CRONACA- Pagina 1730

Sorvegliato speciale, litiga con la fidanzata  e dorme per strada

Arrestato dagli agenti del Comm.to Centro

Sono le 23 di domenica sera quando una pattuglia della Polizia di Stato del Comm.to Centro in servizio di Volante, transitando a passo d’uomo in via Lagrange, nota un soggetto appiedato, visibilmente trasandato nel vestire, con la barba incolta, che però non è noto alla pattuglia come clochard abituale della zona. L’uomo, 38 anni, risulta sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, disposta dal Tribunale di Bergamo per la durata di un anno, fino al dicembre 2021. Da 3 mesi sconta la misura presso l’abitazione della fidanzata, nel comune di Grugliasco. Ma il 31 Marzo l’uomo si allontana, a seguito di un litigio con la stessa, portando con sé la carta di credito della donna. L’indomani, la stessa si avvede che sono stati effettuati prelievi per un’ingente somma di denaro, circa 2600 €, l’uomo conosceva il pin della carta. Il trentottenne è stato arrestato dunque dagli agenti del Comm.to Centro per la violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale a cui era sottoposto ed è stato denunciato per il furto della carta di credito, a seguito della denuncia sporta dalla donna.

Andrea Polacchi riconfermato alla guida dell’Arci Torino

Il congresso ha approvato le linee guida future. Insieme alla storica tessera Arci, arriverà l’App, la prima del genere a Torino

62mila soci a Torino, 137 circoli  Più di 4mila eventi culturali l’anno 1400 famiglie in difficoltà seguite grazie a 150 volontari

Dopo cinque anni di rinnovamento, altri quattro nel segno dell’innovazione e della partecipazione. L’Arci Torino ha chiuso oggi il suo congresso, il primo di sempre in modalità interamente online, coinvolgendo 151 delegati, per 137 circoli della città metropolitana. Un appuntamento che è servito ad approvare le linee guida per il futuro e a rinnovare gli organismi dirigenti. Per altri cinque anni è stato confermato  presidente Andrea Polacchi, al secondo mandato. Insieme a lui, in ufficio di presidenza: Daniele Mandarano, Alice Graziano, Luca Bosonetto, Tatjana Giorcelli, Massimiliano Borella, Anna Maria Bava, Vito Buda, Lia Tomatis.

Nel precedente congresso, nel 2016, un giovane gruppo aveva portato Arci Torino fuori dalle secche di un lungo commissariamento. Da lì, un percorso di cinque anni che si è concentrato su alcune parole d’ordine: servizi alle associazioni e al terzo settore, contrasto alle povertà, produzione artistica popolare e d’avanguardia. Oggi quel percorso riparte, cercando di reggere l’urto della pandemia, e nel segno della partecipazione e della progettazione. «E’ stato un importante congresso giunto al termine di un anno difficilissimo per tutto il terzo settore. L’Arci è stata in prima linea nel supporto ai suoi circoli e alle associazioni provando a portare sollievo a un comparto tra i più penalizzati nella pandemia ma che è stato comunque fondamentale per la tenuta sociale: si pensi a tutte le azioni, dai corsi agli aiuti concreti, che sono state messe in atto durante questa emergenza» dice Polacchi. La rete associativa si è dimostrata importante per tenere in piedi i circoli in questi mesi di restrizioni che hanno fatto anche emergere il forte senso di comunità dell’associazione.

Al netto di quest’ultimo anno, il Comitato Arci Torino è arrivato al congresso con un bilancio fortemente positivo: gli aderenti sono cresciuti del 41 per cento (da 107 aderenti del 2016 ai 151 del 2020), e il tesseramento è stato costante, intorno ai 62mila soci a Torino. Uno dei risultati più importanti di questi cinque anni è stata certamente la creazione di un Centro Servizi per il non profit in via Verdi, il più grande a livello piemontese: uno sportello, ma anche un centro di formazione, per supportare associazioni e circoli in tutto: da questioni fiscali, contabili e legali, alla compilazione di qualsiasi pratica, al supporto concreto sulla progettazione sociale e culturale. E’ proprio a partire dai servizi e dal coordinamento della rete che Arci Torino ha valorizzato il suo ruolo di «corpo intermedio», azione percepita sempre più come centrale dal territorio: ciò ha portato, all’inizio del 2021, a sottoscrivere una convenzione quadro con la Città di Torino e a coordinare, regionalmente, in collaborazione con il Forum del Terzo Settore, il progetto di formazione sulla Riforma del Terzo Settore “CapacitAzione”.

