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Dal 9 al 23 aprile prossimo, la galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia ospiterà le opere degli artisti
Lavinia Salvatori, in mostra insieme all’artista Marco Palma alla galleria d’arte Malinpensa by la Telaccia, manifesta un’intensa propensione alla comunicazione di contenuti psicologici costanti rivolti al fruitore. Le sue opere, generate da una profonda essenza emotiva, sono capaci di suscitare nell’osservatore un’immediata partecipazione. Le rappresentazioni si configurano come segni espressivi di una creatività astratta e informale in grado di raggiungere risultati di notevole equilibrio strutturale e di rilevante valore cromatico. Spazi, volumi e superfici si articolano all’interno dell’opera in una stesura tecnica importante, dove la stratificazione materica diventa veicolo dell’identità più autentica dell’artista. Il processo creativo di Lavinia Salvatori si distingue per il suo lessico pittorico raffinato, capace di trasmettere emozioni e sensazioni continue, elementi fondanti del suo percorso espressivo. La struttura dell’opera si fonda su un ritmo compositivo intenso in cui segni, campiture e tensioni formali si organizzano secondo una logica dinamica e contemporanea. L’equilibrio nasce dal dialogo costante tra ordine e impulso, tra controllo e libertà espressiva, generando una superficie pittorica carica di energia e di comunicativa. Ne deriva un impianto moderno capace di integrare capacità prospettica, movimento e l’articolazione volumetrica sempre in una sintesi visiva aperta e vitale. Nella tecnica mista su tela, l’artista Lavinia Salvatori fonde la materia della tempera con la luminosità del bianco assoluto, generando una purezza formale intensa. Nelle ultime opere, questo approccio si è ulteriormente evoluto: accanto all’uso della foglia oro su tela, emergono gestualità incisive di nero, oltre a un raffinato decorativismo floreale dei dettagli, che conferiscono forza, ritmo e ricchezza compositiva. La superficie pittorica diventa così un campo di sperimentazione in cui colore e segno dialogano tra loro, offrendo una prospettiva nuova e intensa capace di combinare energia espressiva in un perfetto ascolto con la materia. Attraverso una gestualità intensa, carica di sentimento e di spiritualità, l’opera si presenta luminosa e aperta a un‘autonomia interpretativa. Il dinamismo del gesto e l’uso del colore, uniti a una ricca stratificazione culturale, svolgono un ruolo centrale in una ricerca esecutiva originale e in continua evoluzione. L’impegno tecnico e materico, l’attenzione alla luminosità del bianco e al rapporto tra forma e spazio, definiscono una pittura autentica e originale in cui il colore si carica di valore simbolico e oscilla tra rigore formale e tensione espressiva. Lavinia Salvatori giunge così a una sintesi stilistica personale che costruisce immagini simboliche e narrazioni autonome.

Lavinia Salvatori ha frequentato l’Istituto d’Arte e si è laureata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Viterbo, nello stesso periodo in cui frequentava un corso di pittura presso la UCLA Summer School of London. In seguito ha proseguito gli studi con un Master in Arte-terapia, specializzandosi nel linguaggio plastico, grafico e pittorico. Ha frequentato due corsi tenuti dall’artista Roberto Joppolo, con il quale ha approfondito il linguaggio della scultura nei suoi vari aspetti formale e informale, materiali classici e la scultura raku. Dagli artigiani locali ha appreso la sapiente arte della ceramica. La sua espressione artistica, già dai tempi dell’Accademia, è partita dallo studio del figurativo classico, spostandosi gradualmente verso un linguaggio più astratto e personale che potesse esprimere ed esplorare la realtà interna ed emotiva. La sua visione dell’arte è sempre stata “globale”, nel senso che, dal suo punto di vista, l’arte non è solo l’opera in sé, quindi il “prodotto finito”, ma tutto il processo che la accompagna, insieme alle spinte interiori che portano a creare un’opera che può arrivare ad avere una finalità che va oltre l’aspetto estetico in sé. Questo suo modo di interpretare l’esperienza creativa, ha trovato la sua corrispondenza e approfondimento negli studi di arte-terapia, dove ha avuto modo di acquisire e sperimentare personalmente la profondità e gli effetti del processo creativo, dei materiali utilizzati e del linguaggio grafico. Creare, per Lavina Salvatori, ha assunto una funzione sempre più profonda e integrata alla sua vita personale, in quanto è diventata per lei una modalità necessaria e costante per elaborare vissuti interiori e per trasformarli in un tempo successivo. L’arte diventa quindi metamorfosi, utilizzando l’atto artistico per elaborare vissuti e vivere in modo diverso una volta esternati nell’opera; questo passaggio è avvenuto maggiormente dopo aver utilizzato in maniera approfondita il metodo dello scarabocchio, elaborato da Nato Frascà negli anni Novanta, a Roma. Questo metodo consiste nell’utilizzo del segno come elemento descrittivo in sé, sganciato dalla necessità di rappresentare una struttura figurativa in un processo che, complessivamente, consta di circa 30 fogli utilizzati consecutivamente, facendo emergere emozioni e vissuti profondi per elaborare energie bloccate.
