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‘Corpi in movimento, menti in evoluzione’, si conclude il Social Festival delle Comunità educative

Si è concluso sabato 28 settembre il Social Festival delle Comunità Educative, ‘Corpi in movimento, menti in evoluzione’, promosso e organizzato dal Comune di Torino e dalla Città Metropolitana, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e la direzione scientifica della rivista Animazione Sociale, con un confronto sul tema ‘educare soggetti attivi’. Francesco d’Angella, direzione Animazione Sociale, che ha aperto i lavori della seconda seduta plenaria, ha spiegato che “Oggi, a scuola come in ogni altro luogo dell’educare, il compito è dedicarci a formare ‘teste ben fatte’, capaci di giocare un ruolo attivo nella vita propria e in quella sociale. Per questo i luoghi dove si cresce e si impara devono essere luoghi dove si nutre il piacere della scoperta, dove
si assapora il gusto dell’apprendere”.
Una manifestazione ricca di appuntamenti e confronti di esperienze anche con altre città italiane, come l’incontro che di venerdì 27 ottobre, sul tema ‘Le comunità delle città come laboratorio di politiche educative’. Un focus per capire in quale modo città simili cercano di apprendere, realizzare scambi per arricchire la vita dei loro abitanti a cominciare dalle bambine e dai bambini. Vi hanno partecipato assessora all’istruzione della Città di Torino Carlotta Salerno, gli omologhi colleghi dei Comuni di Bergamo, Loredana Poli; di Bologna, Daniele Ara; di Padova, Cristina Piva, e la vicesindaca della Città di Milano Anna Scavuzzo.
Per rinnovarsi davanti alla società e alla necessità di conciliazione della famiglie la Città di Torino ha ampliato la propria offerta formativa per i più piccoli con i ‘Poli per l’infanzia 0-6’, strutture che accolgono, in un unico plesso o in edifici vicini nidi e scuole dell’infanzia per bambine e bambini fino a sei anni di età. La sperimentazione è iniziata a settembre con la riconversione di tre strutture che già ospitavano nidi e scuole dell’infanzia in via Paoli 75, via Braccini 75 e via Roveda 35/1, altre due nasceranno ex novo, in via Pietro Giuria e in via Verolengo, grazie ai fondi del PNRR.
“Nell’ambito di queste nuove sperimentazioni stiamo lavorando anche con le ludoteche che si trasformano in spazi eterogenei e multidisciplinari aperti alle famiglie con una serie di servizi a disposizione.” ha spiegato l’assessora. In tutto questo percorso sono coinvolte anche le insegnanti. Altra novità di questi ulti mesi è l’ambientamento partecipato dei genitori in 23 nidi e 20 suole dell’infanzia. È una pratica importata dai Paesi nord europei e adattata al territorio italiano, che prevede in fase di inserimento, la presenza continua del genitore che accompagna e affianca il proprio bambino nella scoperta di un mondo nuovo al quale il piccolo dovrà presto abituarsi. Entrambi, per tre giorni, sono immersi nella quotidianità del nido o della scuola dell’infanzia e partecipano a tutti i momenti che scandiscono la giornata (giochi, pranzo, cambio e sonno), con ingresso dalle 9:30 ed uscita alle 15:30.
