CRONACA- Pagina 12

Rapinata donna disabile, picchiata la figlia: aggressione choc a Torino

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Una rapina fulminea e particolarmente violenta, ai danni di persone fragili. L’episodio si è verificato a Torino l’11 marzo in corso Romania, davanti a un supermercato, nel pieno delle attività quotidiane.

A essere prese di mira sono state una donna di 47 anni, disabile e costretta su una sedia a rotelle, e la figlia di 19 anni. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri, due giovani si sono avvicinati alle vittime a bordo di un monopattino, agendo con modalità rapide e mirate. L’aggressione si è consumata in pochi istanti: mentre uno dei due ha colpito la ragazza, intervenuta per difendere la madre, il complice ha strappato dal collo della donna due catenine d’oro. Subito dopo, i due si sono allontanati, lasciando entrambe sotto shock.

Le indagini sono partite immediatamente. I carabinieri della compagnia Oltre Dora hanno raccolto testimonianze e ricostruito i movimenti degli aggressori, arrivando in breve tempo alla loro identificazione. Si tratta di due uomini senza fissa dimora, già conosciuti dalle forze dell’ordine.

Il primo sospettato, un 23enne di origine marocchina, è stato rintracciato il 16 marzo in piazza della Repubblica. Dopo il fermo, è stato condotto nel carcere Lorusso e Cutugno. Il provvedimento iniziale non è stato convalidato, ma il giudice per le indagini preliminari ha successivamente disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere, alla luce della gravità degli elementi raccolti. Nei suoi confronti sono state formulate le accuse di rapina aggravata e lesioni.

Anche il presunto complice è stato identificato e la sua posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti.

Il fatto è avvenuto in un’area commerciale molto frequentata, dove il flusso di persone è costante. Un elemento che ha contribuito ad aumentare la preoccupazione tra residenti e commercianti della zona.

Città e Sindacati firmano il nuovo protocollo su sicurezza e lavoro giusto negli appalti

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È stato siglato   nella sala Colonne di Palazzo Civico, il nuovo “Protocollo d’intesa sulla sicurezza e legalità nel settore degli appalti di lavori pubblici e subappalti nei contratti del Comune di Torino”. Il documento è stato approvato nel corso della Giunta Comunale su proposta della vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro e poi sottoscritto con i rappresentanti delle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL e con l’assessore alla Legalità Marco Porcedda.

L’intesa mira a rafforzare i presidi di legalità in un settore strategico per lo sviluppo del territorio, ponendo al centro dell’accordo una ferma volontà di contrastare il dumping contrattuale, favorire la sicurezza sul lavoro, garantire che la realizzazione delle opere pubbliche, comprese quelle legate al PNRR, avvenga nel pieno rispetto della dignità dei lavoratori.

“Con questa approvazione la Città di Torino vuole ribadire che non può esistere lavoro senza sicurezza, incolumità fisica, continuità occupazionale – afferma la vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro -. A guidare la nostra amministrazione c’è una chiara volontà di tutelare le lavoratrici e i lavoratori che si trovano e si troveranno impiegati in appalti pubblici. Per garantire questo genere di tutela, di concerto con le sigle sindacali, abbiamo deciso di dotarci di un Protocollo operativo capace, anche grazie alla tecnologia, di mettere al centro chi lavora”.

Sul fronte delle tutele economiche, l’amministrazione comunale introduce un meccanismo di responsabilità solidale estremamente incisivo: in caso di ritardi nel pagamento delle retribuzioni da parte delle imprese, l’amministrazione comunale potrà trattenere le somme dai certificati di pagamento e versare direttamente gli stipendi ai lavoratori. Questa misura si accompagna all’obbligo tassativo di applicare i Contratti Collettivi Nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative, eliminando così la concorrenza sleale basata sul ribasso dei diritti salariali. Inoltre, per le lavorazioni edili, più delicate sotto il profilo della sicurezza, viene generalizzato il divieto di subappalto a cascata, accorciando la filiera per assicurare un controllo diretto e trasparente sui cantieri. L’amministrazione, inoltre, si impegnerà a verificare la corretta applicazione dei CCNL anche nei confronti dei dipendenti in subappalto.

