Un detenuto di 45 anni, originario di Genova, questo pomeriggio si è impiccato nella prima sezione del padiglione C del carcere torinese. Avrebbe utilizzato un cappio ricavato da un lenzuolo. La sua condanna era diventata da poco definitiva. Il corpo senza vita è stato scoperto dagli agenti di polizia penitenziaria in servizio.
Il tunnel è sempre monitorato e presidiato dal personale sul posto e dalla Sala Operativa di Torino
Ecco come sarà la nuova piazza Bengasi
Ad oggi, piazza Bengasi (con l’accento sulla “e” come si dice a Torino) è una delle zone rosse della città per ragioni legate alla sicurezza. Proprio in quest’area, strategica per la mobilità cittadina, è stato da poco avviato un importante intervento di riqualificazione che prevede la realizzazione di un parcheggio sotterraneo di interscambio da 605 posti auto, gestito da GTT e collegato direttamente alla fermata della metropolitana. In superficie, invece, è previsto il ritorno delle bancarelle del mercato, che da 13 anni sono state trasferite in via Onorato Vigliani.
L’intervento ha un costo complessivo di 32 milioni e 263 mila euro, interamente finanziati dal bilancio comunale di Torino.
Il cantiere, appena aperto, interesserà l’area tra Torino e Moncalieri e si svilupperà nell’arco di due anni. Salvo imprevisti, la conclusione dei lavori è prevista per il 2027. Tuttavia, il Comune assicura che le bancarelle potrebbero tornare in piazza già dall’autunno del 2026, mentre i lavori per l’autorimessa proseguiranno nel sottosuolo.
Sui 14mila metri quadri della futura piazza pedonale troveranno spazio 173 banchi, immersi in 2mila metri quadri di aree verdi. Il progetto prevede inoltre 15 stalli — con possibilità di estensione fino a 80 — per la ricarica di auto elettriche, 80 posti dedicati a moto e ciclomotori, due depositi coperti per biciclette e monopattini, oltre a due aree di sosta bici esterne direttamente sulla piazza.
A settembre il cantiere entrerà nel vivo, con la chiusura della piazza al traffico veicolare per consentire l’avvio dello scavo.
I militari della Compagnia di Moncalieri supportati da personale specializzato delle Aliquote di Primo Intervento (API) del Comando Provinciale di Torino e del Nucleo Cinofili di Volpiano (TO), hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di cittadini di nazionalità albanese e italiana, dediti al traffico di sostanze stupefacenti.
L’operazione, convenzionalmente denominata “cuore di ghiaccio” – dal nome salvato nella rubrica telefonica di uno degli acquirenti e poi ricollegato a uno degli indagati, una donna di 42 anni – è stata condotta dalla Sezione Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Moncalieri e coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Asti.
La complessa ed articolata attività investigativa – realizzata anche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali – si è sviluppata nell’arco temporale di circa un anno e ha consentito di accertare l’esistenza di un gruppo criminale ben organizzato, radicato nel territorio e “a gestione familiare”, volto allo spaccio di sostanze stupefacenti nella provincia di Torino, prevalentemente nel territorio di Carmagnola (TO) e comuni limitrofi.
Nel corso dell’indagine sono stati:
– accertati oltre 500 episodi di compravendita di sostanza stupefacente, in prevalenza cocaina, con consegne che avvenivano ad ogni ora del giorno, sia a domicilio che in luoghi pubblici o aperti al pubblico (come supermercati), molte delle quali anche di notte e in presenza della figlia di due degli indagati, all’epoca dei fatti di pochi mesi;
– effettuati ulteriori due arresti in flagranza di reato per spaccio;
– recuperati e sequestrati 1 kg di “cocaina” più altri tipi di sostanze stupefacenti varie.
L’indagine ha quindi portato all’attuazione di misure cautelari personali in carcere a carico di 9 soggetti, di cui 7 uomini e 2 donne. I soggetti coinvolti, 6 italiani e 3 di origine albanese, sono tutti residenti nel Comune di Carmagnola; il più giovane ha 22 anni.
Giorgetto Giugiaro, un compleanno diverso
Un compleanno diverso, che profuma di vita, di coraggio e di quella meravigliosa ostinazione a continuare a scrivere – e riscrivere – la storia.
