CRONACA- Pagina 3

Bardonecchia, al via il Festival Bardomont

Al via al Palazzo delle Feste di Bardonecchia la seconda edizione del Festival Bardomont. Protagonisti dei primi incontri i ragazzi delle scuole di Bardonecchia e Oulx e dell’Università di Torino, che si confronteranno sul tema dei cambiamenti climatici e dell’impatto sui ghiacciai.

Intervengono Fiorella Acquaotta del Dipartimento di scienze della terra e Giovanni Mortara, del Comitato glaciologico Italia, mentre il musicista Sergio Maggioni farà sentire il suono dei ghiacciai.

Per i più giovani l’Escape Room sulla transizione ecologica a cura di Xche’? Il laboratorio della curiosita.

Questa sera incontro con il freeclimber Nicolas Favresse, che presenterà il film “Riders on storms “.

Da domani laboratori del gusto, incontri con i campioni dello sport di ieri e oggi, Piero Gros, Andrea Lanfri, Francois Cazzanelli, Matteo Eydallin, e molti altri ancora.

“Bardomont – dice il coordinatore del Festival Riccardo Topazio – è un festival, che coinvolge i sensi, è una bellissima esperienza di montagna, Cultura e sport. Siamo pronti ad accogliere quanti vorranno essere con noi in questo lungo fine settimana”.

Truffa sul “rilancio aziendale”: sei misure cautelari e beni sequestrati per 2,3 milioni

Si presentavano come consulenti capaci di salvare aziende in difficoltà, ma per gli investigatori puntavano a prendere il controllo del patrimonio di una società del Verbano. La Guardia di Finanza di Verbania ha eseguito sei misure cautelari: quattro arresti in carcere, un arresto ai domiciliari e un obbligo di dimora.

L’operazione, svolta anche nelle province di Milano, Brescia, Varese e Como con il supporto della polizia, chiude un’indagine della Procura di Verbania per bancarotta fraudolenta. Le Fiamme Gialle ricostruiscono un sistema basato su società di consulenza fittizie e siti web professionali, usati per accreditare il gruppo come esperto nel sostegno alle imprese in crisi. Una volta ottenuto, nel 2023, il controllo della società verbanese, avrebbero iniziato a prosciugare fondi e beni presentando l’intervento come un “rilancio aziendale”.

Dai controlli emergono uscite per 100mila euro giustificate da consulenze mai svolte e mancati incassi per altri 120mila, legati a operazioni gestite tramite società create ad hoc. Gli accertamenti mostrano anche lo spostamento, senza alcuna comunicazione, di macchinari, merce e attrezzature in capannoni di Milano, Brescia e Como, oltre alla vendita di parte dei beni in Repubblica Ceca.

Gli investigatori hanno ricostruito il flusso del denaro, finito su conti esteri riconducibili agli indagati. I beni sottratti venivano invece nascosti in capannoni intestati a prestanome per impedirne la tracciabilità. Le perquisizioni in Lombardia hanno permesso di recuperare macchinari e oltre 30mila prodotti casalinghi, per un valore di 2,3 milioni di euro: secondo l’accusa, erano destinati alla rivendita tramite società di facciata o canali paralleli.

Tra gli otto indagati compare anche un avvocato con studio in Piemonte e Lombardia, non destinatario di misure restrittive. Per gli investigatori avrebbe avuto un ruolo diretto nel passaggio di proprietà della società, agendo per conto di uno dei principali coinvolti.

VI.G

Finti incidenti per incassare dalle assicurazioni: due misure cautelari e altri sei indagati

Hanno truffato ai danni delle compagnie di assicurazioni e avrebbero sfruttato una carrozzeria di Venaria per denunciare incidenti inesistenti e ottenere rimborsi fasulli: due misure cautelari eseguite e sei persone complessivamente indagate. I carabinieri della Compagnia di Venaria Reale hanno eseguito il provvedimento cautelare nei confronti di due soggetti: uno è stato portato in carcere, l’altro è finito agli arresti domiciliari.

L’indagine era partita nel maggio 2023, quando i familiari di un 34enne – oggi ai domiciliari – avevano denunciato il suo allontanamento da casa. L’uomo era stato rintracciato ad Aosta, dove aveva spiegato di essersene andato a causa delle difficoltà che aveva nel mandare avanti la sua officina. Secondo quanto riferito, le difficoltà erano iniziate dopo aver coinvolto un conoscente nell’attività.

