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La Regione: sprecare meno acqua possibile. E si lavora per le riserve durante i periodi invernali e primaverili

“La Regione sta lavorando con i  tecnici per capire dove è necessario agire per fronteggiare l’emergenza”.

Parla il vicepresidente del Piemonte, Fabio Carosso, sottolineando che  “Dobbiamo essere tutti consapevoli che stiamo vivendo un momento di crisi importante: bisogna sprecare meno acqua possibile. Stiamo ragionando con il settore Ambiente della Regione sulle politiche da adottare per conservare l’acqua durante i periodi invernali e primaverili, per poi farla scendere a valle quando serve”.
Intanto nei giorni scorsi  il presidente Alberto Cirio ha parlato con il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio: “A Roma  sanno che il Piemonte è in difficoltà e siamo convinti che nei prossimi i giorni arriveranno risposte che daranno un aiuto alla Regione e a tutti gli allevatori e agricoltori che sono in grande crisi”.

Più risorse e adeguamento tariffario per le Rsa

MONITORAGGIO SUI NUOVI INSERIMENTI

Impegno ad alzare il budget a 280 milioni, 12 in più della media degli anni pre covid, adeguamento Istat del 3,8% e ricorso al Fondo sociale europeo per aiutare le famiglie a pagare le rette non convenzionate

4 dose: quasi il 90% degli ospiti l’ha già ricevuta

Sì è svolto questo  in Piazza Castello a Torino l’incontro tra la Regione Piemonte e i rappresentanti delle RSA del territorio per fare il punto sulle misure da mettere in campo a sostegno del settore duramente provato da oltre due anni di pandemia.

Il presidente Alberto Cirio ha esposto, insieme all’Assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi e alle Politiche Sociali Maurizio Marrone, il contesto in cui è maturata la linea che la Regione propone per venire incontro a un comparto prezioso per tutto il territorio.

In primo piano il tema dell’adeguamento Istat delle tariffe. La proposta della Regione è di riconoscere subito alle RSA un incremento del 3,8% a partire dal 1 gennaio per la quota sanitaria e dal 1 luglio per la quota alberghiera e poi, una volta ricevuto da Roma il riparto del Fondo sanitario, l’impegno è di portare il budget a 280 milioni all’anno, 12 milioni di euro in più rispetto alla cifra investita in media nei 5 anni pre-covid.
Inoltre, per venire incontro al costo maggiore che graverebbe sulle spalle delle famiglie, in particolare quelle che non usufruiscono della tariffa convenzionata e pagano quindi il 100% della retta, la Regione ha individuato nel Fondo sociale europeo 50 milioni di euro, da suddividere negli anni 2022-2024, da assegnare alle famiglie attraverso voucher.

“Riusciremo con questo metodo di condivisione partecipata a salvare il mondo della residenzialità dalla crisi odierna, ricordando che qualsiasi scelta politica deve tenere al centro la persona non autosufficiente da assistere e soprattutto la sostenibilità economica dell’inserimento in struttura per la sua famiglia: una sfida che intendiamo vincere a tutti i costi” – hanno sottolineato il presidente Cirio e gli assessori Marrone e Icardi.

“Negli ultimi anni, al di là del colore delle legislature, in Piemonte abbiamo avuto una anomalia, per cui c’è stato un innalzamento degli accreditamenti delle strutture, privo però di un adeguamento del rispettivo budget” – hanno spiegato -.Tra il 2014 e il 2019, ovvero i 5 anni prima del Covid, la media del budget assegnato dalla Regione al sistema delle RSA è stato tra 265 e 268 milioni di euro. Nel 2021, a seguito del calo degli inserimenti dovuti alla pandemia, il budget è stato di 251 milioni, a cui si sono aggiunti però, suddivisi per il biennio 2020/2021, 32 milioni di euro di ristori e quasi 11 milioni di euro per fornire gratuitamente alle RSA circa 4 milioni di test antigenici e più di 8 milioni di dispositivi di protezione.

Tra le altre azioni che la Regione ha proposto c’è un monitoraggio settimanale dei nuovi inserimenti autorizzati dalle Asl, al fine di garantire l’utilizzo delle risorse disponibili, e la velocizzazione dei tempi di inserimento stesso, che non dovranno superare i 30 giorni dall’approvazione della convenzione.

