, prima giornata di sopralluoghi dell’assessore Bongioanni

 Alle aziende agricole di Cuneese, Torinese e Alessandrino: «Al via immediato le procedure per i ristori dei danni a strutture e produzioni». E domani si continua con il Vercellese

«Nella giornata di ieri ho effettuato la ricognizione dei danni provocati dal maltempo alle aziende agricole delle province di Cuneo, Torino e Alessandria. In provincia di Cuneo le problematiche sono state causate principalmente da movimenti franosi, così come sulla collina fra Torino e Casale. Nel Canavese e in provincia di Alessandria sono state invece provocate dalle esondazioni che hanno procurato danni strutturali e danni ancora più ingenti alle colture. Proseguirò domani la ricognizione nel Vercellese. Da parte degli imprenditori agricoli ho percepito un clima generale di grande preoccupazione, condiviso dai presidenti e direttori delle associazioni di categoria e dai sindaci che mi hanno accompagnato nell’intera giornata. Ho visto centinaia di ettari di patate, cereali e colture orticole completamente distrutti. La richiesta corale è di una maggiore attenzione alla pulizia degli alvei fluviali con il disalveo di inerti e l’asportazione di materiale legnoso, visti da tutti come i primi responsabili di danni importanti che stiamo lavorando per quantificare».

L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni riassume la prima giornata di sopralluoghi dedicata alla ricognizione dei danni procurati alle aziende agricole dal maltempo della settimana di Pasqua e delineare il percorso dei ristori. Lo hanno accompagnato nelle diverse tappe sindaci e amministratori locali e i vertici delle tre associazioni imprenditoriali agricole.

Immediato l’avvio delle procedure per la raccolta delle segnalazioni di danni e l’accesso ai ristori. Spiega Bongioanni: «Per i danni alle strutture aziendali e alle infrastrutture di servizio interaziendali come le strade, le aziende dovranno trasmettere le segnalazioni ai Comuni, ai Consorzi gestori dei comprensori irrigui o ai Consorzi di gestione delle strade interpoderali. Una volta raccolte e caricate da questi ultimi sul portale regionale Nembo, potranno attingere alle risorse del Fondo di Solidarietà Nazionale Agricoltura ai sensi del decreto legislativo 102 del 2004 Nella giornata di martedì trasmetterò a tutti i sindaci del Piemonte il protocollo della procedura. Per i danni subiti da colture e produzioni agricole, le aziende attingeranno invece al fondo mutualistico nazionale AgriCat: in questo caso a presentare la denuncia dovranno essere i singoli imprenditori in proprio o attraverso i centri d’assistenza».

I sopralluoghi dell’assessore Bongioanni nelle aree agricole colpite proseguono domani, venerdì 25 aprile, in provincia di Vercelli. Alle 13.30 dal casello autostradale Casale nord visita al ponte della strada provinciale Candia Lomellina / Terranova, quindi sopralluogo con sindaci e agricoltori all’argine della Sesia da Caresana a Prarolo. Alle 14.15 sopralluogo in sponda sinistra Sesia con gli agricoltori di Borgo Vercelli, e alle 15 in sponda destra Sesia verso Caresanablot per l’incontro con agricoltori fino alla confluenza torrente Cervo-Sesia. E alle 15.30 a Carisio incontro con gli agricoltori alla confluenza dello scaricatore Vanoni nel torrente Cervo.

Borgo San Paolo, sanzionati tre esercizi per 13mila euro

Nel corso di un controllo straordinario del territorio coordinato dalla Polizia di Stato nel quartiere San Paolo, sono state effettuate verifiche nell’area pedonale di Via di Nanni e vie limitrofe, che hanno consentito di controllare 130 persone e 10 esercizi commerciali (7 bar e tre minimarket etnici).

Il titolare di un minimarket di via Pollenzo è stato sanzionato dalla Guardia di Finanza per oltre 3.300 euro per la vendita di prodotti surrogati del tabacco con la conseguente chiusura di 30 gg dell’esercizio e sequestro dei prodotti.

Una situazione analoga è emersa all’interno di altri due locali, uno in via di Nanni e uno in corso Racconigi: anch’essi sono stati sottoposti alla chiusura accessoria per 30 giorni e sanzionati, complessivamente, per oltre 6.800 euro, con il sequestro di numerosi surrogati del tabacco. Inoltre, nel locale di corso Racconigi è stata riscontrata anche la mancata memorizzazione elettronica degli scontrini fiscali.