Quel conoscente — oggi detenuto — all’epoca era in affidamento in prova. Dopo avergli saldato un debito di alcune migliaia di euro, avrebbe preteso in cambio prima la metà dell’attività, poi il controllo totale. Il titolare sarebbe rimasto solo “sulla carta”, mentre l’altro gestiva tutto e incassava senza investire nulla. Per gli inquirenti, si trattava di un’estorsione travestita da accordo tra soci.

Le verifiche hanno poi fatto emergere un sistema collaudato. Il gruppo selezionava alcune auto e coinvolgeva i proprietari – amici, parenti o conoscenti – per inserirle nelle pratiche di risarcimento. Quando le polizze coprivano danni da maltempo o vandalismi, venivano presentate richieste di rimborso, talvolta accompagnate da ulteriori segnalazioni di danni. Se serviva giustificare riparazioni più importanti, veniva inscenato un finto incidente con un’altra vettura del gruppo, coperta da polizza casco.

L’indagine, coordinata dalla procura di Ivrea, ha portato anche al sequestro preventivo di 45.800 euro in contanti, quattro automobili e sette orologi Rolex, per un valore totale di circa 150 mila euro.

VI.G

Fuga di gas in Barriera, evacuato un palazzo e chiusa la strada

Fuoriesce gas e viene evacuato un intero palazzo. È successo  in Barriera di Milano, in via Poggio, dove la strada è stata successivamente chiusa. La fuga si è verificata all’altezza del civico 10 e sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco con diverse squadre, insieme ai tecnici di Italgas, per individuare l’origine della perdita. L’intero edificio è stato evacuato e la zona è stata messa in sicurezza con transenne, per garantire la sicurezza dei cittadini e consentire i rilievi necessari. Le operazioni sono ancora in corso.

Campus X e Società San Paolo: “CX Turin – Vanchiglia”, il nuovo campus nel cuore di Torino

Cresce il network di Campus X in Italia con il secondo edificio del CX Turi n Vanchiglia, il complesso dedicato agli studenti universitari situato nel quartiere Vanchiglia, a pochi passi dalla Mole Antonelliana è dal centro di Torino. Con 137 nuovi posti letto, distribuiti in 35 appartenenti in tipologia co-living, il nuovo edificio raddoppia le capacità rispetto al primo CX Turin Vanchiglia, inaugurato nel 2021, rafforzando ulteriormente la presenza di Campus X nel capoluogo piemontese, dove è presente anche un’altra residenza per studenti, in Lungopo Nicolò Macchiavelli 37.

Grazie all’ampliamento del CX Vanchiglia, Campus X porta a 492 il numero dei posti letto per studenti offerto a Torino. Il nuovo edificio rientra tra gli impegni assunti da Campus X con il Ministero dell’Università e Ricerca MUR nell’ambito del DM 481 del 2024, che regola l’accesso alle risorse PNRR per gli alloggi universitari. Tra le condizioni è prevista l’applicazione sul 70% dei posti letto candidati di una tariffa ridotta al 15% rispetto al valore medio di mercato.

Inoltre la struttura mette a disposizione, per il restante 30% dei posti letto candidati, la tariffa convenzionata a favore di studenti meritevoli e privi di mezzi. È prevista dall’accordo con l’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio e la Regione (EDISU Piemonte).

“Con il nuovo CX Turin Vanchiglia-spiega Ernesto Albanese, Presidente di Campus X – continuiamo a investire in spazi pensati workshop offrire agli studenti qualità e accessibilità. Torino è una città universitaria di grande vitalità, e questo progetto vuole contribuire e valorizzare la formazione dei giovani e rafforzare l’attrattività del sistema universitario torinese, anche nei confronti degli studenti internazionali”.

“Questa inaugurazione rappresenta un passo importante all’interno di un percorso di crescita che vede Campus X impegnata in una pipeline di nuovi progetti in tutta Italia – sottolinea Samuele Annibaldi, AD Campus X – grazie ai cui progetti raggiungerà gli oltre 8 mila nuovi posti letto, rafforzando la presenza nei principali distretti universitari e continuando a investire su innovazione e sostenibilità”.

