SAUZE D’OULX – Il saluto a Torino e in Piemonte passa per tanti turisti dall’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle. E da questo mese di agosto a porgere il saluto ai turisti in transito ci saranno anche le Montagne Olimpiche.
In base ad un progetto cofinanziato tra Turismo Torino e Provincia, Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, Comune di Bardonecchia, Comune di Oulx, Sestrieres Spa e Colomion Spa a Caselle capeggiano tre impianti pubblicitari presso l’area partenze che mettono in mostra le Montagne Olimpiche della Via Lattea e di Bardonecchia e invitano i turisti a tornare sulle Alpi Torinesi per la stagione invernale e per le attività outdoor. Spazi pubblicitari strategici che Turismo Torino e Provincia ha acquisito all’aeroporto di Torino Caselle fino al 15 aprile 2026.
Mauro Meneguzzi, Sindaco di Sauze d’Oulx e Presidente Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, esprime la sua soddisfazione. “Ringraziamo Turismo Torino e Provincia per la sinergia e la collaborazione nella promozione del nostro territorio. Un grazie anche ai Comuni di Bardonecchia e Oulx e alle società degli impianti per aver condiviso il progetto. Per noi essere presenti a Caselle è sicuramente strategico al fine di amplificare le nostre offerte turistiche. Grazie a questi spazi pubblicitari possiamo così promuovere le nostre Montagne Olimpiche della Via Lattea e di Bardonecchia in questo grande comprensorio che unisce Sestrieres Spa e Colomion sotto il fondo inglese Icon”.
Fu il governo Monti a bloccare il ponte sullo stretto di Messina che ora ha trovato nell’attuale governo chi intende riprendere il lavoro erroneamente interrotto. Queste polemiche sul ponte di Messina che si trascinano da tanti anni, rivelano una visione provinciale che condanna il Sud e la Sicilia a rimanere indietro ed isolata, sarebbe proprio il caso di dire. Sono stato ad Istanbul e i due ponti che collegano le sponde del Bosforo, opera di un’impresa italiana, sono elementi essenziali della vita della grande metropoli che lega Occidente e Oriente. In Turchia erano tanto più avanti di noi. Bloccare tutto perché potrebbe esserci la mafia ad approfittarne è un ragionamento obsoleto che offende in primis i siciliani. Non parliamo degli ambientalisti che vedono nel ponte colate di cemento destinate a distruggere la natura. Il cemento della speculazione edilizia può essere a volte delittuoso, ma il cemento per un’opera pubblica ciclopica come un ponte è cosa indispensabile. E’ persino un’ovvietà. Ci possono anche essere alcune obiezioni legittime perchè le aree sismiche interessate devono prevedere la massima cautela, come ci dimostra l’esperienza giapponese. Ma essere per principio contrari alle grandi opere è cosa non accettabile che ha gravemente penalizzato l’Italia in generale. C’è stato chi ha definito l’impresa del ponte “un vecchio modo predatorio di concepire il mondo“ . Il vecchio, insostenibile modo di bloccare tutto, ululando alla luna, ha ridotto l’Italia a non essere più da tempo al passo con la modernità. La decrescita felice deve finire una volta per tutte. Cominciamo dal ponte, ben sapendo che l’arretratezza italiana non è solo a Villa San Giovanni e a Messina.