Il Comune di Bergamo ha inserito all’interno del Piano Urbanistico i piani di servizio. Il territorio cittadino è stato diviso in cinque quadranti dentro cui è stato individuato un insieme di servizi. Al centro di ciascun cluster sono state inserite le scuole e i servizi educativi. Qui le scuole primarie di secondo grado sono aperte il pomeriggio e le ragazze e i ragazzi possono mangiare in mensa, un servizio fornito in collaborazione con il terzo settore. Il nostro obiettivo è “la promozione della crescita individuale degli adolescenti, gli studenti fanno i compiti insieme ad altre attività ludiche scelte da loro in uno spazio chiamato ‘il club’ ha spiegato Loredana Poli. “C’è un patto di corresponsabilità tra dirigenti e famiglie in cui è stabilito che le ragazze e i ragazzi possono entrare e uscire liberamente. Naturalmente la governance di questo modello è replicabile”. Per la fascia di età dai 0 ai 6 anni in Lombardia sono stati costituiti i coordinamenti pedagogici territoriali e, nel loro ambito, i tavoli per minori e famiglie a cui partecipano servizi sociali e socio-sanitari. Negli ultimi mesi sono stati coinvolti anche i pediatri di base “Sono un filtro efficace perché possono incrociare le difficoltà delle famiglie fin da subito e avere una panoramica della salute delle bambine e dei bambini nei primi 2000 giorni di vita” ha concluso l’assessora.
La vicesindaca di Milano ha illustrato il progetto ‘Labzerosei’, uno spazio sperimentale di innovazione in ambito educativo e culturale dedicato ai bambini e alle bambine da 0 a 6 anni. L’iniziativa arricchisce l’offerta educativa per i più piccoli nel padiglione ex cucine del Parco Trotter la cui ristrutturazione è stata possibile grazie a un investimento da parte del Comune di quasi 900mila euro, e un finanziamento europeo REACT-EU. “La città deve interagire con le famiglie per questo nidi e scuole dell’infanzia svolgono le loro attività al mattino e nel pomeriggio si aprono alle famiglie, mentre nel fine settimana si aprono a tutti gli altri quartieri cittadini” ha spiegato Anna Scavuzzo. Il progetto è stato realizzato da MUBA-Museo dei Bambini Milano, COMIN, Università degli Studi di Milano Bicocca (Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione), Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (CREMIT) e BAMBINI Bicocca SRL, con il coordinamento della Direzione Educazione del Comune di Milano.  In questo spazio i bambini lavorano sulla narrazione, stimolando la fantasia e la creatività, sono coinvolti nel laboratorio di robotica, e nell’atelier arte e bottega per sviluppare la manipolazione, uno stimolo molto importante questa fascia di età.
Anche il Comune di Bologna ha attuato alcune sperimentazioni nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. Per quanto riguarda i nidi le famiglie entrano in una comunità che le accompagnerà da 0 a 18 anni, fino alle superiori. Nella fascia 0-3 anni è stato introdotto un ‘ambientamento partecipato’ come a Torino. Anche qui i genitori per 3 giorni sono presenti nei servizi. “Qui si inserisce un tema delicato – precisa Daniele Ara – quello della relazione tra genitori e insegnanti, deve passare l’idea che c’è una dimensione pubblica dell’educare. Si crea una relazione di fiducia in cui ognuno deve
cambiare il suo punto di vista”.
La scuola come contenitore per le attività pomeridiane nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. E’ questa la sperimentazione a cui avevano aderito 13 istituti comprensivi purtroppo conclusasi a causa della pandemia, presentata da Cristina Piva, assessora della Città di Padova, “I dirigenti scolastici avevano compreso che questo progetto era un buon modo per ‘tenere la socialità’ del quartiere in cui ci sono molti migranti. Avevamo rotto lo schema delle classi per consentire agli studenti di aggregarsi a seconda degli interessi. Una scelta vincente perché aveva creato coesione tra le ragazze e i ragazzi. Per questa ragione vogliamo riprendere in mano il progetto, ma mancano i fondi, che stiamo cercando di reperire”.

