

E un’agenzia turistica porta i cinesi prima a Torino e poi a Milano. Intanto riapre lo storico hotel Turin Palace
L’ostensione della Sindone e l’indotto turistico dell’esposizione universale di Milano incominciano a dare buoni frutti. Presi d’assalto mostre, musei e caffè nel centro di Torino. Ecco qualche informazione in più.
IL BOOM ALLA REGGIA DI VENARIA
Più di 25 mila i biglietti staccati alla Reggia di Venaria durante il ponte del Primo Maggio. L’affluenza è da record grazie anche alla concomitanza con l’ostensione della Sindone e l’inaugurazione dell’Expo. In via straordinaria, la Reggia resterà aperta anche lunedì. Tutte le informazioni utili sul percorso di visita e le mostre allestite, sul sito web www.lavenaria.it. Il museo Egizio ha invece totalizzato oltre 19 mila presenze.
LA CINA E’ VICINA
Da oggi e fino ad ottobre, scrive il quotidiano la Repubblica, migliaia di cittadini-turisti della Repubblica Popolare (dovrebbero essere tremila) arriveranno a Torino. Il risultato si deve al tour operator Gzl International. Intanto già quindici giornalisti di diverse testate e tv del sud della Cina hanno pernottato al Golden Palace e visitato la città prima di partire per Milano. Quindi la ricetta è: prima Torino e poi l’Expo. Si tratta di turisti di alto livello che vogliono scoprire nuove parti d’Italia: «Torino è una città che può spingerli a tornare nel vostro Paese anche quando hanno visitato le grandi città turistiche come Roma, Venezia e Firenze – spiega a Repubblica Manlu Yu, la “tour leader” della Gzl -. Molti dei nostri clienti già conoscono l’Italia e questa è una meta con grandi potenzialità perché ha molte ricchezze culturali, monumenti che possono piacere ai turisti cinesi e sono tutti piuttosto facili da raggiungere».
RIAPRE LO STORICO TURIN PALACE
Ospitò principi e sovrani, Louis Armstrong e Greta Garbo. Chiuso per un po’ di anni riapre in questi giorni, dopo una totale ristrutturazione, il Turin Palace Hotel, lo storico albergo 4 stelle in via Sacchi, di fianco a Porta Nuova. L’edificio è di proprietà di Reale Immobili, la società immobiliare del Gruppo Reale Mutua, ed è gestito dal milanese Piero Marzot. Dispone di127 camere (gli arredi purtroppo non saranno più quelli originali), e la riapertura coincide con l’ostensione della Sindone e con l’Expo milanese. I lavori sono stati diretti dallo Studio Artecna, e realizzati da Costruzioni Generali Gilardi.
IL POPOLO DI FB E LA SINDONE
Ma cosa pensano i torinesi degli effetti positivi che l’Ostensione ha sul tursimo e il rilancio dell’economia cittadina? Ci saranno vantaggi oppure no? Ecco alcune risposte dal nostro sondaggio sulla pagina Facebook del “Torinese”.
Elisa Tricerri Certo che no. Ai torinesi non entra niente in tasca. Ci guadagna solo la Curia.
Ho visto tante di quelle Forze dell’Ordine in giro che penso si possa stare più che tranquilli.
Prenotato.

Complice l’ostensione della Sindone, le facce straniere in città sono già molte. E, è facile ipotizzare, aumenteranno ancora grazie all’Expo. Mentre voci insistenti danno probabile una visita al sacro lino da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel















“Tutti uniti sui temi del lavoro” hanno detto in coro i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil che vogliono guardare al futuro. Un futuro sottolineato durante il corteo dalle note dell’Internazionale, di Bella Ciao e dalla voce di una brava vocalist che inneggiava al Che Guevara
Il Governatore: “Chiudere le pendenze con il passato e mettere a posto i conti, anche quelli pregressi e fuori bilancio, non è cosa da poco”
AVVISTAMENTI
mercati e l’Unione Europea, come si farebbe con un Varufakis qualsiasi. Intanto, la realtà del sindacato si è convertita in un apparato che organizza turismo per anziani, concerti e fiere, consulenza fiscale, e soprattutto lobbying politico, e non soltanto per lanciare carriere in Parlamento o creare partiti-non partiti alla Landini. Giacché a Torino vige una peculiare regola secondo cui nelle aziende pubbliche (partecipate municipali, ASL, ma soprattutto tra il personale degli Enti), i dirigenti provengono quasi tutti dal sindacato, cioè dall’altra parte del tavolo. Un esito esemplare di una carriera in un sindacato che si vorrebbe ancora unico interprete di salariati metalmeccanici in tuta blu; e che è diventato un’altra cosa: un arto fantasma.


“In Italia si legge sempre meno, qui aumenta il numero degli editori – dice il presidente del Salone, Rolando Picchioni – e passa sempre più per il Salone di Torino il confine futuro fra libro cartaceo e tecnologie digitali”