Il Protocollo punta anche sull’innovazione tecnologica come strumento di prevenzione. Viene infatti introdotto l’obbligo del badge di cantiere, anche in formato digitale tramite QR Code, per tracciare con precisione le presenze e l’orario effettivo di lavoro di ogni operatore, anticipando le future linee guida ministeriali. Questa novità mira a garantire la tracciabilità delle presenze, la sicurezza sul lavoro e la prevenzione del lavoro irregolare. Parallelamente, la trasparenza verso la cittadinanza sarà garantita da un progetto sperimentale che prevede l’installazione di QR Code informativi su tutti i principali cantieri della città. Inquadrando il codice, chiunque potrà accedere alla scheda digitale dell’appalto, monitorando in tempo reale l’avvio dei lavori, le ditte autorizzate al subappalto e le eventuali variazioni in corso d’opera. Il progetto si articolerà in una prima fase sperimentale, limitata a circa 10 cantieri della Città con importo lavori pari o superiore a 1 milione di euro, per poi essere man mano strutturato in modo stabile su tutte le aree di lavoro.

“Confermare e rinsaldare i principi di legalità nel settore degli appalti – afferma l’assessore alla Legalità Marco Porcedda – non è solo un atto formale, ma un dovere morale verso i cittadini e le imprese che operano nel rispetto delle regole. L’introduzione del badge obbligatorio, ad esempio, trasforma il cantiere in una ‘casa di vetro’ dove ogni presenza è tracciata e il lavoro nero non trova più spazio. Con lo stop ai subappalti si limitano i passaggi, garantendo che chi vinca un appalto ne sia il reale esecutore, ponendo fine ad un sistema di ribassi selvaggi che troppo spesso si traduce in una perdita di legalità e sicurezza. Vogliamo che a lavorare con la Città siano le aziende che rispettano i contratti e che hanno a cuore la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Solo così la legalità smette di essere un costo e diventa il motore di un’economia sana, competitiva e, soprattutto, sicura”.

Per gli appalti del comparto edile, al fine di certificare che i percorsi formativi obbligatori sulla sicurezza siano riconosciuti e conformi agli standard richiesti, le imprese si avvarranno degli istituti formativi riconosciuti dal CCNL edile.

L’aggiudicatario del contratto di appalto, inoltre, sarà tenuto al rispetto delle clausole sociali previste dal CCNL applicato e dovrà assorbire nel proprio organico, prioritariamente, il personale già operante alle dipendenze del fornitore uscente, di cui l’operatore economico dovrà tenere conto nella determinazione dell’offerta. Questo Protocollo, di durata triennale, diventerà parte integrante della documentazione di gara per tutti i futuri appalti banditi dalla Città di Torino e dai suoi enti strumentali.

“Abbiamo lavorato a lungo su questo Protocollo ma alla fine siamo soddisfatti del risultato. Un accordo importante che si aggiunge a quello su appalti, beni e servizi siglato nel maggio scorso – afferma Elena Palumbo, segreteria CGIL Torino -. È un’intesa che mette al centro il riconoscimento di giusti salari per i lavoratori del settore, il rispetto delle norme su salute e sicurezza attraverso l’applicazione di regole che squalificano chi applica contratti pirata per abbattere il costo del lavoro, tutelando finalmente le imprese che rispettano le norme e la dignità dei lavoratori. L’intesa rappresenta un argine contro l’illegalità, lo sfruttamento e il lavoro nero. Fenomeni sempre più frequenti nella nostra città che richiamano tutti alla responsabilità: dalle imprese alle amministrazioni, fino ai sindacati, nessuno può ritenersi immune”.

“Con il presente Protocollo si rafforzano le tutele contrattuali e salariali, contrastando i fenomeni di dumping e valorizzando il ruolo del CCNL di settore – spiega Davide Provenzano, segretario territoriale Cisl Torino-Canavese -. Come CISL, sottolineiamo inoltre l’importanza della formazione obbligatoria in materia di sicurezza per tutto il personale impiegato nelle opere, quale elemento imprescindibile di prevenzione e tutela. Infine, in un’ottica partecipativa, esprimiamo apprezzamento per l’istituzione di una cabina di regia congiunta e permanente, finalizzata a monitorare e vigilare sul rispetto della legalità negli appalti”.