Ai controlli hanno preso parte, oltre al personale del Commissariato di P.S. “San Paolo”, anche militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Bilanci Città della Salute, chiusa l’inchiesta: 16 rinvii a giudizio

 

In 16 tra gli ex manager di Città della Salute andranno a processo per truffa e falso ideologico in atto pubblico. È stata infatti chiusa l’inchiesta su 10  anni di presunte irregolarità come ticket e risarcimenti non incassati, oltre a bilanci truccati per decine di milioni di euro. La gestione dell’intramoenia sarebbe stata impiegata per “aggiustare” il rendiconto della Città della Salute. Gli inquirenti hanno preso in esame il decennio 2013-2023.

 

Coldiretti, sopralluogo sui campi alluvionati: “Subito fondi per il ripristino delle funzioni agricole” 

“Ma i veri problemi rimangono la prevenzione e l’adeguamento del sistema assicurativo ai cambiamenti climatici”

 

Dopo le frane e le esondazioni del 18 aprile, Coldiretti conta 130 aziende agricole danneggiate

Sono già 130 le aziende agricole che hanno segnalato danni agli uffici di Zona di Coldiretti a seguito delle esondazioni e frane che hanno colpito il territorio il 18 aprile. I danni riguardano coltivazioni, terreni e infrastrutture produttive. Una prima stima effettuata dagli uffici di Coldiretti indica una perdita complessiva di circa 3 milioni di euro.

In valle di Susa risultano coinvolte circa quindici aziende, tra cui una a Susa che ha visto i propri locali di lavorazione completamente sommersi. Nel Pinerolese sono una ventina le imprese agricole danneggiate, una trentina tra l’area del Chivassese e la zona nord della cintura torinese. Altre due nel basso Canavese e circa settanta tra l’Eporediese e l’Alto Canavese.

I danni più gravi sono stati registrati nei Comuni situati lungo il corso della Dora Baltea, a valle di Ivrea. Il Comune più colpito è Strambino, dove sono state danneggiate undici aziende agricole.

Proprio in questa area, Coldiretti ha organizzato un sopralluogo nella mattinata di ieri, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, per incontrare direttamente gli agricoltori colpiti.

Erano presenti anche il presidente provinciale di Coldiretti, Bruno Mecca Cici, il direttore di Coldiretti Torino, Carlo Loffreda, i sindaci di Vische, Borgomasino e Vestignè, e i segretari di Zona Coldiretti Giuseppe Cutrò e Massimo Ceresole.

Durante il sopralluogo, l’assessore ha potuto osservare da vicino la gravità della situazione: coltivazioni sommerse, perdita dello strato superficiale fertile del terreno, presenza di solchi e dislivelli che ostacolano l’irrigazione. Inoltre, cereali vernini e loietto sono stati erosi o coperti dal fango, compromettendo la fienagione e causando perdite parziali del raccolto. In molti casi, il ripristino della fertilità del suolo potrebbe richiedere due o tre anni.

Coldiretti ha anche informato l’assessore dei danni subiti da cascine, stalle, attrezzature e delle frane che hanno coinvolto le zone collinari e montane, distruggendo pascoli, campi coltivati e antichi vigneti.

L’assessore Bongioanni ha garantito l’intervento immediato della struttura regionale per attivare le procedure necessarie all’accesso ai fondi del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. «La cosa più urgente – ha detto Bongioanni – è comunicare tutti i danni ai Comuni perché, a loro volta, li possano trasmettere alla Regione. In questo modo potremo avere la perimetrazione dei fondi colpiti, quantificare i danni effettivi e inoltrare al governo le richieste di risarcimento».

L’evento calamitoso ha inoltre riportato all’attenzione il tema cruciale della prevenzione.

«Gli agricoltori di queste zone hanno sempre convissuto con gli eventi alluvionali – ricorda Mecca Cici – Ma oggi ci dicono che le piene sono sempre più improvvise, veloci e con volumi di acqua che un tempo erano eccezionali e oggi sono la normalità. Soprattutto ci parlano di alvei pieni di ghiaia e sabbia che non ce la fanno a smaltire apporti sempre più irruenti di acqua e detriti. Ci riferiscono anche che il superamento o la rottura delle protezioni spondali arriva in modo regolare in punti nuovi degli alvei, segno che si devono rivedere gli schemi delle opere di difesa e di contenimento delle piene. Dobbiamo, quindi aprire una volta per tutte, una vertenza per la protezione dell’agricoltura e del territorio dagli effetti del cambiamento climatico. Questi terreni lungo i fiumi sono i più fertili e spesso sono anche gli unici coltivabili. Dobbiamo difenderli a tutti i costi se vogliamo continuare a produrre cibo».