Nella ricerca dell’artista Marco Palma, la materia diventa campo di sperimentazione e indagine, assumendo un ruolo centrale in continua trasformazione formale e spaziale che si rende visibile e strutturante. L’opera emerge come una trama di interazioni e di tensioni materiali di forte intensità, in cui elementi plastici e cromatici vengono organizzati sulla tela secondo un equilibrio consapevole. Forma, colore e volume interagiscono all’interno della composizione attraverso un dialogo costante, generando una struttura dinamica aperta e in continua evoluzione. La superficie si espande verso una dimensione prossima alla scultura, autonoma e in mutazione costante, capace di accogliere una libertà espressiva che si rigenera nel tempo e si rinnova nello spazio. L’elemento cardine del lessico incisivo dell’artista Marco Palma è il nero, che attraversa la composizione con forza assoluta, trasformandosi in segno simbolico carico di effetti visivi. Attorno a esso, materiali industriali recuperati si intrecciano con interventi pittorici accesi, dando vita a una struttura vibrante attraversata da gesti energici e da geometrie incisive, che ne definiscono il movimento e ne amplificano la tensione interna. Le opere si distinguono per una marcata presenza di vari materiali e per una tridimensionalità che si impone allo sguardo, esprimendo contenuti ambientali e un’invenzione libera, frutto di un processo creativo in continua evoluzione. L’inserimento della luce in alcune opere, attraverso elementi led, crea bagliori e riflessi unici che accentuano la presenza della materia. Simbolismo, ricerca formale e maestria nell’uso dei materiali, alimentano un percorso in costante crescita, in cui nuove strutture astratte trovano armonia con la progettualità dell’opera. Il riciclo assume un ruolo centrale non solo come scelta etica, ma anche come potente strumento comunicativo, capace di veicolare una visione concettuale lucida e consapevole. La pittoscultura di Marco Palma, frutto di un’evidente sperimentazione tecnica e materica, diventa veicolo di ascolto e di confronto, invitando lo spettatore a riflettere sul mutamento, sulla stratificazione e sulla rinascita della materia. La ricerca di Marco Palma si rivela come una presenza viva e lirica, soggetta a continue metamorfosi e ridefinizioni, costantemente attraversate da tensioni, sovrapposizioni e processi di trasformazione incessanti.
Marco Palma è nato a Varese nel 1975, ha alle spalle studi tecnici che lo hanno portato a laurearsi in ingegneria. Accanto alla formazione tecnica, nel corso del tempo si è fatta spazio la vocazione artistica, che lo ha avvicinato alla poesia e alla pittura da autodidatta. Ad oggi ha pubblicato 4 raccolte di poesia, mentre nel campo pittorico ha partecipato a vari concorsi, e alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati sul numero 62 della rivista Arte e Artisti Contemporanei. Molto spesso i suoi lavori nascono dall’osservazione dei materiali e dei processi che si svolgono in ambito lavorativo e industriale.
Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia – corso Inghilterra 51, Torino – 0115628220 -info@latelaccia.it
Mara Martellotta