“È positivo aver siglato un’intesa così importante con il Comune di Torino, perché salvaguarda i lavoratori sul versante della sicurezza, del salario e della legalità – dichiara Chiara Maffè, segretaria UIL Torino -. Grazie a questo protocollo si stabilisce che il lavoro deve essere equo, dignitoso e sicuro, con diritti tutelati e protezione sociale garantita. L’intesa mira inoltre a contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, estendendo così la protezione dei diritti e delle retribuzioni di tutti i lavoratori”.

Alla firma hanno partecipato anche il segretario generale della FILLEA CGIL Torino e Piemonte Massimo Cogliandro, il segretario generale della FILCA CISL Vittorio Di Vito e il responsabile provinciale FENEALUIL PIEMONTE Giuseppe Fiorenza.

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Antimafia, sequestro per mezzo milione di euro a pluripregiudicato

Un uomo con un lungo passato criminale, già condannato per reati che spaziano dalle lesioni personali al furto, dalla detenzione illegale di armi alla tentata estorsione, fino al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, è stato colpito da un provvedimento di sequestro patrimoniale. A suo carico figura anche il ruolo di promotore e organizzatore di un’articolazione della ’ndrangheta attiva nel basso Piemonte.

La Guardia di Finanza di Torino, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha eseguito un sequestro finalizzato alla confisca di prevenzione per un valore di circa 500 mila euro. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino nell’ambito dell’applicazione della normativa antimafia.

Le indagini patrimoniali condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i beni accumulati nel tempo e i redditi ufficialmente dichiarati dall’intero nucleo familiare dell’uomo. Il sequestro riguarda immobili, beni mobili registrati e rapporti finanziari.

Le attività avevano generato significativi proventi, che hanno ragionevolmente concorso all’incremento patrimoniale del proposto e del proprio nucleo familiare e di cui si è tenuto conto anche sotto il profilo tributario, provvedendo separatamente alla ricostruzione dei correlati ingenti diritti doganali evasi (accisa, dazi doganali e I.V.A. all’importazione). Anche per tali vicende è intervenuta condanna definitiva, nel corso del 2024.

Tagli di alberi sulle Provinciali nel Torinese

A Vauda Canavese sulla Provinciale 243 è stato programmato il taglio di alcuni alberi dalle precarie condizioni di stabilità, che comporta la chiusura al traffico tra le 8,30 e le 18,30 di martedì 24 e mercoledì 25 marzo tra il Km 0 e il km 2+800, con la delimitazione dell’area di cantiere e la deviazione del traffico su di un percorso alternativo segnalato in loco. Come sempre, la chiusura non si protrarrà oltre la conclusione dei lavori, se dovesse avvenire prima dell’orario stabilito nell’ordinanza.

A Grosso il taglio di alcuni alberi lungo la diramazione 1 della Provinciale 22 del Colle Forcola di collegamento con la Provinciale tra il Km 0+600 e il km 0+900, comporta la sospensione della circolazione tra le 8,30 e le 18,30 di giovedì 26 marzo, con delimitazione dell’area di cantiere e deviazione del traffico su di un percorso alternativo segnalato in loco.

A Barbania il taglio di alberi lungo la Provinciale 728 dei Boschi tra il km 2+450 e il Km 2+800 comporta giovedì 26 e venerdì 27 marzo la sospensione della circolazione stradale per tutti i veicoli tra le 8 e le 19, ad eccezione dei mezzi di soccorso, con delimitazione dell’area di cantiere e deviazione su di un percorso alternativo segnalato in loco.

A Collegno sulla Provinciale 176 di Savonera tra il km 0+700 e il km 1+300 da mercoledì 25 marzo a martedì 30 giugno viene attivata la circolazione a rotatoria, con il limite di velocità a 30 km orari e il divieto di sorpasso e sosta per tutti i veicoli in entrambi i sensi di marcia.

L’Accademia di Medicina plaude al Giardino Amprino

L’Accademia di Medicina di Torino fu tra i promotori di una richiesta alla Città di Torino volta a dedicare uno spazio pubblico a ricordo del prof. Rodolfo Amprino, suo Socio negli anni ’50, illustre Docente, Ricercatore appassionato della nostra Facoltà di Medicina e poi fondatore di una prestigiosa scuola anatomico-istologica all’Università di Bari.
Il professor Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino
Nell‘esprimere il suo più vivo compiacimento, ringrazia la Città di Torino per l’accoglimento dell’istanza, ed invita a partecipare il prossimo 10 Aprile alle ore 11,00 alla  cerimonia di intitolazione al prof Amprino del giardino compreso fra Corso G. Lanza e Viale  G. Curreno”.

