Ex Westinghouse, una nuova prospettiva per Torino: proposta congiunta di Politecnico ed Esselunga 

 

La Città di Torino ha ricevuto da parte del Politecnico di Torino e di Esselunga S.p.A. una istanza congiunta relativa all’area ex Westinghouse, ricompresa nell’Accordo di Programma “Spina 2”. La proposta si colloca nel solco dell’originaria operazione urbanistica e la arricchisce, attualizzandola. Essa aggiunge, infatti, una nuova prospettiva di sviluppo per uno degli ambiti centrali più strategici della città e ne rafforza la vocazione universitaria, scientifica e innovativa, integrando funzioni di didattica, ricerca e servizi urbani.

Tra gli elementi qualificanti della proposta ricevuta figurano il coinvolgimento diretto del Politecnico di Torino nello sviluppo dell’area, la realizzazione di nuovi spazi per la didattica e la ricerca, un centro congressi di nuova generazione. L’istanza prevede la completa salvaguardia del parco Artiglieri di Montagna, integralmente preservato e valorizzato come spazio pubblico al servizio del quartiere e della città.

La proposta prevede inoltre una ridefinizione dell’assetto delle funzioni e delle proprietà: il parziale subentro del Politecnico nel diritto di superficie dell’area con l’acquisizione dei diritti edificatori per le strutture universitarie, la ricerca e il centro congressi e una rimodulazione della componente commerciale di Esselunga che, in coerenza con il nuovo assetto funzionale dell’intervento e con l’ingresso delle funzioni universitarie, vedrebbe la realizzazione di una media struttura di vendita in luogo della grande struttura originariamente prevista e già autorizzata, nell’ambito di una più equilibrata distribuzione delle destinazioni insediate nell’area.

La proposta appare coerente con la strumentazione urbanistica e con l’assetto patrimoniale vigenti. Secondo l’istanza, la destinazione universitaria rientra tra quelle già ammesse dalle regole prescrittive dell’ambito e non comporta variante al Piano Regolatore; l’operazione si colloca nell’assetto proprietario esistente e aggiorna le obbligazioni già definite dall’Accordo di Programma, a partire da quella relativa al centro congressi.

Alla luce dei contenuti presentati, la Città di Torino ha richiesto al presidente della Regione Piemonte la convocazione del Collegio di vigilanza dell’Accordo di Programma, organismo competente a esaminare le proposte di modifica e a valutare gli sviluppi dell’intervento.

L’avvio del confronto istituzionale consentirà di approfondire i contenuti dell’istanza e di verificare le condizioni per accompagnare la trasformazione dell’area ex Westinghouse in un nuovo progetto coerente anche con gli obiettivi di sviluppo, innovazione, qualità urbana e sostenibilità ambientale perseguiti dalla città.

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, dichiara: “L’area ex Westinghouse è una delle più importanti opportunità di trasformazione urbana per il futuro di Torino. La nuova proposta formulata da Politecnico ed Esselunga interpreta una delle vocazioni strategiche della città — la conoscenza, la ricerca, la formazione universitaria, l’innovazione — e ne irrobustisce il ruolo di grande città universitaria e internazionale, rafforzandone la vocazione congressuale e garantendo la piena tutela e valorizzazione del parco Artiglieri di Montagna. La sua integrale conservazione, così come la riduzione significativa delle superfici commerciali originariamente previste, rappresentano elementi molto qualificanti della nuova proposta. Il confronto tra le istituzioni coinvolte rappresenta un passaggio importante per accompagnare una nuova fase di sviluppo dell’area. Stiamo lavorando con determinazione per stimolare progetti capaci di generare crescita, attrarre talenti e investimenti, creare opportunità per i giovani e migliorare la qualità urbana, ambientale e sociale: l’area ex Westinghouse può diventare uno dei luoghi simbolo di questa nuova visione urbana che vogliamo portare avanti in un dialogo costruttivo e proficuo con tutte le realtà interessate”.

Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, aggiunge: “Il comprensorio urbano dell’area ex Westinghouse risulta strategico per lo sviluppo del Campus delle Ingegnerie del Politecnico di Torino, sia per la sua contiguità sia per le possibili integrazioni edilizie, pienamente coerenti con l’implementazione del Masterplan di Ateneo, espressione del programma di questo mandato rettorale. Le interlocuzioni avviate con Esselunga, in un clima pienamente collaborativo e fattivo, hanno consentito di condividere un concept progettuale che attribuisce all’area una chiara vocazione ai servizi per la comunità del Politecnico, favorendo al contempo il radicamento di una cultura dell’innovazione non solo tecnologica, ma anche orientata al benessere e alla promozione di sani stili di vita. Con questo passaggio concertato con Esselunga, il Politecnico rafforzerà la propria apertura verso la città, configurandosi sempre più come un campus aperto, integrato, accogliente e innovativo”.

Alberto Gaudio, direttore Affari Legali e Societari e Relazioni Istituzionali di Esselunga, commenta: “Esselunga ha accolto con grande favore l’interesse manifestato dal Politecnico ad acquisire una parte dell’area per la realizzazione di strutture a servizio dell’Ateneo e dei suoi studenti, in linea con le finalità istituzionali dell’Università. Per Esselunga, la riqualificazione di un’area centrale della città in collaborazione con il Politecnico rappresenta una significativa opportunità per contribuire alla creazione di valore per il territorio e la comunità”.

L’area ex Westinghouse si conferma così al centro del percorso di rigenerazione urbana e sviluppo strategico della città, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Torino come città universitaria, attrattiva e aperta alle sfide contemporanee.

Paolo Mazzoleni, assessore all’Urbanistica della Città di Torino, sottolinea: “Il nuovo Piano Regolatore Generale riconosce l’area ex Westinghouse come parte del Centro Innovazione, la Figura di Ricomposizione Urbana che tiene insieme Porta Susa, le OGR e il Politecnico. È Spina 2, una delle trasformazioni che hanno dato a Torino un secondo centro. La proposta di Politecnico ed Esselunga trova nel Piano i criteri con cui va misurata — la qualità degli spazi pubblici, la salvaguardia del parco, il rapporto tra funzioni universitarie e città, il riuso di suolo già urbanizzato senza nuovo consumo. Il Collegio di vigilanza è la sede in cui questo confronto si apre”.

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Chieri approva il bilancio partecipativo

Potranno presentare progetti tutti i residenti che abbiano compiuto i 16 anni, i gruppi informali e le associazioni.

Il Consiglio comunale della Città di Chieri ha approvato il “Regolamento per la disciplina del Bilancio Partecipativo”, introducendo uno strumento che consentirà alle cittadine e ai cittadini di contribuire direttamente alla definizione di progetti e interventi di interesse pubblico (esclusivamente nelle materie nei quali il Comune ha competenza diretta e coerentemente con gli atti già approvati dal Comune e con i progetti in corso d’opera), attraverso l’utilizzo di una somma appositamente vincolata nel bilancio comunale, definita annualmente dalla Giunta.

Commenta il Sindaco Alessandro Sicchiero: «Il Bilancio Partecipativo era uno dei punti del nostro programma elettorale, e l’approvazione del regolamento rappresenta un ulteriore passo nel percorso di democrazia partecipata intrapreso dalla nostra amministrazione. Siamo tra i primi Comuni ad avere adottato un Regolamento sui Beni Comuni, favorendo l’attivazione di numerosi patti di collaborazione, e abbiamo sempre cercato di favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita della comunità al fine di promuovere scelte e decisioni collettive, ad esempio il percorso che sta accompagnando la definizione della Variante Generale al Piano regolatore. Con il Bilancio Partecipativo, questo percorso si arricchisce di un nuovo strumento che consente ai chieresi, in particolare ai più giovani, non soltanto di collaborare alla cura e valorizzazione dei beni comuni, ma anche di contribuire alla definizione delle priorità di intervento e all’utilizzo di una quota delle risorse pubbliche, sottoponendo direttamente all’Amministrazione Comunale proposte e progetti da realizzare. In questo modo si valorizzano i saperi, le competenze e l’impegno diffusi nella società, si facilita il confronto e si rafforza il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, si migliora la qualità delle scelte dell’Amministrazione comunale e si risponde in modo più efficace alle richieste della popolazione».