Il 7 agosto, per molti italiani, segna l’inizio delle ferie: una pausa, un momento di riposo, una parentesi di leggerezza. Ma in Piemonte – e, in verità, in tutta Italia – questa data meriterebbe ben altro rilievo. Perché troppo spesso celebriamo compleanni e anniversari legati al ricordo di chi non c’è più, di chi la vita ci ha tolto. È giusto, è umano. Ma quanto sarebbe importante imparare a onorare anche chi è ancora tra noi? Chi, giorno dopo giorno, con il proprio genio e la propria determinazione, ha plasmato il nostro tempo?
Sappiamo tutti quando è nato Leonardo Da Vinci. Gli abbiamo intitolato la giornata del Made in Italy – un gesto nobile, simbolico, necessario. Ma se iniziassimo a fare lo stesso con chi ha cambiato il mondo nel nostro presente, con chi ha saputo ridisegnare le forme del futuro quando il futuro era ancora un sogno?
Oggi è il compleanno di Giorgetto Giugiaro.
Non un semplice designer, ma il “Designer del Secolo”. Un uomo che con le sue matite e la sua visione ha disegnato il mondo. Le sue linee sono diventate icone, le sue intuizioni simboli del progresso, della funzionalità, della bellezza senza tempo. Non si tratta solo di automobili: si tratta di un modo di pensare. Di un’estetica del vivere, dell’abitare, del muoversi. Di un approccio alla tecnologia e alla mobilità che ha saputo coniugare emozione, accessibilità e rivoluzione.
Pensare che l’estate – quella del 2025 – stava per portarcelo via. Un attimo, una preoccupazione, poi una voce che torna a parlare. Non per sé, ma per la gente. Per quelle donne e quegli uomini che hanno imparato a guidare con una Panda. Per coloro che non si muovono a bordo di auto dai valori esorbitanti, ma che vivono la propria macchina come una compagna indispensabile, un’estensione della propria possibilità di esistere. Per chi l’auto non la ostenta, ma la utilizza. Perché senza di essa non lavora, non si sposta, non vive.
Oggi non festeggiamo solo un compleanno.
Celebriamo la storia italiana nella sua forma più pura: quella che non si ferma, che non si compiace, ma che evolve. Celebriamo la tenacia di un uomo che, a 87 anni, ha ancora voglia di creare, di disegnare, di sorprendere. Un uomo che non ha mai confuso il successo con la fine del percorso, ma lo ha sempre vissuto come stimolo a fare di più, meglio, ancora.
Giorgetto Giugiaro è la prova vivente che la grandezza non sta solo nel talento, ma nella volontà di continuare a mettersi in discussione.
Che la bellezza non è solo estetica, ma è funzione, è accesso, è pensiero democratico. Che la creatività, quella vera, non ha età. Oggi, in questo compleanno speciale, celebriamo la vita di un uomo che ha cambiato le nostre strade, i nostri paesaggi, il nostro modo di vedere le cose. Un uomo che, dopo aver fatto la storia del design, ha ancora “tanta voglia di disegnare”.
Ed è questo che ci insegna, più di tutto: che il tempo non si misura in anni, ma in idee. E che la storia, a volte, si può ancora scrivere con una matita in mano.
Buon compleanno, Maestro!
PIETRO RUSPA
Rapine con monopattino, un arresto
La Polizia di Stato ha sottoposto a fermo d’iniziativa un giovane gravemente indiziato in merito a una rapina e a un furto con strappo commessi a Torino nelle scorse settimane; si tratta di un ventitreenne tunisino.
Infatti, nei giorni scorsi, personale del Comm.to di P.S. “Madonna di Campagna”, intervenuto in via Sospello a seguito della segnalazione di uno scippo, nei pressi di una pizzeria kebab poco distante, ha notato la presenza di due giovani maghrebini, uno dei quali risultava già segnalato dagli uffici investigativi del Commissariato quale probabile autore di una rapina e di uno scippo, commessi a bordo di un monopattino nelle scorse settimane.
Questi veniva accompagnato per i successivi accertamenti negli uffici di Polizia, ove la vittima di un furto risalente a fine giugno, un uomo di circa 70 anni, che era stato scippato della propria collanina d’oro in via Pietro Cossa da un ragazzo a bordo di monopattino, lo riconosceva quale autore del fatto.
Peraltro, nei giorni precedenti, lo stesso straniero era stato riconosciuto, tramite individuazione fotografica, da un’altra persona, che aveva subito la rapina della collanina d’oro all’uscita da un supermercato di via Verolengo, dopo essere stato immobilizzato con la forza. Anche in questo caso, l’autore era fuggito a bordo di un monopattino.
Il fermo è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto per il ventitreenne la misura della custodia cautelare in carcere.
