LA REGIONE PIEMONTE INVESTE 40 MILIONI PER NUOVE CICLOVIE
SI PARTE DA CORONA DELLE DELIZIE, COLLINE UNESCO E LAGO MAGGIORE
Rendere il Piemonte primo in Europa per chilometri ciclabili attrezzati è l’obiettivo che si pone la Regione investendo 40 milioni di euro per creare nuove ciclovie capaci di consentire ai turisti di andare alla scoperta del territorio in una modalità più “dolce” e sostenibile.
Tre sono le ciclovie già individuate: la “Corona di Delizie”, collegamento tra le residenze reali piemontesi, quella delle Colline Unesco e quella del Lago Maggiore.
Per la realizzazione di ognuna di esse sono disponibili 10 milioni di euro, e altri 10 saranno destinati alle nuove tratte che saranno proposte dagli altri enti locali, per un totale di 40 milioni di euro. Tutti gli interventi rientrano tra quelli inseriti nella programmazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).
La presentazione di queste ciclovie è stata effettuata ieri nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi, alla presenza del sindaco della Città metropolitana Stefano Lo Russo e di numerosi altri sindaci della zona interessata.
“Stiamo lavorando da tempo su azioni che ci permetteranno di raggiungere l’obiettivo di essere la prima Regione in Europa per chilometri di ciclovie attrezzate – hanno dichiarato il presidente Cirio e l’assessore Gabusi – Riteniamo che la bicicletta sia il mezzo ideale per viaggiare alla scoperta delle varie zone del Piemonte e che lo sviluppo cicloturistico rappresenti un importante strategia di
valorizzazione e accesso sostenibile alle risorse del territorio, oltre ad uno strumento di rivitalizzazione economica. Abbiamo deciso di puntare su tre progetti strategici, che corrispondono ad altrettante zone di eccellenza del nostro territorio: le colline Unesco, le Residenze reali e i Laghi. Progetti a cui affianchiamo un bando aperto ad altre proposte di potenziamento delle ciclovie perché crediamo nella mobilità sostenibile e nel cicloturismo. Per questo vogliamo progetti di piste vere, sicure, utili per chi visita il nostro meraviglioso territorio ma anche chi le userà per spostarsi preferendo la bicicletta all’auto e contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria”.
Alla presentazione del progetto della Corona di Delizie al Grattacielo Piemonte è intervenuto anche il sindaco di Torino e della Città metropolitana Stefano Lo Russo: “La scelta di puntare su realtà di eccellenza turistica contribuisce alla strategia di posizionamento del nostro territorio sui mercati turistici internazionali e aiuta enti e istituzioni a lavorare in maniera unitaria per valorizzare le nostre bellezze paesaggistiche, culturali e architettoniche con l’occhio ben attento alla mobilità sostenibile”
La tempistica dei progetti prevede l’avvio dei progetti di fattibilità entro settembre 2023 e la fine dei lavori a dicembre 2027.
Tutte le ciclovie si inseriscono nel Piano regionale per la mobilità ciclistica, approvato nel 2022, che comprende 28 percorsi per 3 mila chilometri complessivi, di cui è già stato realizzato il 40%.
Corona di Delizie
Vuole declinare la mobilità ciclabile all’interno del più ampio progetto della Corona Verde, la grande cintura che abbraccia Torino con aree verdi, Residenze reali, reti fluviali e campi coltivati e che rappresenta un modello di sviluppo locale sostenibile e durevole.
Colline Unesco
Il percorso si snoda tra le colline riconosciute dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità e mira a unire le principali Core Zone del sito, che già da quest’estate potranno contare su un tratto realizzato di 13 km tra Canelli e Nizza Monferrato.
Lago Maggiore
Il finanziamento finanzia un primo lotto lungolago che risulta particolarmente suggestivo per l’affaccio sulle Isole Borromee.

“Il Prae è uno strumento di programmazione territoriale per il settore estrattivo che non ha precedenti in Regione Piemonte, permetterà agli operatori del settore di avere chiarezza rispetto agli sviluppi futuri delle attività e conseguentemente di programmare investimenti importanti sul fronte dell’innovazione tecnologica, della transizione ecologica e del recupero naturalistico. Le cave autorizzate all’interno del Parco del Po e il loro recupero ambientale sono un esempio in tal senso e sono costantemente monitorate da una commissione preposta con i Comuni, la Regione e l’Ente Parco”. Lo ha sottolineato l’assessore alle Attività estrattive Andrea Tronzano nell’informativa alla Terza commissione (presidente Claudio Leone) in merito all’adozione del Piano regionale delle attività estrattive.“Il Piano ha, tra le sue priorità evidenti, la salvaguardia del territorio, nessuno vuole farne scempio, respingiamo con forza questa accusa. Il settore deve essere regolato da una normativa proprio per tutelare sia l’ambiente che ci circonda, sia un comparto che deve opportunamente e necessariamente lavorare in un contesto chiaro. Per quanto riguarda il tema dei volumi estraibili, non dobbiamo dimenticare che volume estraibile non è sinonimo di volume effettivamente estratto. Come più volte ribadito, potranno essere concessi nuovi volumi solo quando saranno in esaurimento quelli già autorizzati” ha aggiunto l’assessore.Nel corso dei lavori è stato altresì sottolineato che il Piano è il frutto del confronto con tutti i soggetti interessati con incontri nelle varie Province, coinvolgendo i Comuni sede di poli estrattivi e cave attive. A seguire c’è stata poi l’apertura della Conferenza di copianificazione e valutazione con la presenza anche dell’autorità competente in materia di Valutazione ambientale strategica (Vas).Sono poi intervenuti nell’ordine Silvio Magliano (Moderati), Silvana Accossato (Luv), Domenico Rossi (Pd), Giorgio Bertola (Europa Verde) e Sarah Disabato (M5s), molto critici verso il documento che, a loro dire, andrebbe corretto soprattutto per quanto concerne le valutazioni ambientali.