Nel programma per i prossimi cinque anni, insieme al supporto e servizi per il terzo settore, c’è la promozione della cultura: in questi anni, Arci Torino si è messa in gioco, organizzando insieme a suoi circoli o associazione, un festival come Jazz Is Dead! o il Festival Matota, pensato per i bambini. I circoli rappresentano, poi, un cuore pulsante della città con le loro presentazioni di libri, i corsi, le serate di cinema, gli spettacoli teatrali, la musica. Ogni anno più di 4000 eventi culturali e quasi il 40 per cento della musica dal vivo a Torino viene proposta da circoli. Fanno parte di Arci Torino realtà attivissime, dal Magazzino sul Po al Circolo Sud, dal Bunker al Fringe Festival, da Casa Fools a La Cricca, dal Cinema Teatro Maffei al Cap10100, dallo Ziggy Club al Cafè Neruda, dal Circolo Margot a Deina, da Xplosiva a Balon Mundial, dal Circolo Risorgimento al Da Giau.

Non poteva non avere un ruolo centrale la tradizione mutualistica che ha trovato in questi anni una concretizzazione nel progetto Fooding, una rete di iniziative di solidarietà alimentare nella Città Metropolitana: mense per persone senza dimora nei circoli Arci, recupero delle eccedenze alimentari, distribuzione di panieri solidali. Un’attività che si è ampliata nell’ultimo anno, in risposta alla crisi sanitaria e sociale, con l’adesione alla rete Torino Solidale, mettendo Arci Torino in contatto con oltre 1.400 famiglie in difficoltà e creando una rete di 150 volontari.

E poi non mancherà il supporto all’autorganizzazione civica, nella speranza che seguendo il trend degli ultimi anni aprano nuovi circoli. «La vitalità della nostra associazione ci restituisce la fotografia di un territorio, di una città metropolitana, ricca di esperienze di partecipazione civica, le cui istanze dovranno essere supportate come meritano. La creazione di comunità solidali, dalle aree più centrali alle periferie, non può che avvenire che attraverso la valorizzazione delle esperienze associative e degli spazi di autorganizzazione civica e democratica, come i circoli, capaci di mettere al centro il benessere collettivo e rendere le persone protagoniste».

«E’ un congresso che ha guardato al futuro, con alcune parole d’ordine: in primis innovazione come strumento di inclusione, crescita e di partecipazione» conclude Polacchi. In questo solco, nasce “CèC – Comunità è Cultura”. Il Congresso 2021 è stata infatti l’occasione per presentare i primi passi per la smaterializzazione e la digitalizzazione della storica tessera socio Arci. Sarà testata in estate e arriverà a settembre: disponibile come app per smartphone iOS e Android, consentirà ai soci di migliorare il rapporto con il proprio circolo di appartenenza, a partire dalla semplificazione della procedura di iscrizione che sarà possibile finalizzare direttamente dal cellulare. Sarà poi possibile consultare tutte le attività Arci a Torino, conoscere Circoli e iniziative attive in tutti i quartieri della città, votare alle assemblee, prenotarsi, rispondere a call to action per il volontariato attivo. A tutti gli effetti, grazie ad Arci Torino, nasce a Torino la prima card app che promuoverà la cultura e la partecipazione civica e democratica: una svolta digital. La storica carta non andrà però in pensione: affiancherà l’app. Storia e innovazione, insomma, si incrociano da sempre nei circoli.

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I dati del Congresso Torinese 

Hanno partecipato al congresso e ai 3 gruppi di lavoro 151 delegati, per 137 circoli.

Documento programmatico: per la stesura si sono tenuti 4 riunioni del Consiglio Direttivo e 8 gruppi di lavoro ai quali hanno partecipato attivamente 41 circoli.

Arci è presente in 8 comuni su 9 sopra i 15mila abitanti.

Eventi culturali organizzati da circoli: 2017 (3706), 2020 (4227) eventi.

Nei consigli direttivi dei circoli sostanziale parità di genere (48% donne, 52% uomini).

Consiglio Direttivo ARCI Torino eletto è composto da 23 persone, 12 donne e 11 uomini.

