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A Torino c’è il bunker antiatomico

Passeggiando nel cuore di Torino, all’angolo tra Via Vittorio Alfieri e Via Arsenale, si incontra uno degli edifici più raffinati della città, costruito dal Banco di Napoli con permesso del 30 giugno 1921. Le linee sobrie e armoniose, le balconate eleganti e le facciate scandite da finestre incorniciate con cura riflettono lo stile dell’epoca. Eppure, dietro a quell’eleganza si cela oggi un progetto inedito, affidato al gruppo Vertico, nato a Torino dieci anni fa dall’esperienza di Andrea Delmastro ed Edoardo Follo.

Delmastro racconta: “La nostra mission è quella di promuovere la riqualificazione del patrimonio edilizio attraverso la realizzazione di dimore di pregio, in grado di innalzare il decoro architettonico e contribuire all’evoluzione estetica e culturale della città. Tra i tanti cantieri a Torino, Palazzo Alfieri è al momento la nostra punta di diamante e prevede un intervento unico: la riconversione dell’ex caveau del Banco di Napoli in un bunker antiatomico.” Il caveau, sopravvissuto al bombardamento del 1927, per anni custodì gioielli, opere d’arte e beni preziosi, a pochi passi da Via Alfieri 19, sede storicamente associata alla massoneria, riconoscibile ancora oggi dal portone ligneo inciso con simboli iconici.

Il progetto di riqualificazione manterrà intatte le pareti in calcestruzzo armato spesse un metro e mezzo, integrandole con tecnologie di protezione avanzata secondo gli standard svizzeri, i più efficaci al mondo. La Svizzera garantisce infatti la massima sicurezza, fino al livello 7 della scala INES, il grado più alto in caso di emergenze nucleari o radiologiche. Un bunker, per sua natura, serve a proteggere dalle radiazioni: per questo viene collocato sotto terra, sfruttando la capacità del terreno di schermare i raggi gamma, pericolosi per la salute umana.

Il rifugio sarà dotato di porte blindate anti-radiazione, schermature in cemento armato, impianto di ventilazione con filtri a carboni attivi NBC capaci di eliminare il 99,9% di particelle radioattive, virus e batteri, oltre a valvole di sovrappressione per impedire infiltrazioni di aria contaminata. Sono previsti spazi per beni di prima necessità, autonomia idrica ed elettrica e acqua potabile, garantendo la sopravvivenza fino a trenta giorni per dodici persone. Gli ambienti saranno completamente personalizzabili e potranno includere cucine, zone giorno, camere matrimoniali e sistemi multimediali, oltre a optional che evocano scenari fantascientifici: anticamere di decontaminazione, serre idroponiche, rilevatori di radiazioni, tute protettive complete di maschere antigas, un ascensore segreto che collega direttamente l’attico al bunker senza che gli altri condomini possano saperlo, fino a una cantina per vini capace di contenere trenta bottiglie.

La notizia ha già suscitato interesse internazionale: dal Principato di Monaco agli Emirati Arabi, investitori guardano a Torino attratti dall’esclusività dell’intervento e dalla solidità del mercato immobiliare cittadino. Palazzo Alfieri diventerà uno dei pochissimi bunker in Italia, Paese che, a differenza di altri, non ha mai sviluppato una cultura diffusa dei rifugi. In Finlandia è obbligatorio realizzarli in edifici superiori ai 1.200 metri quadri, in Svezia se ne contano oltre 64.000, in Germania si pensa a riattivarli dopo la Guerra Fredda, in Svizzera vige il principio di “un posto per ogni abitante”, mentre in Italia gli esempi si contano sulle dita di una mano: a Roma il bunker di Villa Torlonia, oggi visitabile come attrazione turistica; a Milano il Rifugio 87, con capacità di 450 persone, e il Bunker Breda usato per eventi culturali; a Brione, nel bresciano, il primo villaggio bunker in costruzione come micro-città sotterranea; a Torino la storica rete di passaggi sotterranei di Piazza Risorgimento, legata ai fasti della monarchia sabauda.

