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Il bollettino Covid di giovedì 6 maggio: i dati di Torino e del Piemonte

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 903 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 66 dopo test antigenico), pari al 4,1di 22.010 tamponi eseguiti, di cui 11.641 antigenici. Dei 903 nuovi casi, gli asintomatici sono 337 (37,3%).

I casi sono così ripartiti: 88 screening, 547 contatti di caso, 268 con indagine in corso: per ambito: 10 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 143 scolastico, 750 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 353.835 così suddivisi su base provinciale: 28.524 Alessandria, 16.954 Asti, 10.946  Biella, 50.932 Cuneo, 27.208 Novara, 189.657 Torino, 13.117 Vercelli, 12.536 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.464 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.497 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 162 (- 13 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 1820 (– 76 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 12.075

I tamponi diagnostici finora processati sono 4.488.031 (+22.010 rispetto a ieri), di cui 1.526.358 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO  11.370

Sono 18 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 11.370 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.539 Alessandria, 695 Asti, 422 Biella, 1.408 Cuneo, 930 Novara, 5.413 Torino, 505 Vercelli, 365 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 93 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

328.408 GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 328.408 (+1194 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 26.139 Alessandria, 15.837 Asti, 9.955 Biella, 47.163 Cuneo, 25.397 Novara, 176.332 Torino, 12.185 Vercelli, 11.717 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.360 extraregione e 2.323 in fase di definizione.

Villa Glicini, avviso di sfratto: la storia (purtroppo) si ripete e il Valentino è sempre più abbandonato

A cura di: lineaitaliapiemonte.it

Di Guglielmo Del Pero *

Vale la pena sacrificare la sicurezza dei cittadini e la possibilità di utilizzare il Parco dalla mattina a notte fonda, lasciando che il senso di degrado e abbandono diventino il biglietto da visita di uno dei più bei luoghi d’Europa, abbandonare al loro destino gestori di attività commerciali che avevano fatto ingenti investimenti, posti di lavoro persi in una situazione economica già di per sé difficile, attività sportive gettate nella più totale incertezza del proprio futuro? A nostro modo di vedere sarebbe stato possibile intervenire diversamente. Invece si privano i torinesi di uno spazio storico per svolgere l’attività di scherma, costringendo tra l’altro molti bambini a trovare un’alternativa per l’estate ragazzi…

… continua a leggere:   VILLA GLICINI, AVVISO DI SFRATTO

 

* segretario PLI Torino

Torino riparte con Palazzo Arsenale. Inaugurato il cortile restaurato e presentata l’opera monografica

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Il Palazzo sarà aperto al pubblico con visite guidate.

Dopo un anno di lavori che hanno portato al rifacimento della pavimentazione con preziosa pietra “Luserna” e ad un nuovo sistema di illuminazione, è stato inaugurato stamattina il cortile di Palazzo Arsenale, imponente e maestoso, ed è stato presentato il libro che ne raccoglie la storia, le vicende e le curiosità. La cerimonia è avvenuta alla presenza di Autorità Civili, Militari e Religiose in aderenza alle norme anti-Covid 19.

Il progetto di restauro e valorizzazione, avvenuto in un ottica di riqualificazione ambientale, è stato possibile grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, di Intesa Sanpaolo e della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, che ne ha anche coordinato i lavori, e sotto la supervisione della Soprintendenza competente.

Il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, ha ringraziato gli Enti contributori per il decisivo apporto nel preservare la sede che ospita l’Istituto di Formazione Militare, che costituisce un’eredità culturale e storica per lacittà di Torino.

Nel 2018, è stato dato ulteriore impulso alla già stretta collaborazione tra i due Enti, tramite il Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, Dott. Alberto Anfossi ed il Capo di Stato Maggiore dell’Istituto di Formazione, Generale di Brigata Roberto De Masi  è stato sviluppato il progetto che ha portato al  rifacimento e alla  valorizzazione del Cortile d’Onore ed alla realizzazione dell’opera editoriale dal titolo “PALAZZO  ARSENALE:  tradizione, modernità e futuro” con le belle immagini dell’Architetto Pino Dell’Aquila.

Nel corso della cerimonia il Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Prof. Francesco Profumo ha sottolineato come, dal 1563, la fondazione si prenda cura del patrimonio culturale del territorio, a favore del bene comune, e perché anche le generazioni future possano beneficiare di questa ricchezza. Ha aggiunto poi come Palazzo ex Arsenale sia uno dei più imponenti edifici torinesi, unica testimonianza rimasta del complesso infrastrutturale “Regio Arsenale”, di cui costituiva il cuore e la cui erezione settecentesca, ispirata a planimetrie juvarriane, si è protratta per anni.