Il Regolamento disciplina le diverse fasi in cui si articola il procedimento: definizione della quota di risorse da parte della Giunta e presentazione al Consiglio comunale congiuntamente al bilancio di previsione; pubblicazione di un avviso pubblico per la presentazione delle proposte progettuali (inerenti alle seguenti aree tematiche: lavori pubblici, mobilità e viabilità; spazi e aree verdi; attività socio-culturali, giovanili, sportive e di promozione del territorio; sviluppo socio economico negli ambiti di commercio, turismo, agricoltura, artigianato, ambiente e tutela degli animali); preventiva valutazione di ammissibilità e di fattibilità tecnico-giuridica da parte di un’apposita commissione tecnica; valutazione pubblica dei progetti ritenuti ammissibili; realizzazione dei progetti che avranno ottenuto il punteggio più elevato saranno realizzati dall’Amministrazione nei limiti della somma destinata.

Hanno diritto di partecipazione e quindi possono proporre progetti: tutte le persone fisiche residenti nel territorio comunale e che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età (individualmente o come gruppi informali); i rappresentanti legali di associazioni che abbiano sede legale od operativa nel territorio comunale.

Aggiunge il consigliere comunale Stefano Raiti (delegato a collaborare al processo di bilancio partecipato per la promozione della partecipazione cittadina alle politiche di bilancio)«L’approvazione del Bilancio Partecipativo non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa importante di un cammino che Chieri ha già intrapreso da tempo. Oggi compiamo un passo ulteriore, offrendo ai cittadini nuove opportunità per incidere concretamente sulle scelte che riguardano il territorio e la comunità. Il nuovo regolamento nasce dalla convinzione che una comunità più coinvolta sia anche una comunità più consapevole, responsabile e coesa. Per questo motivo il Bilancio Partecipativo si propone di favorire il dialogo tra istituzioni e cittadini, valorizzando idee, competenze ed energie presenti sul territorio. Nei prossimi mesi saranno definite le modalità operative per l’avvio della prima edizione del Bilancio Partecipativo, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini, associazioni e realtà locali. Con questa scelta Chieri conferma la volontà di costruire una democrazia sempre più partecipata, nella quale i cittadini non siano semplici destinatari delle decisioni pubbliche, ma protagonisti attivi della loro elaborazione».

Festa Cisl Piemonte tra crisi e ottimismo

Ho seguito, come si faceva una volta, per oltre 4 ore senza mai muovermi dalla sedia tutti i 23 interventi alla Festa regionale della CISL che si tiene due giorni dopo la analisi di Banca d’Italia che ha certificato come la nostra regione sia all’ultimo posto tra le Regioni del nord. L’area della festa CISL a 300 m da quelli che erano gli uffici dell’Avvocato in corso Marconi.
Mi ha stupito un po l’ottimismo  di Cristina Maccari della segreteria regionale che parla di situazioni di grave crisi ma anche di grandi opportunità. Un colpo al cerchio e un colpo alla botte . Così da 26 anni il Piemonte non va bene  E’ il refrain in voga da tempo  usato dal Sistema Torino per non assumersi le responsabilità e così dopo 25 anni siamo tra le Città col lavoro più povero etc.etc.
Nel 1970 quand’ero delegato Enel l’atteggiamento era più critico , ma allora il Piemonte era la seconda economia italiana,  c’erano  pochissimi NEET e meno lavoro povero , e ricordo la vertenza del sindacato contro la Regione guidata da Calleri. Ottimismo un po ‘ esagerato nell’ultima tavola rotonda , nessuna critica ai ritardi nella costruzione della TAV e nella logistica . Ritardi che costano al mondo del lavoro. Molto interessante l’intervento di Leonardis gran capo  del nuovo gruppo che ha acquisito la Stampa. Così come Interessante l’intervista sulla importanza della IA a cui di Carmine Festa del Corriere. Spumeggiante il dibattito sul lavoro giovanile guidato dal Direttore di Torino Cronaca.
Oggi si parla del futuro della Sanità e del Piemonte. Vediamo cosa ne esce?