Coldiretti sottolinea anche la necessità di un aggiornamento del sistema assicurativo agricolo. «Gli agricoltori non hanno a disposizione un sistema assicurativo adeguato agli effetti del cambiamento climatico. Servono prodotti assicurativi alla portata degli agricoltori. Il nostro è un comparto strategico e i campi non si possono ricollocare come i capannoni industriali».

Bongioanni ha infine annunciato l’intenzione di portare queste istanze alla prossima Conferenza Stato-Regioni sull’agricoltura, prevista nei prossimi giorni a Genova.

I cento anni del postino di Carmagnola

Presso l’ufficio postale di Carmagnola, Poste Italiane ha voluto rendere omaggio allo storico portalettere della zona, Giuseppe Giordano in occasione del suo centesimo compleanno. Una delegazione composta dai rappresentanti territoriali dell’azienda hanno voluto festeggiare la ricorrenza di uno tra i portalettere più longevi d’Italia che per tanti anni è stato un punto di riferimento per la comunità locale.

Hanno partecipato ai festeggiamenti anche una delegazione di postini del Centro di distribuzione della zona che hanno testimoniato come il lavoro oggi come allora si basa sulla conoscenza del territorio, sulla dedizione, sullo spirito di servizio e sulla qualità per rispondere alle nuove esigenze dei cittadini e delle aziende.

Oggi nel Centro lavorano circa 30 portalettere che consegnano corrispondenza e pacchi non solo nel Comune di Carmagnola ma anche nei vicini Comuni di Carmagnola, Isolabella, Poirino, Pralormo, Carignano, Castagnole Piemonte, Lombriasco, Osasio, Pancalieri, Piobesi Torinese e Virle Piemonte. Le consegne sono sempre più veloci anche grazie all’introduzione di mezzi sempre più all’avanguardia e di una dotazione tecnologica – il palmare di cui sono dotati tutti i postini della zona – che aiuta lo svolgimento delle attività quotidiane.

Un secolo di vita quello del signor Giordano, e un servizio, quello postale, che pur attraversando tanti cambiamenti, rimane a disposizione del Paese e delle sue comunità.

Riboldi: “La Regione investe nei grandi ospedali e nei territori”

La Regione Piemonte non chiude ospedali e DEA. Anzi, questo governo regionale riattiva le sale operatorie a Lanzo, acquisisce l’ospedale di Settimo Torinese, ristruttura il DEA di Ovada e a Novara acquista un immobile adiacente all’ASL per ampliare l’area della libera professione. Quattro esempi in altrettanti quadranti piemontesi, di tante azioni messe in campo per l’incremento della sanità nei territori. Sono stati assegnati 102 milioni di euro per investimenti alle ASR ed entro il 2027 saranno assegnati altri 110 milioni di euro per il potenziamento della sanità pubblica. Questi sono i fatti, il resto sono fantasiose ricostruzioni sicuramente suggestive e apparentemente prolifiche per chi cerca un facile consenso ma che nulla hanno a che vedere con la realtà.
In ogni caso, nei prossimi giorni con l’avvio delle audizioni per il nuovo piano socio-sanitario si vedranno chiaramente le nostre intenzioni che, partendo dai dati e dall’analisi dei bisogni, puntano a migliorare la nostra sanità. La Giunta regionale dunque pensa ai grandi ospedali (domani la firma del contratto per la concessione in appalto del Parco della Salute con il commissario Corsini) ma anche ai territori come nessuno ha saputo fare negli anni scorsi. Anzi, oggi la critica arriva da chi, ha voluto e votato la Dgr 1/600 
del 2014 che in Piemonte ha chiuso centinaia di strutture complesse: noi, proprio partendo da quell’esempio abbiamo deciso di fare l’esatto contrario, riaprire dove gli altri chiudono e portare la sanità dove gli altri l’avevano negata.

Mi riferisco alla capogruppo Pentenero che attacca in maniera scomposta e smodata credendo forse di far ridere: ma i piemontesi ancora piangono per i tagli e le decisioni assunte quando l’attuale consigliera faceva parte della Giunta regionale. ”

Federico Riboldi

assessore alla Sanità della Regione Piemonte

Sovraindebitamento in Piemonte, l’identikit del profilo a rischio

Secondo Finsight, l’Osservatorio di Go Bravo sull’indebitamento: torinese, uomo, sposato, cinquantenne, con un debito medio di 29mila euro

 

 In un momento storico in cui, secondo il Rapporto Italia 2024 dell’Eurispes, più della metà degli italiani fa fatica ad arrivare a fine mese (57,4%), il fenomeno del sovraindebitamento sta diventando sempre più attuale, anche in Piemonte. Ma qual è l’identikit della persona sovraindebitata nella regione? Torinese, uomo, sposato, di 50 anni, con un debito medio di circa 28mila euro, pari al livello nazionale di 28mila euro. È quanto emerge da Finsight, l’osservatorio sull’indebitamento di Go Bravo, fintech che opera nell’ambito della gestione e liquidazione dei debiti privati.