Il Presidente di Banca Intesa Sanpaolo, Prof. Gian Maria Gros-Pietro, ha commentato: “Il nostro contributo alla restituzione di questo luogo storico e artistico è un’ulteriore testimonianza dell’attenzione che la Banca rivolge alla promozione del patrimonio culturale e conferma la centralità del legame di Intesa Sanpaolo con Torino.

Il Presidente della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Dott. Giorgio Marsiaj ha proseguito affermando: “Il tempo che stiamo vivendo ci mette di fronte a sfide di portata storica: è evidente che sono le alleanze e il fare sistema che possono portare i migliori risultati. Vogliamo contribuire a diffondere sapere e bellezza nella consapevolezza che la cultura è leva economica di sviluppo e volano di inclusione sociale”.

Durante la cerimonia nel presentare il libro, il Prof. Walter Barberis, storico, docente universitario, Presidente della Giulio Einaudi Editore e curatore del testo, ha osservatocome ”La Scuola di alta formazione degli Ufficiali, prima piemontesi poi italiani, fin dai suoi esordi, si è illustrata per la qualità scientifica dei suoi insegnanti e la severa selezione dei suoi allievi. Oggi come ieri, rimane uno degli Istituti più reputati a livello internazionale, orgoglio di Torino e dell’Italia

Maria La Barbera 

Dal 7 maggio è prevista l’apertura al pubblico del Cortile d’Onore da via Arsenale 22 mercoledì, sabato e domenica con orario 18.00 – 20.00

Ingresso libero.

Al via “Cantiere Candiolo”: nuovi spazi per la Cura e la Ricerca

LA RICERCA E LA CURA NON SI FERMANO  Al via “Cantiere Candiolo”: nuovi spazi per la Cura e la Ricerca, a disposizione di medici, ricercatori e pazienti. Tra i primi interventi: un nuovo servizio di Hospice, nuovi laboratori e la Centrale rifiuti. Previsto un investimento di 100 milioni di euro nei prossimi anni.

5 maggio, Candiolo (Torino) – L’emergenza Covid non ha fermato le attività e i piani di sviluppo dell’Istituto di Candiolo-IRCCS. La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha avviato i lavori del nuovo importante ampliamento del centro oncologico per mettere a disposizione di medici, ricercatori e pazienti ulteriori spazi e una più alta qualità di cura e di ricerca. In questa ottica nei prossimi anni la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro interverrà per sviluppare ulteriormente l’Istituto di Candiolo IRCCS con l’obiettivo di curare sempre più persone e meglio: prende vita il progetto di ampliamento degli attuali spazi, che si articolerà sia attraverso un’evoluzione degli edifici già esistenti che la costruzione di nuove strutture.
L’Istituto di Candiolo IRCCS, centro specializzato nel trattamento delle patologie oncologiche in cui si distinguono due anime – Assistenza Sanitaria e Ricerca Scientifica – negli ultimi anni ha infatti dato inizio a un processo di trasformazione finalizzato a qualificarsi sempre più come centro oncologico di riferimento. Per questo ha quindi ampliato la tipologia di patologie tumorali trattate e, contemporaneamente, specializzato i servizi e le prestazioni offerte ai pazienti.
Il progetto complessivo prevede infatti un ampliamento di 26 mila metri quadrati, che vanno ad aggiungersi ai 56 mila esistenti, e un investimento di circa 100 milioni di euro nei prossimi anni. I primi interventi riguardano il nuovo servizio di Hospice “Monviso” per accogliere i pazienti oncologici, nuovi laboratori per ospitare ricercatori clinici provenienti dalle più importanti strutture internazionali, come già avvenuto con Karolinska Institutet di Stoccolma e The Royal Marsden Hospital di Londra, e come a breve avverrà con importanti gruppi di ricerca internazionale dalla Germania e da Shanghai.
A seguire, sono previsti una Biobanca per conservare i tessuti in un’ottica di future terapie oncologiche, la Protonterapia (avanzata forma di Radioterapia), un Poliambulatorio, nuovi spazi dedicati alla formazione, alla didattica e a servizi di foresteria. Verrà, inoltre, realizzato il nuovo “DEP” Centro di stoccaggio e differenziazione dei rifiuti sanitari e, in un’ottica di efficientamento, un nuovo sistema per fornire energia all’Istituto.
“L’inizio dei lavori – commenta il Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Allegra Agnelli – coincide con un importante anniversario, i nostri 35 anni di attività. È il segno evidente che in questo arco di tempo non è mai mancata la straordinaria generosità dei nostri donatori: tre milioni di sostenitori che dal 1986 ad oggi ci hanno permesso di fare un lungo percorso. Le donazioni di cittadini, enti, aziende, istituzioni e l’impegno di medici, ricercatori, infermieri e tecnici hanno consentito di raggiungere traguardi molto importanti e di fare di Candiolo un Centro oncologico di rilievo internazionale. Solo grazie a loro, oggi, possiamo disegnare un nuovo futuro per la ricerca e la cura del cancro”.
“Accogliamo con entusiasmo e riconoscenza – dice l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, presente alla cerimonia di avvio dei lavori, insieme con il sindaco di Candiolo Stefano Boccardo – il nuovo ed importante potenziamento dell’Istituto di Candiolo. La biobanca e la protonterapia, come il nuovo hospice e l’ampliamento degli spazi di cura, sono orizzonti di grande rilevanza che qui troveranno la loro naturale collocazione, in un contesto di ricerca e assistenza di altissima specializzazione. Insieme ai costruendi parchi della Salute di Torino e Novara e alla riqualificazione di molti ospedali territoriali, Torino e il Piemonte si apprestano a vivere una intensa stagione di sviluppo delle strutture sanitarie. A Candiolo, come in tutto il Piemonte, il cantiere della Salute non si è arreso alla pandemia e procede a grandi passi verso il futuro dell’assistenza sanitaria. L’esperienza vissuta nell’emergenza di questi mesi ha ribadito che la capacità di fare sistema, tra Sanità pubblica e privata, è l’arma con le migliori potenzialità”.