Follo sottolinea: “Il bunker di Palazzo Alfieri è un po’ la versione 3.0. della Torino sotterranea del passato. Oltre al bunker Palazzo Alfieri custodirà un’altra chicca, che fa parte del nostro percorso di trasformazione degli edifici in luoghi che favoriscono relazioni, qualità della vita e futuro condiviso. Esattamente sopra il bunker abbiamo realizzato un chiostro contemporaneo – cortile interno a pianta quadrata che funge da vero fulcro distributivo dell’intero complesso residenziale – che lega memoria storica a vocazione abitativa. In sostanza abbiamo trasformato lo spazio destinato in passato agli sportelli bancari in uno spazio architettonico di grande valore, mantenendo il disegno originario in marmi policromi della pavimentazione, che è stata smontata, restaurata e riposizionata ricreando il tappeto geometrico che intreccia cromie e direzioni in legame visivo perfetto con le facciate. Le architetture che si affacciano sulla corte dialogano attraverso simmetrie rigorose che definiscono ordine e proporzione, mentre le grandi aperture vetrate, scandite da imbotti profondi, creano un ritmo controllato alternando trasparenze e superfici piene. La bellezza più pura è data dai giochi della luce che, filtrando su queste geometrie, genera profondità e riflessi cangianti nel corso della giornata.”

Il Graffitismo vandalico e il degrado urbano

Queste azioni barbariche non hanno niente a che vedere con i meravigliosi murales e graffiti che rendono Torino più bella e all’avanguardia nell’arte urbana.

Palazzi restaurati, rimessi a nuovo, molti soldi spesi e lavori che durano per mesi interferendo, il più delle volte, con le vite degli abitanti dei condomini che, tuttavia, aspettano pazientemente il risultato: muri puliti, tinta fresca, aspetto nuovo. Strade rinomate di Torino, passeggiate sotto i portici, storia, architettura, orgogli cittadini deturpati da scritte, spesso piene di rabbia, a sfondo politico, sociale o sportivo che potrebbero anche avere un senso se solo facessero parte di un progetto di comunicazione (che può utilizzare anche la critica) studiato e pensato al fine di dichiarare il proprio dissenso senza sfigurare parti significative della nostra città, ma anche semplici edifici residenziali.

È un problema complesso? Si perché’ quando parliamo di graffiti come rappresentazione del degrado si può pensare che di includere, anche quelli che, al contrario, rappresentano arte, cultura, bellezza e pensiero come quelli straordinari nel quartiere Campidoglio diventato un museo a cielo aperto, il Mau – Museo di Arte Urbana, i murales di Borgo Vittoria, tra cui la famosa Mongolfiera, quelli San Salvario, Barriera di Milano con Millo, Parco Dora, Vanchiglia e Parco Michelotti; in questo caso, e in altri non citati, parliamo di Street Art, di strumenti di riqualificazione urbana, di antidoto al grigio, al degrado e all’abbandono che fanno parte di importanti progetti come B.ART, promosso dal Comune di Torino, Il Monkeys Evolution che organizza MurArte, e tanti altri che lavorano in autonomia, ma anche collaborano con gli Enti Pubblici in spazi autorizzati.

Mettiamo da parte quindi l’idea che qualsiasi cosa venga dipinta sui muri della sia da demonizzare, perché’ evidentemente non è cosi, e concentriamoci per un attimo su tutti quegli interventi fatti per sporcare e in qualche modo mortificare le città. La versione più attuale del graffitismo: il muralismo, spesso è oggetto di discussione considerate le sue diverse declinazioni, da una parte opere di grande espressione artistica da preservare come patrimonio e dall’altra scritte che deturpano, mancanti di qualsiasi filosofia artistica e di pensiero. Il confine alcune volte risulta poco chiaro e la voglia di gridare le proprie idee può trasformarsi in azioni impulsive e compulsive, ma deve esserci un limite, non può essere tutto concesso in nome della libertà di espressione; e se lo facessimo tutti? Se un giorno cominciassimo a urlare le nostre problematiche oltraggiando i muri di Torino?