Mino GIACHINO
UDC Torino

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

A cena con il dittatore – Commedia. Regia di Manoel Gomez Perira, con Mario Casas, Oscar Lasarte e Nora Hernandez. Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antòn si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un’esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederaciòn Nacional del Trabajo). Durata 106 minuti. (Nazionale sala 4)

Allora balliamo – Commedia drammatica. Regia di Amélie Bonnin, con Juliette Armanet e Bastien Bouillon. Alla vigilia dell’apertura del suo ristorante a Parigi, la chef Cécile si vede costretta, a causa di un malessere del padre, a tornare nel suo paese d’infanzia. Tra vecchie passioni e la gestione della trattoria dei suoi genitori, il suo passato riemerge inaspettatamente. Durata 98 minuti. (Nazionale sala 1)

Amarga Navidad – Commedia drammatica. Regia di Pedro Almodòvar, con Barbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sànchez Gijòn e Rossy De Palma. Due storie si alternano. La prima ha per protagonista Elsa, una ragazza di spot pubblicitari, nel 2004, durante il lungo ponte festivo del mese di dicembre. La seconda si svolge nel 2026 ed è incentrata su Raùl, uno sceneggiatore e regista che sta scrivendo un copione che presto scopriremo essere la storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio e delle sue amiche Patricia e Natalia. Mescolata alla finzione, Elsa diventa in qualche modo l’alter ego di Raùl, che ricorre all’autofinzione come soluzione a lunga stagione di aridità creativa. Guardando dentro se stesso, Raùl non può fare a meno di rivolgere lo sguardo anche alle persone che compongono il suo universo più intimo: il suo compagno e la sua assistente. In concorso a Cannes. Scrive Alessandra Levantesi Kezich nelle colonne della Stampa: “Il film si configura come una esplorazione dell’ambiguità del rapporto (vampirizzazione o sublimazione?) fra vita e arte e nella spietata autoanalisi di una crisi di ispirazione che è anche crisi esistenziale: l’universo formale è quello di sempre, ma solo quando la cantante Amaia intona la struggente ranchera di Vargas “Las simples cosas” avvertiamo il battito del cuore di Pedro”. Scrive Paolo Mereghetti in quelle del Corsera: “Almodòvar si mette in gioco apertamente con una sincerità che sfiora l’autolesionismo. Raùl è lui, la sua difficoltà di fare i conti con il dolore, la depressione, l’età. Ogni tanto ci regala piccoli sprazzi di personalissima verità ma su tutto commuove l’ostinazione e la determinazione con cui solo il cinema sembra capace di aiutare a fare i conti con la realtà, per lui e per noi”. Durata 111 minuti. (Eliseo, Greenwich Village V.O., Nazionale sala 3)

L’amore che rimane – Drammatico. Regia di Hlynur Palmason. Anna e Magnus si stanno separando: è un processo graduale, che la coppia porta avanti ttascorrendo ancora del tempo insieme ai tre figli, in escursioni o in cene a casa. Mentre l’unità familiare si sta sfaldando, Anna si concentra sul suo lavoro di artista, anche se i riconoscimenti tardano ad arrivare; il marito invece lavora su un peschereccio ed è quasi sempre in mare aperto. Quando i genitori non ci sono, i figli si dedicano a passatempi curiosi: in particolare i due gemelli, che tendono a creare giochi bizzarri e talora pericolosi per la loro incolumità. Durata 109 minuti. (Classico)

Il bacio della donna ragno – Drammatico. Regia di Bill Condon, con Diego Luna, Tonatiuh e Jennifer Lopez. Valentin, un prigioniero politico, condivide una cella con Molina, un vetrinista condannato per atti osceni in luogo pubblico. I due stringono una insolita amicizia mentre Molina racconta la trama di un musical hollywoodiano interpretato dalla sua diva preferita del grande schermo, Ingrid Luna. Durata 128 minuti. (Massaua, Fratelli Marx, Lux sala 1, Massimo sala Cabiria anche V.O., Reposi sala 5, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Backrooms – Fantascienza, horror. Regia di Kane Parsons, con Renate Reinsve e Chiwetel Ejiofor. Se non fai attenzione e superi la barriera della realtà, entrerai nelle backrooms. Se finisci lì dentro, resta vigile, perché i passi che echeggiano in quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi… Durata 90 minuti. (Ideal, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Le città di pianura – Commedia. Regia di Francesco Sossai, con Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Andrea Pennacchi e Roberto Citran. Due spiantati cinquantenni sono ossessionati di bere l’ultimo bicchiere. Una sera incontrano un ragazzo, Giulio, timido studente di architettura (Scotti, protagonista di “È stata la mano di Dio” di Sorrentino) e il modo di vedere il mondo e l’amore all’improvviso si trasforma pian piano mentre i tre girano tra i locali del Veneto. Un film e una storia che faticano nella prima mezz’ora a ingranare ma che poi fanno pensare e rallegrano, e di questi film ce ne fosse: mai banali, un occhio fermo ad un territorio (e chiamiamola terra!), un’amicizia e un’educazione sentimentale e di vita intera, un richiamo ai “Vitelloni” felliniani e alle loro notti vuote, un film di piccoli affettuosi ritratti che rimangono nella memoria. Un film che ha sbaragliato molti per aggiudicarsi otto David di Donatello, non certo ultimi miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista. Da vedere e da rivedere. Durata 100 minuti. (Eliseo)