Il nuovo edificio rappresenta un’evoluzione del concetto di Campus contemporaneo, un luogo dove vivere, studiare e socializzare, sentendosi parte di una comunità. Lamstruttura si distingue per il design informale vivace che rompe il rigore architettonico preesistente con un’esplosione di colori, materiali e texture. Le aree comuni, lounge, area studio, play area, palestra e un rooftop panoramico sono concepite per favorire l’incontro e la condivisione. Gli arredi combinano pezzi iconici del design italiano e soluzioni contemporanee, generando un equilibrio tra tonalità pop e nuance più morbide. Le camere offrono invece spazi accoglienti, funzionali e personalizzabili, pensati per garantire comfort e privacy. Particolare attenzione è stata posta sul comfort ambientale: sono state adottate soluzioni impiantistiche di ultima generazione per la riduzione dei consumi e l’ottimizzazione delle risorse, in linea con l’impegno di CX verso la sostenibilità e la rigenerazione urbana.

Alla cerimonia del taglio del nastro hanno preso parte il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, Don Roberto Ponti, Superiore Provinciale della società San Paolo, Marta Carla Bottero, con funzione aggregata al Prorettore per le relazioni con le strutture di governo del Politecnico di Torino, e Pier Luigi Di Ciccio, delegato per l’orientamento e il tutorato dell’Università di Torino.

Mara Martellotta

Riconoscimento per il Centro Epilessia della Città della Salute

Il Centro Epilessia della Città della Salute e della Scienza di Torino dell’ospedale Molinette, afferente alla Neurologia 2 universitaria (diretta da Leonardo Lopiano), ha ottenuto un importante riconoscimento dalla Lega Italiana contro l’Epilessia (LICE): ora è Centro di II° livello dedicato all’età adulta.

Che cos’è l’epilessia

L’epilessia è una patologia neurologica cronica che si manifesta con la ricorrenza di crisi epilettiche spontanee, dovute ad un’alterazione dell’attività elettrica cerebrale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’epilessia è una delle malattie neurologiche più diffuse a livello globale, interessando circa 50 milioni di persone nel mondo.

Una crisi epilettica è un evento transitorio, spesso improvviso, che può durare da pochi secondi a diversi minuti e che si presenta in modo diverso a seconda dell’area cerebrale coinvolta. L’epilessia può avere un’origine multifattoriale e le cause principali includono fattori genetici, danni prenatali o perinatali, traumi cranici, infezioni del Sistema Nervoso Centrale, ictus cerebrale, tumori cerebrali, malformazioni cerebrali congenite.

Si stima che in Italia ci siano 500.000 persone con epilessia ed ogni anno si registrano circa 30.000 nuovi casi. L’epilessia colpisce tutte le età, ma è più frequente nei bambini e negli anziani. Nonostante sia una malattia non contagiosa e spesso ben controllabile, l’epilessia è ancora associata a pregiudizi e stigmatizzazione.

La Lega Italiana contro l’Epilessia

La LICE è una Società Scientifica che si occupa del miglioramento della diagnosi, della terapia, della ricerca e della formazione nell’ambito dell’epilessia. In Italia la LICE è la Società Scientifica di riferimento e si occupa anche delle Linee guida per la terapia e la gestione dell’epilessia e afferisce alla International League Against Epilepsy (ILAE), la Società Scientifica di riferimento a livello internazionale.

La LICE individua i Centri Italiani con un elevato standard di competenza e capacità diagnostico-terapeutiche. I Centri di II° livello sono strutture specialistiche che svolgono un ruolo fondamentale nella diagnosi, trattamento e monitoraggio dell’epilessia, con particolare attenzione ai casi più complessi o non facilmente controllabili.

Le attività principali di un Centro di II° livello sono la conferma diagnostica di epilessia, la classificazione del tipo di crisi e di sindrome epilettica, il monitoraggio dei pazienti con epilessia non controllata, la scelta della terapia farmacologica, anche con l’utilizzo di farmaci di seconda o terza linea, la valutazione dell’aderenza alla terapia e l’esecuzione di indagini neurofisiologiche approfondite.

Il Centro Epilessia delle Molinette

Questo prestigioso risultato è stato ottenuto grazie ai neurologi del Centro Epilessia della Neurologia 2 universitaria: le dottoresse Elisa Montalenti (Responsabile della Struttura Semplice) e Alessandra Di Liberto, partecipano attivamente alle attività di formazione ed aggiornamento della Società scientifica, sono coinvolte in numerosi trials clinici nazionali ed internazionali e sono coautori di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali grazie a collaborazioni nazionali ed internazionali.

Un aspetto rilevante del Centro è il lavoro svolto all’interno di un team multidisciplinare che la Città della Salute e della Scienza di Torino può consentire grazie alle sue numerose eccellenze. Il team multidisciplinare è necessario per assicurare uno standard qualitativamente elevato ed è costituito da Neurologi, Neurofisiologi, Tecnici di Neurofisiopatologia, Neuroradiologi, Medici nucleari, Neuropsicologi e Genetisti, come richiesto nei criteri per ottenere il riconoscimento di Centro di II° livello.