“Proseguiamo nell’impegno di riammodernamento dell’illuminazione di strade e spazi pubblici con interventi che, ripristinando e migliorandone l’efficienza e la sicurezza, ne aumenteranno efficacia e sostenibilità, e renderanno il territorio più accessibile”, commenta l’assessora Foglietta.
Il progetto, redatto da Iren Smart Solutions, prevede la realizzazione di nuovi impianti e la riqualificazione di altri già esistenti attraverso la posa di nuovi pali e apparecchi di illuminazione a led.
Cinquecentomila euro la spesa destinata ai lavori che riguarderanno il giardino di piazza Chiaves, il giardino ‘Tre lanterne’ di corso Giulio Cesare, il monumento di piazza Bodoni, l’area picnic Salgari/Rossetti al parco della Confluenza, via Boggio da corso Ferrucci a via Fratelli Bandiera, via Brandizzo e un primo lotto di intervento in via Tirreno. Previsto anche un secondo lotto di lavori, dopo quelli finanziati lo scorso anno e in fase di realizzazione, su corso Matteotti.
TORINO CLICK
Sovraffollamento nel carcere torinese: 1.456 detenuti contro una capienza regolamentare di 1.117 posti, con un tasso di occupazione superiore al 130%
Si è tenuta ieri, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, una conferenza stampa promossa da Europa Radicale per sollecitare Governo e Parlamento ad adottare provvedimenti concreti contro il sovraffollamento e il degrado del sistema carcerario italiano.
L’iniziativa segue la veglia notturna organizzata l’altra sera da Europa Radicale davanti al carcere Lorusso e Cutugno di Torino, con l’obiettivo di denunciare il collasso dell’intero sistema penitenziario, già segnato da 50 suicidi dall’inizio dell’anno.
Alla conferenza sono intervenuti Igor Boni e Silvja Manzi, esponenti di Europa Radicale, e Samuele Moccia dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.
Durante il suo intervento, Igor Boni ha dichiarato:
“Contro il sovraffollamento delle carceri sarebbe urgente approvare un’amnistia o un indulto come provvedimento straordinario per riportare lo Stato nella legalità. Sappiamo che su questo il Parlamento non ha una maggioranza ma se si vuole nell’immediato trovare delle soluzioni percorribili occorre approvare la proposta di legge Giachetti-Bernardini sulla liberazione anticipata che porterebbe migliaia di detenuti fuori dal carcere. Europa Radicale ha ribadito la proposta del numero chiuso (proposta presentata da Magi in Parlamento) che, come accade già oggi in Gran Bretagna, impedisce di accogliere nuovi detenuti in strutture sature. Come in una classe scolastica o in un cinema, come in un albergo o in un ospedale non esiste che di fronte a capienze massime stabilite si arrivi addirittura a raddoppiare i numeri. I detenuti perdono il diritto alla libertà ma devono mantenere intatti tutti gli altri diritti e il fatto che sia lo Stato ad essere fuorilegge è una aggravante non di poco conto”.
I tre rappresentanti radicali hanno anche criticato la modalità con cui è stata nominata la nuova garante regionale piemontese dei detenuti, parlando di una scelta “partiticratica”. Tuttavia, hanno ribadito la loro piena disponibilità alla collaborazione.
Silvja Manzi si è rivolta direttamente al Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, con un appello deciso:
“Vedere per capire!” – ha detto, invitandolo a mantenere l’impegno già annunciato di visitare personalmente le carceri piemontesi.
Samuele Moccia ha invece condannato con fermezza l’approccio del sottosegretario Delmastro al tema carcerario, annunciando un’iniziativa simbolica:
il prossimo 18 agosto i Radicali visiteranno i penitenziari di Torino e Messina in un gesto che intende rappresentare un “abbraccio ideale” da nord a sud a tutte le strutture carcerarie italiane.
Nel corso della conferenza sono stati diffusi anche i dati aggiornati al 31 luglio forniti da Antigone sul carcere Lorusso e Cutugno di Torino:
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Sovraffollamento: 1.456 detenuti contro una capienza regolamentare di 1.117 posti, con un tasso di occupazione superiore al 130%. Tra questi, 122 sono donne e 697 stranieri (quasi il 50% della popolazione detenuta).
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Condizioni strutturali critiche: ambienti fatiscenti, muffa, infiltrazioni d’acqua, scarsa ventilazione e docce degradate, con gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale dei detenuti. Le sezioni più problematiche risultano i piani alti dei padiglioni B e C. Le infiltrazioni e il degrado strutturale delle docce sono problemi che si trascinano da decenni.
