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L’insegnamento della “maestrina dalla birra rossa”, testa calda a mente fredda

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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La maestrina dalla birra rossa – nulla a che vedere con quella di de Amicis nota per la penna rossa che portava sul cappello – che ha insultato pesantemente i poliziotti che stavano contenendo il violento corteo “sedicente antifascista“ che in corso Vittorio a Torino voleva impedire il regolare svolgimento della campagna elettorale, non e’ un caso di banale e un po’ discola espressione di semplice ed esuberante intolleranza politica, riconducibile alla birra di cui esibiva la bottiglia vuota . E’ una testa calda, anche a mente fredda e le dichiarazioni che ha rilasciato a “Matrix “lo dimostrano. E’ il prototipo del militante di un centro sociale, l’equivalente odierno dei covi sovversivi di 50 anni fa. Non si può neppure dire che sia incazzata perché senza lavoro, in quanto insegna in una scuola pubblica a bambini di prima elementare. Non è difficile immaginare quale possa essere il suo insegnamento e c’è da stupirsi che il suo dirigente scolastico diretto non abbia finora mosso un dito nei suoi confronti, in tempi in cui molti docenti sono criminalizzati per molto meno: basta la lamentela di un genitore per scatenare il finimondo, come dimostrano le cronache . Eppure la maestrina , già nota per il suo estremismo no Tav , ha dovuto augurare la morte ai poliziotti perché qualcuno si sia interessata di lei. Un’anomalia che dovrebbe far riflettere sulla gestione della scuola italiana. Nei suoi confronti non ci possono essere giustificazioni. Ha commesso un reato e tale reato va perseguito. L’obbligatorietà dell’azione penale deve valere anche per lei. Non so se vada licenziata in tronco, ma sicuramente va subito sospesa cautelativamente dall’insegnamento e va subito avviata nei suoi confronti un’azione disciplinare. Non invoco sanzioni esemplari,invoco l’applicazione delle leggi.Questo impone lo Stato democratico di cui l’ insegnante in questione dimostra, come minimo, di non conoscere le leggi.

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La Librolandia torinese è “il” Salone nazionale dell’editoria italiana. Parola di Massimo Bray

Massimo Bray, presidente della cabina di regia del Salone del Libro, nel presentare l’edizione 2018, che si terrà a Torino  dal 10 al 14 maggio, ha detto che la rassegna torinese ” è il Salone nazionale dell’editoria italiana. La spaccatura dello scorso anno non ha fatto bene al libro e all’editoria. Gli editori indipendenti e il ritorno dei grandi editori sono il primo successo di questa  nuova edizione”. A parere di Bray la manifestazione che si tiene sotto la Mole continuerà ad essere il Salone non solo degli editori, ma anche dei cittadini, perché ha sempre difeso  il valore della cultura “in un mondo in cui stanno crescendo le diseguaglianze”.

La Francia sarà il paese ospite e, tra le novità, sarà ospite il Premio Strega europeo: gli autori stranieri in lizza nella cinquina presenteranno i loro libri e il vincitore sarà annunciato  a Torino. Al Salone interverrà la scrittrice Premio Nobel della Letteratura 2009 Herta Müller, vincitrice del Premio Mondello internazionale.

 

(foto: il Torinese)

Ora protestano anche gli edicolanti: “Un calo delle vendite del 50% a Torino e provincia”

Un calo delle vendite del 50%   a Torino e in provincia, dove  un’ottantina di edicole hanno chiuso. Questa l’amara fotografia scattata dagli edicolanti torinesi che dicono di  non poter più “sopportare l’attuale carico fiscale”. I giornalai sono scesi in piazza per chiedere alle istituzioni locali un intervento concreto.  I rappresentanti delle rivendite di giornali hanno manifestato  di fronte al Municipio. La categoria intende sensibilizzare la cittadinanza e ottenere dalle amministrazioni locali  agevolazioni sulle tariffe, troppo salate,  come  la tassa rifiuti o l’occupazione del suolo pubblico. Sul tavolo anche il mancato rinnovo – l’ultimo nel 2009 – dell’accordo nazionale.

