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A tu per tu con Ilenia Coratti, autrice di “Breakout”

Un racconto mozzafiato tra intrighi e battaglie per difendere ed inseguire i propri sogni, i propri ideali e per conquistare la propria libertà

SE DOVESSI PRESENTARTI A CHI ANCORA NON TI CONOSCE COSA CI DIRESTI DI TE?

Direi che: sono nata in provincia di Ferrara. In seguito ad un grave lutto in famiglia che mi ha costretta a crescere senza genitori ho iniziato ad interessarmi alla psicologia. Ho partecipato a vari stage e corsi di formazione sulla comunicazione non verbale e sul linguaggio del corpo. Ho studiato principalmente da autodidatta e poi mi sono qualificata come operatore socio-sanitario e tecnico esperto nella gestione dei servizi socio-sanitari. Mi sono poi qualificata in psicologia dell’emergenza diventando un operatore dell’emergenza. Attualmente lavoro nel settore socio-sanitario e collaboro con diversi enti e psicologi in merito alla formazione sul linguaggio del corpo. In più aggiungerei solo che sono amante degli animali, in particolare i gatti.

RECENTEMENTE HAI SCRITTO IL LIBRO BREAKOUT. DI COSA PARLA E A COSA TI SEI ISPIRATA?

Senz’altro mi sono ispirata alla mia vita e non solo. Breakout è un thriller psicologico/drammatico ispirato ad eventi realmente accaduti. Narra la storia di una bambina costretta a crescere prima del tempo in un mondo nel quale è difficile sopravvivere. Un racconto mozzafiato tra intrighi e battaglie per difendere ed inseguire i propri sogni, i propri ideali e per conquistare la propria libertà. Tratta argomenti quali la manipolazione mentale e alcune di queste tecniche tra cui il Gaslighting e gruppi e metodi coercitivi realmente esistenti. Il tutto è tratto da una storia vera anche se per ovvie ragioni alcune parti sono state leggermente adattate alla storia.

COSA HAI VOLUTO TRASMETTERE CON QUESTO LIBRO? INOLTRE, CREDI CHE LA STORIA POSSA TERMINARE COSì O CI SARà UN SEGUITO?

Ho voluto trasmettere emozioni ma anche informazioni. Ricordando che è tratto da una storia vera ho voluto fornire a mio modo un punto di vista per affrontare le situazioni descritte nel libro che peraltro accadono spesso nella vita di tutti i giorni. Ci tengo però a precisare che in ogni situazione sta alla persona che vi si trova valutare e prendere una decisione ma a volte trarre spunto da qualcuno che ha esperienza in merito può fare davvero la differenza. Per rispondere alla tua domanda No, la storia non finisce qui perciò Si, ci sarà un secondo libro su cui sto già lavorando 😉

SUPPONIAMO CHE IL LIBRO ABBIA SUCCESSO COSì COME CI AUGURIAMO, COSA FARESTI?

A prescindere dal fatto che ho scritto questo libro perché credo che la storia meriti di essere raccontata e ascoltata e non perché mi aspetto un successo clamoroso o qualcosa di particolare, se il libro avesse successo rispetterei il mio sogno ovvero fare beneficenza ma in particolare mi piacerebbe molto poter contribuire in modo concreto alla ricerca e lotta contro le malattie rare e i tumori. Mi piacerebbe davvero avere la possibilità di poter fare qualcosa di significativo a riguardo.

DOVE POSSIAMO ACQUISTARE IL LIBRO E/O SEGUIRTI?