È ovvio che non può essere. La legge parla chiaro e oltre alla pena, che cambia in base all’oggetto offeso, ci può essere anche la richiesta di ripulitura a spese di chi ha creato il danno; il punto però è un altro e cioè quello di far comprendere a coloro che imbrattano la città che ciò che si sporca è patrimonio di tutti, è un bene della comunità. La legittimità’ di poter esprimere il proprio pensiero (sacrosanta) non deve mai varcare il confine del rispetto e del privilegio altrui (condiviso da tutti) di godere dei beni, privati e pubblici.

“La libertà non è assenza di obblighi”.

Maria La Barbera

Le fasce orarie del tunnel di Tenda

La Commissione Intergovernativa Italia-Francia che si è riunita venerdì 12 settembre, presso gli uffici della sede Anas del Piemonte, ha disposto le fasce orarie di transito all’interno del nuovo tunnel di Tenda per il periodo compreso tra lunedì 15 settembre e domenica 11 gennaio.

A partire da lunedì 15 settembre e fino a domenica 28 settembre nei giorni feriali il tunnel sarà aperto al traffico nelle tre fasce orarie giornaliere 6:00 – 8:00, 12:00 – 13:00 e 18:00 – 21:00.

Il sabato e la domenica il tunnel sarà aperto in maniera continuativa dalle 6:00 alle 21:00.

Da lunedì 29 settembre a giovedì 4 dicembre l’apertura è fissata nelle due fasce orarie giornaliere 6:00 – 8:00 e 18:00 – 21:00.

Anche in questo caso nel fine settimana il tunnel sarà aperto dalle 6:00 alle 21:00.

Da venerdì 5 dicembre e fino a domenica 11 gennaio il tunnel sarà aperto in un’unica fascia oraria giornaliera 6:00 – 21:00, compresi i giorni feriali.

Tale assetto favorirà gli spostamenti in concomitanza con l’aumento dei flussi per il turismo invernale e le festività di Natale. È già prevista l’adozione della medesima modalità di apertura continuativa diurna anche per le festività di Pasqua, ad aprile.

Il passaggio dei veicoli continuerà a essere regolato con il senso unico alternato.

I nuovi assetti orari – in sostituzione della configurazione estiva che ha previsto l’apertura diurna continuativa per agevolare il picco degli spostamenti – consentiranno all’impresa incaricata di dare un impulso anche in orario diurno agli interventi di modifica dei tornanti sul versante francese.

Il tavolo binazionale si riunirà nuovamente a dicembre per deliberare le fasce di apertura del tunnel a decorrere da lunedì 12 gennaio.

Allegato di dettaglio – le quattro fasce orarie di transito che si alterneranno fino all’11 gennaio

Fascia oraria 6:00 – 8:00

Il primo ciclo da Italia a Francia è alle ore 6:00, l’ultimo ore 7:30; da Francia a Italia il primo ciclo è alle ore 6:15, l’ultimo alle ore 7:45.

Fascia oraria 12:00 – 13:00

Il primo ciclo da Italia a Francia è alle ore 12:00, l’ultimo ore 12:30; da Francia a Italia il primo ciclo è alle ore 12:15, l’ultimo alle ore 12:45.

Fascia oraria 18:00 – 21:00

Il primo ciclo da Italia a Francia è alle ore 18:00, l’ultimo ore 20:30; da Francia a Italia il primo ciclo è alle ore 18:15, l’ultimo alle ore 20:45.

Fascia oraria 6:00 – 21:00

Il primo ciclo da Italia a Francia è alle ore 6:00, l’ultimo ore 20:30; da Francia a Italia il primo ciclo è alle ore 6:15, l’ultimo alle ore 20:45.

ARTISTE2025: Intelligenza Artificiale e Ingegneria Strutturale

 

Torino, 15-17 settembre 2025 – Castello del Valentino

Cerimonia di apertura: lunedì 15 settembre ore 9.00, Stanza della Caccia

Dal 15 al 17 settembre 2025 il Castello del Valentino ospiterà ARTISTE2025, il primo congresso internazionale interamente dedicato all’impatto dell’Intelligenza Artificiale (IA) nell’ingegneria strutturale. L’evento, promosso dal Politecnico di Torino e dall’ArtIStE Research Group (Artificial Intelligence for Structural Engineering), riunirà ricercatori, esperti e imprese da tutto il mondo per discutere come l’IA stia rivoluzionando progettazione, manutenzione e sicurezza delle infrastrutture.