La cronologia dell’acqua – Drammatico. Regia di Kristen Stewart, con Imogen Poots e Jim Belushi. Dal romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch. Lidia ama il nuoto mentre vive la sua infanzia all’interno di una famiglia in pieno disfacimento, con un padre violento e colpevole di abusi, una madre fragile, una sorella che come lei cerca protezione. Potrà scappare da quell’inferno grazie alla vincita di una borsa di studio, ma dovrà ricominciare daccapo: ad aver fiducia nelle persone, a cercare l’amore sincero, anche a sopravvivere a un grave lutto che la colpisce, forse nella scrittura riuscirà a trovare la sua vera ragione di vita. Durata 128 minuti. (Centrale V.O.)

Il diavolo veste Prada 2 – Commedia. Regia di David Frankel, con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci e con Kenneth Branagh. Dolce&Gabbana con Donatella Versace e Lady Gaga coinvolti nell’operazione. A quasi vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andrea, Emily e Nigel, i quattro attori tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel tanto atteso sequel del fenomeno datato 2006 che ha segnato una generazione. Andrea torna nella prestigiosa rivista di moda dopo vent’anni, ritrovando una Miranda se possibile ancor più cinica e cattiva, che vede attorno a sé un mondo del tutto cambiato. La carta stampata ha forse fatto il suo tempo, è il web ad aver impugnato il bastone del comando, difficile continuare a essere tanto bravi da anticipare quel che piacerà alla gente. Emily ha catturato un fidanzato che non le fa che gli occhi dolci, lavora per Dior, ma non è certo di quelle donne che amano arrendersi. E se in tempo di crisi il trio si riformasse, non esclusa l’anima prorompente di Nigel? Durata 109 minuti. (Reposi sala 4)

Disclosure Day – Fantascienza, drammatico. Regia di Steven Spielberg, con Emily Blunt, Josh O’Connor e Colin Firth. Tutto il mondo è sull’orlo del collasso per una serie di crisi geopolitiche, in particolare nella penisola coreana, Daniel Keller è braccato dagli agenti di una misteriosa organizzazione guidata dallo spietato Noah. Vogliono recuperare ciò che lui ha rubato e impedirgli di diffondere le informazioni ottenute grazie alle sue straordinarie capacità informatiche. Nel frattempo Margaret Fairchild, volto delle previsioni meteo di Kansas City ma aspirante presentatrice, viene avvicinata da un uccellino, un cardinale rosso, e inizia a manifestare inspiegabili capacità linguistiche: prima parla russo, poi coreano, lingue che non ha mai studiato. Soprattutto, riesce a vedere nel cuore delle persone ed empatizzare con loro al punto da convincerle a non ostacolarla. I due sono destinati a incontrarsi, almeno secondo Hugo, che li sostiene insieme a un gruppo di ribelli fuoriusciti dall’agenzia di Noah. Durata 145 minuti. (Massaua, Eliseo, Greenwich Village anche V.O., Ideal anche V.O., Lux sala 3, Nazionale sala 2 anche V.O., Reposi sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Fuze – Conto alla rovescia – Regia di David MacKenzie, con Aaron Taylor-Johnson e Sam Worthington. Il cuore di Londra sprofonda nel caos dopo il ritrovamento di una bomba inesplosa della seconda guerra mondiale in un cantiere. Mentre la città viene evacuata e le strade si trasformano in un campo di battaglia per arrestare l’impresa di una banda di criminali che ha organizzato una rapina. Durata 96 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Ideal, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Michael – Musicale, drammatico. Regia di Antoine Fuqua, con Jaafar Jackson. Il film racconta la vita di Michael Jackson oltre la musica, tracciando il suo viaggio dalla scoperta del suo straordinario talento come protagonista dei Jackson Five, all’artista visionario la cui ambizione creativa ha alimentato un’incessante ricerca per diventare il più grande intrattenitore del mondo. Evidenziando sia la sua vita fuori dal palco che alcune delle performance più iconiche degli inizi della sua carriera da solista, il film offre al pubblico un posto in prima fila per Michael Jackson come mai prima d’ora. È qui che inizia la sua storia. Durata 127 minuti. (Reposi sala 3, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