Il libro è acquistabile attraverso il mio sito www.ileniacoratti.com in cui è anche possibile scaricare gratuitamente le prime 20 pagine . Altrimenti può essere acquistato su Amazon, ilmiolibro.it e a breve youcanprint.it . Potete seguirmi sulle mie pagine Facebook @ilenia coratti autrice-scrittrice e @ileniac-scrittrice oppure sul mio profilo instagram @ilenia_coratti

 

 

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A CASANOVA UN EVENTO MUSICALE STRAORDINARIO

 

Mercoledì 21 marzo presso l’abbazia di Casanova in Carmagnola (To) si terranno le prove generali dell’orchestra Vivaldi di Verbania con il coro Vox Viva, coro torinese un po’ di casa a Casanova, in quanto già da alcuni anni anima il concerto di Natale.L’evento che sarà ad ingresso libero, avrà inizio alle 19. Il coro e l’orchestra daranno così il via ad una piccola tournèe che vedrà il giorno successivo l’esibizione a Verbania. Dopo Verbania, le prossime esibizioni saranno a Chiavenna e successivamente in un teatro.L’evento che si terrà a Casanova, vedrà l’orchestra ed il coro esibirsi nelle prove generali del Requiem K 626.La presidente dell’associazione Amici dell’Abbazia di Casanova Giorgina Fissore, spiega: “Sarà un evento straordinario in quanto si passerà alla musica classica, senza abbandonare in alcune occasioni quella alla quale siamo abituati ad ascoltare in chiesa”.

Ivan Quattrocchio

La rassegna di “Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri”

Anche a gennaio torniamo a occuparci dei libri più letti e commentati dai membri del gruppo FB 

Il primo mese dell’anno vede in testa alle preferenze il nuovo romanzo di Donato Carrisi, L’uomo del labirinto che raccoglie commenti molto favorevoli; l’altro titolo più commentato, soprattutto dalle lettrici, è La ragazza delle perle, quarto volume di una saga scritta dalla scrittrice irlandese Lucinda Riley, di recente pubblicazione, che ha decisamente conquistato un vasto pubblico. Terzo gradino del podio per Elena Ferrante, che con la sua quadrilogia de L’amica geniale divide il gruppo  tra sostenitori e lettori delusi. Molte le discussioni che riguardano la narrativa fantastica: da La trilogia di Bartimeus, di Stroud, all’ormai classica saga di Harry Potter senza dimenticare l’imprescindibile Tolkien, il fantasy ha sempre un affezionato pubblico. La massiccia presenza delle novità editoriali regalate per Natale ha messo un po’ in ombra i post nei quali si discute di classici, ma la discussione sull’attualità di Marcovaldo di Italo Calvino ha visto l’appassionata partecipazione di molti utenti: è sempre il momento per ricoprire questo e altri romanzi senza tempo, come quelli di Jack London o Francis Scott Fitzgerald, anche lui spesso presente nei post del gruppo. Se, infine, appartenete alla selettiva schiera dei lettori esigenti e curiosi, sempre alla ricerca di narrativa di qualità ma meno nota, i consigli per voi riguardano Il coltivatore del Maryland, di John Barth, deliziosa parodia del romanzo settecentesco, la raccolta di racconti Nelle terre di nessuno, dell’americano Chris Offutt e Figlie sagge, di Angela Carter. L’argomento più caldo del mese è rappresentato dalle liste dei libri letti nel 2017 appena terminato: elenchi più o meno lunghi e ricchi di annotazioni hanno tenuto banco per buona parte del mese, che stimolando confronti e curiosità. Se siete appassionati lettori o semplici curiosi in cerca di nuovi titoli, venite a trovarci ed entrate nella comunità di lettori più frequentata di Facebook:  Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri 

 

Il podio di gennaio

L’uomo del labirinto, di Donato Carrisi (Longanesi) – La ragazza delle perle, di Lucinda Riley (Giunti) – L’amica geniale, di Elena Ferrante (E/O)

Saghe fantasy: Il signore degli anelli, di J.R. R. Tolkien (Bompiani), La saga di Harry Potter, di J.K. Rowling (Salani), la trilogia di Bartimeus, di Jonathan Stroud (Salani). 

Autori che non passano mai di moda: Italo Calvino, Jack London, Francis Scott Fitzgerald. 

