CRONACA- Pagina 12

Furto con spaccata alla libreria Geocart di corso Francia

La libreria Geocart di corso Francia 92/D è rimasta vittima di un furto con spaccata avvenuto nella serata dell’11 gennaio scorso. I malviventi, che hanno sottratto poche decine di euro dalla cassa, avrebbero utilizzato un tombino per spaccare la vetrina e entrare all’interno del locale dopo aver, secondo quanto dichiarato dalla titolare, probabilmente manomesso il sistema di videosorveglianza della sua attività, che non le ha segnalato l’azione dei ladri. Alle ore 23 di domenica scorsa, oltre alla titolare, erano presenti alcuni agenti di Polizia che, da una prima ricostruzione, hanno ipotizzato la presenza di tre persone, due delle quali a fare da “palo” durante il furto. Le indagini in corso sono focalizzate sul cercare un legame con episodi analoghi avvenuti in zona.

Mara Martellotta

Droga nel Canavese durante le feste: due arresti a Castellamonte e Quincinetto

Due episodi distanti qualche giorno ma con la stessa conclusione: l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Questo è il bilancio dei controlli intensificati dei carabinieri nelle ultime due settimane festive, mirati a reprimere il traffico di droga sulle strade del Canavese.

Il primo è avvenuto il 31 dicembre a Castellamonte. I militari del Nucleo Radiomobile sono intervenuti su segnalazione al 112 per un 51enne in evidente stato di agitazione: nell’appartamento hanno rinvenuto sul tavolo del soggiorno quasi 80 grammi di cocaina, 26 grammi di hashish, due bilancini di precisione e 1.300 euro in contanti, provento dell’attività illecita. L’uomo è stato posto ai domiciliari.

Il secondo episodio è avvenuto a Quincinetto. I carabinieri della stazione di Settimo Vittone hanno fermato un 31enne in via XXV Aprile a bordo di una moto sotto vincolo amministrativo, con patente revocata. Nella tasca del giubbotto sono state trovate tre dosi di eroina, una di crack e due di cocaina; la perquisizione domiciliare ha permesso di sequestrare quasi 900 euro in contanti e un bilancino. Arrestato, il giovane è sottoposto a obbligo di dimora con permanenza notturna.

VI.G

Nuovi fondi regionali per gli Ecomusei del Piemonte

IN ARRIVO 432 MILA EURO

L’Assessore alla Cultura, Marina Chiarelli: “Gli Ecomusei sono una rete preziosa per la nostra regione, sostenere il loro lavoro significa investire nelle comunità locali”

 

La Regione Piemonte conferma il proprio impegno a favore della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale diffuso attraverso il sostegno al sistema degli Ecomusei. Con determinazione dirigenziale del Settore Valorizzazione del Patrimonio culturale, Musei e Siti UNESCO sono stati assegnati contributi per complessivi 432.000 euro a favore dei soggetti gestori degli Ecomusei piemontesi per le attività svolte nel corso del 2025 il cui contributo è erogato a seguito della rendicontazione delle attività svolte.

Le risorse, stanziate sono destinate a sostenere la gestione ordinaria, i programmi di attività e le azioni di sviluppo e valorizzazione del Sistema regionale degli Ecomusei, che oggi conta 25 realtà riconosciute su tutto il territorio piemontese. Nel dettaglio, i finanziamenti prevedono: 297.000 euro a favore dei soggetti gestori pubblici (enti locali); 135.000 euro destinati ai soggetti gestori privati (associazioni e fondazioni).

Hanno presentato domanda 24 soggetti gestori, di cui 19 pubblici e 5 privati, le cui istanze sono state valutate da una Commissione appositamente costituita, sulla base dei programmi di attività presentati e in coerenza con gli indirizzi del Programma Triennale della Cultura 2025–2027.