Alla cerimonia interverranno anche l’Università di Torino, una delegazione dell’Università di Bari e l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), in considerazione del ruolo svolto da Amprino nella Resistenza antifascista.

Contrabbando di sigarette: 5 arresti e 2,5 milioni di beni sequestrati

L’inchiesta parte da Torino e abbatte una rete transnazionale di contrabbando sigarette tra Italia, Francia, Polonia, Svizzera, Regno Unito, con rotte in Africa e Asia. L’operazione “Borotalco”, diretta dall’Eppo torinese (Ufficio del Procuratore pubblico europeo), arresta 5 persone-  di cui un britannico capo di un’organizzazione criminale curda, due italiani e due polacchi – e sequestra 40 tonnellate di merce più beni per 2,5 milioni di euro.

Indizi da container sospetti nel porto di Genova. La base nel Regno Unito con traffici in Europa, Africa e Asia. I pacchi di tabacco lavorato spacciato per merci da Armenia, Dubai e Spagna ma deviato via Georgia, Kenya, Olanda e Turchia per aggirare i controlli della dogana.

Secondo una nota ufficiale, la banda usava una ditta genovese per dichiarare carichi fittizi di materiali edili e rifornire magazzini in provincia di Alessandria, nascondendoci il tabacco. Un informatico campano creava siti web falsi ed email contraffatte, mentre comunicavano via app criptate.

Il gip di Genova ha disposto la custodia cautelare per tutti e 5 gli indagati e il sequestro dei beni dal valore di 2,5milioni di euro. L’inchiesta aveva già intercettato carichi per 15 milioni sul mercato nero, con evasione su dazi, accise e Iva oltre i 10 milioni. Sul fronte operativo sono intervenute Guardia di Finanza, Europol, Hmrc britannica e dogane svizzere.

VI.G

Investito in monopattino: bimbo di 5 anni in ospedale

Attraversava la strada a bordo di un monopattino ed è stato investito: bambino di 5 anni finisce in ospedale. È successo nella tarda mattinata di oggi tra via Lessona e l’angolo di Corso Monte Grappa. Sul luogo sono intervenuti i soccorsi del 118 Azienda Zero, che dopo aver stabilizzato la vittima -le condizioni sembravano apparentemente gravi – l’hanno trasportata in codice giallo all’ospedale Regina Margherita. Nonostante i traumi riportati, il piccolo è fuori pericolo.

Secondo le prime ricostruzioni, l’automobilista si è fermato subito. Sono in corso i rilievi della polizia locale per chiarire la dinamica dell’incidente.

VI.G

Bimbo di 5 anni investito sul monopattino

E’ ricoverato al Regina Margherita in codice giallo il bambino di cinque anni investito oggi mentre attraversava la strada su un monopattino. L’incidente è avvenuto in via Lessona,  angolo corso Monte Grappa. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 di Azienda zero.

Sanità piemontese al vertice dell’Asia Centrale di Tashkent

Una delegazione della nostra regione formata da Assessorato alla Sanità, Ordine delle Professioni Infermieristiche e Università del Piemonte Orientale è in queste ore al vertice dell’Asia Centrale di Tashkent.

Visita lampo quella della delegazione piemontese utile a consolidare i contatti assunti durante il vertice di Roma e dialogare con le Università disponibili ad aprire partnership con corsi in lingua italiana. A Tashkent è presente una sede del Politecnico ed esistono già legami consolidati.

La mancanza di infermieri è un problema che accomuna tutto il mondo occidentale. Ne mancano 6000 al Piemonte e l’Organizzazione mondiale della sanità denuncia che ne mancheranno 2 milioni nel mondo. Il livello di pensionamenti è di turn-over all’interno della sanità piemontese è altissimo e le attuali facoltà, anche a pieno regime, non riescono a coprire con i nuovi laureati il numero dei pensionati.

Per continuare a garantire i livelli essenziali di assistenza e il turn-over all’interno dei nostri ospedali, il Piemonte ha deciso di chiudere accordi, già in essere, con la Repubblica d’Albania e di iniziare una nuova strada, già tracciata in ambito agricolo dal governo Italiano, con l’Uzbekistan.