La cura dell’epilessia rende indispensabile il lavoro di gruppo ed il Centro Epilessia delle Molinette è parte di una rete più ampia di specialisti sia della città di Torino (gruppo EpiTo) sia di altre Regioni, con collaborazioni costanti soprattutto per il percorso chirurgico, un trattamento che può portare alla guarigione di alcune forme di epilessia farmaco-resistente.

Il riconoscimento è anche dovuto all’intensa attività del Centro: vengono seguiti circa 4.000 pazienti all’anno con patologie di diversa complessità. Inoltre vengono eseguiti vari esami neurofisiologici indispensabili per la diagnosi ed il trattamento dell’epilessia (EEG, video-EEG, EEG in sonno, esami poligrafici). Le attività del Centro riguardano anche le indagini neurofisiologiche e la gestione dei pazienti in area critica e nei Reparti di Rianimazione delle Molinette e del CTO.

Attualmente viene data una grande importanza al momento della “transition” dall’età pediatrica a quella adulta ed in tale ambito il Centro Epilessia ha collaborazioni consolidate con il gruppo di Neuropsichiatria Infantile dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino (coordinato da Carlotta Canavese) e con quello della ASL Città di Torino (Responsabile Irene Bagnasco).

Le dichiarazioni

«Un importante e significativo riconoscimento per il Centro Epilessia della CDSS, che si conferma uno delle eccellenza della nostra Azienda. Un ringraziamento ai nostri professionisti per la loro competenza e per il loro impegno quotidiano, che permettono al Centro di mantenere standard qualitativi di alto livello con caratteristiche multidisciplinari con collaborazioni interaziendali» dichiara il Direttore generale della CDSS Livio Tranchida.

«Questo prestigioso riconoscimento conferma l’altissimo livello di competenza clinica, scientifica e organizzativa espresso dalla Neurologia universitaria delle Molinette e del valore aggiunto garantito dal lavoro multidisciplinare e dalla rete di collaborazioni regionali e interregionali. Voglio esprimere il mio più sincero ringraziamento ai professionisti e a tutte le figure coinvolte per l’impegno quotidiano nella presa in carico di migliaia di pazienti e nel contrasto allo stigma che ancora accompagna questa patologia: investire in centri di eccellenza come questo significa garantire cure sempre più appropriate, innovative e vicine ai bisogni delle persone», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi.

L’ospedale Sant’Anna sarà accorpato al Regina Margherita

Il Consiglio regionale ha approvato lo scorporo del Presidio Sant’Anna dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino ed il suo accorpamento con l’ospedale infantile Regina Margherita con decorrenza dal 1° gennaio 2026.

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«La nascita della nuova azienda ospedaliera, frutto dell’accorpamento tra Sant’Anna e Regina Margherita, rappresenta una svolta strategica per la sanità piemontese. Puntiamo su specialità verticali e gestione ottimizzata, facendo emergere le eccellenze cliniche e rendendo il sistema più efficiente e gestibile. La candidatura a IRCCS e la medicina di genere, in sinergia con CTO e Molinette, rafforzeranno percorsi innovativi per la salute della donna. L’inclusione di Sant’Anna nel futuro Parco della Salute e la progettazione di un ospedale pediatrico integrato garantiranno prestazioni migliori e percorsi mamma-bambino all’avanguardia.» sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi.

 

«Questa riorganizzazione porterà vantaggi concreti: bilanci più efficaci, trasparenza contabile, controllo dei costi e rafforzamento delle specialità ginecologiche. Migliorerà la qualità delle cure e offrirà nuove opportunità di crescita al personale, che potrà lavorare in un contesto altamente specializzato. Unendo queste due realtà, trasformiamo una struttura elefantiaca in un modello più snello e di qualità, capace di rispondere alle sfide della sanità moderna.» afferma Riboldi.