Per lettori esigenti: Il coltivatore del Maryland, di John Barth (Rizzoli), Nelle terre di nessuno, di Chriss Offutt (Minimum Fax), Figlie sagge di Angela Carter (Fazi)

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Testi : valentina.leoni@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri

Grafica e impaginazione : claudio.cantini@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri 

Samuele Mollo, “Linee e frammenti”

Alla Burning Giraffe Art Gallery di Torino, da sempre attenta agli artisti emergenti, arriva la mostra del giovane Samuele Mollo, fotografo torinese, dal titolo “Linee e frammenti, Fotografia, spirito e immanenza”.  Un lavoro introspettivo, frutto di una ricerca che l’autore ha sviluppato negli ultimi due anni e che ha già ottenuto alcuni importanti riconoscimenti. Una delle foto che compongono l’allestimento è stata finalista al Premio Combat 2017 , un’altra ha permesso all’autore di essere selezionato proprio dal giovane gallerista della Burning Giraffe Art Gallery, Andrea Rodi, all’interno del Gallery Benefits Programme per il 2018 del prestigioso Premio Celeste; da questa selezione è nata la mostra che potremo visitare a partire dal prossimo 15 febbraio in via Bava 8/A, a Torino. La ricerca dell’autore si concentra sul sentimento evocato dalla composizione fotografica; un gesto, quello dello scatto, che permette di provare a comprendere la realtà, a osservarla con maggiore consapevolezza; la forza evocativa dell’immagine, dell’attimo cristallizzato e, per questo, artefatto, è punto di partenza e occasione di riflessione.

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Fino al 17 marzo

da martedì al sabato, 14:30 – 19:30 (la mattina su appuntamento)

bugartgallery.com

Tel: 0115832745

Da gennaio nuovi corsi di ballo Lindy Hop con Feel Good Swing

Vi sarà forse capitato di imbattervi, in qualche locale o piazza torinese, in gruppi di giovanissimi e meno giovani che si scatenano sui ritmi originali delle big band della Swing Era… ebbene sì, da qualche anno il lindy hop, il re dei balli swing di coppia, impazza in tutta Torino

Si tratta infatti di un ballo estremamente divertente, capace di coinvolgere, creare socialità e soprattutto regalare grandi dosi di buon umore a chi lo pratica: provare per credere! Se volete cimentarvi, non perdetevi le lezioni di prova gratuite dei nuovi corsi di lindy hop per principianti offerti da Feel Good Swing, una delle scuole più affermate del panorama cittadino. Le prove si terranno in questi orari:

  • Giovedì 11 gennaio – 21.30/22.30 – Qubì – Via Parma 75, Torino
  • Sabato 13 gennaio – 14.30/15.30 – Jazz Club Torino – Piazza Valdo Fusi, Torino

Non è obbligatorio prenotarsi, ma sapere che ci sarete aiuterà la squadra Feel Good Swing a organizzarsi al meglio per accogliervi: un messaggio a info@feelgoodswing per segnalare la vostra presenza e senz’altro gradito!

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Segnatevi le date in agenda e per maggiori informazioni:

info@feelgoodswing.com 

facebook.com/feelgoodswinghttp://www.feelgoodswing.com/

349.80.10.889

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E nell’attesa… seguite l’evento su facebook, guardate i video e ascoltate le musiche che vengono postate per farvi venire l’acquolina in bocca!

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Nasce EDIT. Protagonisti il gusto e la condivisione