L’obiettivo non è assumere manovalanza a basso costo ma lavorare a livello universitario per formare dal punto di vista clinico e linguistico, sotto la supervisione dell’ordine delle professioni infermieristiche, operatori interessati a lavorare nella sanità pubblica nazionale.

“Non c’è da aspettarsi grandi arrivi numerici immediati, non è la nostra mentalità e il modo in cui lavoriamo. Ribadiamo ancora una volta questo concetto, perché vediamo che continua a regnare confusione su una strategia che è chiara e di lungo termine. Dopo il buon risultato della missione in Albania, che sta portando l’Università del Piemonte Orientale alla creazione di un double degree Italo-albanese, con l’università di Argirocastro, ora con lo stesso approccio affrontiamo il percorso uzbeco. L’impostazione che stiamo dando ai rapporti piace molto alle nazioni estere, perché a differenza di altri paesi europei non intendiamo prelevare i migliori laureati, ma contribuire all’empowerment universitario per formare insieme gli infermieri che opereranno in Italia” dichiarano all’unisono Luca Ragazzoni, delegato agli affari internazionali dell’Università del Piemonte Orientale, Ivan Bufalo, Presidente Ordine professioni infermieristiche Torino e Federico Riboldi Assessore Regionale alla Sanità.

Referendum: Torino boccia la riforma, ma il Piemonte è spaccato

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Il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia si è concluso a livello nazionale con la prevalenza del “No”, che ha superato il 53% dei voti, segnando quindi una bocciatura complessiva del progetto di riforma. All’interno di questo quadro generale, il voto in Torino e in Piemonte offre una lettura particolarmente interessante, caratterizzata da differenze marcate tra il capoluogo e altre aree della regione.

Nel caso di Torino, il risultato è stato decisamente netto: la maggioranza degli elettori ha respinto la riforma con una percentuale vicina ai due terzi dei voti, lasciando al “Sì” uno spazio molto più ridotto. Si tratta di un dato significativo, che conferma l’orientamento critico dell’elettorato urbano nei confronti del quesito referendario. Anche la partecipazione è stata elevata, segno di un forte coinvolgimento dei cittadini su un tema percepito come rilevante.

Spostando lo sguardo all’intero Piemonte, il risultato finale vede comunque prevalere il “No”, in linea con l’andamento nazionale, ma con uno scarto più contenuto rispetto a quello registrato nel capoluogo. Tuttavia, limitarsi al dato complessivo rischia di nascondere una realtà più articolata. All’interno della regione, infatti, non tutte le aree si sono espresse nello stesso modo: accanto a territori che hanno seguito la linea di Torino, ve ne sono altri in cui il “Sì” ha ottenuto la maggioranza dei consensi.

Questa distribuzione del voto mette in evidenza una frattura territoriale piuttosto chiara. Le zone più urbanizzate e densamente popolate, con Torino in primo piano, hanno espresso una contrarietà più marcata alla riforma, mentre diverse aree provinciali hanno mostrato un orientamento opposto, sostenendo il cambiamento proposto dal referendum. In questo senso si può dire che, pur risultando complessivamente contrario, il Piemonte presenta al suo interno una componente significativa favorevole al “Sì”.

Il peso demografico di Torino ha avuto un ruolo determinante nell’indirizzare l’esito regionale: il largo vantaggio del “No” registrato in città ha contribuito in modo decisivo a fissare il risultato finale del Piemonte. Senza il contributo del capoluogo, l’equilibrio tra le due opzioni sarebbe stato molto più incerto.

Risultati per provincia (indicativi, a spoglio completato)

  • Provincia di Torino
    No nettamente prevalente (oltre il 60% nel capoluogo, più alto rispetto alla media regionale)
  • Provincia di Cuneo
    Prevalenza del No
  • Provincia di Novara
    Prevalenza del No
  • Provincia di Alessandria
    Prevalenza del Sì
  • Provincia di Asti
    Leggera prevalenza del Sì (dato più equilibrato)
  • Provincia di Biella
    Prevalenza del Sì
  • Provincia di Vercelli
    Prevalenza del Sì
  • Provincia del Verbano-Cusio-Ossola
    Prevalenza del Sì

Dato complessivo regionale

  • No: circa 53,5%
  • Sì: circa 46,5%