«Gli Ecomusei rappresentano una rete preziosa per la salvaguardia dell’identità dei territori e per la trasmissione della memoria collettiva – sottolinea l’Assessore alla Cultura Marina Chiarelli –. Sostenere il loro lavoro significa investire nelle comunità locali, nella partecipazione attiva dei cittadini e in un modello di sviluppo culturale sostenibile e diffuso».

I contributi regionali sono finalizzati esclusivamente alla realizzazione delle attività istituzionali dichiarate dai beneficiari e dovranno essere rendicontati secondo le modalità e la modulistica approvate con il provvedimento. Con questo intervento, la Regione Piemonte rafforza il proprio impegno a favore di una cultura radicata nei territori, capace di connettere patrimonio materiale e immateriale, paesaggio, tradizioni e innovazione sociale.

Città di Torino e Politecnico rilanciano l’innovazione digitale nelle scuole 

 

Con una presentazione di obiettivi e risultati raggiunti fin qui, dalla scuola secondaria di I grado Ada Negri, Torino ha rilanciato Openscuola, il progetto congiunto di Città di Torino e Politecnico di Torino finalizzato alla creazione e al potenziamento di laboratori informatici nelle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio cittadino.

Attivo dal 2013, Openscuola nasce dall’esigenza manifestata da numerosi istituti scolastici di rendere pienamente funzionali e aggiornati i propri laboratori informatici, offrendo a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, nuove opportunità di apprendimento e di accesso consapevole alle tecnologie digitali, e contribuendo al tempo stesso alla diffusione della cultura scientifica e tecnologica e alla promozione di percorsi educativi inclusivi e sostenibili.

Nel corso degli anni, grazie al progetto – noto anche come Scuola 2.0 – sono già stati realizzati 53 laboratori informatici, mentre numerose ulteriori richieste di installazione sono pervenute da altre scuole del I ciclo. Un risultato significativo, ottenuto attraverso il riutilizzo e la rigenerazione di hardware dismesso, opportunamente ricondizionato sia dal punto di vista hardware che software, e l’impiego di soluzioni open source: un approccio che consente di allestire interi laboratori a costi contenuti, spesso a partire da un unico computer docente dotato di sistema operativo e applicativi dedicati.

Il Politecnico di Torino fornisce supporto informatico per l’installazione, la gestione e la manutenzione dei PC, garantendo l’aggiornamento del software e la piena operatività dei laboratori nel tempo. I sistemi adottati prevedono un’amministrazione centralizzata che consente il monitoraggio e la gestione da remoto delle postazioni in modo scalabile e semplificato. Le attività tecniche sono svolte da personale specializzato dell’Ateneo, con il coinvolgimento di studenti e studentesse selezionati tramite borse di studio e assegni di ricerca, favorendo la formazione sul campo e il trasferimento di competenze.

Dopo la sospensione dovuta alla pandemia, Openscuola è stato rilanciato con un ampliamento degli obiettivi. Accanto al supporto tecnico, il progetto prevede un potenziamento delle attività di assistenza e formazione rivolte agli insegnanti, per accompagnare l’evoluzione dei metodi di insegnamento e apprendimento e promuovere un utilizzo efficace e consapevole delle tecnologie digitali nella didattica. L’accesso a infrastrutture adeguate e a connessioni a banda larga rappresenta infatti un elemento chiave per sostenere la didattica digitale e la condivisione di materiali e saperi.

Le richieste di adesione al progetto sono raccolte e gestite dalla Città di Torino, tramite un apposito form (https://www.comune.torino.it/schede-informative/progetto-openscuola ). Compito dell’amministrazione è anche il continuare a sostenere e promuovere Openscuola presso le scuole cittadine, favorendone diffusione e conoscenza. Oltre a questo, dalla stessa pagina del sito istituzionale è possibile arrivare ad un’altra pagina dedicata, utile al monitoraggio delle attività e sulla quale è possibile vedere tutte le scuole che hanno già potuto beneficiare del progetto, come anche quelle che hanno fatto richiesta e sono al momento in attesa di intervento.