“Non parliamo di semplici miglioramenti incrementali, ma di un vero e proprio salto oltre le metodologie tradizionali. L’IA abilita processi di design più efficienti, favorisce la manutenzione predittiva e innalza le prestazioni strutturali complessive: ci guida verso una nuova era di eccellenza ingegneristica”, afferma il professor Giuseppe Carlo Marano, docente del Politecnico di Torino e organizzatore del congresso.

Accanto a lui, tra i promotori scientifici, figurano Nikos Lagaros (NTUA, Atene), Xinzheng Lu (Tsinghua University, Pechino) e Domenico Asprone (Università Federico II di Napoli), a conferma del respiro internazionale della manifestazione.

Il congresso approfondirà i temi chiave del rapporto tra IA e ingegneria strutturale: dall’utilizzo dei big data per ottimizzare le decisioni progettuali, alla previsione di cedimenti strutturali, fino alla generazione di soluzioni innovative per infrastrutture più sicure, resilienti ed economicamente sostenibili.

L’evento ARTISTE è supportato dal progetto FAIR – Future Artificial Intelligence Research finanziato dall’Unione Europea – Next-GenerationEU (PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) – MISSIONE 4 COMPONENTE 2, INVESTIMENTO 1.3 – D.D. 1555 11/10/2022, PE00000013), ed in particolare lo spoke 7 “Edge-exascale AI” coordinato dalla professoressa Barbara Caputo del Politecnico di Torino.

 

Informazioni pratiche

Nursing Up si oppone in giudizio alla figura dell’assistente infermieristico

Nursing Up Piemonte dichiara che l’assistente infermiere rappresenta un inganno pericoloso, una toppa fragile su una falla enorme. In Italia mancano 175 mila infermieri rispetto agli standard europei, e il governo risponde con una figura priva di competenze universitarie, l’assistente infermiere. Nursing Up non ci sta e annuncia il ricorso al TAR con una prima udienza fissata per il 21 settembre.

“Affidare compiti importanti a personale non adeguatamente preparato rischiando danneggiare l’incolumità dei pazienti e la qualità del servizio sanitario, senza offrire soluzioni reali alla mancanza di infermieri – afferma Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta”.

La crisi della formazione infermieristica appare ormai evidente, tanto che per l’anno accademico 2025-2026, a fronte di 20 mila e 699 posti disponibili in infermieristica le domande non sono arrivate a 19 mila. A confronto del 2010, che erano oltre 46 mila, oggi sono appena 21 mila. La situazione nell’Università del nord appare più critica. In Piemonte ci sono 1176 posti per la laurea in infermieristica, ma sono rimasti 190 posti vacanti, 67 in più rispetto all’anno accademico precedente.

Secondo le statistiche, il 25% degli ammessi non si presenterà il primo giorno e un altro 30% non terminerà il percorso. In sostanza, dei 20 mila 699 posti disponibili nel Paese, soltanto 10 mila e 300 studenti arriveranno alla laurea.

“La figura dell’assistente infermiere rappresenta una beffa al sistema sanitario, perché mette in circolo lavoratori con meno competenze e non colma le esigenze dei pazienti – prosegue Delli Carri – con il ricorso al TAR, Nursing Up diventa il primo sindacato in Italia da aver portato l’opposizione a questa figura nelle aulee giudiziarie, dopo averlo annunciato in piazza e nelle sedi istituzionali”.

Mara Martellotta

Crede di sparare ai ladri ma erano carabinieri

Dal suo balcone ha sparato con un fucile a pallini per far fuggire i ladri. L’uomo di 78 anni, residente in frazione Tuninetti a Carmagnola, alle 3 del mattino ha invece sparato a  una pattuglia dei carabinieri. Due militari sono rimasti feriti leggermente e portati dal 118 all’ospedale di Verduno. I due carabinieri sono già stati dimessi.