No Good Men – Commedia. Regia di e con Shahrbanoo Sadat. Naru è l’unica opewratrice televisiva afghana. I suoi colleghi e superiori sono tutti uomini, ma a lei non importa, sa di essere brava nel suo lavoro. Testarda, determinata, madre di un bambino piccolo con un marito fedigrafo da cui si è allontanata, subisce la discriminazione in una società che considera le donne come subalterne. Siamo a Kabul, poco prima del ritorno al potere dei talebani, Naru non si fa imporre nulla da nessuno ed è pronta a dire la sua in ogni momento, tanto che si scontrerà persino con il noto giornalista d’inchiesta di Kabul News per cui si troverà a fare da operatrice. Durata 103 minuti. (Romano sala 1)

Il prigioniero – Regia di Alejandro Amen°bar, con Julio Pena e Alessandro Borghi. Siamo ad Algeri, intorno al 1575, epoca in cui Cristianesimo e Islam combattono per il predominio del Mediterraneo, mentre i corsari arabi catturano le navi cristiane, vendendo i passeggiari come schiavi. I prigionieri di alto rango sono trattenuti dal temibile Hasan Bajà, veneziano d’origine ma convertitosi alla religione di Maometto. Tra i suoi prigionieri c’è un giovanissimo Miguel de Cervantes, il futuro autore di “Dom Chisciotte”, accusato, e in seguito evaso, di aver avuto una relazione omosessuale con Juan Lopez de Hojos, suo maestro di lettere. Miguel racconta storie, Bajà lo ammira mentre un frate va raccogliendo notizie su di lui per ordine del Sant’Uffizio. Durata 134 minuti. (Romano sala 3)

Ricchi… da morire – Commedia, thriller – Regia di John Patton Ford, con Glen Powell, Margaret Qualley e Ed Harris. Becket Redfellow è un outsider cresciuto lontano dalla sua famiglia d’origine: una dinastia ricchissima che lo ha rinnegato alla nascita. Determinato a reclamare ciò che ritiene suo di diritto, Beckett mette in atto un piano tanto ambizioso quanto spietato: eliminare, uno dopo l’altro, tutti i parenti che lo separano dall’eredità miliardaria. Ma l’incontro e lo scontro con Julia Steinway rimetterà in discussione tutto, fino al confronto finale con il temuto capo famiglia, Whitelaw Redfellow. Durata 105 minuti. ((Massaua, Ideal, Romano sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Romerìa – Il mare dei ricordi – Drammatico. Regia di Carla Simòn. (Video)camera alla mano e diario della madre in mano, Marina parte alla volta della Galizia e della famiglia di suo padre, morto di Aids molti anni prima. Adottata “altrove”, ha bisogno di un certificato anagrafico per ottenere una borsa di studio. Ma dietro alla ragione ufficiale, si nasconde il desiderio di ricostruire la vita dei suoi genitori, su cui la famiglia mantiene un rigoroso riserbo. Negli stessi luoghi in cui sua madre e suo padre sono stati innamorati e felici, disperati e sconfitti, Marina troverà il suo posto e lo slancio per il futuro. Durata 115 minuti. (Centrale anche V.O.)

Ti auguro ogni bene – Drammatico. Regia di Tommy Dorfman, con Alexandra Daddario e Cole Sprouse. L’istante in cui il 16enne Ben annuncia ai genitori di essere non binario viene cacciato di casa. A ospitarlo è la sorella maggiore Hannah, che a sua volta se ne è andata da casa dieci anni prima dopo un violento litigio con quegli stessi genitori bigotti e conservatori. Ben si iscrive al liceo locale. Il suo compagno Nathan, apertamente gay, chiede a Ben di aiutarlo nei compiti. L’amicizia si trasformerà presto in amore e anche grazie a Nathan Ben comincerà una transizione che lo avvicinerà alla sua natura più profonda. Durata 93 minuti. (Uci Lingotto, Uci Moncalieri)