Un progetto per la valorizzazione dei giovani cestisti

Per mettere in piedi un progetto bisogna che si regga su delle fondamenta. Il Grantorino Basketball Draft queste basi sembra averle, partendo da valori come l’appartenenza, la condivisione e il rispetto, senza dimenticare la crescita dei migliori cestisti del territorio. Proprio i giovani atleti sono i protagonisti principali di questa idea nata dal presidente Gianni Vitale e alcuni amanti del basket di farli giocare nei migliori campionati nazionali e nei tornei più importanti a livello internazionale. Le due categorie interessate al progetto sono la Under 19 (ragazzi nati tra il 2004 e il 2006) e la Under 17  che comprende i nati nel 2007. A guidare entrambe le compagini un allenatore esperto come Stefano Comazzi che fino all’anno scorso è stato sulla panchina di Casale Monferrato in A2.

Due grandi squadre in campo, ma anche tanto lavoro fuori dal parquet come quello fatto dalle società che hanno aderito al progetto. Parliamo di Collegno Basket, Pallacanestro e Libertas Moncalieri, Kangaroos Sport. Alter 82 Piossasco, Eridania Basket, Venaria Reale Pallacanestro, Grugliasco Basket e Campus Piemonte. Anche l’amministrazione comunale ha voluto contribuire alla buona riuscita dell’iniziativa mettendo a disposizione il Pala Gianni Asti. “Quando qualche mese fa il presidente Vitale è venuto a presentarmi il progetto – ha sottolineato l’assessore allo Sport Domenico Carretta – mi è sembrato subito una bella idea perché metteva in risalto la valorizzazione di giovani cestisti. Siamo partiti mettendo a disposizione il Pala Gianni Asti, una struttura a cui recentemente abbiamo rifatto l’impianto luci. Spero la nuova società riesca a raggiungere gli obiettivi desiderati e che si possa avere due squadre di eccellenza”.

Festival Internazionale dell’Economia, dal 30 maggio a Torino la terza edizione

Chi possiede la conoscenza: è questo il tema della 3° edizione del Festival Internazionale dell’Economia che si svolgerà a Torino dal 30 maggio al 2 giugno 2024.

Un argomento di straordinaria attualità che coinvolge ogni singolo settore della vita pubblica: dalle imprese al commercio, dalla salute alle politiche urbane, dai trasporti alla comunicazione oltre, naturalmente, al mondo della ricerca e della formazione.

Dopo il successo delle prime due edizioni, che si sono occupate rispettivamente di “Merito, diversità e giustizia sociale” (2022) e di “Ripensare la globalizzazione” (2023), il Festival tornerà in
alcune delle più belle sale del centro del capoluogo piemontese, ospitando i più grandi economisti del mondo che su questo tema lavorano alla frontiera, oltre che ricercatori che lo studiano in tante altre discipline.

Il Festival Internazionale dell’Economia è ideato, progettato e organizzato dagli Editori Laterza con la direzione scientifica di Tito Boeri. La manifestazione è promossa dal TOLC (Torino Local
Committee), che riunisce Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Unione Industriali Torino e Legacoop, coordinati dalla Fondazione Collegio Carlo Alberto.

Il digitale ha completamente trasformato il modo con cui prenotiamo un aereo, scegliamo un ristorante, guardiamo un film o ascoltiamo la musica. Ha rivoluzionato il modo con cui ci
informiamo, comunichiamo, facciamo acquisti, troviamo lavoro e incontriamo nuove persone. Tutte queste scelte generano informazioni, ossia conoscenza. Ma chi controlla e sfrutta queste immense fonti di dati? E a che scopo?

Le economie di scala raggiungibili con l’aggregazione delle informazioni hanno aumentato la concentrazione del potere economico. Basti pensare alle piattaforme che tutti ormai conosciamo: Netflix, Spotify, Airbnb, Amazon etc.  In maniera simile, i social media − Instagram, TikTok, X e le altre − hanno reso possibile a miliardi di persone comunicare quasi a costo zero.

La concentrazione, l’esistenza di poche reti dominanti, il fatto di poter fare tutto su una sola piattaforma: sono tutti elementi che facilitano la nostra vita. Più scelta, più comodità, più
informazioni, a prezzi spesso più bassi. Eppure la concentrazione riduce anche la concorrenza e l’innovazione e può lasciare molti indietro. E c’è il rischio che le diseguaglianze nell’accesso e nella
capacità d’uso della tecnologia aumentino le tensioni sociali già esistenti.

Le piattaforme guadagnano vendendo alle aziende spazi pubblicitari ma anche parte dell’enorme mole di informazioni raccolte sui comportamenti di chi le utilizza. Fin dove è lecito l’utilizzo della
conoscenza socialmente prodotta? In che misura è possibile esercitare diritti di proprietà su quest’ultima? Quali restrizioni occorre imporre per tutelare la privacy?