«Siamo felici di aver dato, con il supporto del Politecnico, nuovo impulso al progetto Openscuola – sottolinea Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino –, un passo importante che conferma l’impegno della Città nella costruzione di ambienti educativi capaci di accompagnare studenti e docenti nello sviluppo delle competenze digitali. Abbiamo fortemente voluto all’interno dei laboratori informatici non solo strumentazioni base utili alla comunità scolastica, ma anche e soprattutto dei software open source, per diffondere una cultura della condivisione e della trasparenza, stimolare autonomia e pensiero critico e contribuire a un’innovazione tecnologica più sostenibile e accessibile per l’intera comunità scolastica».

A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il professor Marco Mellia, Project Manager IT per l’Ateneo, che dichiara: “Openscuola è un progetto di lunga data, che ha visto il supporto a oltre 50 scuole nell’aiutarle a installare e soprattutto gestire i loro laboratori informatici. Il coinvolgimento dei nostri studenti è fondamentale sia per dare loro l’opportunità di imparare sul campo, sia per le scuole che vedono ragazzi entusiasti, spesso loro ex allievi, dare supporto con entusiasmo. Openscuola è un esempio concreto di collaborazione tra enti pubblici che ci auguriamo prosegua e rafforzi le sinergie con il territorio”.

Con Openscuola 2025, la Città di Torino e il Politecnico di Torino confermano il proprio impegno nella realizzazione di progetti a forte valenza sociale e culturale, capaci di favorire la crescita della comunità territoriale e di accompagnare la scuola nelle sfide dell’innovazione digitale.

TorinoClick

Collanina rubata a un festival in Belgio: arrestati a Torino due italiani

Mandato di arresto europeo per rapina, associazione a delinquere e minaccia: arrestati due italiani. I fatti risalgono a luglio 2024, quando due italiani, di 27 e 37 anni, si trovavano a Boom, in Belgio, durante il festival internazionale di musica elettronica Tomorrowland. Secondo le ricostruzioni investigative, i due, insieme a una terza persona tuttora latitante, avevano rubato una collanina a un partecipante all’evento.

Su mandato di arresto emesso lo scorso settembre dalle autorità di Anversa, gli investigatori della squadra mobile della polizia di Torino hanno individuato i fuggitivi: il 27enne in Val di Susa e il 37enne nella prima cintura torinese. Entrambi sono stati arrestati e ora attendono l’estradizione.

I due sono stati condannati in via definitiva e dovranno scontare due anni di reclusione oltre a pagare una multa di 1.600 euro.

VI.G

Amore per i poveri: Suor Smerilli alla Piccola Casa Cottolengo 

Nella Piccola Casa Cottolengo di Torino, il 12 gennaio scorso, in mattinata, Suor Alessandra Smerilli, Figlia di Maria Ausiliatrice, Segretaria del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha presentato l’Esortazione Apostolica di Papa Leone XIV “Dilexi Te” sull’Amore verso i poveri. In una sala affollata dalla Famiglia Cottolenghina, insieme a numerosi religiosi e religiose di altre congregazioni, a diversi movimenti ecclesiali e a fedeli della Diocesi di Torino, ha introdotto Padre Carmine Arice, Padre Generale della Piccola Casa, che ha sottolineato come il documento sia particolarmente prezioso per la Famiglia Cottolenghina proprio perché parla della missione evangelica della Piccola Casa della Divina Provvidenza fondata dal Santo Cottolengo. Suor Smerilli ha evidenziato come il documento, iniziato da Papa Francesco e concluso e firmato da Papa Leone XIV, inviti a percepire la connessione tra l’Amore di Cristo e la chiamata ad avvicinarci ai poveri. L’esortazione, in particolare, mostra come l’impegno a favore dei poveri per eliminare le cause strutturali della povertà sia insufficiente.