Taglio del nastro per EDIT. È nato a Torino un nuovo e rivoluzionario punto di riferimento nel panorama gastronomico, dal respiro internazionale in linea con i trend attuali del co-working e della sharing economy. Acronimo di Eat Drink Innovative Together, EDIT è il risultato di un lavoro architettonico “sartoriale” durato due anni per trasformare un edificio industriale di 2400 mq di due piani in un concept dedicato al food & beverage, che coniuga i culinary incubator americani con le eccellenze della cucina italiana. Lo studio torinese di architettura e design Lamatilde ha dato vita a questo format innovativo ideato da Marco Brignone. EDIT offre un’esperienza interattiva a 360°, dove il pubblico può decidere se essere protagonista, mettendosi alla prova in cucina, o nella produzione della birra o accogliere le proposte dei grandi chef, mastri birrai e bartenders professionisti che curano le cinque aree principali. Nell’area Bakery Cafè e Pub troviamo Pietro Leemann e Renato Bosco, il primo tra i più rinomati chef vegetariani al mondo, il secondo maestro indiscusso della pizza e dell’arte della panificazione; i Costardi Bros., chef stellati piemontesi che mescolano tradizione e innovazione nell’area Ristorante; il Brewery è il birrificio urbano punto d’incontro tra appassionati della birra e mastri birrai; nel Cocktail Bar incontriamo i fuoriclasse del “mixology”, i bartenders del Barz8 esperti alchimisti del cocktail. Comune denominatore di queste cinque aree è la condivisione sotto diverse forme: condivisione di strumenti, di momenti, di esperienze, di idee. La Bakery ad esempio offre soluzioni per ospitare riunioni di lavoro mentre al piano superiore si trovano quattro “cucine condivise”, spazi dotati di attrezzature professionali ideati sia come supporto per start up di piccole società di catering, sia per eventi aziendali e show cooking. EDIT rappresenta inoltre un unicum per le attrezzature create ad hoc e il design degli interni. Ne sono degli esempi il bancone della Brewery, il più imponente mai prodotto in Italia con i suoi 25 metri di lunghezza; le finiture brutaliste che sottolineano il carattere industriale della struttura con cementizi in bellavista in tutte le declinazioni, l’acciaio grezzo, acidato, zincato, il tutto addolcito dalle superfici in legno di rovere, dai tessuti scamosciati, dai velluti e dalla vegetazione sospesa che creano un’atmosfera intima e accogliente; la cucina atelier con i suoi ventidue posti a sedere è uno dei più ampi chef table a livello internazionale; il reticolo sospeso custom made dell’illuminazione con settanta terminali Led riproduce un’atmosfera soft da locale in stile newyorchese. “Siamo orgogliosi di inaugurare un progetto così unico e diverso da ogni altro nato quasi casualmente”, commenta Marco Brignone, Presidente di EDIT. “Siamo riusciti, grazie al contributo di quella che è diventata nel tempo una vera e propria famiglia di professionisti e appassionati, a immaginare una situazione innovativa e ben strutturata adatta a poter accompagnare le più avanzate tendenze internazionali nel settore del food & beverage e capace di dare risposte alle tante richieste ancora aperte in un settore in grande espansione.”

 