Altri interrogativi fondamentali riguardano gli aspetti etici e l’origine delle informazioni generate da macchine (fra i casi più celebri ChatGPT) e dunque l’autenticità nell’era digitale.
Il problema di fondo è governare, anziché subire, il progresso tecnologico e regolamentare l’accesso a questa immensa fonte di dati. Ma come farlo? E hanno i governi la forza necessaria?

A questi e a molti altri argomenti saranno dedicati gli incontri in programma al Festival Internazionale dell’Economia, che si terranno nei luoghi più suggestivi di Torino, con i più
autorevoli studiosi di questi temi. Economisti, internazionali e italiani, ma come sempre anche storici, sociologi, giuristi, informatici, scienziati e studiosi dei media. Con loro al Festival si
confronteranno i protagonisti del mondo economico, esponenti di spicco del mondo dell’impresa, del commercio e delle professioni, insieme ad esponenti di istituzioni e associazioni.

Il Festival, come sempre, si strutturerà attraverso lezioni magistrali ma si articolerà poi in tanti diversi formati: dalle parole chiave ai dialoghi, dagli interventi di grandi ‘testimoni del tempo’ ai
forum tra studiosi e protagonisti della vita economica. Nel processo di avvicinamento al Festival saranno coinvolti le università e il mondo delle scuole e saranno organizzati incontri sul territorio,
a Torino e in diverse città del Piemonte.

Maggiori informazioni e aggiornamenti: www.festivalinternazionaledelleconomia.com

 

Inaugurate le Luci d’Artista. Tante novità per l’edizione 26. Accese fino a gennaio

Con l’accensione da parte del Sindaco Stefano Lo Russo della nuova opera _Orizzonti_ del maestro Giovanni Anselmo, in piazza Carlo Alberto, prende ufficialmente il via la XXVI edizione di Luci d’Artista, progetto della Città di Torino, affidato per la realizzazione alla Fondazione Torino Musei.

Un’anteprima c’era già stata ieri sera, in concomitanza con la riapertura della biblioteca Geisser, con l’attivazione della luce di Luca Pannoli,’L’amore non fa rumore’, installata per la prima volta al Parco Michelotti.

Altre novità sono la curatela di Antonio Grulli, il sito ufficiale di Luci d’Artista, 4 itinerari di trekking urbano che abbinano natura e Luci d’Artista, e il public program ‘Accademia della Luce’. Un programma con tema ‘Luce e parola poetica’ che prolungherà l’esperienza con uno speciale appuntamento nel mese di giugno che coinvolgerà 6 poeti italiani e stranieri che lavoreranno sul tema della luce attraverso performance, reading e incontri.

Novità di quest’anno è poi la collaborazione con Torino 2025 per realizzare una Luce d’Artista che sarà posizionata su una delle sedi di gara delle Universiadi Invernali, per poi entrare a far parte della collezione delle Luci della città. Infine, una delle opere, ‘Palomar’ di Giulio Paolini, si trasferisce quest’anno alle Scuderie del Quirinale per la mostra dedicata a Italo Calvino.
Le 27 installazioni a cielo aperto illumineranno la città fino al 14 gennaio.

A Mattia Aguzzi il premio Coraggio

Due mesi fa il coraggio e la prontezza di un passante, il giovane Mattia Aguzzi, furono determinanti per salvare la vita della piccola Frida, la bimba di 4 anni precipitata dal quinto piano di un palazzo. Oggi quel gesto è stato ricordato con il premio Coraggio 2023 della Fondazione Quarto Potere. A premiare Mattia Aguzzi, nella Sala delle Colonne di Palazzo Civico, sono stati il direttore del quotidiano CronacaQui Beppe Fossati, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo.