Le tigri di Mompracem – Thriller. Regia di Alberto Rodriguez, con Antonio de la Torre e Barbara Lennie. Antonio ed Estrella sono fratello e sorella, vivono insieme a La Huelva, nel sud della Spagna, e fanno i sommozzatori. Figli di un padre che li ha educati alla vita in mare, amano entrambi ciò che fanno, ma hanno destini professionali diversi. Soprannominato “La tigre”, lui è il membro più esperto di una squadra di sub che manutiene le enormi petrolifere attaccate in porto; lei, invece, vittima da bambina di un incidente in acqua che le ha compromesso l’udito, non può immergersi oltre una certa profondità e progetta di andare a lavorare in una riserva marina sull’Atlantico. Il disperato bisogno di denaro di Antonio spingerà fratello e sorella a tentare la fortuna in maniera illecita, a costo della vita. Durata 109 minuti. (Classico)

Che caldo fa? Torino: a giugno temperature da piena estate

L’estate non è ancora entrata nel vivo, ma Torino e il Piemonte stanno già affrontando una fase di caldo particolarmente intensa. Dopo alcuni episodi di maltempo registrati all’inizio del mese, l’espansione dell’alta pressione ha riportato condizioni stabili e un sensibile aumento delle temperature.

Nel capoluogo piemontese i valori massimi si stanno avvicinando ai 35 gradi, mentre anche durante la notte il termometro fatica a scendere, aumentando il disagio soprattutto per anziani, bambini e persone con problemi di salute. L’afa, accentuata dall’urbanizzazione e dalla scarsa ventilazione, rende infatti più pesante la percezione del caldo nelle aree cittadine.

Le previsioni indicano che questa fase potrebbe proseguire ancora per diversi giorni, confermando una tendenza che vede il 2026 caratterizzato da temperature superiori alle medie stagionali. Per questo motivo le istituzioni invitano la popolazione a seguire alcune semplici precauzioni: bere molta acqua, evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde e prestare particolare attenzione alle categorie più fragili.

Per fronteggiare l’emergenza afa, il Comune di Torino ha inoltre attivato una rete di spazi climatizzati e servizi di supporto destinati alle persone maggiormente esposte ai rischi delle alte temperature.

Dopo una primavera segnata da repentini cambiamenti meteorologici, il caldo di queste settimane rappresenta un ulteriore segnale di una crescente variabilità climatica, con fenomeni estremi che tendono a manifestarsi con maggiore frequenza anche sul territorio piemontese.

Operaio muore colto da malore improvviso

Morte drammatica a Pasta di Rivalta dove un operaio di 63 anni ha perso la vita dopo essere stato colto da malore. L’uomo stava lavorando alla manutenzione del verde sulla strada provinciale 6. Era dipendente di un’azienda incaricata dello sfalcio dell’erba. All’improvviso si è accasciato a terra mentre tagliava l’erba. A nulla è valso l’intervento del 118.

Massimo Boario, tra le bande piemontesi e la stima di Pietro Mascagni


Dal Monferrato a Torino, il percorso di un musicista che trasformò la passione in un’opera di diffusione culturale.

Passeggiando per le vie centrali di Torino, mi sono imbattuta in una targa in via Bertola 24 che indicava che in quel palazzo aveva Massimo Boario, compositore ed editore musicale. Quel segno discreto, fotografato quasi per caso, ha acceso una curiosità che si è trasformata in un percorso di scoperta: la sua vita, la sua opera e il ruolo che ha avuto nello sviluppo della musica bandistica piemontese e italiana del Novecento. Un tassello di storia musicale che, ancora oggi, appare come motivo di orgoglio per la città e per il territorio. Nato a Murisengo, nel Monferrato, il 29 settembre 1880, Boario seppe trasformare una passione coltivata fin dall’infanzia in una lunga e intensa vicenda artistica e imprenditoriale.