I primi interventi:

NASCE “MONVISO”: IL NUOVO SERVIZIO DI HOSPICE DEDICATO AI PAZIENTI ONCOLOGI DELL’ISTITUTO DI CANDIOLO IRCCS
L’Istituto di Candiolo-IRCCS, centro di riferimento regionale per la Terapia del Dolore in ambito oncologico, offrirà nuovi servizi dedicati ai pazienti attraverso una struttura di Hospice, lo spazio “Monviso”, che disporrà di 20 confortevoli camere singole con bagno e letto aggiuntivo per i familiari, una cucina e una sala libri. Competenza, dignità e umanizzazione delle cure per il paziente stesso e i propri familiari sono i principi che ispirano la nascita di questo servizio. Nel 2023 verrà inoltre realizzato all’esterno dell’Istituto un nuovo edificio interamente dedicato al servizio di Hospice: situato nella zona sud, garantirà ancora maggiore tranquillità ai pazienti e ai familiari attraverso luminosità, spazi verdi e tranquillità.

“LAB EST”: NUOVI SPAZI PER LA RICERCA
L’area dedicata ai nuovi laboratori, che si estenderà su 3mila metri quadrati, sorgerà sul fianco est dell’Istituto. Il nuovo edificio si svilupperà su tre piani in cui troveranno posto laboratori dotati di tecnologie d’avanguardia. I ricercatori avranno così a disposizione nuovi e moderni spazi nei quali potranno lavorare alla messa a punto di nuove soluzioni farmacologiche, elaborate e testate su linee di cellule tumorali create per le attività di laboratorio, insieme a ulteriori spazi dedicati a diagnostica per immagini.
“Per Istituti di ricerca oncologica di alto livello come il nostro – commenta il Direttore Scientifico, Anna Sapino – è fondamentale disporre di strutture e strumentazioni all’avanguardia, e questo nuovo importante investimento fatto dalla Fondazione ci consente di lavorare su progetti di ricerca sempre più ambiziosi per approfondire lo studio della causa dei tumori e sviluppare diagnosi e terapie innovative”.