“Sono orgoglioso – ha detto il primo cittadino – di essere il Sindaco di una città dove vivono persone come Mattia, che col suo gesto di coraggio ci ha ricordato l’importanza dell’altruismo e del senso di comunità”

Menzione speciale a Torino per la mobilità sostenibile

Alla 40° Assemblea Nazionale Anci la Città di Torino ha ricevuto la menzione speciale per la mobilità sostenibile. L’assessore allo Sport, ai Grandi eventi e al Turismo Domenico Carretta ha ritirato la targa durante l’evento che si è svolto in questi giorni a Genova.A consegnare il premio presenti l’ideatrice Ludovica Casellati, il presidente di Anci Antonio Decaro, il giornalista Marino Bartoletti e il campione e inviato di Striscia la Notizia Vittorio Brumotti.

Torino vince grazie alla creazione dei “quartieri resilienti” e con l’istituzione dei trenta chilometri orari nel quartiere di Basso San Donato, il progetto finanziato con fondi REACT che sta ridisegnando il quartiere con interventi di riqualificazione del verde e dell’arredo urbano, oltre a nuovi percorsi ciclabili e pedonali che ridefiniscono gli spazi pubblici verso un quartiere e una città più sostenibile, sicura e a misura d’uomo.

Per golosi di ogni età, inaugurato CioccolaTò

Per dieci giorni il centro cittadino si trasformerà in una gigante cioccolateria a cielo aperto dove sarà possibile scoprire ed assaggiare il ricco assortimento di deliziose praline, tavolette al latte, fondenti e aromatizzate, creme spalmabili, liquori al cioccolato, cremini e cialde e tantissime altre cioccolatose proposte.

Cuore pulsante di Cioccolatò, inaugurato questa mattina, le centralissime piazza San Carlo e via Roma pronte ad acoogliere torinesi e turisti e accompagnarli in un viaggio fatto tra cultura, arte, divertimento, talk, giochi, laboratori, masterclass e showcooking che coinvolge tutti i sensi e regala emozioni a ogni assaggio.

“Una festa popolare‘, l’ha definita l’assessore ai Grandi eventi di Torino, Domenico Carretta, presente questa mattina all’inaugurazione, che amanti del cioccolato e golosi di ogni età non possono lasciarsi sfuggire e dove, accanto alla giostra e al trenino che sono un po’ i simboli della kermesse, sarà possibile anche fare del bene.

La manifestazione ha infatti una dolce novitá rappresentata dal ” Cioccolato sospeso”: chi lo vorrà potrà infatti acquistare del cioccolato e metterlo in un’urna apposita sulla piazza, davanti a Casa CioccolaTò, per donarla ai bisognosi. Tutto il cioccolato raccolto andrà al Sermig.












Metropolitana, nuovi varchi di accesso più alti alla stazione Bengasi

Nuovi varchi di accesso automatici nella stazione Bengasi della Metropolitana. Le nuove barriere, alte un metro e ottanta, sono state installate da Gtt in sostituzione di quelle precedenti, alte un metro e venti, per migliorare la sicurezza e la funzionalità della stazione.

Prevenendo il salto dei varchi, impediscono il passaggio di persone non autorizzate che tentano di accedere alla stazione senza pagare il biglietto. Questo comportamento ha ripetutamente danneggiato gli impianti con i derivanti costi per la manutenzione.

L’intervento è stato realizzato per garantire un elevato livello di sicurezza con un più efficace controllo degli accessi alla stazione e un’importante misura di equità per i passeggeri e le famiglie che pagano regolari abbonamenti. L’evasione tariffaria è un problema che va affrontato con fermezza e i nuovi varchi sono un passo importante in questa direzione.

Le nuove barriere, finanziate da Infra.To, sono realizzate in un materiale trasparente che preserva l’estetica della stazione e sono dello stesso modello installato nella stazione Porta Susa.

GTT valuterà l’efficacia del provvedimento nei prossimi mesi, prima di decidere se implementarlo anche in altre stazioni e in particolare in quelle attualmente in costruzione.

