L’azienda leader nelle soluzioni per il pianeta presenta importanti novità nell’anno del proprio settantesimo compleanno.
‘Marazzato’, 70 anni compiuti nel 2022 e celebrati con una due giorni di grandi eventi il 7 e 8 ottobre scorsi, torna a Ecomondo dall’8 all’11 Novembre in Fiera a Rimini.
E lo fa come sempre portando all’appuntamento con la maggiore kermesse di rilevanza europea dedicata all’ambiente tutto il consueto carico di novità che da sempre accompagna e contraddistingue l’impresa fondata nel 1952 da Lucillo Marazzato, sviluppata dal figlio Carlo e oggi affidata alla guida altrettanto sapiente dei fratelli Alberto, Luca e Davide, terza generazione alla guida dell’azienda che porta il loro cognome.
Che consolida, amplificando al contempo il proprio raggio d’azione, la leadership nei settori della gestione rifiuti e dellebonifiche ambientali. “Proseguendo così – afferma Alberto Marazzato, Direttore Generale del Gruppo – sulla scia delle grandi opere che, nuovo Ponte Morandi incluso così come diverseriqualificazione di aree metropolitane di Milano, hanno segnato una svolta importante nella stipula di importanti partnership con altrettante rinomate e affermate realtà”.
‘Marazzato’, inoltre, sempre in prima linea anche sul fronte delle iniziative dedicate a favorire il networking e la condivisione di conoscenze, sarà promotore Mercoledì 9 Novembre dalle 10 alle 12 di un convegno a tema intitolato “Analisi dell’offerta di mercato del settore ambientale: focus sui rifiuti speciali”.
“Al centro della tavola rotonda – approfondisce il manager – la condivisione dei dati emersi da WaStudy, indagine di mercato annuale commissionata dall’azienda a ‘Cerved Group’ al fine di comprendere e ragionare sui cambiamenti in atto nei maggiori trend di analisi legati al comparto del rifiuto industriale italiano. Oggetto degli interventi dei relatori saranno i comportamenti, le previsioni e le tipologie di servizi offerti, al fine di comprendere meglio il futuro del mercato dei rifiuti industriali italiano”.
A questo sguardo al futuro si unisce un momento dedicato al passato, a testimonianza dell’attenzione da sempre dedicata da ‘Marazzato’ alle proprie radici e in particolare alla collezione di mezzi storici pesanti che il Gruppo possiede: nella Hall Sud, all’ingresso principale della fiera, sarò possibile sperimentare la realtà aumentata attraverso l’utilizzo di visori a bordo di un Isotta Fraschini D80, uno dei mezzi di punta della collezione.
È forse l’autunno il periodo migliore per navigare il Grande Fiume nel Parco del Delta del Po tra la Romagna e il Veneto. L’esplosione dei colori autunnali rende il paesaggio ancora più affascinante. Uno scenario molto vario, mutevole, dai campi coltivati alla laguna, dalle dune sabbiose ai boschi e ai fitti canneti. Sullo sfondo si stagliano le pinete litoranee che svettano sulle distese d’acqua, discendenti di quelle piantate dai romani duemila anni fa per rifornire i cantieri navali. Quelle lagune e quelle paludi che fermarono gli eserciti invasori e protessero Ravenna facendola diventare, dopo il crollo di Roma, tre volte capitale, dell’Impero romano d’Occidente, del regno ostrogoto e poi baluardo italiano dell’Impero bizantino. Sopra di noi nel parco volano centinaia di uccelli in un festoso viavai, un autentico paradiso per i volatili, sia migratori che stanziali. Un grande spettacolo naturale da non perdere, immersi in un ambiente incantevole tra pioppi, arbusti e orchidee, fenicotteri, gabbiani rosati e centinaia di altri uccelli. A Porto Tolle, nella parte veneta del Delta, si arriva facilmente in auto. Da qui muovono le barche per l’esplorazione, qui comincia l’avventura in un groviglio di lagune salmastre, stagni, piccoli e grandi rami del fiume e sbocchi al mare e tutto diventa misterioso, quasi magico. Carpe, cefali, tinche, lucci popolano canali, fiumi e paludi ma sono gli uccelli la parte più ricca e interessante della fauna del Delta, appartengono a oltre 300 specie ed è facile vederli sugli alberi mentre sulle rive del Po e dei canali svolazzano aironi, garzette, cormorani, il falco di
palude, l’usignolo di fiume, il gabbiano reale, il cavaliere d’Italia, la pettegola, l’avocetta, l’ibis, gheppi, poiane e tanti altri. I volatili migratori giunti dai Paesi freddi del nord trovano nel Delta un rifugio sicuro e adatto allo svernamento, in inverno migliaia di anatre come il germano reale affollano le distese d’acqua e in primavera gli aironi e le garzette si riproducono nei canneti e lungo gli stagni. Per alcuni il Delta del Po è deprimente e triste, per la nebbia, per le zanzare (meglio comunque evitare l’estate) e per la piattezza del paesaggio. In realtà è un colpo d’occhio eccezionale, un’esperienza unica. Sarebbe bello che il grande fiume fosse navigabile da Torino fino all’Adriatico, fino al Parco regionale del Delta del Po. Per adesso lo è solo parzialmente, da Cremona al mare per quasi 300 chilometri. Filippo Re