«Sono particolarmente soddisfatto anche per il rispetto dei tempi che ci eravamo prefissati. Ringrazio il direttore generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida, e il commissario dell’OIRM, Franco Ripa, per l’impegno e la disponibilità che da subito hanno dimostrato per raggiungere nel minor tempo possibile un risultato che andrà a beneficio di tutto il Piemonte. Un ringraziamento anche ai Consiglieri regionali per il loro contributo al dibattito che ha consentito di sviluppare i temi connessi ad una decisione di grande rilievo per la sanità regionale.» conclude l’assessore Riboldi.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO REGIONALE

Nella seduta di ieri sono stati approvati quattro emendamenti alla delibera presentati delle opposizioni. Prevedono sostanzialmente la creazione di un piano dettagliato per l’integrazione dei sistemi informativi, la garanzia dell’interoperabilità dei dati clinici e amministrativi tra l’A.O.U. Città della Salute e della Scienza e la nuova A.O. O.I.R.M. – Sant’Anna, e di rendere esplicito che l’Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna svolge una funzione strategica nella presa in carico complessiva della salute della donna, in tutte le fasi della vita e non soltanto in relazione alla gravidanza e al parto.

Nelle dichiarazioni di voto grande soddisfazione da parte dei consiglieri di maggioranza per il nuovo assetto della sanità torinese, mentre dalle opposizioni si registra una ferma contrarietà all’operazione.

Per Roberto Ravello (FdI) ”Lo scorporo del Sant’Anna non è un atto d’ufficio, ma una scelta di merito, convinta e coerente. Ricreare un vero polo materno–infantile, capace di unire due eccellenze come l’Ospedale Infantile Regina Margherita e il Sant’Anna, significa mettere davvero la salute della donna e del bambino al centro della sanità piemontese. La riorganizzazione non solo rafforza specializzazioni di livello nazionale, ma permette di superare i limiti della pachidermica Città della Salute, un colosso sempre più difficile da governare”

“Il nostro voto è convintamente contrario – ha spiegato Gianna Pentenero (Pd) – questa delibera a livello economico finanziario non sarà sicuramente a costo zero. Non riusciamo a capire né i benefici per i cittadini né perché la maggioranza si sia così ostinata a portare avanti questa operazione. Invece di potenziare la sanità, si frammenta ulteriormente il sistema, moltiplicando centri di spesa e confusione amministrativa. La delibera avrebbe dovuto essere subordinata alla presentazione di un Piano attuativo completo, con analisi economico-finanziaria e organizzativa”.

Alice Ravinale (Avs) ha evidenziato che “su materie così serie non si può navigare a vista, non sappiamo nemmeno i progetti sul Regina Margherita. Questa delibera manca di dati e chiarezza. separare ostetricia-ginecologia dalle specialità medico-chirurgiche dell’adulto significa indebolire la medicina di genere, frammentare i percorsi di cura e creare rischi per la sicurezza clinica”.

“Respingiamo le preoccupazioni sollevate dai banchi della sinistra sul futuro accorpamento dell’ospedale Sant’Anna e del Regina Margherita ha dichiarato Fabrizio Ricca (Lega) – abbiamo ricevuto un mandato preciso dai cittadini che per il Piemonte chiedevano una salute più vicina alle loro esigenze e il lavoro fatto in questo anno dall’Assessore Riboldi va in quella direzione. I presidi manterranno la loro piena operatività, col pregio di ridurre i costi e migliorare l’efficienza complessiva del sistema sanitario.”

Per Sarah Disabato (M5s) ”maggioranza porta a casa questa delibera senza aver sentito l’Università di Torino e tanti stakeholder. Manca di un piano finanziario, sui conti non vi è alcuna certezza. Questa delibera segna la fine del presidio del Sant’Anna, da sempre un’eccellenza per i bisogni della salute delle donne.

Silvio Magliano (Lista Cirio) ha ringraziato “l’assessore per il percorso che ha intrapreso, sono certo che si troveranno tutte le soluzioni affinché ci sia  una continuità operativa. Questa nuova azienda sarà un’eccellenza, l’impostazione data dall’assessorato consentirà di ottimizzare l’impegno delle risorse uniformando gli standard di qualità, anche in prospettiva della creazione IRCCS OIRM-Sant’Anna.

“Questo accorpamento porterà efficientamento ed una migliore qualità delle cure verso i piemontesi – ha sottolineato Davide Buzzi Langhi (Fi) – una nuova organizzazione della sanità piemontese che consentirà di ottimizzare l’impiego delle risorse, mantenendo al contempo un elevato livello di appropriatezza clinica, organizzativa e di prossimità assistenziale.

Infine Vittoria Nallo (SUE) ha rimarcato “il nostro no a questo provvedimento. Non è un approccio ideologico, non siamo favorevoli a questa delibera perché ci sono troppi aspetti poco chiari: dalla diagnostica all’aspetto finanziario dell’operazione. Ritengo che i problemi della sanità siano altri, come il fatto che molti piemontesi ormai rinunciano alle cure”.

