La disoccupazione è in calo per effetto della flessione della componente giovanile e delle persone in cerca di primo impiego, ma è minore anche il numero di ex occupati. Il tasso di disoccupazione da 15 a 24 anni scende infatti di 4 punti percentuali, dal 42,2% al 38,1%. Positiva la performance femminile (-15.000 unità su una flessione totale di 21.000)

La situazione del mercato del lavoro in Piemonte sta migliorando. Lo confermano i dati relativi al 2015, resi noti dall’Istat: si rileva un aumento di 26.000 occupati e una flessione di 21.000 disoccupati, stimati nell’ultimo anno in 205.000 unità. Il tasso di occupazione sale di 1,4 punti percentuali, stabilendosi al 68,1% nella fascia 20-64 anni, e quello di disoccupazione scende dall’11,3% del 2014 al 10,2%. Un risultato ottenuto anche grazie l’andamento rilevato negli ultimi tre mesi dell’anno, quando le tendenze evidenziate si amplificano: +34.000 occupati e -51.000 persone in cerca di lavoro, con un livello di disoccupazione che scende al di sotto del 10%, toccando il 9,5%.
La realtà piemontese dell’occupazione (+1,5%) dipende dall’aumento degli occupati in età matura, particolarmente evidente nella classe 55-64 anni, dove il tasso relativo, fermo al 46,3% nel 2014, supera il 50%, mentre resta invariato, poco sopra il 18%, malgrado gli sforzi, l’indice dell’occupazione giovanile.Il saldo interannuale risulta positivo per tutti e tre i macro-settori, con un tasso di incremento più marcato per l’agricoltura, per merito del lavoro autonomo, ma con spunti significativi anche nel ramo commerciale e turistico (+ 16.000 unità) e nell’industria manifatturiera (+9.000 addetti), mentre ristagna l’occupazione nelle costruzioni.
La disoccupazione è in calo per effetto della flessione della componente giovanile e delle persone in cerca di primo impiego, ma è minore anche il numero di ex occupati. Il tasso di disoccupazione da 15 a 24 anni scende infatti di 4 punti percentuali, dal 42,2% al 38,1%. Positiva la performance femminile (-15.000 unità su una flessione totale di 21.000). e fra le persone con ricerca attiva di lavoro prevale largamente la presenza di uomini (sono 111.000, rispetto a 94.000 donne). Il tasso di disoccupazione femminile resta comunque superiore, con un distacco che si è però sensibilmente ridotto (10,5%, contro 10%, rispettivamente).
Nelle province il miglioramento è più accentuato nel Verbano-Cusio-Ossola, che quasi si affianca alla provincia di Cuneo nella posizione di eccellenza detenuta a livello nazionale, specie per quanto riguarda i livelli di disoccupazione.Cuneo si piazza al terzo posto fra le province italiane in termini di tasso di disoccupazione (5,3%), ma il VCO, favorito anche dall’assorbimento elevato di manodopera frontaliera, si colloca immediatamente dopo (5,8%), al quinto posto, e precede addirittura la provincia Granda in relazione alla disoccupazione giovanile. Sempre critica, invece, malgrado i passi in avanti compiuti nell’ultimo anno, la situazione delle province di Torino e di Alessandria, con tassi di disoccupazione a due cifre, mentre nelle altre province si resta al di sotto della soglia del 10%, e tassi di occupazione bassi, inferiori alla media regionale (vedi tabelle allegate).
“Il quadro che emerge dai dati Istat – ha commentato l’assessora al Lavoro, Gianna Pentenero – è largamente positivo. La performance del Piemonte è la migliore del Nord Italia, anche se il divario significativo che ci contraddistingue dall’inizio della recessione nei confronti delle altre regioni settentrionali permane. Rimaniamo inoltre ancora lontani dagli standard pre-crisi: nel 2008 gli occupati erano 1.861.000 e i disoccupati 100.000, mentre ora mancano all’appello 62.000 posti di lavoro, con una caduta che tende a concentrarsi nel ramo industriale e le persone in cerca di impiego sono più che raddoppiate. Molto resta ancora da fare, ma il mercato si sta muovendo nella giusta direzione”
Cristiano Bussola



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