Il sindaco De Zuanne: “Abbiamo investito molto nelle strutture sportive”
Il nuovo campo in erba sintetica “Bertolotti“, a Volpiano, è stato inaugurato domenica 13 giugno prima della partita Torino-Juventus del campionato Primavera; erano presenti amministratori comunali di Volpiano, i rappresentanti delle società calcistiche e il viceparroco di Volpiano, don Manuel Lunardi, che ha benedetto l’impianto.
L’opera è stata realizzata dal Comune di Volpiano tramite un partenariato pubblico-privato che ha visto il rifacimento del campo a 11 e del campo a 7, la predisposizione di un’area di allenamento, la sostituzione delle porte, dei pali del calcio d’angolo e delle panchine, e l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione a led. Nella stagione 2020/2021 il campo ha ospitato le partite della Primavera del Torino, fino al 30 giugno, e dalla stagione 2021/2022 verrà utilizzato dalla Juventus Academy per la formazione di giovani calciatori e calciatrici, in base agli accordi stipulati con il Gsd Volpiano.
«Il fatto che questo impianto sia stato scelto da squadre così importanti – ha sottolineato il sindaco di Volpiano Emanuele De Zuanne – dimostra che è stato realizzato un intervento di qualità. Questo lavoro prosegue quanto fatto dall’amministrazione per le strutture sportive di questo complesso, con il rifacimento del manto erboso e la sostituzione, a breve, dell’illuminazione a led dello stadio Goia. Sotto il mio mandato sono già stati inaugurati il campo da rugby e la pista di atletica, dove è prevista l’installazione di nuove e luci a led e la manutenzione della pista che è anche base per gli atterraggi notturni dell’elisoccorso; inoltre, accanto a questo complesso è stata realizzata la piastra per il basket, aperta a tutti. Grazie al protocollo d’intesa con la parrocchia, nell’area adiacente della “Colonia Mossetto” è previsto il rifacimento della piscina e la costruzione di campi da tennis, padel e beach volley, per dar vita a un centro sportivo che ci auguriamo, con il ritorno alla normalità, possa essere utilizzato soprattutto dai giovani».
Il presidente del Gsd Volpiano, Massimo Gariglio, ha detto: «Ringraziamo l’amministrazione comunale per questo importante intervento; è raro trovare impianti di questo livello in realtà come la nostra e come società abbiamo curato alcune finiture per dare un’immagine adeguata a questa struttura».
«Il Gsd Volpiano – ha concluso il sindaco De Zuanne – ha dovuto limitare, a causa della pandemia, i festeggiamenti per il centenario previsti per la stagione 2019/2020; finalmente, a distanza di un anno, possiamo inaugurare questo campo. Ringrazio la società per l’attività che sta svolgendo, nonostante il periodo difficile, e che gestisce questo impianto comunale rispettando la sua vocazione, legata alle scuole calcio e alle squadre giovanili».
I goliardici Gem Boy cantavano –E tutti si faceva il coretto- “Ma in Holly e Benji tutto è normale anche il Giappone vince il mondiale”, ridendo sia per la non eccessiva bravura della nazionale nipponica, sia perché “cosa c’entra il calcio con il Paese del Sol Levante?” Ed ecco l’errore: nell’ XI sec. a.C, proprio in Giappone si praticava il “Kemari”, simile al “cuju” cinese, un gioco militare che fungeva da addestramento e il cui scopo era quello di mandare un pallone ripieno di capelli e piume in una zona definita da due canne di bambù, utilizzando solamente i piedi. Un manoscritto del 50 a.C. attesta le dispute tra Cina e Giappone giocate attraverso lo “Ts’u-Chu”, (altro nome per “Cuju”).
È arrivato il momento di gongolare: il Rinascimento italiano “docet” anche in questa situazione. Nella Firenze medicea si praticava il “calcio fiorentino”, attività ludica decisamente prediletta dalla comunità toscana. Si tenevano, infatti, incontri ufficiali tra i partiti dei Verdi e dei Bianchi, nel campo prestabilito della Piazza di Santa Croce, al termine dello “scontro” i vincitori si appropriavano delle insegne avversarie. Ogni squadra era formata da 27 giocatori: coloro che stavano sulla linea degli “innanzi” avevano il compito di attaccare, vi erano poi gli “sconciatori”, i “datori innanzi” e, infine i “datori indietro”. Questa la definizione della Crusca risalente al XVIII secolo: “È calcio anche nome di gioco, proprio e antico della città di Firenze, a guisa di battaglia ordinata con una palla a vento, somigliante alla sferomachia, passata dai Greci ai Latini e dai Latini a noi.” Ogni anno la città di Firenze ricorda quelle partite antiche attraverso una fedele ricostruzione storica in costume. Ho finito la mia premessa e ora , come si suol dire, “per me sono dolori”, perché già so che i lettori granata chiuderanno la pagina immantinente. L’excursus storico mi è servito come larga scusa per invitarvi allo Juventus Museum di Torino.