L’analisi, basata su un ampio campione di oltre 8.000 italiani (di cui oltre 600 piemontesi) che hanno incontrato difficoltà nel ripagare i propri debiti (prestiti personali, carta di credito, fido), vede una netta prevalenza maschile, con il prestito personale che si conferma la forma di debito più diffusa.

Qual è il profilo della persona sovraindebitata in Piemonte?

Dall’indagine emerge come il fenomeno riguardi soprattutto gli uomini sui 50 anni, il più delle volte sposati e con un debito medio pari a circa 28mila euro. Circa di 1 su 5 (22%) ha inoltre un debito superiore a 40mila euro. Il 66% è uomo mentre le donne rappresentano, invece, il 34%.

Per quanto riguarda il livello di istruzione, il 48% delle persone sovraindebitate ha un diploma di liceo, mentre il 17% ha terminato la scuola secondaria di primo grado. Il 27% del campione ha un diploma di istituto tecnico o professionale, mentre i laureati (triennale o magistrale) rappresentano il 7%.  In generale, si osserva una correlazione tra il livello di istruzione e il grado di indebitamento, con quest’ultimo che tende ad aumentare al crescere del titolo di studio. Chi ha completato il ciclo di istruzione primaria (scuola elementare) è indebitato di 17mila euro, chi ha la licenza media e chi ha conseguito il diploma di scuola secondaria superiore presenta un debito medio di 27mila euro, mentre il debito medio dei laureati è il più alto (32mila euro).

Quali sono le differenze a livello di città piemontesi e territoriale?

Passando alle differenze geografiche tra città, in cima alla classifica delle città con il debito medio più alto troviamo Novara (circa 31mila euro), Biella (30mila euro), Vercelli e Torino (entrambe circa 29mila euro). Seguono Alessandria (28mila euro) e Cuneo (27mila euro). In fondo, invece, Verbano-Cusio-Ossola e Asti (più di 26mila euro ciascuna).

Per quanto riguarda, invece, il numero di casi di sovraindebitamento, si rileva una netta prevalenza di casi nelle città più popolose: Torino guida la classifica con il 45% dei casi, seguita da Alessandria e Cuneo (entrambe al 12%).

PROVINCIA MEDIA DI DEBITO  PERCENTUALI CASI
Novara                            30.995 € 13%
Biella                            30.281 € 4%
Vercelli                            29.516 € 4%
Torino                            28.605 € 45%
Alessandria                            28.385 € 12%
Cuneo                            27.367 € 12%
Verbano-Cusio-Ossola                            26.422 € 3%
Asti                            26.127 € 7%

Il commento di Go Bravo

“L’analisi condotta attraverso Finsight, il nostro Osservatorio, evidenzia un potenziale allarme, quello del sovraindebitamento. Si tratta di un fenomeno in crescita e che coinvolge fasce di popolazione sempre più ampie anche in Piemonte, rendendo necessarie azioni di supporto verso chi si trova in difficoltà – dichiara Daniel Martinez, Co-Country Manager di Bravo in Italia. In questo contesto, il ruolo di Go Bravo è fondamentale nel fornire soluzioni concrete e nell’aiutare le persone a ristrutturare i propri debiti e a ritrovare la stabilità economica. Forti degli oltre 15 anni di esperienza su diversi mercati, ci impegniamo ogni giorno per offrire supporto e strumenti efficaci per uscire dal sovraindebitamento. Ma si può fare ancora di più. Un elemento chiave per contrastare questo fenomeno è l’educazione finanziaria, che aiuta a prevenire situazioni critiche e a promuovere una gestione più consapevole del credito.”

Go Bravo è un’azienda leader nel settore della gestione e ristrutturazione del debito personale, il cui obiettivo è offrire una seconda opportunità a chi si trova in difficoltà finanziaria. Grazie a un programma personalizzato di estinzione dei debiti, Go Bravo aiuta privati e famiglie a negoziare le proprie posizioni debitorie, riducendo l’importo complessivo e garantendo soluzioni sostenibili nel lungo periodo. Con oltre 15 anni di esperienza e una presenza consolidata in sei sedi tra Europa e America Latina, Go Bravo ha già aiutato più di 500.000 persone a riprendere il controllo della propria situazione economica. Solo in Italia, l’azienda ha gestito oltre 12.000 clienti, portando a termine più di 6.000 negoziazioni e contribuendo all’estinzione di oltre 60 milioni di euro di debiti.

 cs