CRONACA- Pagina 1623

Greenpeace in piazza a difesa dell’Amazzonia

In vista della Giornata mondiale dell’Amazzonia, che si celebra il 5 settembre, volontarie e volontari di Greenpeace si sono mobilitati anche a Torino in Piazza Carignano, come in molte altre città d’Italia, in difesa della foresta pluviale più importante del Pianeta.


Ai passanti è stato proposto un quiz per sondare la loro conoscenza sulle cause degli incendi e della deforestazione che mettono in pericolo l’Amazzonia. Dalle risposte è emerso come, spesso, i torinesi non siano pienamente consapevoli che gli incendi in Amazzonia sono legati anche ai nostri consumi. Eppure, ogni due secondi, nel mondo un’area di foresta grande come un campo da calcio viene rasa al suolo, soprattutto allo scopo di produrre soia per mangimi e per fare spazio a pascoli di bovini. Ciò accade in particolare in Sudamerica, dove gli incendi sono spesso dolosi. Nell’Amazzonia brasiliana, fra gennaio e luglio di quest’anno sono stati dati alle fiamme oltre ottomila chilometri quadrati.

“La grave perdita di biodiversità va di pari passo con le violazioni dei diritti umani.
Per oltre una settimana a Brasilia seimila persone appartenenti a numerosi Popoli Indigeni del Brasile hanno deciso di attendere insieme l’esito del giudizio della Corte suprema federale brasiliana sul futuro delle terre indigene protette del Paese. Mentre l’Amazzonia brucia, coloro che da sempre sono i custodi della foresta vengono cacciati dalle loro terre”, spiega Martina Borghi, responsabile campagna foreste di Greenpeace Italia.

La distruzione delle foreste è una minaccia per tutti. Ad esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) avverte che il rischio di epidemie aumenta quando gli equilibri naturali sono alterati dalla deforestazione, perché si moltiplicano le occasioni di entrare in contatto con virus e batteri patogeni che dagli animali possono trasmettersi agli esseri umani compiendo un salto di specie (spillover). Insomma, ciò che mangiamo sta facendo ammalare il nostro Pianeta, ma minaccia anche la nostra salute.

In fiamme edificio di fronte a Porta Nuova

Sgomberati negozi e appartamenti 

L’incendio si è esteso a parte dello stabile a fianco rendendo più complessa l’opera di spegnimento 

Non risultano feriti, tranne cinque persone che hanno riportato lievi escoriazioni e piccole ustioni. Forse la causa del rogo è stata la fiamma ossidrica di un fabbro che stava installando una cassaforte nell’attico. La protezione civile ha allestito nei giardini Sambuy un punto di assistenza per le famiglie evacuate.

Questa mattina l’incendio è divampato  verso le 11 nei piani alti di un edificio che si affaccia su piazza Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova.

Una grossa nube di fumo, visibile da più punti della città,  si è alzata in pochi istanti.

Diverse squadre dei vigili del fuoco sono sul posto. Circolazione stradale bloccata nell’area interessata.

Notizia in aggiornamento

 

Sanzionati due esercizi commerciali in Crocetta

Durante un servizio finalizzato al controllo del territorio e alla tutela del consumatore, gli agenti del Comando Territoriale I – Centro, Crocetta –della Polizia Municipale, unitamente al personale del Commissariato San Secondo della Polizia di Stato, hanno accertato alcune irregolarità in due delle attività commerciali ispezionate.

All’interno di un locale di somministrazione, ubicato in corso Rosselli, gli agenti hanno riscontrato una carente pulizia generale degli ambienti. In particolare, in cucina, hanno constatato la presenza di grasso stratificato sulla cappa aspirante e sui mobiletti in acciaio. In un congelatore hanno poi trovato 10 chilogrammi di prodotti ittici (tra cui astici, tranci di pesce spada, polipi e calamari) privi di sacchetti di protezione e della prevista etichettatura con l’identificazione del prodotto. Nello stesso congelatore con le pareti ricoperte da uno spesso strato di ghiaccio, gli agenti hanno rinvenuto 2 chilogrammi di carne di pollo senza etichettatura e una rolata, anch’essa di carne di pollo, conservata in confezione aperta e senza protezione.

La titolare del ristorante, una donna di nazionalità italiana, è stata contravvenuta per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione, mancata comunicazione agli utenti degli orari, carente pulizia dei locali, per un totale di circa 1.000 euro, oltre al sequestro giudiziario dei prodotti alimentari mal conservati.

Poco più in là, all’interno di un minimarket ubicato in corso Adriatico, gli agenti hanno trovato una situazione di mal conservazione dei cibi surgelati simile alla precedente. In questo caso, i prodotti surgelati venivano posti in vendita singolarmente, privi delle informazioni obbligatorie riportate sulla confezione originaria.