Prima della votazione finale del provvedimento l’Assemblea ha approvato tre Ordini del giorno.

Il primo, presentato dalla prima firmataria Valentina Cera (Avs) a tutela della medicina di genere e dei percorsi integrati della salute femminile in relazione all’ipotesi di scorporo del Sant’Anna dall’Aou Città della Salute impegna tra l’altro la Giunta regionale “a presentare al Consiglio regionale una relazione tecnica completa”, che risponda a diversi punti, tra cui la garanzia della multidisciplinarità e dei percorsi integrati con i presidi Molinette, la definizione dell’assetto clinico-organizzativo, la sostenibilità amministrativa e organizzativa dello scorporo e le soluzioni logistiche necessarie per mantenere la continuità delle cure e delle emergenze”, a coinvolgere formalmente i professionisti dell’Aou, le società scientifiche, gli ordini professionali e le rappresentanze delle pazienti, al fine di poter attivamente compartecipare al processo” e a “garantire come obiettivo prioritario la tutela della medicina di genere, dei percorsi integrati e della sicurezza clinica delle pazienti e dei neonati”.

Quello presentato dalla prima firmataria Alice Ravinale (Avs), inerente la riapertura dell’area funzionale del Centro nascita presso l’Ospedale Sant’Anna, impegna la Giunta a far sì che “riapra quanto prima, presso l’Ospedale Sant’Anna, l’area funzionale del Centro nascita”, sia promossa “la creazione di ulteriori aree funzionali per le gravidanze a basso impatto ostetrico e la loro gestione autonoma in altre Unità ospedaliere ostetricia e ginecologia piemontesi e “assicuri il corretto funzionamento dei Comitati percorso nascita in ciascuna azienda ospedaliera interessata”.

Il terzo documento, presentato dalla prima firmataria Sarah Disabato (M5s) – infine – impegna la Giunta “a definire un piano straordinario di investimenti e di potenziamento dei consultori familiari presenti sul territorio piemontese”.

Torino diventa Capitale delle Università Europee 

 Quattro giorni dedicati all’innovazione e alle soluzioni per il cambiamento climatico

Dal 21 al 24 maggio 2026, Torino ospiterà la prima edizione dello European University Festival – Climate Change, tenuto sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Il Festival è un grande evento internazionale dedicato all’innovazione, al futuro e alla risoluzione delle sfide globali, con un focus inaugurale sul cambiamento climatico.
L’obiettivo è creare una rete scientifica e culturale permanente per le nuove generazioni, coinvolgendo università, studenti, ricercatori e partner da tutto il mondo.
Il Festival si aprirà il 21 maggio 2026 in uno dei simboli più iconici di Torino, con una cerimonia a impatto globale, trasmessa in diretta mondiale e con la partecipazione di star internazionali.

L’evento inizierà con uno spettacolare show di raggi laser che attraversano l’atmosfera, un effetto visivo unico ripreso dai satelliti, che evidenzia la dimensione globale dell’iniziativa.
A seguire, il Concerto Globale per l’Azione Climatica, una performance internazionale di beneficenza a sostegno delle soluzioni universitarie per il clima.
La direzione artistica è affidata a Oscar Generale, produttore e manager hollywoodiano.
Per quattro giorni, Torino diventerà un laboratorio internazionale in cui le università presenteranno i loro progetti di ricerca, dove i ricercatori proporranno soluzioni innovative per contrastare il cambiamento climatico e gli studenti e i giovani talenti collaboreranno in un ambiente creativo e competitivo.

I migliori progetti saranno selezionati e finanziati dal Comitato Scientifico e inseriti nel Manifesto Universitario per il Clima, un documento che raccoglie le proposte più innovative provenienti dalle università europee e internazionali.
Il Comitato Scientifico comprenderà esperti e istituzioni di fama mondiale nei settori del clima, della scienza e dell’innovazione, dal Prof. Luca Mercalli, Coordinatore del Comitato Scientifico, Presidente della Società Meteorologica Italiana, al Prof. Michael Oppenheimer, Geosciences and International Affairs, Princeton University; Participant in the Nobel Prize winning Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), dal Prof. Claudio Cassardo del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino; esperto di fisica dell’atmosfera, al Prof. Salvatore Bitonti, Direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. E ancora Giorgio Chiellini, Campione sportivo internazionale, Capitano della Nazionale Italiana di Calcio, vincitore di UEFA Euro 2021 e altri ospiti e ricercatori di fama mondiale.
L’iniziativa sarà ufficialmente lanciata nel febbraio 2026 con una conferenza presso il Parlamento Europeo, segnando l’inizio di un Festival destinato a diventare un punto di riferimento globale.