Pranzo a Mille: una domenica di speranza

Le uova sono sempre state il simbolo della rinascita, la farina l’augurio di abbondanza, e le erbe dei campi e degli orti l’annuncio della primavera. Questi sono tra gli ingredienti più cucinati dai “cuochi di speranza” per preparare i loro piatti destinati al “Pranzo a Mille” delivery di domenica 11 aprile 2021, organizzato dal Banco Alimentare del Piemonte.

Scorrendo i menù dei 28 ristoranti coinvolti in questa straordinaria brigata di cucina, troviamo: lasagne vegetariane, cannelloni di magro, timballi di riso con verdure primaverili, frittate di erbe spontanee, rabaton (gnocchi vegetali) con ortiche, la zuppa di enkir (un antico cereale) con carciofi al pesto, interpretazioni della parmigiana di melanzane o della torta pasqualina. Sono tutti piatti senza carni di vitello, suino, ovini o volatili, per rispettare le tradizioni culinarie e religiose delle famiglie a cui sono destinati i box solidali, mentre il pescato è presente con pietanze di baccalà in varie versioni, filetti di trota, seppie, sugarello, polpi. Per finire, come dessert trionfano tiramisù e i più “piemontesi” bônet, panna cotta e creme caramel, per lasciare spazio alle piccole golosità dei cioccolatieri torinesi.

Tutto è ormai pronto per la grande operazione di solidarietà di domenica. Sarà possibile seguirla con una diretta Facebook attraverso la pagina del Banco Alimentare del Piemonte dalle ore 10.00 alle ore 12.30: https://www.facebook.com/BAlimentareTo/live/

Anche Cesare Nosiglia, Arcivescono di Torino, ha voluto partecipare al Pranzo a Mille: alle 12.30 consegnerà i pasti ad alcune famiglie indigenti, presso la struttura delle Suore Albertine in via Carrera 55 a Torino.

CHE COSA SUCCEDE DOMENICA 11 APRILE, DALLE ORE 10.30
Ogni ristorante domenica mattina prepara 40 pasti, di tre portate ciascuno (primo, secondo e dessert) che verranno recapitati a 10 famiglie; e poiché i ristoranti sono cresciuti, le persone indigenti “servite” in questa ideale tavolata della domenica saranno 1120 per un totale di 3360 piatti, racchiusi in 250 box. Questi box saranno ritirati dai volontari del Banco Alimentare e consegnati a casa delle famiglie in difficoltà

Inoltre ogni famiglia riceverà una borsa arancione di doni che contiene:
– una bottiglia di vino
– un sacchetto di gianduiotti, uno di ovetti, e una mini-colomba
– un pacchetto di caffè Lavazza Tierra Bio
– un libro regalato da vari editori locali: Add Editore S.r.l, Casa Editrice Scritturapura, Daniela Piazza Editore e Spunto Edizioni
– una piantina di fiori per il centro tavola
– una tovaglietta per rallegrare il pranzo domenicale

CURIOSITA’ SU CHEF E RISTORANTI
Qualche curiosità sugli chef, che domenica, consegneranno i box con le loro prelibatezze al piccolo esercito di volontari che li consegnerà alle 250 famiglie in difficoltà segnalate da associazioni, parrocchie, enti caritatevoli.

Nella brigata di “cuochi di speranza” hanno acceso i fornelli le quattro cucine dei ristoranti più antichi di Torino:
– Tre Galline, via Bellezia 37, che fin dal 1592 era in attività come locanda
– Del Cambio, piazza Carignano 2, dal 1757
– Albergo Ristorante San Giors, via Borgo Dora 3, dal 1815
– Ristorante Monferrato, via Monferrato 6, dal 1820

Inoltre è rappresentata anche la “modernità” multietnica, con tre cuochi di origini straniere da tempo ben integrati a Torino:
– chef Liviu Ceoflec, romeno, del ristorante Bricks
– chef Silvia Ling, cinese, del ristorante Zheng Yang
– chef Alexander Robles, peruviano, del ristorante Carlina

Ci sono dieci chef stellati, e anche due con la nuova “stella Verde” Michelin, attenti all’ambiente che preparano i loro piatti con ingredienti del loro orto: Mariangela Susigan del ristorante Gardenia di Caluso e Igor Macchia del ristorante Casa Format di Orbassano. Mariangela Susigan e Igor Macchia hanno partecipato anche alla prima “Cena a mille” del 28 dicembre 2011 (dieci anni fa) al Pala Isozaki.