“DEP”: NUOVA VITA AI RIFIUTI
La gestione dei rifiuti da attività sanitarie (ospedali, laboratori e centri di ricerca) rappresenta un problema igienico-ambientale rilevante. A Candiolo particolare attenzione viene posta alla gestione di questa tematica e proprio per elevare ancora di più i livelli di sicurezza e salubrità ambientale si amplia l’edificio di stoccaggio e differenziazione. Presso l’Istituto vi è un sistema organizzativo che individua percorsi dedicati per ogni tipologia di rifiuto prodotto per impedire la promiscuità dei flussi e garantire la sicurezza di operatori e pazienti.
La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus è stata costituita nel 1986 per offrire un contributo significativo alla sconfitta del cancro attraverso la realizzazione in Piemonte di un centro oncologico, l’Istituto di Candiolo (Torino), capace di coniugare la ricerca scientifica con la pratica clinica e di mettere a disposizione dei pazienti le migliori risorse umane e tecnologiche.
La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro si occupa di reperire le risorse economiche attraverso attività di raccolta fondi e organizza tutte le iniziative e le manifestazioni necessarie per raggiungere questo scopo.
L’Istituto di Candiolo è l’unico centro di ricerca e cura del cancro italiano realizzato esclusivamente attraverso il sostegno di oltre 300 mila donatori privati che, grazie alla loro generosità, ne hanno fatto un centro di rilievo internazionale. L’ Istituto di Candiolo è anche l’unico “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” del Piemonte, riconosciuto dal Ministero della Salute, a testimonianza delle importanti scoperte fatte e pubblicate sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali. È inserito nella Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e le sue prestazioni sono fornite in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale o in regime di libera professione. A Candiolo lavorano circa 800 persone tra medici, ricercatori italiani e internazionali, infermieri, personale amministrativo e tecnici.

 

 

Ma esiste un piano architettonico per i dehors?

LETTERA AL GIORNALE   Caro direttore, invio due foto che riprendono da prospettive diverse il pezzo di via Matteo Pescatore tra via Bava e Lungopo Cadorna. Le due immagini evidenziano l’anarchia architettonica derivante dall’ennesima liberalizzazione non gestita, quella dei dehors.

La scelta dell’Amministrazione comunale va, al solito, a vantaggio di una parte della realtà sociale della città. Aiutiamo pure con questa forma di Recovery Food, ma i residenti possono solamente assistere, subendo. Nessun coinvolgimento. Questa è la democrazia?

Aggiungerei però, a questo punto, una particolare critica estetica. Esisteva o esiste ancora quell’intelligente piano dei colori per tinteggiare gli stabili del centro di Torino? Forse sarebbe il caso di dare uniformità anche a queste nuove introduzioni nell’arredo cittadino? Si è pensato a un ventaglio di soluzioni possibili per creare un impatto meno violento  e irrazionale? Si è pensato di continuare la tradizione di eleganza di cui è nota Torino nel suo complesso?

Sembra invece che si ripeta la folle negazione del buon gusto di cui sono state vittime le coste della penisola. In questo caso non sarebbe così difficile fare ricorso alle tradizioni del design italiano, almeno che non si accetti che venga perpetrato un ennesimo stupro. Dovrebbe essere un compito della politica gestire la cosa pubblica, non un lasciar fare avendo come unico obiettivo quello di salvare un pezzo dell’economia. Non sarà positiva l’impressione che ne trarranno i turisti in visita a Torino con queste deturpazioni delle sue vie, anche se meno nobili. Credo che queste nuove realtà facciano parte di quella deriva cui non appartiene l’impegno di dare valore al vivere insieme in un ambiente gradevole.

Alessandro Rosa

L’arte di Andrea Sbra Perego per il cinquantesimo anniversario dello Studio Morabito

Erano gli anni Settanta quando nasceva lo Studio tributario Morabito, fondato dal ragioniere Domenico Morabito, iscritto all’ordine dei Dottori Commercialisti di Torino e ancor prima nel disciolto Collegio dei Ragionieri di Torino.

“Quest’anno – spiega l’avvocato Simone Morabito, che ha affiancato il padre dando così origine allo Studio Legale Tributario – ricorre il 6 maggio il cinquantesimo anniversario di iscrizione all’albo professionale di mio padre, fondatore dello Studio, che ancora oggi vi lavora assiduamente e ne è cardine.