Giuliana Prestipino

“1830 – 1930 Cento anni di pittura” alla Galleria Aversa

Nei giorni scorsi la Galleria Aversa di via Cavour 13 ha inaugurato la sua mostra autunnale, le “Proposte 2017”, esponendo le ultime acquisizioni sotto il titolo 1830 – 1930 Cento anni di pittura. Ventisei tele, di differenti dimensioni, che allineano tra paesaggi, scorci cittadini e nature morte alcuni tra i nomi più conosciuti dell’Ottocento piemontese. Colpisce ancora l’attenzione – il quadro era già passato in galleria – il Villaggio bretone dovuto al veronese Giuseppe Canella, apprezzato rappresentante della pittura di paesaggio, onorato nella Parigi di Luigi Filippo, al culmine del successo nella Milano degli anni Trenta con l’esecuzione di belle vedute cittadine caratterizzate dalla perfetta resa della descrizione della vita contemporanea: un gruppo di case ravvivato in quelle minuscole ombre dei pescatori intenti sulla spiaggia alla cura delle loro barche, delle donne e dei bambini che passano e illuminato da un cielo che si riversa con la sua luce sull’intero porto. Torino è citata nei Murazzi di Carlo Follini o nei Giardini Lamarmora visibili tra le antiche architetture, un paesaggio invernale in cui trovano spazio carrozze e popolani. E ancora i nomi di Vittorio Avondo, Lorenzo Delleani con Ottobre in Piemonte del 1903, un delicato angolo di campagna e soprattutto con una piccola tela del 1876 (L’ora del riposo) dove una giovane donna di casa trova un attimo di tranquillità dopo i lavori abituali, bello in quel lungo abito mosso e rallegrato dalla luce che gli piove addosso. Piacciono le luci e le ombre che si alternano nel giardino dove il pittore sembra cercare ispirazione, ad opera di Giovanni Guerlotti, piccoli capolavori sono le tele di Cesare Maggi, soprattutto quel Mare grosso in cui l’artista rende appieno la forza delle onde che giungono a riva, o quella Nevicata di Italo Mus con la luce del sole pronta a distendersi sulla neve di un sentiero che sale verso la casa seminascosta. Importante ancora la presenza di Enrico Reycend, allievo di Delleani e Fontanesi, con i suoi paesaggi alla ricerca di fissare con estrema esattezza i giochi di luci e di ombre che si possono unire nei Dintorni di Rivoli o in un ben suddiviso Crepuscolo, dove le ombre che s’allungano a sera hanno già occupato le montagne all’orizzonte mentre il cielo, ben dettagliato nei suoi grumi di nuvole, si illumina ancora dell’ultimo sole. E ancora Francesco Menzio con un’opera del ’29, Natura morta con melone, che spicca sugli altri differenti soggetti, vivacissima nella forza dei colori, prepotenti, che il pittore mette in campo. La mostra prosegue fino al’11 novembre, dal martedì al sabato, con orario dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19.

 

Elio Rabbione

 

nelle immagini:

 

Lorenzo Delleani, “L’ora di riposo”, 1876, olio su cartone, cm. 24 x 19

Italo Mus, “Nevicata”, olio su tela, cm. 42 x 58

Francesco Menzio, “Natura morta con melone”, 1929, olio su tela, cm. 37 x 52

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CENA CON DELITTO AD HALLOWEEN

Varisella è un ameno comune del torinese di poco più di 800 abitanti ma nella notte di Halloween, 31 ottobre 2017, si trasformerà in un luogo in cui il crimine sembra che all’apparenza potrà farla da padrone…
In apparenza, appunto… perché un simpatico Ispettore di lingua francofona si metterà di mezzo tra un assassino e il suo tentativo di commettere il delitto perfetto. Il Circolo Artistico e Letterario Hogwords di Pinerolo allieterà i commensali a Il Polpo Ristorante di Varisella in Via Roma 22 (prenotazione obbligatoria allo 011 9252721) dalle ore 20 circa. Oltre alla cena si riceverà un libro edito quale simpatico cadeau.

La Macchina del Silenzio

Sarà presentato il prossimo sabato 14 ottobre presso la Libreria Fenice (in via Porta Palatina, 2) di Torino, il nuovo romanzo di Daniele Mosca dal titolo “La Macchina del Silenzio” (Les Flaneurs Edizioni) in contemporanea al suo giorno di pubblicazione. A dialogare con l’autore sarà Simona Vaglio. Letture a cura di Anna Serra. Inizio ore 18.30.

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Un virus sconosciuto ha colpito il pianeta e minaccia di rendere gli esseri umani dei contenitori vuoti, privi di emozioni e raziocinio. Uccide senza uccidere, mentre forze misteriose lavorano nell’ombra per portare a pieno regime la peggior arma mai conosciuta e cambiare per sempre le sorti del mondo. Una sola persona possiede la chiave per fermare la follia, ma potrà farlo solo se sarà in grado di cogliere e decifrare gli indizi disseminati per lui nella storia, nell’arte, nelle sue visioni.  Cosa si nasconde realmente nei dipinti di Gustav Klimt? Qual è il vero compito della Secessione Viennese? Che cos’è l’archivio? Da Washington alla Siria, da Berlino al mare del Nord, un intricato tessuto di ramificazioni nasconde la verità; e se spazio e tempo collidono, se reale e virtuale si confondono, i protagonisti dovranno scoprirla orientandosi nel labirinto, in una lotta contro il tempo per salvare l’umanità dal silenzio.