E inoltre la Giunta prorogherà le delibere che consentono le dimissioni ospedaliere protette e il mantenimento in servizio nelle RSA anche del personale sanitario e socio sanitario assunto dalle Asl. Verrà poi rinnovata a luglio la fornitura di test antigenici e DPI gratuiti per le strutture.

L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sulla somministrazione della 4^ dose che ha avuto un ottimo riscontro: più dell’86% degli ospiti delle Rsa ha già ricevuto il secondo booster.

Colpisce la moglie a martellate davanti ai figli e tenta il suicidio

Ha preso a martellate la moglie davanti ai figli di due e cinque anni e dopo  ha cercato di suicidarsi. I fatti sono avvenuti nella notte in una abitazione di San Francesco al Campo.  La donna è ricoverata all’ospedale di Ciriè, lui si è ferito con un coltello da cucina  all’addome: le condizioni di entrambi non sono gravi.

Bardonecchia. Al Sommeiller, a 3009 metri di altitudine, il Centro della Cultura di Alta Quota

Partiranno nelle prossime settimane i lavori per la realizzazione del Centro della cultura di alta quota. Bivacco colle del Sommeiller a 3009 metri di altitudine.

L’intervento è stato presentato, nel corso di un incontro al Palazzo delle Feste di Bardonecchia, dal sindaco Chiara Rossetti e da Devis Guiguet del pool di progettisti locali, che curerà l’opera. ” Un progetto- ha detto il sindaco Chiara Rossetti- che abbiamo a cuore. Il Sommeiller è all’apice di una Valle a cui teniamo tanto e su cui stiamo investendo molto”. ” Si va nella direzione di vedere compiuto un sogno” ha aggiunto Francesco Avato, sindaco quando l’intervento, finanziato con fondi europei Alcotra, fu avviato. Ed eccolo il progetto,  spiegato da Denis Guiguet, : ” sarà un piccolo edificio prefabbricato di 100 metri quadrati,  realizzato con legno locale da aziende locali. Una struttura non gestita,  con più funzioni tra cui quella di Centro di documentazione della storia e del futuro della montagna”. La struttura,  che dovrebbe essere ultimata prima dell’inizio della stagione autunnale,  reinterpreta quella del precedente rifugio Ambin nella forma e con la stessa tonalità di colore rosso. È progettata per offrire 14 posti per dormire e sarà accessibile a tutti, anche alle persone con difficoltà motorie. ” La montagna è e deve essere di tutti – ha concluso Devis Guiguet- Il 2022 si può certamente definire l’anno della ripartenza del Sommeiller”.

Autobus in fiamme, l’autista riesce a far scendere i passeggeri

Un autobus della linea 35N che viaggia tra Nichelino, Vinovo e il centro commerciale Mondojuve, è andato parzialmente in fiamme. Sostava al capolinea in via Trento, a Nichelino, con due persone a bordo, quando sono divampate le fiamme.  L’autista è riuscito a spegnere l’incendio con l’estintore in dotazione. Tra le possibili cause anche le elevatissime temperature di questi giorni.

Infarto stronca noto manager bancario

Il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese è intervenuto ieri sotto il Colle di Sant’Anna di Vinadio per un escursionista con un sospetto infarto. L’Elisoccorso lo ha portato  in codice rosso a Torino, dove il paziente è morto nel pomeriggio. Carlo Lattanzio, 62enne, manager di banca, era molto conosciuto nel mondo del credito locale.

Il Centrosinistra vince in Piemonte

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Nel ballottaggio delle elezioni comunali Comunali in Piemonte vince il Centrosinistra: Patrizia Manassero è eletta sindaco a Cuneo, Giorgio Abonante toglie Alessandria al centrodestra (sindaco uscente Gianfranco Cuttica di Revigliasco).

Claudio Castello, Pd vince  a Chivasso, a Omegna (VCO),  Alberto Soressi  toglie la città a Paolo Marchioni.

Vincono i candidati delle  liste civiche a Savigliano, dove il nuovo sindaco è l’ex M5s Antonello Portera. Ad Acqui Terme, dove Danilo Rapetti ha battuto il  sindaco uscente Lorenzo Lucchini.

Tanti visitatori nei musei nel ponte di San Giovanni

Sono 5.412 le persone che hanno visitato, tra il 24 e il 26 giugno 2022, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e il MAO Museo d’Arte Orientale, trascorrendo il ponte di San Giovanni all’insegna dell’arte e della cultura.

In particolare, 2.697 persone hanno visitato Palazzo Madama, 1.606 la GAM e 1.109 il MAO.