Ricorso della procura sul caso di Lucia Regna

Non si attenua l’attenzione  per la vicenda di Lucia Regna, la donna torinese colpita con un pugno dall’ex marito,  condannato a un anno e sei mesi di reclusione per lesioni personali, ma assolto dall’accusa di maltrattamenti.

Ieri il procuratore aggiunto Cesare Parodi, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, ha annunciato di aver presentato ricorso in Corte d’Appello, contestando non solo l’assoluzione ma anche «il linguaggio utilizzato dai giudici» nella motivazione della sentenza. Parodi lo ha reso noto in tv a La7.

Invece la Camera Penale del Piemonte e della Valle d’Aosta ha espresso «preoccupazione per la campagna mediatica e politica seguita alla sentenza». Secondo l’associazione forense, infatti, l’intera vicenda sarebbe stata oggetto di strumentalizzazioni.

Meteo: pioggia in vista, tempo stabile a inizio settimana

Sebbene l’intensa fase di maltempo attraversata dallo stivale nelle scorse ore stia progressivamente allentando la presa, soprattutto le regioni settentrionali rimangono comunque esposte alla depressione nordatlantica posizionata tra Scozia e Irlanda anche nel fine settimana.

Per i primi giorni della prossima settimana previsti tempo stabile e soleggiato, con temperature in leggero aumento.

Schiarite al Centro-Sud, ancora instabilità al Nord

Nei prossimi giorni il Nord resterà influenzato da una depressione atlantica con tempo ancora instabile, mentre venerdì 12 il Centro-Sud avrà condizioni prevalentemente soleggiate. Temperature stabili, venti in attenuazione e mari ancora mossi o molto mossi al largo.

Fine settimana a doppia velocità con residui piovaschi al Nord

Rovesci su Piemonte, Lombardia e Nordest continueranno anche nella notte e nelle prime ore di sabato 13; dal pomeriggio, tuttavia, è previsto un aumento dell’attività precipitativa a partire dal Nordovest. Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna e Triveneto saranno nuovamente interessati da precipitazioni estese, che però dovrebbero risultare meno intense e violente rispetto a quelle dei giorni scorsi.

Domenica 14 residui rovesci interesseranno il Levante Ligure, il Triveneto, la Toscana, l’Umbria e le Marche, mentre il Nordovest vedrà un miglioramento e sulle altre regioni permarrà un cielo sereno o poco nuvoloso. Venti in nuovo rinforzo da nord-ovest sul Golfo del Leone in direzione della Sardegna. Temperature sostanzialmente stabili, con possibili lievi aumenti lungo il versante tirrenico.

La prossima settimana? Previsti tempo stabile e soleggiato

In netto miglioramento le previsioni per l’inizio della settimana successiva, con una circolazione alto-pressoria che prenderà possesso via via del Mediterraneo e dell’Italia, portando tempo stabile, soleggiato. Le temperature potrebbero rivelarsi un poco sopra alla media del periodo.

Previsioni di Costanza Bartucca, fisico dell’atmosfera e meteorologa di Meteored Italia

Istituto comprensivo di Trana, palestra e ampliamento

A seconda della soluzione adottata, costerà da 2 milioni e 252.000 euro ad oltre 3 milioni più IVA la riorganizzazione funzionale dei plessi scolastici della sede di via Dante Alighieri dell’Istituto Comprensivo di Trana. La valutazione emerge dallo studio di fattibilità delle alternative progettuali che i tecnici della Direzione Azioni integrate della Città metropolitana di Torino hanno redatto su richiesta dell’amministrazione comunale. L’obiettivo perseguito dal Comune di Trana è l’incremento della capienza del plesso scolastico principale del paese, per poter accogliere l’utenza che attualmente frequenta le succursali nella frazione San Bernardino, nella prospettiva di una eventuale dismissione delle sedi scolastiche distaccate. L’amministrazione comunale intende dotare il plesso scolastico principale di una una nuova palestra (con i relativi locali accessori) adeguata anche ad accogliere le società sportive del territorio al di fuori dell’orario scolastico. L’ampliamento dovrà consentire inoltre la ricollocazione degli uffici della direzione didattica e amministrativa e della biblioteca; quest’ultima potrà essere aperta al pubblico in orari prestabiliti e disporre di alcuni spazi comuni.

La redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali è utile per pianificare strategicamente la gestione dei vari plessi scolastici dell’Istituto Comprensivo e per programmare il finanziamento dell’opera, valutando la possibile richiesta di contributi per la realizzazione dei vari interventi.

Il plesso scolastico principale di Trana è costituito da tre blocchi strutturalmente indipendenti tra loro: il corpo principale della scuola, la palestra e gli spogliatoi. Il blocco nord del plesso ospita al piano terra la scuola primaria e al piano superiore la scuola secondaria di primo grado. Il blocco sud accoglie la scuola dell’infanzia. Il piano sottotetto offre due spazi per laboratori e locali di sgombero, mentre il piano interrato comprende locali adibiti ad autorimessa, a sgombero, a deposito e a biblioteca-deposito libri, oltre ad alcuni locali tecnici.

La soluzione A elaborata dai tecnici della Città metropolitana accoglie l’esigenza dell’amministrazione comunale di realizzare un impianto sportivo idoneo ad ospitare competizioni in presenza di pubblico, mentre la soluzione B propone una palestra di dimensioni limitate, in grado di accogliere l’attività scolastica e la pratica non agonistica.

La soluzione A, che comporterebbe un investimento di 3 milioni e 73.000 euro più IVA al 10%, prevede che le attività scolastiche tradizionali siano collocate interamente nell’edificio esistente, mentre l’ampliamento a nord sarebbe destinato alle attività che contemplano anche un utilizzo extrascolastico o un’apertura al pubblico pomeridiana o serale, come la nuova palestra, da realizzare sul sedime di quella attuale e occupando residualmente una porzione dell’area esterna. Le dimensioni interne previste per l’impianto sono di 32 metri per 24, con un’altezza libera sotto trave di 8 metri. La superficie della palestra è ipotizzata come suddivisa in uno spazio tribuna destinato al pubblico, con una capienza di circa 112 spettatori, un locale per il deposito delle attrezzature e un parterre per gli atleti, dimensionato per la pallavolo e il basket o minibasket.

Lo studio di fattibilità prevede poi un secondo corpo di fabbrica a due piani fuori terra adiacente alla palestra, che ospiterebbe al piano terra gli spogliatoi maschili e femminili e per gli insegnanti (oppure per la squadra di casa, gli ospiti e gli arbitri), le docce e i servizi igienici, i locali tecnici a servizio di tutto l’ampliamento e la nuova biblioteca, che potrà essere utilizzata al di fuori dell’orario scolastico con un accesso dall’esterno. Al primo piano, raggiungibile con un ascensore e una scala interna, potrebbero essere collocati gli uffici amministrativi e direzionali, un archivio e una sala polivalente. La nuova costruzione verrebbe collegata alla scuola esistente da un corridoio vetrato, che avrebbe le funzioni di ingresso e spazio di distribuzione.

La soluzione B, che stima l’importo dei lavori in 2 milioni e 252.000 euro più IVA al 10%, ipotizza invece la realizzazione di una palestra di tipo scolastico, con un’estensione interna di 15 metri per 25, in grado di ospitare un campo da pallavolo regolamentare ed uno da minibasket da 11 metri per 20, con una fascia di rispetto perimetrale di 2 metri. La soluzione B consente di rispettare l’ampiezza minima di 330 metri quadrati prevista per gli spazi destinati all’attività sportiva e di ospitare attività sportive amatoriali in orario extrascolastico, escludendo la possibilità di svolgervi competizioni o di ospitare pubblico. Rispetto alle soluzione A, i locali destinati a spogliatoi, uffici e biblioteca restano invariati, così come il corpo di collegamento. Per quanto riguarda il corpo palestra, la realizzazione dell’edificio in ampliamento prevede una struttura mista tra cemento armato, cemento armato precompresso e legno. Per l’avancorpo più basso è prevista una struttura a telaio in cemento armato.