“Serve un cambio di mentalità – ha osservato Suor Smerilli – per spezzare il ciclo di una cultura che scarta. Rispetto ai progressi degli scorsi decenni nella lotta alla fame nel mondo stiamo tornando indietro. Vediamo un aumento di povertà e disuguaglianza. Sono anni che il benessere economico è nelle mani di pochi”.

La religiosa ha richiamato alcuni elementi da cui il documento “Dilexi Te” mette in guardia: la cultura dell’accumulo, i sistemi economici ingiusti, l’esclusione e l’indifferenza sociale.

“L’esortazione-ha continuato Suor Smerilli- ci richiama al fatto che la condizione dei poveri rappresenta un grido che interpella la nostra società tutta. Dio si prende cura dei poveri e degli oppressi, ed è per questo che la Chiesa non deve avere tentennamenti in questa scelta che riguarda i poveri. Sulla povertà non dobbiamo abbassare la guardia”.

Suor Smerilli si è poi soffermata sulla denuncia che il documento fa alla deviazione dalla cultura della meritocrazia, dietro cui possono celarsi delle ideologie.

“Se fondiamo le società sul merito, dividiamo tra meritevoli e non  -ha evidenziato Suor Smerilli – ovvero arriviamo a pensare che i poveri si siano meritati la propria condizione. Il disprezzo del povero, del migrante e dell’emarginato diventa il risultato del ‘te lo sei meritato’. I cristiani sono chiamati a disfarsi delle ideologie e indagare le cause strutturali della povertà”.

Fra esse certamente vi è la mancanza di reti relazionali che portano le persone sull’orlo del precipizio.

La Segretaria del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha poi  toccato il tema della destinazione universale dei beni.

“Abbiamo il dovere di comprendere di cosa abbiano bisogno le persone che, solo per essere nate in una parte del mondo, sono destinate a morire di fame a causa delle guerre. Quale dei conflitti oggi nel mondo non dipende dall’economia e dallo sfruttamento delle risorse? E cosa c’entrano i bambini e le famiglie che ne sono vittime?”.

Da qui la domanda “cosa possiamo fare noi?”. Infine, l’invito del Papa a lasciarsi evangelizzare dai poveri come testimonianza dell’amore di Dio, e dunque le parole conclusive del documento: “Una chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare, è la chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno”.

Padre Arice, dopo un ampio dibattito, ha richiamato alcune conclusioni per la Famiglia Cottolenghina: nella Piccola Casa siamo al cuore del Vangelo, vigiliamo per rimanerci avendo il coraggio per riformarci; nella Piccola Casa, attraverso i poveri, tocchiamo la carne di Cristo, il gesto di cura ed educazione è già annuncio del Vangelo. Da qui la responsabilità di farlo bene e in modo integrale. Servire il povero significa promuovere una cultura della cura, da qui l’invito a cambiare mentalità. In tempi di crisi e buio, è necessario che ci siano segni come anticorpi per guarire dalla cultura dello scarto e dell’indifferenza.

Mara Martellotta

 

 

Demolizione del commissariato Borgo Po e ricostruzione 

Nel rispetto delle normative in materia di sicurezza il commissariato di Borgo Po in via Sabaudia 36 sarà demolito e ricostruito nello stesso luogo. Lo ha definito la conferenza dei Servizi lo scorso ottobre. Dopo l’esame della Commissione Urbanistica  dei giorni scorsi oggi pomeriggio il Consiglio comunale ha approvato la delibera di presa d’atto.

La nuova sede non avrà più un piano interrato come l’attuale edificio data la presenza del Rio Pattonera a pochi metri dalla struttura. La prossima primavera gli agenti in servizio in via Sabaudia saranno trasferiti nel commissariato di corso Spezia fino alla riapertura della sede precollinare prevista nel 2028.

Sempre in materia urbanistica l’assemblea di Palazzo Civico ha approvato la delibera di permesso di costruzione in deroga ( Legge 106/2011) in corso Rosselli 234/236 dove i fabbricati dell’ex falegnameria Gardino sono inutilizzati dal 1996 e anche la parte residenziale risulta inoccupata.