CIOCCOLATO E GRISSINI
Sono circa 110 tra ovetti e gianduiotti, i chili donati da 14 tra cioccolatieri e aziende: così ognuno dei mille partecipanti al Pranzo A Mille avrà anche circa 100 grammi di buon Cibo degli Dei. Inoltre La Perla di Torino, Sergio Arzilli, ha regalato 220 mini-colombe pasquali.
In totale i Maestri del Gusto, con i cioccolatieri, che hanno aderito all’evento sono ben otto: Davide Appendino, Boella & Sorrisi, Bottega Storica Odilla Bastoni, Guido Castagna, Guido Gobino, La Perla, Piemônt Cioccolato e Prodotti Gianduja.
I grissini sono arrivati freschi  preparati e cotti appositamente dal Maestro del Gusto Rudy Marangon di AgriBiscotto, Pianezza.

I COMMENTI DEL PRESIDENTE SALVATORE COLLARINO E DI CLARA E GIGI PADOVANI
“In questo anno così complicato – commenta Salvatore Collarino, presidente del Banco Alimentare del Piemonte – abbiamo capito che la solidarietà si deve reinventare, ogni giorno, per non fermarsi. Mai. Così, anche in un momento difficile come questo, con un’emergenza sanitaria che perdura, abbiamo deciso di dare vita a un’iniziativa che, attraverso la solidarietà, porti uno sguardo di speranza sul domani: il Pranzo a Mille. Come è certo che la pandemia avrà ancora infatti un impatto considerevole sul nostro territorio, siamo anche sicuri che la solidarietà sia un’insostituibile risorsa che, grazie al sostegno e all’impegno di chi la alimenta, può superare ogni ostacolo. Al di là di qualsiasi aspettativa.
Un ringraziamento profondo e sentito va a Clara e Gigi Padovani, food writer e gastronomi, che hanno “arruolato” chef, artigiani, cantine aiutandoci a rendere possibile tutto questo”.

Clara e Gigi Padovani: “Mentre si moltiplicano in Italia le giuste proteste dei ristoratori per le lunghe chiusure a causa della pandemia, nonostante abbiano tutti investito in sicurezza rispettando le norme anti-Covid19 previste dalla legge, con il Pranzo a Mille da Torino, da questi trenta cuochi di speranza, parte un messaggio positivo: accendono i fornelli per gli ultimi, per chi è più in difficoltà di loro. Ed è un segnale per dichiarare che “ci sono”, “aprono per gli altri” e sono pronti a ripartire. Perché ci siamo dedicati a questo progetto, da critici gastronomici e food writer? Siamo stati contattati a metà gennaio di quest’anno dal Presidente del Banco Alimentare del Piemonte, per il quale siamo volontari. Sulle prime, ci sembrava un’idea bellissima, ma di non facile realizzazione, considerata la pandemia in corso. Non ci siamo persi d’animo, abbiamo lavorato per tre mesi, ed è stata una esperienza entusiasmante. Infatti i ristoranti, gli artigiani, le aziende hanno aderito spontaneamente con un passa-parola che ha fatto moltiplicare i ristoranti, da una decina prevista all’inizio agli attuali 28. E molti di questi locali, chiusi da settimane purtroppo per la pandemia, apriranno i battenti per questo Pranzo a Mille e stanno facendo la spesa per l’evento. Tutto ciò ci riempie di speranza in questi giorni difficili”.

BANCO ALIMENTARE DEL PIEMONTE
Il Banco Alimentare del Piemonte è un’organizzazione di volontariato, fondata nel 1993, attiva a livello regionale nel recupero di eccedenze dalla filiera agroalimentare (industrie, grande distribuzione organizzata, ristorazione collettiva) e nella loro redistribuzione agli indigenti attraverso strutture caritative convenzionate sul territorio. Banco Alimentare del Piemonte ha la sua sede centrale a Moncalieri e dispone di quattro magazzini decentrati ad Asti, Novara, Fossano e Biella.
Nella nostra regione, il Banco Alimentare del Piemonte sostiene e aiuta, tramite l’azione di 605 strutture caritative, 111.249 persone in difficoltà, 38.081 solo a Torino, attraverso l’impegno quotidiano di 180 volontari che hanno reso possibile nel 2020 la distribuzione di 7.641 tonnellate di prodotti alimentari circa il 12% in più rispetto al 2019, equivalenti a una colonna di 500 tir da Piazza Castello a Moncalieri.