Al titolare, un uomo di nazionalità bengalese, è stato contestato un verbale di 1.032 euro.

Sequestrati 155 chili di hashish e 21 mila euro in contanti

L’attività è stata svolta dal commissariato Barriera Nizza

 

Un’articolata attività info-investigativa eseguita dagli agenti del commissariato Barriera Nizza, coordinati dal dirigente Dott.ssa Raffaella Fontana, ha portato all’arresto di un cittadino magrebino di 36 anni per detenzione di sostanza stupefacente ed al sequestro di circa 155 kg di hashish.

Nel corso delle indagini, avviate nel mese di luglio, era emerso come il trentaseienne, con precedenti specifici di Polizia, fosse uno dei principali gestori dell’intero traffico di hashish nella zona di Piazza Bengasi, servendosi di un box auto, poco distante, come deposito per custodire lo stupefacente.

Lunedì scorso, gli operatori hanno seguito il magrebino, sino ad arrivare al box attenzionato, dove è stato fermato. L’uomo ha tentato la fuga, senza successo.

Perquisito, è stato trovato in possesso di una busta contenente 150 grammi d’anfetamina, occultata nell’autovettura, e di oltre 1500 euro in contanti. Controllato il box, gli agenti hanno scoperto l’ingente quantitativo di sostanza stupefacente, diviso in dosi da 100 grammi cadauno. Le perquisizioni sono state ultimate presso i luoghi in uso al trentaseienne, rivenendo ulteriore denaro contante per una cifra complessiva di 19500€.

Uno dei sequestri più cospicui effettuati dal commissariato negli ultimi anni, sottraendo così dal mercato illecito sostanza  per il valore di oltre 1 milione e mezzo di euro.

 

 

Incontro in Regione sulla sospensione dei sanitari non vaccinati

L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Luigi Icardi e la Direzione della Sanità hanno incontrato nella sede dell’Assessorato le rappresentanze sindacali del Comparto sanitario (Nursing Up, Cgil, Cisl, Uil, Fials e Fsi Usae) per fare il punto sui provvedimenti di sospensione dei sanitari non vaccinati.

Sono stati illustrati i dati aggiornati relativi ai soggetti con obbligo vaccinale in Piemonte  ed è stata discussa la nota dell’Unità di crisi sulle sospensioni dei sanitari non vaccinati per favorire l’applicazione uniforme delle procedure relative agli obblighi di legge, con particolare riferimento alla sospensione dei soggetti che risultano assenti.

E’ stato concordato l’impegno a dare indicazioni e monitorare attentamente eventuali situazioni che possano compromettere l’erogazione dei servizi sanitari sul territorio.

Si è infine ribadito l’impegno a proseguire e accelerare le procedure di reclutamento a tempo indeterminato di nuovo personale sanitario del Comparto da parte delle Aziende sanitarie locali.

Morti sul lavoro, bilancio drammatico in Italia. E il Piemonte è in zona arancione per numero di vittime

IN ITALIA SONO 139 LE VITTIME SUL LAVORO REGISTRATE NEL SOLO MESE DI LUGLIO. E NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2021 IL BILANCIO CONTINUA AD ESSERE DRAMMATICO CON 677 MORTI BIANCHE. UNA MEDIA TRAGICA DI QUASI 100 DECESSI AL MESE.

 

 

IN ZONA ROSSA: PUGLIA, CAMPANIA, TRENTINO ALTO ADIGE, BASILICATA, UMBRIA, MOLISE E ABRUZZO

IN ZONA ARANCIONE: PIEMONTE, MARCHE E FRIULI VENEZIA GIULIA

IN ZONA GIALLA: LAZIO, VALLE D’AOSTA, CALABRIA, EMILIA ROMAGNA, SICILIA, VENETO E LIGURIA

IN ZONA BIANCA: TOSCANA, LOMBARDIA E SARDEGNA

 

LA ZONIZZAZIONE A COLORI È LA NUOVA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA ELABORATA DALL’OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO VEGA ENGINEERING DI MESTRE, PER FOTOGRAFARE, ALLA STREGUA DELLA PANDEMIA, L’EMERGENZA MORTI BIANCHE IN ITALIA.

 

 

IL RISCHIO DI MORTE, REGIONE PER REGIONE DA GENNAIO A LUGLIO 2021.

DALLA ZONA ROSSA ALLA ZONA BIANCA.