Mara Martellotta

Bando Neve: i progetti finanziati dalla Regione sono un investimento sulla montagna piemontese

La Regione Piemonte ha presentato i progetti finanziati attraverso il Bando Neve, lo strumento che, per entità e ambizione, rappresenta l’intervento più significativo degli ultimi anni a sostegno del comparto sciistico piemontese.

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Un’iniziativa che segna l’avvio di una nuova fase per l’intero sistema neve regionale, in cui innovazione tecnologica, sicurezza degli impianti e sostenibilità ambientale diventano assi portanti di una strategia che guarda al futuro delle vallate alpine.

La presentazione, al Grattacielo Piemonte, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dell’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna e Sistema Neve Marco Gallo, l’assessore al Turismo Paolo Bongioanni, e gli assessori Enrico Bussalino e Gian Luca Vignale. Presenti anche i rappresentanti delle istituzioni locali e degli enti beneficiari del bando.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio«Con il Bando Neve la Regione Piemonte investe sulla montagna che è il primo prodotto turistico del territorio nel corso di tutto l’anno, dallo sci al turismo estivo e alla mobilità dolce. L’intervento mette in campo oltre 50 milioni di euro che, sommati ai 20 milioni già stanziati per le montagne che hanno ospitato le Universiadi e ai cofinanziamenti, raggiunge 100 milioni complessivi per impianti di risalita, stazioni sciistiche e sistema neve. Risorse destinate ai Comuni per rendere il comparto sempre più moderno, efficiente e sicuro. L’investimento ha anche un valore strategico per tenere il passo con Lombardia e Veneto e guarda con decisione al futuro  anche in vista della nostra candidatura per le Olimpiadi Invernali del 2030 nelle Alpi francesi che rappresenta per noi l’occasione per riportare il Piemonte nel circuito olimpico e proiettare le nostre montagne ancora di più in una dimensione internazionale».

L’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna e Sistema Neve, Marco Gallo, ha illustrato il percorso che ha portato alla selezione dei progetti: «I risultati di questo bando dimostrano che il Piemonte ha scelto di investire con responsabilità e visione. Abbiamo sostenuto interventi che mettono al centro sicurezza, efficienza energetica e qualità dei servizi. Ma soprattutto abbiamo scelto di investire su una montagna viva tutto l’anno: capace di attrarre, di offrire lavoro, di generare economia e turismo. Da oggi il sistema neve piemontese ha una traiettoria chiara e concreta di sviluppo».

L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e pesca, Parchi della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni«È un grande bando, frutto di uno straordinario lavoro svolto dagli uffici regionali insieme ai territori per offrire stazioni sciistiche eccellenti, che facciano tornare a casa il turista con il sorriso e la voglia di raccontare la propria esperienza, poiché il passaparola è sempre lo strumento più efficace. È un bando che genera investimenti sulla qualità degli impianti e soprattutto sull’innevamento, in un segmento dove ogni euro speso dal turista sciatore nelle nostre stazioni ne genera 7 nell’indotto. Gli ultimi dati dei movimenti turistici sono incoraggianti. Le presenze crescono dell’8%, e per la prima volta i turisti internazionali superano gli italiani. Quest’anno inauguriamo la stagione l’8 dicembre con pieno innevamento naturale, e per un mese, dal 14 dicembre al 14 gennaio, promuoveremo il Piemonte bianco con un’imponente campagna di comunicazione nazionale sulle reti Rai e Mediaset. Dobbiamo diversificare sempre di più e guardare con coraggio ai nuovi mercati. Per supportare tutto questo impegno abbiamo anche riattivato la Legge 18 che sostiene l’offerta ricettiva: a fine anno avremo la graduatoria degli interventi».

«Gli interventi che interessano la Città Metropolitana di Torino restituiscono pienamente il senso del Bando Neve: investire sulle comunità, sugli impianti e sull’accessibilità della montagna come leva di sviluppo stabile. Dai grandi comprensori alle realtà più piccole delle valli, ogni progetto contribuisce a rafforzare sicurezza, qualità dell’offerta e competitività del sistema turistico. Una scelta che tutela il lavoro, sostiene l’economia locale e rende la montagna sempre più fruibile dodici mesi all’anno», dichiarano gli assessori torinesi Andrea TronzanoGian Luca Vignale e Maurizio Marrone insieme al sottosegretario Claudia Porchietto.