Torino: controllo straordinario del territorio nel quartiere Aurora

Sequestrati complessivamente 80 grammi di sostanza stupefacente

 

Mercoledì pomeriggio gli agenti del Commissariato “Dora Vanchiglia” hanno effettuato un controllo straordinario del territorio nell’area di competenza. L’attività ha interessato principalmente le aree di Lungo Dora Savona angolo via La Salle e fronte giardini Schiapparelli nonché l’area di Lungo Dora Agrigento angolo piazza Borgo Dora. Durante il primo controllo, l’Unità Cinofila ha fiutato nella vegetazione lungo l’argine del fiume, nei pressi di alcune panchine, 27 grammi di marijuana, lo stupefacente è stato sequestrato a carico di ignoti. Gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine che hanno coadiuvato l’attività di controllo, hanno fermato un auto con a bordo 4 persone, all’interno del veicolo è stato rinvenuto un cubetto di hashish pari a 11 grammi. Lo stupefacente è stato sequestrato a carico del conducente, quest’ultimo è stato anche sanzionato amministrativamente per la detenzione della droga. La maggiore quantità di sostanza stupefacente è stata invece rinvenuta nello zaino di un cittadino senegalese che è stato notato nei pressi del Sermig. Questo deteneva 42 grammi di marijuana suddivisi in bustine termosaldate. L’uomo, con precedenti specifici, è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

La Mole in rosso. E’ la Giornata Nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti 

11 Aprile   TORINO, LA MOLE, LE MOLINETTE E L’UNIVERSITA’ TINTE DI ROSSO PER UNA NOTTE PER “ACCENDERE L’ATTENZIONE” SULLA DONAZIONE E IL TRAPIANTO. #AFFACCIATIALLAFINESTRASCATTAEPOSTA

 

La sera di domenica 11 Aprile (dalle 21:00 alle 24:00) verranno illuminati il monumento icona di Torino, l’ospedale simbolo dell’attività di trapianto e la sede dell’Università di Torino per dar luce alla campagna di sensibilizzazione alla donazione di organi e tessuti. Scegliere di diventare donatore è un gesto che dà speranza agli 8.500 pazienti in attesa di un trapianto. Fondazione D.O.T. (Donazione Organi e Trapianti) e i Suoi 5 soci fondatori invitano a un flash mob in rete i cittadini torinesi scattando una foto della Mole, delle Molinette e dell’Università illuminate e postandola sulle proprie pagine social. All’iniziativa di sensibilizzazione si uniscono Peyrano, la prestigiosa cioccolateria torinese, e la squadra di calcio del Torino FC 

 

 #Affacciatiallafinestrascattaposta. È l’invito di Torino, ‘capitale’ italiana per i Trapianti in occasione della Giornata Nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti che, quest’anno, ricorre l’11 AprileDomenica sera, dalle 21:00 alle 24:00, il monumento icona della città – la Mole Antonelliana –, il luogo simbolo per l’attività di trapianto, l’ospedale Molinette e la sede dell’Università degli Studi di Torino, il Rettorato di Via Po, si illumineranno di rosso, con l’intento di ‘accendere’ l’attenzione dei cittadini (e auspicabilmente di tutta la popolazione nazionale), all’importanza alla donazione, ovvero sensibilizzando a esprimere la propria volontà di donare gli organi alla propria morte. L’intento è generare un flash mob che attraverso la rete, i canali social (prevalentemente Facebook), da Nord a Sud renda uniti e solidali alla volontà di donare, postando una foto dell’Università e delle Molinette tinte di rosso e della Mole nella sua veste inedita ‘in rosso’ con un cuore impacchettato con un fiocco bianco, ‘icona’ scelta dalla Regione Piemonte per simboleggiare la donazione, da condividere con i propri contatti.

«L’intento di questa iniziativa – spiega il Professor Antonio Amoroso, Coordinatore del Centro Regionale Trapianti della Regione Piemonte, e rappresentante di Fondazione D.O.T. (Donazione Organi e Trapianti) – è ‘rendere visibile’ a tutti i torinesi l’importanza di prendere una posizione positiva, ovvero esprimere la volontà alla donazione dei propri organi dopo la morte. Intorno ai trapianti c’è un atteggiamento favorevole e una percezione di gratitudine da parte dei cittadini, che avvertono come essi rappresentino una nuova possibilità di vita per coloro che non ne avrebbero. Ma i trapianti sono possibili solo se ci sono i donatori. Occorre sensibilizzare i cittadini e diffondere conoscenza su questa tematica, ancora poco meditata o verso cui si hanno falsi timori».

