Incontro ieri tra la Regione Piemonte, l’Azienda ospedaliera universitaria Città della Salute di Torino e i rappresentanti delle associazioni dei disabili sulla situazione delle Unità spinali, in particolare di quella del CTO.
I rappresentanti delle associazioni delle persone con disabilità e mielolesione (Coordinamento Paratetraplegici del Piemonte, I-do onlus, A.N.C.O.R.A onlus, Idea onlus), con il sostegno di CPD (Consulta persone disabili), FISH onlus Piemonte (Federazione italiana superamento handicap) e FAIP (Federazione associazioni italiane paratetraplegici) sono state ricevuti dall’Assessore regionale al Welfare Maurizio Marrone, dal Direttore regionale Sanità e Welfare Mario Minola, con il vicario Franco Ripa, dal direttore generale della Città della Salute Giovanni Lavalle e dal Capo Gabinetto del Presidente della Giunta Gianluca Vignale.
Le richieste delle associazioni sono state ascoltate da parte della Regione. L’assessore al welfare Maurizio Marrone ha dichiarato: “Il confronto quotidiano per noi è fondamentale al fine di avere il polso della situazione. Per questo abbiamo proposto un’interlocuzione periodica costante con le associazioni al fine di affrontare insieme i problemi che la pandemia Covid ha purtroppo amplificato. Come già anticipato martedì in Consiglio regionale dall’assessore alla sanità, alcuni di questi problemi sono in via di soluzione: la piscina dell’Unità spinale è stata riaperta e lunedì 3 ottobre riapre il reparto del secondo piano. Massima disponibilità anche ad approfondire insieme i progetti per rafforzare la vita indipendente delle persone con disabilità.”
Rassicurazioni e impegno di collaborazione concreta anche da parte del direttore della Città della Salute, Giovanni La Valle: “Ieri abbiamo avuto un incontro proficuo con le associazioni, nel quale molte questioni sono state poste sul tavolo. Abbiamo in programma un nuovo incontro il 10 novembre, nel quale confido di dare risposte dettagliate. Ho dato disposizioni precise ai responsabili della struttura per risolvere le situazioni più critiche. Sono convinto che con il dialogo e lo scambio di informazioni in tempo reale possiamo affrontare i problemi in modo costruttivo.”
Concetti ribaditi dal direttore Mario Minola che ha assicurato l’impegno della Direzione Sanità soprattutto nell’estendere il concetto di rete coinvolgendo non solo l’unità spinale di Torino, ma anche le analoghe strutture di Alessandria e Novara che rappresentano da sempre una risposta efficace a livello regionale per quanto riguarda le cure di malattie complesse come quelle legate alle lesioni del midollo spinale.
A trent’anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, Chieri intitolerà, lunedì 3 ottobre(ore 18), l’area verde adiacente all’ex-Mattatoio di via Papa Giovanni XXIII, ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime del terrorismo stragista mafioso. Il 23 maggio 1992, sull’Autostrada A29, presso lo svincolo di Capaci – Isola delle Femmine in un terribile attentato dinamitardo persero la vita, oltre a Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicilio ed Antonio Montinaro. Con Borsellino, invece, al civico 21 di via D’Amelio a Palermo, a neanche due mesi di distanza da Capaci, il 19 luglio 1992, furono uccisi cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Eroi al servizio dello Stato, fino all’atto estremo del perdere la vita. Tutti saranno ricordati, in occasione dell’inaugurazione del “Giardino Falcone e Borsellino”, cui interverrà, insieme al sindaco e alle autorità chieresi (civili e militari) e al Presidio “Rita Atria”, anche don Luigi Ciotti, fondatore del “Gruppo Abele” e dell’Associazione “Libera”, contro i soprusi delle mafie in tutt’Italia. Nell’occasione saranno anche inaugurate 15 “panchine della legalità”, decorate dallo street artist Emanuele Mannisi con animali e citazioni da Falcone, Borsellino e Peppino Impastato, giornalista ucciso a Cinisi (Palermo) da Cosa Nostra il 9 maggio 1978.