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Gli interventi nella Città Metropolitana di Torino

La Città Metropolitana di Torino è tra i territori maggiormente interessati dal Bando Neve, grazie a un insieme di interventi che coinvolge sia i grandi comprensori olimpici, sia le stazioni locali che garantiscono presidio e vitalità alle valli torinesi. Sono complessivamente 12 i progetti finanziati per oltre 13,5 milioni.

Nel dettaglio, le sedi di intervento sono:

  • Cesana Torinese – revisione generale degli impianti (contributo assegnato: 3,6 milioni)
  • Prali – revisioni generali seggiovie Malzat – Pian Alpet e Pian Alpet – Bric Rond (contributo assegnato: 941mila euro)
  • Usseglio e Viù – revisione generale seggiovia e sciovia e ampliamento stazione pompaggio, con innevamento pista tubby e sostituzione tappeto (contributo assegnato: 1.438.500 milioni)
  • Sestriere e Sauze d’Oulx – revisione generale impianti pubblici (contributo assegnato: 1.755.000 milioni)
  • Traversella – riqualificazione e destagionalizzazione dell’offerta turistica di Palit (contributo assegnato: 1 milione)
  • Locana – valorizzazione del comprensorio sciistico (contributo assegnato 508.939,85 euro)
  • Valprato Soana – progetto di riqualificazione aree sciabili località Piamprato (contributo assegnato: 874.900 euro)
  • Chiomonte – revisione seggiovia Chiomonte-Frais e interventi di destagionalizzazione (contributo assegnato: 720.450 euro)
  • Ala di Stura e Balme – progetto di ristrutturazione e diversificazione delle infrastrutture e dell’offerta turistica (contributo assegnato: 1.920.118,28 milioni)
  • Claviere – realizzazione copertura tappeto baby Claviere-Via Lattea (contributo assegnato: 135.000 euro)

Questi investimenti permetteranno alla montagna torinese di presentarsi con impianti più moderni, più sicuri e maggiormente resilienti ai cambiamenti climatici, rafforzando un sistema neve che rimane uno dei più importanti e riconosciuti dell’intero arco alpino.

cs

Piemonte, accordo integrativo con i pediatri

Sottoscritta nel Grattacielo Piemonte l’intesa sull’accordo integrativo regionale della pediatria di libera scelta, che recepisce i contenuti dell’accordo collettivo nazionale del 25 luglio 2024 e rafforza in modo concreto il modello dell’assistenza territoriale pediatrica sul territorio.

L’accordo interessa oltre 370mila bambini da 0 a 14 anni e circa 320 pediatri di libera scelta e rappresenta un passaggio fondamentale verso una sanità territoriale più organizzata, coordinata e vicina alle famiglie.

Il documento introduce un assetto organizzativo strutturato sulle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), con l’obiettivo di:

• rafforzare il coordinamento tra i professionisti;

• garantire una presa in carico più efficace e continuativa dei bisogni di salute dei minori;

• adattare l’organizzazione dei servizi alle diverse realtà territoriali del Piemonte, dalle aree urbane a quelle più periferiche e disagiate.

Tra i principali ambiti disciplinati dall’accordo ci sono la prevenzione e promozione della salute, con particolare attenzione alle vaccinazioni, il governo clinico e la qualità delle cure, lo sviluppo della medicina di iniziativa per intercettare precocemente i bisogni di salute, la valorizzazione di modelli organizzativi differenziati più o meno articolati in base al contesto territoriale e la definizione degli aspetti economici, comprese le quote variabili legate agli obiettivi di salute, le indennità operative e quelle previste per le zone disagiate.

«L’intesa – commentano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – è un risultato importante, che dà continuità al lavoro avviato nei mesi scorsi e rafforza in modo concreto l’assistenza ai nostri bambini. Con questo accordo il Piemonte compie un passo decisivo verso una pediatria territoriale più moderna, organizzata e capace di rispondere ai bisogni delle famiglie. Il documento sottoscritto si inserisce in un percorso chiaro, iniziato ad agosto con la decisione della Regione di integrare il fondo della pediatria di libera scelta con ulteriori 5 milioni di euro: un impegno economico e politico che conferma la volontà di investire sui professionisti e sulla qualità dei servizi territoriali. Il rafforzamento delle Aggregazioni Funzionali Territoriali rappresenta uno dei pilastri della nuova sanità territoriale: significa garantire continuità delle cure, maggiore coordinamento e una presa in carico più efficace anche dei più piccoli, ovunque vivano».