Il giorno di maggiore affluenza è stato quello di San Giovanni, giornata di apertura con ingresso a 1 € per le collezioni permanenti e a 1 € per tutte le mostre temporanee: 2.625 persone hanno scelto di passare la festa patronale nei musei della Fondazione Torino Musei.

 

Brozolo, una mostra alla stazione ferroviaria aspettando il treno

Sabato e domenica la stazione ferroviaria di Brozolo ha ospitato una mostra sulla tratta Asti-Chivasso con tante curiosità, organizzata da Biblioteca e Comune di Brozolo e associazione La Boscaglia. Sabato inoltre e’ stato presentato il romanzo ‘La capsula del tempo – La ferrovia Chivasso/Asti’ di Gualtiero Marana. All’inaugurazione sono intervenuti il consigliere regionale Gianluca Gavazza, il vicesindaco di Brozolo, i sindaci di Brusasco, Cavagnolo, Robella, Villa San Secondo, l’assessore alla cultura del Comune di Chivasso. Regista delle due giornate e’ stato Guido Balzola, consigliere con delega alla cultura ed alla Biblioteca del Comune di Brozolo

Massimo Iaretti

Dai bacini idroelettrici acqua per l’agricoltura

Mentre la siccità continuaa far sentire la propria ferocia in Piemonte, i concessionari dei bacini idroelettrici hanno dato alla Regione la disponibilità a rilasciare per l’agricoltura circa 2,5 milioni di metri cubi d’acqua al giorno, come quota massima che consente di non intaccare i contratti delle forniture di energia in essere, avendo essi al momento solo il 50% in media delle normali riserve.

Inoltre, l’incontro tra la Conferenza delle Regioni e il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, per affrontare il tema dell’emergenza idrica dopo la richiesta dello stato di emergenza per siccità, avanzata dal Piemonte per prima in Italia e seguita da tutte le Regioni del Nord, ha prodotto dei risultati. Il presidente della Regione e gli assessori alla Difesa del Suolo, all’Ambiente e all’Agricoltura comunicano che è stato riconosciuto che il Piemonte, che versa in condizioni difficili soprattutto dal punto di vista idropotabile, ha tutti i requisiti per poter ottenere lo stato di emergenza. La richiesta è ben composta e darà la possibilità di mettere in campo anche alcune misure derogatorie fondamentali, dal momento che lo status di emergenza da solo non può essere risolutivo. Rappresenta, piuttosto, il primo step del percorso di una programmazione più articolata da parte dei Ministeri, che possa prevedere anche interventi infrastrutturali di urgenza, talvolta già pronti a livello progettuale e che potrebbero beneficiare di deroghe specifiche per una realizzazione immediata.

La Regione procederà perciò ad una ricognizione urgente delle infrastrutture per individuare quelle progettualità che possono essere avviate subito per potenziare e rafforzare la rete idrica e mitigare l’emergenza.

Fermo restando che la priorità va all’uso idropotabile per l’uso umano è altrettanto vero che è importante considerare che certi territori, specie a cavallo tra Piemonte e Lombardia, hanno una particolare specificità agricola e colturale e la gestione delle risorse in maniera oculata per 10-15 giorni può consentire di mitigare il danno e permettere almeno il primo raccolto. Il percorso dello stato di emergenza deve, perciò, essere affiancato da quello relativo alla richiesta dello stato di calamità per l’agricoltura e dovrà contenere le misure di ristoro per le spese sostenute dai Comuni e per quegli interventi in grado di mitigare il fenomeno, fino ai danni dovuti all’uso di autobotti, ma anche per gli interventi infrastrutturali da realizzare rapidamente e che hanno un’efficacia quasi immediata. Il Capo Dipartimento ha recepito la necessità di inglobare nel ragionamento complessivo anche la specificità di alcune colture, nella consapevolezza che le analisi vanno fatte puntualmente sui territori e non solo in modo generalizzato da Roma. Il caso del riso è, in questo senso, emblematico, dal momento che è idrodipendente e rappresenta la quasi totalità della produzione nazionale.

Ad oggi sono oltre 250 i Comuni piemontesi che hanno emesso o stanno per emanare ordinanze relative all’emergenza idrica e per un uso responsabile dell’acqua: 83 nelle province di Novara e VCO, 9 in quelle di Biella e Vercelli, 93 in provincia di Torino, 9 nel Cuneese e 58 in provincia di Alessandria, mentre non risultano al momento ordinanze sul territorio astigiano.