 

“La media della mortalità sul lavoro è drammatica, perché parla di circa 100 vittime al mese. Sono infatti 677 i lavoratori che hanno perso la vita da gennaio a luglio del 2021. Il decremento del numero dei decessi rispetto allo scorso anno (- 5,4%) potrebbe sembrare un dato positivo, ma in realtà è molto influenzato dall’andamento della pandemia COVID19 e dal rilevamento statistico degli infortuni mortali per COVID19. Il numero di 677 morti sul lavoro nei primi sette mesi è comunque superiore ai dati del 2019 e del 2018, ultimi anni pre-pandemia”.

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, commenta così l’emergenza morti bianche e gli ultimi dati elaborati dal proprio team di esperti che, da oltre 10 anni, monitora mese dopo mese l’andamento dell’emergenza, superando l’analisi dei numeri assoluti e arrivando al vero e proprio rischio di mortalità calcolato sulla popolazione lavorativa.

 

E a finire in zona rossa nei primi sette mesi del 2021 con un’incidenza maggiore del 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio pari a 23,7 morti ogni milione di lavoratori) sono: Puglia, Campania, Basilicata, Umbria, Molise, Trentino Alto Adige e Abruzzo.

In Zona ArancionePiemonte, Marche e Friuli Venezia Giulia

In Zona Gialla: Lazio, Valle D’Aosta, Calabria, Emilia Romagna, Sicilia, Veneto e Liguria.

In Zona Bianca: Toscana, Lombardia, Sardegna

(Sul sito vegaengineering.com sono disponibili i grafici e i dati).

 

 

I NUMERI ASSOLUTI DELLE MORTI SUL LAVORO IN ITALIA.

 

Diversa invece è la geografia dell’emergenza quando si leggono i numeri assoluti, anche se la Campania che è in zona rossa è anche la regione in cui si registra il maggior numero di vittime in occasione di lavoro.

 

Da gennaio a luglio 2021, infatti, i decessi registrati in Campania sono 63. Seguono: Lombardia (61), Piemonte (52), Lazio (50), Puglia (49), Emilia Romagna (46), Veneto (41), Sicilia (26), Abruzzo e Toscana (25), Trentino Alto Adige e Marche (15), Friuli Venezia Giulia e Umbria (14), Molise, Calabria e Liguria (11), Basilicata (7), Sardegna (6), Valle D’Aosta (1).

Nel report allegato il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia.

 

Da gennaio a luglio del 2021 sono 677 le vittime sul lavoro registrate in Italia; di queste, sono 543 quelle rilevate in occasione di lavoro, mentre 134 sono quelle decedute a causa di un incidente in itinere. Rispetto a fine giugno 2021, ci sono 139 vittime in più nel mese di luglio.

Ancora il settore delle Costruzioni quello che conta il maggior numero di lavoratori deceduti (64 dall’inizio dell’anno, 13 in più rispetto a giugno). Seguono: Attività Manifatturiere (54), Trasporto e Magazzinaggio (51 vittime da inizio anno), Commercio, Riparazione di autoveicoli e motocicli (34), Amministrazione Pubblica e Difesa (17), Sanità e Assistenza Sociale (15).

La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 45 e i 64 anni (387 su un totale di 543).

 

Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro nei primi sette mesi del 2021 sono 50 su 543.

Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro da gennaio a luglio del 2021 sono 75.

Il lunedì continua ad essere il giorno in cui si è verificato il maggior numero di infortuni nei primi sette mesi dell’anno.

 

*La pandemia ci ha obbligati da diversi mesi a vivere l’Italia “a colori”. Ma ci ha anche insegnato che i colori possono raccontare l’emergenza in modo più semplice ed efficace. Per questo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre – che da oltre un decennio elabora indagini statistiche sulle morti bianche nel nostro Paese – ha deciso di utilizzare gli stessi colori per descrivere in modo più leggibile e incisivo le tragedie che si consumano nella quotidianità lavorativa. Si tratta, dunque, di una zonizzazione sulla base della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa, parametrata su un’incidenza media nazionale (Im=23,7).

Covid, il bollettino di venerdì 3 settembre

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.45

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 286 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 15 dopo test antigenico), pari all’1,0% di 28.600 tamponi eseguiti, di cui23.356antigenici. Dei 286 nuovi casi, gli asintomatici sono 83 (29,0%).

I casi sono così ripartiti: 26 screening, 178 contatti di caso, 82 con indagine in corso, 7 importati (5 dall’estero e 2 da altre regioni ).

Il totale dei casi positivi diventa quindi 377.335così suddivisi su base provinciale: 30.804 Alessandria, 17.826 Asti, 11.883 Biella, 54.417 Cuneo, 29.411 Novara, 201.202 Torino, 14.097 Vercelli, 13.489 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.551 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.655 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 20 (invariatirispetto aieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 159 (+1rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 3.538.

I tamponi diagnostici finora processati sono 6.492.579(+ 28.600rispetto a ieri), di cui 2.037.885risultati negativi.

