“Questo incontro di livello internazionale rappresenta una positiva occasione di confronto in un momento di crisi profonda e ci fornisce l’occasione per valutare la definizione di un nuovo modello di sviluppo in una logica locale e territoriale”
L’assessora Monica Cerutti ha partecipato alla presentazione del Terzo Forum mondiale dello sviluppo economico locale, che si terrà a Torino dal 15 al 18 ottobre 2015, nella cornice delle attività collegate all’Expo, con lo scopo di parlare delle strategie relative al ruolo dei territori nei processi mondiali di sviluppo. Le sfide globali che si affronteranno durante i lavori riguarderanno tematiche prioritarie per la comunità mondiale, quali cibo, acqua, energia, e la necessaria integrazione tra le tre componenti dello sviluppo sociale, economico e ambientale. Un focus particolare sarà dedicato ai giovani e alle donne.
“La Regione Piemonte sosterrà attivamente i lavori del Forum – ha dichiarato Cerutti – poiché questo incontro di livello internazionale rappresenta una positiva occasione di confronto in un momento di crisi profonda e ci fornisce l’occasione per valutare la definizione di un nuovo modello di sviluppo in una logica locale e territoriale, che andrà a contrapporsi alle pratiche accentratrici degli ultimi tempi. Il nostro impegno per consolidare la proiezione internazionale del Piemonte non si arresta – ha proseguito l’assessora – Nelle prossime settimane definiremo le linee di indirizzo triennali per la cooperazione decentrata e in parallelo seguiremo con attenzione gli sviluppi attuativi della legge recentemente approvata in Parlamento che trasforma profondamente la cooperazione”.
A margine della presentazione del Forum per lo Sviluppo Economico Locale, l’Assessora Cerutti ha incontrato il Presidente dell’Organizzazione delle Regioni Unite , Paùl Carrasco (Prefectura de Azuay, Ecuador), per un confronto su temi di comune interesse relativi alla capacità di creare sviluppo sostenibile attraverso il governo dei territori.
“Le privatizzazioni non riguardano esclusivamente la città di Torino ma è ormai un mutamento storico e culturale che si sta divulgando sempre di più in tutta Italia e non ha colore politico questa idee da perseguire”
ORMAI LA SCELTA È PRETTAMENTE POLITICA E RISPONDE A QUESTA SEMPLICE DOMANDA..《LA CITTÀ DI TORINO E LE SUE ISTITUZIONI VOGLIONO CHE IL MUSEO DELLO SPORT RIMANGA O DEBBA ESSERE CHIUSO?》
C’era anche molto di Piemonte nella convention dei Popolari per l’Italia che si è svolta venerdì 2 e sabato 3 ottobre a Matera, in terra di Basilicata. Il parlamentare del PpI, Mario Mauro, senatore della Repubblica, nonché fondatore e presidente del Partito ha aperto i lavori con le parole dell’industriale e politico eporediese Adriano Olivetti: “’Molte coscienze inquiete sono oggi in una crisi dolorosa, perché per esse i partiti non hanno rispettato la verità, non hanno avuto tolleranza e hanno in qualche modo tradito gli stessi ideali dai quali erano nati’. Nella due giorni in terra lucana, alla quale ha partecipato anche una delegazione piemontese, guidata dal coordinatore regionale, il biellese Alberto Perini, sono state poste sul tavolo molte proposte e riflessioni, spunto per fare ripartire il centro – destra che tanti italiani attendono e che si possono sintetizzare nella dichiarazione di Mauro Mauro:
Un gruppo di cittadini lavora alacremente per conservare una bocciofila con spazi e locali ordinati e puliti per permettere ai soci , persone di una certa età, di trovarsi per trascorrere serenamente in compagnia il tempo libero e di fare aggregazione sociale.
Era necessario intervenire su alcuni aspetti che rendevano troppo difficile recuperare vecchie sale o l’avvio di nuove attività
La Giunta regionale ha approvato la delibera che definisce le linee strategiche delle politiche abitative in Piemonte, che coniugano le iniziative con le risorse disponibili e si pongono lo scopo di contenere il disagio sociale
In Sala Rossa la discussione sul Bilancio preventivo 2014. Il documento è stato illustrato dall’assessore al Bilancio
“Bisognerebbe evitare il contenzioso giudiziario, riportando il tema ad un confronto dialettico, abbandonando le aule di tribunale dove per anni le istituzioni regionali si sono trovate contrapposte ai rappresentanti dei cittadini più deboli e delle loro famiglie”
Ciò che sorprende è che nessuno riesca ad avere un giudizio ragionevole e ci si lasci totalmente influenzare dalle pressioni di certi media, dai social network e da tutte quelle forme di comunicazione totalmente istintiva che oggi dominano la comunicazione di massa