Ad oggi in Italia è ancora forte il divario fra il numero dei donatori, 1300 nel 2020, e il numero dei pazienti in attesa di trapianto, quasi 8500. La scarsità di organi disponibili rende ‘difficoltoso’ il sistema donazioni-trapianti, eccellenza della Sanità italiana e piemontese: presso Le Molinette, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino,  si eseguono nell’arco di un anno il maggior numero di trapianti d’organo d’Italia, in virtù di un sistema che fa rete: dalle Rianimazioni ai centri di Trapianto, sotto il coordinamento del Centro Regionale Trapianti e del Coordinamento delle donazioni e dei Prelievi; e grazie ai donatori e ai loro familiari, ai donatori di sangue, alle Associazioni di Volontariato (AIDO, AITF, ANED, ACTI, TPA), e a tutti i professionisti coinvolti nella rete di donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule della Regione Piemonte e Valle d’Aosta. «Sviluppare una sensibilizzazione e un’informazione corretta nei confronti della donazione di organi tessuti e cellule – spiega il Presidente di AIDO Piemonte, Valter Mione – è il compito a cui aderisce ciascun volontario AIDO. È proprio questa costante attività che permette di creare un tessuto di solidarietà orientato ad un Si consapevole verso la donazione a supporto del sistema sanitario».

«Il modo più semplice per esprimersi– aggiunge ancora Anna Guermani, coordinatrice regionale delle donazioni e dei prelievi – è al momento del rinnovo della carta di identità all’anagrafe».

L’iniziativa di ‘dar luce’ alla donazione è condivisa anche dagli altri Soci di Fondazione D.O.T.: AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Città di Torino, Politecnico di Torino, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino. 

«La Città di Torino – dichiara la Sindaca, Chiara Appendino – è lieta di sostenere la Giornata Nazionale della Donazione di Organi e Trapianti, con profondo riconoscimento alla Fondazione DOT Onlus per l’impegno profuso. La donazione di organi è un immenso gesto di altruismo nei confronti della comunità. Sebbene nel corso degli anni –  grazie all’impegno delle Istituzioni e di realtà come Fondazione D.O.T. – si sia diffusa una maggiore consapevolezza circa i benefici di queste pratiche, è importante fare ancora di più. Con la donazione degli organi, salvare vite è possibile. Grazie a tutte e tutti coloro che si impegnano su questo fronte».

«Città della Salute di Torino – ricorda il Direttore generale, Giovanni La Valle – è l’Azienda in Italia che esegue il maggior numero di trapianti, primato che da anni la porta alla ribalta per questa medicina così avanzata. Occorre che tutta l’azienda sia in grado di svolgere al meglio le numerose attività che consentono alla fine l’esecuzione di un trapianto. E’ indubbio che questo primato si poggia su una rete regionale efficiente e sensibile di ospedali e di professionisti che segnalano i potenziali donatori: a questi ultimi ed ai loro familiari dobbiamo riconoscenza e gratitudine».

«Siamo felici di partecipare a questa lodevole iniziativa per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della donazione – dichiara il Rettore, Stefano Geuna. E per “accendere l’attenzione” su un tema, che è fondamentale ancor più in una situazione di grande emergenza sanitaria come quella attuale, il palazzo del Rettorato si tingerà di rosso. Come Università di Torino offriamo il nostro contributo alla causa direttamente. Lo facciamo con i nostri medici impegnati negli interventi di trapianto. E lo facciamo con la ricerca scientifica e con l’attenzione quotidiana alla didattica».

Non è la sola iniziativa indetta a Torino per la settimana dedicata alla donazione (11-17 Aprile): Peyrano, prestigiosa cioccolateria torinese, ha offerto agli operatori che lavorano nel sistema donazione-trapianto dei cioccolatini ed ha creato un cuore di cioccolato ‘virtuale’, a edizione limitata, che gusteremo insieme sui social, impegnandosi inoltre a sostenere nel tempo altre attività solidali e di sensibilizzazione di Fondazione DOT. Mentre la squadra di calcio del Torino FC, in occasione della partita di campionato di sabato 10 Aprile, ‘condividerà’ il proprio sostegno a Fondazione DOT nella campagna di sensibilizzazione alla donazione. Ogni iniziativa sarà resa nota e rilanciata sui canali social di Fondazione D.O.T: condividila anche tu.