I DECESSI RIMANGONO 11.720

Nessun decesso di persone positive al test del Covid-19 è stato comunicato oggi dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

Il totale rimanequindi 11.720 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1.569 Alessandria, 713 Asti, 433 Biella, 1.455 Cuneo, 945 Novara, 5.602 Torino, 528 Vercelli, 375 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

361.898GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 361.898(+206 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 28.907 Alessandria, 16.979 Asti, 11.315 Biella, 52.306 Cuneo, 28.236 Novara, 193.788 Torino, 13.434 Vercelli, 13.000 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.462 extraregione e 2.471 in fase di definizione.

Si è conclusa la serie on line dei congressi dei Testimoni di Geova per il 2021

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il Congresso dei Testimoni di Geova del 2021 dal tema: Potenti grazie alla fede” appena concluso è stato un vero successo superando ogni aspettativa.

L’evento, interamente trasmesso in streaming a motivo della contingente situazione sanitaria attuale, ha potuto raccogliere la partecipazione di oltre 15 milioni di persone in tutto il mondo comprese le circa 22mila della regione Piemonte. Di queste, circa 12mila della sola area metropolitana di Torino.

Molti sono stati i momenti toccanti del programma, ma uno nello specifico, il più atteso, è stato il video racconto sulla vita del profeta Daniele, intitolato:

“Daniele. Una storia di fede lunga una vita”.

Il suo racconto, tra i più avvincenti nel panorama storico della Bibbia, spiega come sia possibile, nonostante le molte pressioni sociali e culturali,dimostrarsi persone di fede. L’emozionante video (segue il link del trailer) insieme all’intero programma del Congresso del 2021, per chi lo desiderasse, è ancora disponibile sul sito internet jw.org.

https://www.jw.org/it/testimoni-di-geova/congressi/videoracconto-daniele-trailer/

E’ stato inoltre emozionante assistere alla cerimonia del battesimo in acqua dei neofiti.

Persone di ogni età, uomini e donne, hanno avuto la possibilità di rendere pubblica la decisione di abbracciare la loro nuova fede nonostante le difficoltà del momento e per l’occasione, rispettando le norme cautelative vigenti, ogni battesimo si è tenuto privatamente grazie ad ausili come vasche, piscine, addirittura in fiumi e laghi.

Lo scorso anno sull’intero territorio nazionale si sono tenuti 4000 battesimi, 242mila in tutto il mondo.

Covid, casi in crescita ma il Piemonte resta in zona bianca

Nella settimana 22-29 agosto, in Piemonte, il numero dei nuovi casi segnalati risulta in crescita rispetto alla settimana precedente.

La percentuale di positività dei tamponi resta al 2%, mentre l’Rt puntuale calcolato sulla data di inizio sintomi si riduce passando da 1.05 a 0.98.
Il tasso di occupazione dei letti in terapia intensiva passa da 1% a 2% e quello dei posti letto ordinari da 2% a 3%. Aumentano i focolai attivi e il numero di persone non collegate a catene di trasmissione note. Il valore dell’incidenza e il numero dei ricoveri ancora contenuti concorrono favorevolmente a mantenere la nostra regione in zona bianca.

Il bollettino Covid di giovedì 2 settembre

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 255 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 31dopo test antigenico), pari all’1,3% di 19.898 tamponi eseguiti, di cui 13.879 antigenici. Dei 255 nuovi casi, gli asintomatici sono 104 (40,8%).

I casi sono così ripartiti: 55 screening, 120 contatti di caso, 80 con indagine in corso, 6 importati (tutti e 6 dall’estero).

Il totale dei casi positivi diventa quindi 377.049 così suddivisi su base provinciale: 30.750 Alessandria, 17.809 Asti, 11.877 Biella, 54.373 Cuneo, 29.396 Novara, 201.067 Torino, 14.090 Vercelli, 13.482 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.552 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.653 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 20 (+3 rispetto aieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 158 (- 5 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 3.459.

I tamponi diagnostici finora processati sono 6.463.979 (+19.898 rispetto a ieri), di cui 2.031.949 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 11.720

3 decessi di persone positive al test del Covid-19 (1 verificatosi oggi) sono stati comunicati oggi dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale diventa quindi 11.720 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1.569 Alessandria, 713 Asti, 433 Biella, 1.455 Cuneo, 945 Novara, 5.602 Torino, 528 Vercelli, 375 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

361.692 GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 361.692 (+ 188 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 28.889 Alessandria, 16.976 Asti, 11.295 Biella, 52.284 Cuneo, 28.220 Novara, 193.689 Torino, 13.421 Vercelli, 12.994 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.459 extraregione e 2.465 in fase di definizione.