In ambedue le soluzioni i tecnici hanno indicato come preferibile la prefabbricazione strutturale, che consentirebbe di coprire luci elevatesostenere i carichi elevati dovuti alle condizioni di utilizzo e velocizzare le tempistiche di cantiere in fase di realizzazione.

Lo studio di fattibilità delle alternative progettuali prevede la ristrutturazione dell’edificio principale per adeguare i locali alle nuove destinazioni d’uso, alcune sistemazioni esterne, come il rifacimento della piastra polivalente, l’incremento dei posti auto con un parcheggio antistante l’accesso su via Colla, con la necessità in quest’ultimo caso di procedere ad un esproprio di circa 700 metri quadrati di terreno privato.

 

Città di Torino e Lega Navale: navigare sul Po, ecco il nuovo Regolamento

Ieri, l’assessore ai Fiumi della Città di Torino, Francesco Tresso, e il presidente della Lega Navale Italiana – sezione di Torino, Fabio Poli, hanno firmato ai Murazzi un accordo di collaborazione finalizzato alla predisposizione di una proposta di revisione del Regolamento della navigazione fluviale sul Po.

L’intesa si inserisce nell’ambito del progetto “Let’s Po”, che prevede – nel contesto più ampio di riqualificazione del Parco del Valentino e della realizzazione della nuova Biblioteca Civica – il ripristino del servizio di navigazione fluviale sul Po, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del fiume e del parco come attrattori turistici e culturali della città.

Per la realizzazione di questo progetto, l’assessorato ai Fiumi e il servizio ponti e vie d’acqua della Città stanno lavorando anche sugli aspetti legati alla sicurezza della navigazione, che tutelino non solo il nuovo servizio turistico, ma anche le attività di tutte le realtà sociali che operano lungo il tratto torinese del fiume Po. A tal fine è stato istituito un tavolo di lavoro dedicato, che coinvolge tutti gli attori interessati.

L’accordo siglato oggi riconosce alla Lega Navale – sezione Torino un ruolo di supporto tecnico nella predisposizione della proposta di revisione del regolamento, che dovrà in seguito essere sottoposto alla Regione Piemonte – competente in materia – per l’approvazione. La collaborazione riguarderà anche la progettazione della segnaletica da installare lungo il tratto di fiume navigabile, eventuali interventi per incrementare la sicurezza del tratto torinese del fiume, oltre ad attività divulgative e formative rivolte alla cittadinanza.

Da parte sua, la Città metterà a disposizione informazioni e documentazione e garantirà il coinvolgimento della Lega Navale – sezione di Torino negli incontri pubblici e nei tavoli di lavoro sul tema. La collaborazione avrà durata fino al 31 dicembre 2026 e si propone di coniugare sicurezza, tutela ambientale, sviluppo sociale e attrattività turistica, rafforzando il legame storico e culturale tra Torino e il suo fiume.

“Torino sta ridando centralità al suo fiume, elemento di connessione e di svago, ma anche ambiente delicato e fragile che va regolamentato – ha commentato l’assessore Francesco Tresso –. In vista dell’arrivo dei battelli ecologici per la navigazione fluviale stiamo lavorando per aumentare i livelli di sicurezza, coinvolgendo tutti gli soggetti che vivono il Po con le loro attività. Siamo molto contenti della collaborazione con la Lega Navale – sezione di Torino, che con le sue grandi conoscenze e competenze sul tema saprà supportarci al meglio in questo percorso”.

“Come associazione storica, presente sul territorio dal 1900 – ha dichiarato il presidente della Lega Navale – sezione di Torino, Fabio Poli – siamo lieti di poter collaborare con il Comune per definire il nuovo regolamento fluviale in vista della ripresa della nuova navigazione turistica sul Po, mettendo a disposizione le nostre conoscenze in merito alla regolamentazione e alla sicurezza della navigazione”.

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