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La Fondazione D.O.T. è stata costituita nel 2017 ed il suo scopo è l’attuazione di iniziative del più alto interesse sociale per la promozione ed il sostegno della ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e per la promozione della cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. La Fondazione D.O.T. è composta da una ‘squadra’ di Istituzioni e Enti uniti e solidali al conseguimento della sua “mission”, ed è costituita da 5 soci fondatori: AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Città di Torino, Politecnico di Torino, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino. 

Nuovi centri vaccinali anti-Covid a Volpiano e San Benigno Canavese

In campo Comuni, medici di medicina generale e volontari

Sabato 10 aprile a Volpiano sono entrati in funzione due centri vaccinali locali, nella sala polivalente e nel salone parrocchiale, gestiti attraverso i medici di medicina generale di Volpiano e San Benigno Canavese; un terzo punto è operativo a Villa Volpini a San Benigno Canavese. L’iniziativa è frutto della richiesta, rivolta dai sindaci di Volpiano e San Benigno Canavese alla Asl TO4, di aprire dei punti decentrati nei quali i medici di base possano somministrare i vaccini anti-Covid ai propri assistiti, secondo le priorità stabilite dalla legge; in base alle dosi di vaccini consegnate ai medici l’iniziativa verrà prossimamente ripetuta.

Commenta il sindaco di Volpiano Emanuele de Zuanne: «Ringrazio i medici di medicina generale di Volpiano e San Benigno Canavese che si sono resi disponibili per iniziare le vaccinazioni e venire incontro alle persone più a rischio, evitando loro di doversi recare nei centri organizzati dalla Asl più distanti. Ringrazio la polizia municipale, i volontari della Protezione Civile e dell’Associazione nazionale carabinieri, la Croce Bianca, il personale sanitario che si è reso disponibile ad affiancare i colleghi, il parroco don Claudio Bertero per la disponibilità del salone parrocchiale; sono soddisfatto del lavoro di squadra che è stato fatto su un’attività che rende evidente il concetto di prossimità e consente di attuare un servizio vicino alla popolazione».

Nuovo contrordine: Torino arancione già da lunedì

LA PROVINCIA DI TORINO ARANCIONE DA LUNEDÌ COME IL RESTO DEL PIEMONTE E QUELLA DI CUNEO DA MERCOLEDÌ  

L’incidenza è già scesa sotto la soglia di allerta per il Torinese e prima del 14 aprile lo sarà anche nel Cuneese

Da lunedì 12 aprile la provincia di Torino passerà in zona arancione come il resto del Piemonte, mentre per la provincia di Cuneo la misura scatterà da mercoledì 14 aprile, alla luce del nuovo decreto che per i territori con una incidenza superiore a 250 casi su 100 mila abitanti prevede misure più restrittive fino al rientro sotto la soglia di allerta.

La conferma è arrivata oggi durante la riunione convocata dalla Regione con gli epidemiologi e gli esperti dell’Unità di crisi.
L’analisi tecnica dell’andamento epidemiologico indica che il valore dell’incidenza, ovvero il numero di persone contagiate su 100 mila abitanti, è già sceso in queste ore sotto la soglia di allerta di 250 casi nella provincia di Torino (alla rilevazione di oggi 226.9) e lo stesso con elevata probabilità avverrà prima di mercoledì 14 aprile per la provincia di Cuneo (che al momento ha una incidenza di 261.6).

Dalla prossima settimana quindi in tutto il Piemonte saranno valide le misure della zona arancione: a partire da lunedì nelle province di Alessandria, Asti, Biella, Novara, Torino, Vercelli e Vco, e a partire da mercoledì per la provincia di Cuneo, fermo restando la conferma dei dati che continuano ad essere monitorati quotidianamente.

Le scuole torneranno regolarmente in presenza a partire da lunedì 12 aprile, al 100% fino alla terza media e al 50% per le superiori in tutto il Piemonte, ad eccezione della provincia di Cuneo dove – permanendo la zona rossa – lunedì e martedì la scuola sarà in presenza fino alla prima media e in dad dalla seconda media in su, per uniformarsi poi da mercoledì alle regole della zona arancione, come nel resto del territorio regionale (cioè in presenza fino alla terza media e in dad al 50% per le superiori).

La relazione è stata già trasmessa dalla Regione al ministro della Salute Roberto Speranza.