Le condizioni economiche non gli permisero un percorso accademico regolare, ma non gli impedirono di dedicare l’intera esistenza alla musica, in particolare a quella popolare e bandistica, che considerava una vera scuola di cultura e socialità collettiva. Fin da giovanissimo mostrò un talento naturale. Studiò il clarinetto nella banda del paese e iniziò presto a comporre valzer, polke e mazurche, generi molto in voga all’epoca. La sua formazione fu essenzialmente autodidatta: determinazione e ascolto continuo lo portarono a sviluppare uno stile personale, fondato su melodie immediate, eleganti e di forte riconoscibilità. Dopo un periodo trascorso in Svizzera come musicista e direttore, rientrò in Piemonte arricchito da nuove esperienze professionali. La svolta decisiva arrivò nel 1924, quando si trasferì a Torino. Qui acquistò un negozio di strumenti musicali e fondò la Casa Editrice Musicale M. Boario, destinata a diventare un punto di riferimento per il mondo bandistico. Attraverso questa attività non si limitò a diffondere le proprie composizioni, ma contribuì anche alla circolazione del repertorio di molti altri autori.

La sua produzione è imponente: oltre cinquecento opere che comprendono marce, ballabili, pezzi da concerto, musica sacra e numerose composizioni per banda. Le sue musiche conquistarono direttori e musicisti per l’equilibrio tra semplicità espressiva e solidità tecnica, entrando stabilmente nel repertorio delle bande italiane ed europee e risuonando per decenni nelle piazze, nelle feste patronali e nelle celebrazioni pubbliche.

Il Cigno di Murisengo”, come veniva talvolta chiamato per la sua eleganza melodica, fu molto più di un compositore prolifico: fu un autentico divulgatore musicale. Era convinto che la musica dovesse essere accessibile a tutti e non riservata ai soli contesti elitari. Per questo motivo non cercò mai la carriera nei grandi teatri, ma preferì la dimensione viva delle bande, delle piazze e della partecipazione popolare. Mantenne sempre un legame profondo con le sue origini contadine e con il Piemonte, territorio che percorse a lungo insegnando, dirigendo complessi bandistici e sostenendo la nascita di nuove formazioni. Il suo lavoro contribuì in modo decisivo a rafforzare una tradizione che ancora oggi rappresenta uno dei pilastri della cultura musicale locale e nazionale.

Quando morì a Torino il 2 agosto 1956, lasciò un patrimonio artistico e umano di grande valore. La sua eredità continua a vivere sia attraverso le composizioni ancora eseguite, sia attraverso l’attività editoriale che porta il suo nome e che ha contribuito a preservarne la memoria e la diffusione. A completare il profilo umano e professionale di Boario, Pietro Mascagni gli dedicò una formula di stima autografa, definendolo “Egregio Maestro”, segno di considerazione all’interno dell’ambiente musicale dell’epoca. Massimo Boario resta così l’esempio di un musicista che ha saputo trasformare il talento in servizio alla comunità, facendo della musica un linguaggio capace di unire persone, territori e generazioni.

Maria La Barbera

Superga, si inaugura primo lotto della foresteria

RIQUALIFICAZIONE

Nuova vita e nuove opportunità di fruizione turistica per lo storico complesso della Basilica di Superga, uno dei simboli di Torino immediatamente riconoscibili in Italia e all’estero, dal 2021 gestito dal Sermig.
Sabato 20 giugno 2026 alle ore 15.00 sarà inaugurato il primo lotto dei locali adibiti a foresteria.

Si tratta di uno dei primi interventi previsti dal protocollo di intesa siglato nell’estate 2024 tra l’Agenzia del Demanio, proprietaria del bene monumentale, il Ministero della Cultura, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Piemonte, la Città di Torino e la Città Metropolitana di Torino. Le attività di valorizzazione generale sulla Basilica coinvolgono anche i soggetti privati del territorio con il supporto della Consulta Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino.

L’iniziativa rientra nel progetto di prima infrastrutturazione del Cammino di San Michele, realizzato dalla Città Metropolitana di Torino e cofinanziato per 205.000 euro dalla Regione Piemonte e dal Ministero del Turismo tramite il Fondo Unico Nazionale del Turismo 2023.

Con l’apertura di questo primo lotto della foresteria si è concretizzato un progetto di rigenerazione urbana che migliora significativamente la fruibilità culturale e turistica della Basilica e del territorio circostante. La gestione del Sermig permetterà l’utilizzo dello spazio per piccoli gruppi in cammino lungo la collina, con taglio ambientale, sportivo, educativo e spirituale.

I colleghi giornalisti sono cordialmente invitati ad intervenire, sarà l’occasione per verificare i tempi e risultati dell’attività appena conclusa