TORINO, ESITO ELEZIONI AMMINISTRATIVE: LA CADUTA DI UNA GIUNTA TOTALMENTE SORDA ALLE ISTANZE DELLE ASSOCIAZIONI A TUTELA DEGLI ANIMALI. LAV: «ORA DALLA NUOVA AMMINISTRAZIONE CI ATTENDIAMO DA SUBITO UN NETTO CAMBIO DI ROTTA, A PARTIRE DALLO STOP ALL’INSENSATO PROGETTO DEL NUOVO ZOO»

Riceviamo e pubblichiamo – (foto: il Torinese)
L’esito delle elezioni amministrative torinesi segna la fine di cinque anni caratterizzati dalla totale sordità da parte della vecchia Giunta alle istanze delle associazioni animaliste. Cade così un blocco di potere che, di fronte alle molteplici proposte della LAV e delle altre organizzazioni a tutela degli animali, non ha fatto che rispondere con arroganza, strafottenza e totale disinteresse, senza alcuna considerazione per i tanti volontari e le migliaia di cittadini che li sostengono.
In questo quadro poco edificante, hanno rappresentato casi emblematici, tra gli altri: il costante disinteresse dell’Amministrazione nei confronti delle proposte provenienti dal volontariato animalista, le inutili manomissioni al Regolamento n. 320, le assurde concessioni ai circhi con animali, le barricate dell’Assessore allo Sport e al tempo libero contro ogni ipotesi di organizzare fuochi artificiali meno rumorosi, le prese in giro ai danni del Coordinamento No Zoo da parte dell’Assessore all’Ambiente e al verde pubblico e, soprattutto, l’inaccettabile decisione di aprire un nuovo zoo, a trent’anni di distanza dalla chiusura del vecchio parco zoologico comunale.
«Nei cinque anni che ci precedono, la LAV e le altre organizzazioni a difesa degli animali hanno ricevuto, dalla maggioranza di Giunta, soltanto porte in faccia, perché considerate come la periferia della periferia della politica – dichiara Gualtiero Crovesio, Responsabile della LAV a Torino -. Ora tenteremo di invertire la rotta, portando finalmente al centro dell’agenda della Città i temi della tutela degli animali e dell’ambiente».
La LAV si rivolge quindi alla nuova Amministrazione cittadina, chiedendo di aprire quanto prima un tavolo per discutere un pacchetto complessivo di proposte, alcune delle quali giacciono già da anni inascoltate, al fine di inaugurare, nella nostra città, una nuova stagione nel rapporto, non solo tra i cittadini e chi li governa, ma anche tra gli esseri umani in generale e gli animali.
- di fermare, anzitutto, l’iter di concessione del Parco Michelotti finalizzato alla costruzione del nuovo zoo targato Zoom, dando così risposta alle quasi diecimila sottoscrizioni di torinesi contrari al progetto;
- di ridare voce alle associazioni di volontariato, rispettando le linee espresse nel Regolamento n. 320;
- di fare rispettare interamente, senza più negligenze, il Regolamento Tutela Animali, e di prevedere un suo miglioramento, a reale tutela di tutti gli animali;
- di mettere in campo una seria campagna di adozione dei cani ospiti dei canili cittadini, rivedendo le assai restrittive norme interne che regolano l’accesso dei volontari, e mettendo mano al rapporto esclusivo con l’associazione che in questi anni ha gestito il Canile Municipale;
- di prevedere finalmente fuochi artificiali a basso impatto sonoro in occasione della festa di San Giovanni, senza più deroghe al Regolamento n. 320, sensibilizzando, nel contempo, i cittadini ad abbandonare l’uso dei botti durante le feste di Capodanno, e facendo quindi rispettare il divieto, rimasto, sino ad ora, solo sulla carta;
- di effettuare gli opportuni interventi di sterilizzazione dei gatti delle colonie feline, i quali si sono rivelati, negli ultimi anni, del tutto insufficienti;
- di organizzare i necessari corsi di formazione per la Polizia Municipale sugli obblighi di legge in merito alla tutela degli animali e sui contenuti del Regolamento n. 320;
- di scegliere spettacoli di intrattenimento che non utilizzano animali, in linea con il Regolamento n. 320, che parla di superamento dei circhi con animali;
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di favorire la diffusione dell’alimentazione vegana, promuovendo l’immagine di Torino città del cibo «cruelty free» e favorendo la realizzazione di iniziative culturali e commerciali a sostegno di questa tipicità che vede la nostra città tra le capitali mondiali del Veg.