‘Corpi in movimento, menti in evoluzione’, aperta la tre giorni del Social Festival Comunità Educative

Questa mattina la sala del cinema Massimo ha ospitato la seduta plenaria che ha inaugurato il Social Festival Comunità Educative ‘Corpi in movimento, menti in evoluzione’, la tre giorni di lezioni, dibattiti, workshop, atelier diffusi a Torino,
Grugliasco, Nichelino, Rivoli, e Settimo Torinese dedicati ai mondi della scuola e dell’educare. Una manifestazione nazionale di ampio respiro che conta 185 relatori, oltre 2.500 iscritti tra operatori sociali, insegnanti, pedagogisti e genitori, oltre 700 studenti coinvolti, 2 plenarie, 17 workshop, 10 atelier, 9 conversazioni, 2 dialoghi sulle politiche educative, 2 proiezioni di film, 1 serata di ‘pizzica’.

Al centro delle riflessioni i percorsi di crescita di giovani e giovanissimi in un’epoca complicata e la responsabilità degli adulti che li accompagnano. In particolare sono tre le domande a cui tenteranno di dare una risposta i professionisti di diverse discipline: come promuovere una migliore gestione delle emozioni e la rottura dello schema dell’aula, come rendere le ore di lezione momenti capaci di innescare la partecipazione e il coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi e come rimodulare gli spazi didattici ed educativi.

La seduta si è aperta con i saluti istituzionali. Erano presenti Carlotta Salerno, assessora comunale alle Politiche educative, Caterina Greco, consigliera delegata all’Istruzione della Città Metropolitana, Lorenza Patriarca, presidente V Commissione comunale Istruzione, Stefano Suraniti, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte e di Francesco d’Angella, direzione della rivista Animazione Sociale.

Nel suo intervento Salerno ha voluto spiegare come si è arrivati al nome della manifestazione “Abbiamo scelto un nome così complesso perché abbiamo pensato a un momento di comunità sociale, di confronto diretto dopo la pandemia, c’era il bisogno di ricelebrare la comunità educativa, non solo quella torinese. Festival perché è anche un momento di festa, di celebrazione dell’educazione, della pedagogia e delle comunità educative, anziché educanti perché nessuno educa nessuno, ci educhiamo
reciprocamente in uno scambio continuo e costante”. “Il titolo di questa edizione – ha continuato l’assessora – parte dal concetto che siamo un tutt’uno testa, corpo e cuore e il percorso educativo e formativo passa da questa complessità. Dobbiamo interrogarci sul movimento, sulla fisicità, sulla percezione di sé che cambia nel tempo e che può diventare anche negli anni difficile e, a volte, drammatica come per i nostri adolescenti e che si esprime con disturbi alimentari, con la fatica dell’accettazione, con i problemi legati all’immagine alla prestazione, al dover essere tutti perfetti”.

Sul palco si sono alternate figure importanti del mondo accademico e artistico che si sono confrontati, davanti a un pubblico numeroso, sul tema della mattinata: ‘come fare degli anni della scuola una grande avventura educativa’. Ugo Morelli, psicologo dell’Università Federico II di Napoli ha spiegato che si va a scuola con la mente e con corpo “È il sistema motorio del nostro cervello che consente di conoscere il mondo”, mentre la collega Silvia Luraschi, pedagogista di Milano-Bicocca, nel suo intervento ha sottolineato che “Cresciamo con l’idea che la sede dell’apprendimento sia la mente e non ci accorgiamo che siamo corpi pensanti e menti incorporate. Assumere questo sguardo cambia le pratiche di apprendimento e di formazione”.

La meraviglia e lo stupore è stato il tema dell’artista Antonio Catalano, attore, scrittore, poeta. Si occupa della pedagogia della meraviglia per ripensare i processi di apprendimento. A lui è stato affidato il compito di creare il manifesto del Social Festival: “In questo scarabocchio ho disegnato un corpo che si sbrindella e il cuore va altrove, verso di noi con un colpo di vento. La condizione per rimettere il cuore al suo posto è un altro colpo di vento”. E poi parlando dell’apprendimento dei bambini ha messo in evidenza come “sia la mano a collegare il cuore, prima del cervello, e questo collegamento è una zona irrazionale, un luogo misterioso dei bambi, che solo loro conoscono”.