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Daniele Mosca vive a Torino. È ingegnere per l’ambiente e il territorio. Blogger e cantautore, scrive racconti e testi poetici. Questo è il suo secondo romanzo, dopo il thriller “L’Equazione”, sempre pubblicato da Les Flaneurs Edizioni.

Un viaggio in comune per Luisella Cottino e Elena Piacentini

Affidano ad un verso di Fabrizio De Andrè – “…per la stessa ragione del viaggio, viaggiare” – il titolo della mostra che le vede insieme nelle sale della Galleria “Arte per Voi”, in piazza Conte Rosso 3 ad Avigliana, sino a domenica 24 settembre (apertura sabato e domenica dalle 15 alle 19). E non soltanto. Perché Luisella Cottino ed Elena Piacentini trovano anche nelle parole di di Fernando Pessoa il tratto in comune che lega le loro opere: “…è in noi che i paesaggi hanno paesaggio” o ancora “i viaggi sono i viaggiatori. Ciò che avvertiamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo”, con l’intesa intima che l’atto dello spostamento e il piacere della meta che ognuno di noi sogna o si prefigge di raggiungere è la volontà di trarre valore dal viaggiare stesso e il desiderio della scoperta di quelle emozioni che il mettersi in viaggio ci offre.

Sensazioni che trovano spazio negli acquerelli presenti in mostra, al cui interno i curatori Giuliana Cusino e Luigi Castagna individuano una certa “inquietudine”. La Cottino – artista chierese che attraverso i corsi e gli insegnamenti di Manuela Dorella raggiunge le pensose radici di Guido Bertello – la affonda emotivamente nel paesaggio, nelle sue forme naturali o urbane, dandocene più un’idea che non un’esatta descrizione, un concetto astratto e un tocco impercettibile, il colore di certe macchie che alla collega oggi con lei ricordano “la levità delle ali di farfalle”. Per cui sono significativi i soffici colori, tenui, che ti aspetteresti al contrario squillanti, di un paesaggio toscano, con un’insperata vegetazione in primo piano e le brume azzurrognole sul fondo, o la solitudine degli alberi pur sommersi nell’intenso verde della natura circostante, o quei caseggiati schizzati e quasi respinti dalla vivace prepotenza di quegli alberi che tentano di esistere in primissimo piano, o certe ombre che tra il rosso e il nero affollano un caffè cittadino, macchie, vaste e insistite, che occupano il foglio, che esprimono idee e umane sensazioni, che si riempiono di quel colore che si trasforma in un vigoroso quanto pensoso abbraccio alla natura.

Elena Piacentini – un diploma all’Accademia Albertina torinese, una tecnica dell’acquerello e dell’incisione che s’affina sempre più e che le permette di focalizzare maggiormente, a volte attraverso l’inconscio, profonde sensazioni che nascono allo stesso tempo da sofferenza e felicità, individuate nello spazio personale o ancor più universale -, all’interno delle cui opere la sua eccellente compagna individua “un ipotetico viaggio interiore”, inquadra anonimi volti dentro anonimi paesaggi, dentro architetture volte al futuro, concretizzati in tratti essenziali, altezze assolute pronte a primeggiare sull’orizzonte, dentro edifici predominanti in cui l’elemento umano pare perdersi e quasi scomparire. C’è in queste opere una sicurezza senza smentite, un ipotesi di studio volto alle architetture, ai nuovi panorami, ai reticolati e alle sovrapposizioni e ai moduli che giorno dopo giorno trovano nuovi sviluppi. E un panorama anche non troppo frequentato sulle carte dell’acquerello, che allo stesso offre nuovi straordinari orizzonti.

 

Elio Rabbione

 

Le immagini:

Luisella Cottino, “Visioni urbane”, 2011

Elena Piacentini, “Muoversi”, 2017