Gli anni Settanta sono stati fondamentali per il settore tributario, con l’introduzione dell’Iva in particolare, in merito alla quale il ragionier Morabito ha cominciato la propria professione, dapprima con particolare attenzione al settore agricolo e vitivinicolo, poi anche commerciale e per il enti no profit.
In anni successivi lo Studio si sarebbe ampliato nel personale e nelle competenze con l’introduzione di nuovi dipartimenti, quali il diritto societario e quello relativo all’arte, per il quale lo Studio riveste expertise sia legale sia tributaria. Lo Studio inoltre svolge un’importantissima attività nel settore successorio”.
In cinquant’anni di storia, lo Studio Morabito offre una consulenza a 360 gradi per questioni di carattere tributario e legale tanto per questioni latu sensu patrimoniali quanto per gli operatori del mondo dell’arte, collezionisti, galleristi e case d’asta. Vanta una quindicina tra collaboratori e dipendenti. Accanto ai settori tributario e legale, lo Studio guarda al futuro avendo istituito un nuovo dipartimento relativo alle nuove tecnologie, affrontando la digitalizzazione, in ambito blockchain e cripto, e nel mondo dell’arte, per NFT (Non fungible-tokens), e opere d’arte digitali”.
“Lo Studio festeggia con l’arte le celebrazioni del cinquantesimo anniversario – aggiunge l’avvocato Simone Morabito – esponendo un’opera d’arte dell’artista bergamasco Andrea Sbra Perego. L’opera narra il passato, il presente, il futuro. Esattamente come il nostro Studio.


Le opere dell’artista bergamasco descrivono, infatti, lo stretto legame presente tra l’uomo e l’ambiente; egli ama “narrare il presente”, come lui stesso afferma , in quanto “narrare il presente è o dovrebbe essere il compito di ogni artista”. Nelle sue opere la figura umana viene spesso colta in interazione con il tessuto urbano”.
Per il cinquantesimo anniversario dello Studio Andrea Sbra Perego ha realizzato un quadro raffigurante piazza Statuto con il suo celebre obelisco, dove ha sede lo Studio, e i suoi componenti ritratti tra i passanti della piazza stessa. Una visione, questa, che coniuga con molta efficacia il passato dello studio Morabito con la sua tradizione, e con il presente, gettando un ponte verso il futuro.

Mara Martellotta

Mercato immobiliare, a Torino boom di compravendite concluse da single e separati

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L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato le compravendite realizzate attraverso le agenzie attive nelle grandi città italiane nel 2020. L’obiettivo è stato quello di stilare una classifica con le percentuali di acquisto da parte di single. La componente “single” è composta dalle compravendite concluse da single, divorziati, separati e vedovi.

Dalle analisi emerge che le prime tre città per compravendite di single sono Milano, Bologna e Torino, tre realtà in cui la popolazione single è cresciuta molto nel corso degli ultimi anni. Sono città con un’elevata attrattività lavorativa e la presenza di importanti atenei, con una forte prevalenza di studenti universitari e di lavoratori fuori sede che, quasi sempre, dopo un periodo in affitto acquistano l’abitazione.

Anche nel 2020 Milano si conferma la città con la percentuale più alta di acquisti da parte di single, arrivando al 46,5% sul totale delle compravendite. Si tratta di una quota in crescita rispetto al 2019 quando si fermava al 41,5%. Il capoluogo lombardo, durante l’anno della pandemia, ha registrato una perdita di abitanti ma le famiglie monocomponenti sono aumentate.

Al secondo posto si piazza Bologna con il 41,5%, sul podio anche Torino con il 38,9%.

Le grandi città del Nord primeggiano in questa classifica, eccezion fatta per Roma che si inserisce al quarto posto con il 37,6% di compravendite concluse da single. A seguire Genova, Verona e Firenze che evidenziano percentuali comprese tra il 37,0% ed il 34,9%.

Chiudono la lista tre città del Sud Italia: Bari con il 32,5%, Palermo con il 26,4% e Napoli, dove solo il 25,1% delle compravendite è stato concluso da acquirenti single e si nota una prevalenza di acquisti da parte di famiglie/coppie.

 

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

Dal messaggio sul telefono all’aggressione: denunciato per lesioni

Vittima refertata con 7 giorni di prognosi

Nei giorni scorsi un cittadino chiama il 112 NUE. E’ agitato, non motiva la richiesta d’intervento ma si limita ad indicare la sua posizione.

La volante del commissariato Barriera Nizza raggiunge il luogo indicato, trovando un uomo con il volto insanguinato ad attenderli. Alla richiesta dei poliziotti di fornire una spiegazione sull’origine delle ferite, quest’ultimo nicchia, riferendo una serie di motivazioni poco convincenti. Nel frattempo personale sanitario giunge sul posto per medicarlo.