Dalla demolizione dei fabbricati esistenti dell’area sarà edificato un palazzo residenziale,  con autorimesse interrate e box auto nel piano cortile, ampio 1500 mq. Di SLP. La Città incamera 187 mila euro di contributo di costruzione e 160 mila euro di contributo di costruzione.

I proponenti realizzeranno opere di urbanizzazione: conservazione del glicine di via Oronzo, abbattimento delle barriere architettoniche, depavimentazione del pavimento in asfalto con aiuole, nuovi marciapiedi, nuovi alberi nel giardino Piredda in prossimità dell’area cani.

 

Insediato il nuovo questore Gambino

Sì è insediato a Torino il nuovo questore Massimo Gambino, 62 anni. Ha sostituito Paolo Sirna, trasferito a Reggio Calabria, dopo un anno e tre mesi nel capoluogo piemontese. Gambino arriva dalla questura di Bari. Ieri ha incontrato i giornalisti in questura. “Il questore non è solo il questore della città, ma dell’intero ambito metropolitano. Il mio impegno sarà di vivere quotidianamente tutto il territorio, immergendomi nelle diverse realtà”.

Camper rubato e targhe false: scoperto dalla Polizia Locale a Torino Sud

Guidava un camper rubato e con targhe false. Per questo un giovane di origine bosniaca di 37 anni è stato denunciato per ricettazione insieme alla sua compagna dalla Polizia Locale. Il camper è risultato di provenienza furtiva e con dati identificativi contraffatti mentre circolava a Torino Sud.

Il controllo è avvenuto nella mattinata di giovedì 8 gennaio nell’ambito di una più estesa attività da parte del Reparto Informativo Sicurezza Integrazione sulla presenza di insediamenti con camper nella zona sud della Città. Il conducente è risultato sprovvisto della patente, con una carta di circolazione e targhe identificative di un altro veicolo. Sul telaio del camper, inoltre, il numero punzonato è stato contraffatto mediante ripunzonatura dei numeri.

Sospettando che le sostituzioni dei dati identificativi fossero atte a mascherare la provenienza furtiva del camper, gli agenti hanno proceduto a effettuare il sequestro e a deferire le due persone all’autorità giudiziaria per ricettazione (art 648), per operazioni che ostacolano l’identificazione della provenienza delittuosa (648 bis) e per concorso di più persone nel reato (art. 110 del codice penale). Il conducente è inoltre stato denunciato per guida senza patente (art. 116 del Codice della Strada).

Il procedimento penale oggetto del presente comunicato si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza degli indagati, sino alla sentenza definitiva.

Semaforo antismog: da martedì 13 gennaio scatta il livello 1 (arancio)

 

Da  martedì 13 gennaio e fino a mercoledì 14 gennaio 2026 compreso (prossimo giorno di controllo) le misure di limitazione del traffico passeranno al livello 1 (arancio).

I dati previsionali forniti oggi da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento del valore di 50 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria per tre giorni consecutivi.

Alle limitazioni strutturali in vigore, per il trasporto persone si aggiungerà il blocco dei veicoli diesel con omologazione Euro 5 valido tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19, mentre il blocco dei veicoli diesel Euro 3 e Euro 4 si prolungherà alle giornate di sabato e domenica, sempre dalle ore 8 alle 19. Stessa regola anche per i veicoli adibiti al trasporto merci, che vedranno il divieto di circolazione estendersi ai diesel con omologazione Euro 3, Euro 4 ed Euro 5 su tutti i giorni (festivi compresi), sempre con orario 8-19.

Con l’attivazione del livello arancio si fermeranno anche tutti i veicoli dotati di dispositivo “Move In”, in quanto comunque soggetti alle limitazioni temporanee della circolazione veicolare conseguenti alle previsioni di perdurante accumulo degli inquinanti nell’aria.

Si ricorda infine che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata sul sito della Città di Torino .

TorinoClick