Secondo Ivana Paganotto, esperta di processi di apprendimento “Capire o essere capiti è altamente e-motivante: chi non impara a ‘capire’ è più esposto a esclusione ed emarginazione sociale e/o a disinformazione e manipolazione propagandistica politica e commerciale. Gli insegnanti e gli educatori non possono permettersi il lusso di dividere in parti i propri studenti, ma devono affrontare contemporaneamente livelli di analisi comportamentali, fisiologici, cognitivi per capire la situazione”.

Future4Cities, Torino protagonista. ‘Homes4All’ primo nella categoria ‘Innovazione’, menzioni per ‘ChangeTO’ e ‘Buoni Mobilità’

Torino protagonista a Future4Cities, il festival delle città che cambiano che a Milano per due giorni ha indagato le città come luoghi del cambiamento, tra workshop, talk, dibattiti, podcast, proiezioni, momenti musicali, dj set.  La manifestazione, alla sua prima edizione, si è chiusa con l’assegnazione dei premi omonimi che vogliono celebrare le innovazioni urbane più significative.

A vincere nella categoria Innovazione  “Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova” il progetto di finanza di impatto avviato a febbraio 2020 – si è distinto per l’innovativo ecosistema pubblico-privato capace di intervenire in maniera efficace sul bisogno abitativo del capoluogo piemontese, attraverso un inedito meccanismo di Pay by Result. Il progetto vede come capofila la Città di Torino in partenariato con Homes4All S.r.l. Società Benefit, Brainscapital S.r.l. Società Benefit, Homers S.r.l. Società Benefit, Associazione ACMOS e Camera di Commercio di Torino: una solida rete di partner dalle competenze diversificate con cui costruire una proposta di social housing capace di contrastare l’emergenza abitativa e favorire la rigenerazione urbana.
Rigenerazione urbana, innovazione sociale e inclusione costituiscono sfide importanti per le città del futuro, ambiti di lavoro per i quali la cooperazione tra pubblico e privato, le relazioni sociali e la mobilitazione collettiva possono fare la differenza – spiega l’assessora all’Innovazione Chiara Foglietta -. Anche per questo siamo felici del lavoro svolto finora e di come il nostro impegno sia stato premiato come una delle innovazioni capaci di cambiare il volto delle città in Italia . Homes4All non vuole e non può trovare la risposta definitiva al tema dell’emergenza abitativa, ma lancia un messaggio di speranza. Si tratta di un progetto che cerca di dare risposte in un tempo più breve rispetto a quanto la burocrazia delle istituzioni possa fare. Inoltre, è stato in grado di mettere insieme persone dalle sensibilità sociali, economiche, finanziarie e giuridiche diverse facendole parlare un linguaggio comune”.
Tra gli oltre 370 progetti innovativi presentati da tutta Italia, impegnati a migliorare le nostre città su diversi fronti – ambiente, mobilità, comunità, sviluppo economico locale, innovazione, rigenerazione urbana – menzioni per la Città di Torino anche  per  ‘ChangeTO’  finito nella short list del premio ‘Ambiente’ e per il progetto ‘Buoni Mobilità’ di 5T  tra quelli segnalati nella categoria ‘Mobilità’.  Con la campagna di comunicazione dell’assessorato alla Transizione Ecologica accompagnata dal claim ‘Cambia il clima, cambia la città’ della la Città di Torino racconta le trasformazioni della città in risposta ai cambiamenti climatici, informando degli interventi in atto la cittadinanza, mentre la sperimentazione dei buoni mobilità ha consentito di quantificare i benefici ambientali che si possono generare dalla diffusione dei nuovi servizi MaaS, per i quali con la recente pubblicazione dell’avviso del progetto ‘maas4italy si  punta a fare crescere il numero e la qualità dei servizi a disposizione dei nostri cittadini per offrire sempre più alternative verso una mobilità più digitale multimediale e sostenibile.