E’ aperto a Venaria Reale dal 23 giugno 2016 il nuovo sportello per l’accompagnamento all’erogazione del “Fondo di garanzia per il microcredito a favore di “soggetti non bancabili”: soggetti che non hanno accesso al credito presso banche e altri istituti finanziari regolamentati, in quanto non hanno la possibilità di fornire alle predette istituzioni una garanzia reale né una valida garanzia personale da parte di terzi. L’ufficio è situato presso il Municipio, in piazza Martiri della Libertà 1, aperto il giovedì dalle ore 13,45 alle ore 17,45 solo ed esclusivamente su appuntamento, in questa prima fase aperto ai soli residenti di Venaria Reale. Per prenotare è necessario telefonare allo 0114072445.È uno strumento fondamentale che rappresenta una opportunità importantissima per tutti i soggetti esclusi dai circuiti tradizionali del credito, che vogliono avviare un’attività economica o un’attività professionale.Lo sportello fornirà accoglienza, ascolto, accompagnamento e i servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio. Sarà attivo presso il Comune di Venaria Reale a partire dal mese di giugno e sarà esteso, successivamente alla prima fase aperta ai soli residenti di Venaria Reale, a tutti i cittadini dell’area omogenea della Città metropolitana. Lo sportello, voluto fortemente dall’Assessorato alle Politiche Sociali, è gestito dalla “Fondazione Don Mario Operti” capofila del gruppo di lavoro della Regione Piemonte.Le azioni predisposte secondo il Protocollo tra il Comune di Venaria Reale e la Fondazione Don Mario Operti presso lo Sportello sono: l’accompagnamento al Microcredito Regionale di cui alla L.R. 30/2009, destinato alla promozione e al sostegno delle iniziative imprenditoriali di recente costituzione sul territorio. In aggiunta alle azioni legate all’accompagnamento al “microcredito”, la Fondazione Don Mario Operti metterà a disposizione tutte le azioni che contraddistinguono la sua storia a partire dal “Prestito della Speranza” 3.0, frutto dell’accordo quadro tra la CEI e l’ABI, finalizzato alle famiglie in situazione di transitoria difficoltà economica e ad eventuali nuove iniziative imprenditoriali che potrebbero riattivare e risolvere un momento di crisi temporanea.
Negli ospedali di Torino c’erano i reparti in cui si veniva ricoverati e curati. Poi certi reparti si sono trasformati in Day Hospital per limitare i costi.
Sanità, lavoro e formazione professionale: sono i temi toccati dal Garante dei detenuti nella relazione annuale
professionale (la Regione Piemonte ha una tradizione positiva degli Enti di formazione in carcere). Si è poi passati alla fotografia delle problematiche, prima fra tutte ancora quella del sovraffollamento (la media nazionale è del 108%), dove in Piemonte spicca la realtà di Asti, che ospita una casa di reclusione ad alta sicurezza: a fronte di una capienza di 207 posti, attualmente ci sono 290 reclusi(140%); seguono Ivrea (192-236), Torino (1033-1164) e Vercelli (208-223). A migliorare la ricezione, dovrebbe a breve entrare in funzione il nuovo padiglione del carcere di Saluzzo.
“PORTE APERTE” ALLA PREVENZIONE
In questi giorni qualcuno sta cercando di spaventare gli abitanti della zona delle Molinette diffondendo una grande falsità: dicono che con la realizzazione del Parco della Salute, le Molinette e gli altri ospedali (S. Anna, Regina Margherita, CTO), verranno chiusi.
In un Paese “normale” quando un Ministro della Giustizia vede i reati
Caro Juri, con immutata stima ed affetto. Uniti nella critica del cosiddetto Sistema Torino, divisi nelle possibili soluzioni politiche. Da parte mia, non verrà meno l’affetto, un profondo affetto che mi fa andare oltre sapendoti onesto intellettualmente