Trascorsi alcuni istanti, l’uomo decide di raccontare quanto avvenuto precedentemente a casa del proprio compagno.

Tutto nasce da un messaggio che quest’ultimo riceve da parte di un loro conoscente, un contatto che ingelosisce il fidanzato. Nell’esprimere le sue rimostranze, la vittima viene colpita da una serie di pugni in pieno volto.

Al termine dell’aggressione, l’uomo abbandona l’abitazione. Non pago di quanto appena accaduto, il compagno lo raggiunge in strada, minacciando di rovinarlo chiamando la Polizia. A questo punto sarà invece la vittima a prendere coraggio ed allertare il 112 NUE.

Gli agenti del commissariato raggiungono l’abitazione del reo, trentaduenne sudamericano, e dopo una serie di accertamenti, lo denunciano per lesioni.

In seguito all’aggressione, l’uomo è stato refertato con una prognosi di 7 giorni.

Torino: importuna i passanti in pieno orario di coprifuoco

E’ accaduto nei giorni scorsi in via Garibaldi

Ha più volte ignorato gli agenti del Commissariato Centro che lo hanno invitato ad indossare i dispositivi di sicurezza individuale e di far rientro a casa poiché si trovava in strada in pieno orario di coprifuoco. E’ accaduto sabato sera: l’uomo, un quarantaseienne italiano, in evidente stato di ebrezza, stava importunando i passanti tra via Garibaldi angolo via dei Mercanti. Quando i poliziotti lo hanno raggiunto ed informato delle sanzioni in cui sarebbe incorso, l’uomo ha mantenuto un atteggiamento poco collaborativo, proferendo parole prive di senso. Gli agenti lo hanno sanzionato amministrativamente per ubriachezza molesta e per l’inosservanza delle norme atte al contenimento del rischio epidemiologico da Covid-19.

Migliaia di visitatori nei musei torinesi a una settimana dalla riapertura

Dal 26 aprile al 2 maggio 2021, l’Egizio fa Sold Out: bene anche gli altri spazi espositivi. In zona gialla dal 1 al 26 febbraio 70.000 tagliandi venduti dal sistema museale piemontese. L’assessore alla Cultura Vittoria Poggio: «Segnali incoraggianti in attesa del Pass vaccinale per non chiudere più»

Nonostante il cattivo tempo della scorsa settimana nella prima finestra di aperture dal 26 aprile al 1 maggio, i musei piemontesi sono stati presi d’assalto: primo fra tutti l’Egizio dove è stato registrato il sold out rispetto alla capienza con oltre 5.309 presenze seguito dalla Gam con 3.015 e la Reggia di Venaria dove dai registri risultano venduti 1.857 biglietti: sempre nello stesso periodo seguono i musei Reali con 1.250 visitatori, Palazzo Madama con 1.477 mentre a Palazzo Chiablese dove è in corso la rassegna Capa in Color le sale hanno ospitato 1.169 persone. Il museo dell’Auto tra prenotazioni online e visite ha venduto 836 tagliandi.

«Ho chiesto agli uffici di fare una prima fotografia a sette giorni dalla riapertura – ha spiegato l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio, Vittoria Poggio – e i dati sono confortanti. C’è voglia di tornare a visitare i luoghi delle nostre bellezze, con il pass vaccinale che ci auguriamo arriverà presto possiamo immaginare una stagione nuova in sicurezza e senza chiudere più».

Fuori dai confini torinesi i più gettonati sono stati il Castello di Racconigi con 539 biglietti venduti e l’abbazia di Vezzolano con 538, peraltro nell’unico giorno registrato alla riapertura del 1 maggio.

L’attrattività dei musei piemontesi è confermata anche dal report dell’Osservatorio Culturale del Piemonte pubblicato nei giorni scorsi, relativo al periodo 1-26 febbraio 2021 quando il Piemonte era in zona gialla. Nonostante il contingentamento degli spazi per ragioni di sicurezza e soltanto il 70% dei musei aperti, sono state registrate 70.000 mila presenze distribuite su tutto il sistema museale piemontese.

«Sono dati incoraggianti – ha rimarcato l’assessore – che ci spingono a guardare sotto una nuova luce la stagione nella quale stiamo per entrare, e sulla quale confidiamo per recuperare i mesi perduti sapendo di poter disporre di soluzioni digitali complementari per incrementare ancora di più la conoscenza dei nostri Patrimoni culturali».

(foto Mario Alesina)