“Il ritorno in zona arancione è un segnale importante e anche i dati della pressione ospedaliera mostrano finalmente una progressiva riduzione dei ricoveri sia in terapia intensiva che in degenza ordinaria – sottolineano  il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi -. Ma il numero complessivo dei contagi e dei ricoveri resta comunque alto, così come lo sono drammaticamente le vite e gli affetti che il Covid si sta portando via. Per cui oggi più che mai riaprire non significa abbassare il nostro livello di attenzione e prudenza, ma al contrario alzarlo ancor di più”.

Il bollettino Covid di sabato 10 aprile

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.00

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 1.267 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 124 dopo test antigenico), pari al 4,4% dei 28.927 tamponi eseguiti, di cui 19.183 antigenici. Dei 1.267 nuovi casi, gli asintomatici sono 534 (42,1%).

I casi sono così ripartiti: 142 screening, 821 contatti di caso, 304 con indagine in corso; per ambito: 12 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 85 scolastico, 1.170 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 329.232 così suddivisi su base provinciale: 26.613 Alessandria, 15.957 Asti, 10.122 Biella, 46.882 Cuneo, 25.471 Novara, 176.214 Torino, 12.354 Vercelli, 11.808 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.404 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.407 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 324 (5 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 3.633 (73 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 24.716

I tamponi diagnostici finora processati sono 3.978.062 (+28.927 rispetto a ieri), di cui 1.406.015 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 10.647

Sono 22 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 1 verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 10.647 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.497 Alessandria, 655 Asti, 399 Biella, 1.296 Cuneo, 874 Novara, 5.007 Torino, 482 Vercelli, 347 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 90 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

289.912 GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 289.912 (+2.255 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 23.616 Alessandria, 14.069 Asti,9.020Biella, 40.423 Cuneo, 22.544 Novara, 155.082 Torino, 10.948 Vercelli, 10.791 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.276 extraregione e 2.143 in fase di definizione.

Il lockdown riduce il numero di reati (ma non gli omicidi)

Emergenza Covid  e lockdown hanno fatto diminuire i reati commessi a Torino. Nel  169esimo anniversario dalla fondazione della Polizia di Stato, la Questura fa il bilancio della propria attività.

In tutto i reati commessi tra il 15 marzo 2020 e 15 marzo 2021 sono stati 92.163, invece nello stesso periodo dell’anno precedente erano stati 114.902: il calo è  -19,79%. In particolare  (76%) si tratta di reati contro il patrimonio, mentre quelli contro la persona sono il 6%.  Il questore Giuseppe De Matteis, parla di un “calo significativo” in corrispondenza dei vari lockdown. La diminuzione maggiore riguarda i delitti contro il patrimonio: dagli 88.790 dello scorso anno sono passati al 70.089 (-21,06%). In calo anche  furti (33.308) e rapine (992), ma salgono truffe e frodi informatiche (13,748) e  le estorsioni (407). Meno scippi (797), borseggi (5.703), furti in casa (5.283) e di auto (2.809).  Notevole il calo dei borseggi rispetto all’anno precedente (10.116) ovvero -43,62%. Anche le rapine scendono del 25,80%.
Meno anche le  persone denunciate e arrestate: 10.465 quest’anno (contro  12.141), quasi tremila le persone arrestate (2.995, l’anno scorso erano 3.373).  Da registrare l’ aumento di omicidi volontari – dai 17 quest’anno ai 12 dell’anno scorso e di omicidi colposi (45) – ma scendono i tentati omicidi (32) e le violenze sessuali (da 223 a 168).

Torino. Controlli anti Covid dei carabinieri, 34 persone sanzionate 

Torino, 10 aprile. Nell’ambito dei servizi di controllo disposti dal Comando Provinciale per verificare il rispetto delle norme anti-covid, i militari dell’Arma hanno sanzionato 34 persone.

In particolare a Chivasso, i carabinieri della locale Compagnia hanno identificato e sanzionato 32 persone che in più occasioni hanno consumato all’interno di un bar del luogo, in contrasto con le attuali misure di restrizione finalizzate a contrastare la pandemia in atto. La titolare dell’esercizio commerciale è stata già più volte multata e per tale motivo è stata richiesta la sospensione della licenza commerciale alla Prefettura.
A Chieri, in piazza Duomo, i militari della locale Stazione hanno controllato un’attività di parrucchiere che nonostante la zona rossa era aperta con all’interno un cliente, che è stato sanzionato unitamente al titolare del salone.