Uncem, borgate alpine: il plauso di tutti
Uncem aveva anche elaborato un documento di sintesi con tutti i progetti delle borgate. Un dossier con un quadro sinottico unico. Paese per Paese. Di tutto il Piemonte. Una mole decisiva di dati.
Eccolo: https://uncem.piemonte.it/wp-content/uploads/2025/06/UNCEM-borghi-montagna-Piemonte-gen2020-rid.pdf
“Questo bando rivolto agli Enti locali delle aree montane piemontese – affermava nell’agosto 2018 Lido Riba – si unisce agli interventi che i privati hanno avviato, utilizzando bonus ristrutturazioni ed ecobonus per il restauro di edifici privati. E si aggiunge anche ai tanti interventi finanziati dalla Regione sempre con risorse del Psr e dai Gruppi di Azione locale per la creazione di nuove imprese agricole, artigianali, turistico-ricettive. C’è un importante fermento che registriamo con favore e supportiamo con il sistema delle Unioni montane. Agiremo affinché sul bando borgate presentato ieri si possano aggiungere altre risorse nel 2019. Oggi le Unioni montane sono particolarmente soddisfatte, e così Uncem, per il lavoro fatto su questo bando dall’Assessore Valmaggia e dal Settore Montagna guidato da Franco Ferraresi, con Marco Godino, Paolo Caligaris e tutti i colleghi dell’ufficio. Siamo pronti a lavorare insieme per proseguire un’azione che ha messo in prima fila il Piemonte, guidando un percorso di futuro, nato qui che fa scuola in Italia”. Sette anni fa. Il lavoro è proseguito. I cantieri stanno chiudendo. I nastri tagliati. Festa. Senza dimenticare la fatica per portare a casa quei milioni.
“A distanza di sette anni, quasi dieci da quando la misura è andata nel Comitato di sorveglianza, possiamo dire che come Uncem sia nel 2008 con la grande misura sui villaggi alpini da rigenerare – tra questi Chiappera, frazione di Acceglio, dove è nata Noah dopo 37 anni che nasceva nessuno – avevamo visto giusto”, ripetono Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, e Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte. “Pochi compresero la portata in quelle due tornate del PSR. Che non è solo agricoltura – affermano – Da Valmaggia a Marco Gallo oggi c’è un grande impegno sulle borgate. Che non deve essere solo per il turismo, bensì per la vitalità, per i servizi, per la dinamica economica nuova, nuovi flussi come raccontiamo nel Rapporto Montagne Italia 2025. Attenzione però a non vedere le borgate, come ha invece fatto il PNRR con i paesi e con i Comuni (in modo scellerato), tutte contro tutte. È un forte rischio. Trovare le più belle, e le più brave, nella contrapposizione. Non può essere così. Le frazioni dei Comuni sono tutte importanti, tutte decisive. Dobbiamo dunque agire per farle lavorare insieme, affinché il successo dell’una, giovi al successo dell’altra. È un NOI che parte da chi le abita, chi le vive, chi non è residente e fa impresa, ci vive qualche mese l’anno, le sente propria, le valorizza, le esalta. Nel NOI. Una comunità viva, nuova, non solo di autoctoni. Abbiamo bisogno di rigenerarci partendo dalle nuove comunità, di fare esperienze di comunione. I lavori in corso finanziati dal PSR siano generatori non solo di un po’ di porfido o cemento o fontane o spazi vuoti. Siamo capaci di portare vite, economie, nuovi nati, nuove imprese. Su questo dobbiamo lavorare. Anche in vista del prossimo PSR”.
Proprio sul prossimo PSR o “fondo unico” come sarà dal 2028, Uncem vede necessario un piano europeo per le aree montane, una rigenerazione che incontri altri Stati UE oltre l’Italia, che interessi le montagne, le zone rurali con una Agenda che non sia solo agricoltura o turismo. Deve essere territorio, comunità, montagna che vive.
Rapina anziana che ha ritirato la pensione: arrestato
I carabinieri di Novi Ligure hanno arrestato e in seguito messo ai domiciliari un trentenne sospettato di avere rapinato un’anziana. Mentre la donna stava rincasando dopo avere ritirato la pensione è stata immobilizzata da uno sconosciuto che le ha portato via la borsa con soldi e cellulare. La signora è stata soccorsa da un’ambulanza. L’uomo è stato riconosciuto dalle telecamere di sorveglianza.