Crescono le imprese a guida straniera e i servizi che superano (per la prima volta) il commercio

Non si arresta a il boom delle imprese amministrate da stranieri, il 3.8% in più, l’11% del totale delle aziende torinesi. Oggi la situazione del sistema imprenditoriale nella provincia di Torino  risulta in ripresa, anche se la crisi non è superata.  Questo emerge dall’indagine realizzata  dalla Camera di Commercio, sulle iscrizioni e cancellazioni nel 2017. Da 7 anni di seguito si verifica una diminuzione numerica -848,  a fine anno le imprese erano 222.459. Una diminuzione però dimezzata, se messa a confronto con le 1.712 del 2016. Il tasso di sopravvivenza a un anno dall’apertura  è dell’ 88%, stabile, in  miglioramento a tre anni: dal 66,8% al 68%). Buona performance dei servizi alle imprese, in crescita dello 0.2%, che hanno superato il commercio, in calo dello 0.8%: 56.144, contro 55.759 dell’area commercio. In aumento le imprese guidate da donne, crescita pari a +0.31% di cui più della metà  ultracinquantenni. Le aziende condotte da giovani sono 615 in meno rispetto a un anno fa.

Neve e freddo anomalo: -10 gradi in pianura e -16 in montagna. Sereno fino a mercoledì

Neve nel pomeriggio di domenica a Torino e (più copiosa) su vallate e montagne alpine. Il Comune ha attivato la macchina organizzativa con decine di mezzi e uomini: a disposizione  tonnellate di sale per contrastare il ghiaccio sulle strade. E’ freddo anomalo su tutto il Piemonte con temperature decisamente al di sotto delle medie del periodo. Cielo sereno da oggi, lunedì, ma il freddo proseguirà all’inizio della settimana con minime da -8 a -10 in pianura, -16 alla quota di 2.000 metri. Da mercoledì sono previste nuove  deboli nevicate.

 

(foto: il Torinese)

 

Emergenza freddo: per i senza dimora 40 nuovi posti nella vecchia stazione di Porta Susa

Arriva Burian e il Comune cerca di intervenire per alleviare il problema dei senzatetto. E’ stato infatti allestito un punto di accoglienza notturna per senza dimora nei locali della vecchia stazione di Porta Susa, oggi vuota dopo la chiusura del Mercato metropolitano. Il punto di ritrovo offre generi di conforto e quaranta posti letto in luogo coperto, caldo, sicuro e non distante dal centro cittadino. E’ aperto tutti i giorni dalle 20 di ogni sera alle 8 del mattino, a partire da sabato 24 febbraio.

“Una misura di rafforzamento dei servizi per le persone senza dimora, assunta dall’Amministrazione comunale del capoluogo piemontese – spiega una nota di Palazzo Civico – in vista dell’arrivo di un ondata di forte maltempo che, prevedono i meteorologi, porterà nei prossimi giorni pioggia, neve e temperature di molto al di sotto dello zero. Un evento climatico che, non è difficile immaginarlo, aumenterà i disagi per chi trascorre la notte in strada e, fatto tutt’altro che irrilevante, in alcuni casi potrà anche metterne a rischio la salute”. 

L’allestimento del nuovo centro notturno  potenzia il complessivo sistema di servizi destinati agli homeless previsto dal Piano invernale per l’emergenza freddo, e si aggiunge all’incremento dei posti letto in strutture comunali e di altre realtà, al raddoppio della Boa urbana mobile, all’ampliamento dell’orario del ambulatorio di via Sacchi e all’apertura di nuovi spazi accoglienza resa possibile dall’accordo di collaborazione dello scorso dicembre tra Città di Torino, Arcidiocesi, Asl e Città della Salute.  Per l’apertura della struttura temporanea di accoglienza nella vecchia Porta Susa (ingresso piazza XVIII Dicembre, ex biglietteria) – la cui gestione è affidata a Protezione civile comunale e Croce Rossa Italiana – hanno collaborato gli assessorati al Welfare, all’Ambiente, alla Mobilità e alla Sicurezza urbana della Città di Torino, il Gruppo Torinese Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani che hanno concesso gli spazi all’interno della stazione.

L’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia lancia intanto un appello alla comunità torinese per l’accoglienza dei clochard. La Curia aumenterà la disponibilità dei posti nei locali dell’arcivescovado.

Il Comune ribadisce l’invito lanciato già nelle scorse settimane, a segnalare la presenza di persone senza dimora che, a causa di freddo e maltempo, si trovino in situazione di particolare criticità e abbiano bisogno di aiuto, telefonando alla Polizia Municipale al numero 011.0111 oppure inviando una comunicazione via mail all’indirizzo adulti@comune.torino.it

 

(foto: il Torinese)

E’ guerra fredda tra Municipio e ghiaccio: blitz comunale con 4 mila tonnellate di sale

Il maltempo annunciato potrebbe portare ghiaccio e neve  in città, ma il Comune non vuole farsi cogliere  impreparato e già dalla notte, seppur siano annunciati pochi fiocchi di neve (ma non si sa mai), ha predisposto la macchina municipale fatta di uomini e mezzi da destinare al presidio delle strade . Sono 4 mila le tonnellate di sale e una trentina i camion spargisale, un terzo sulle strade collinari e i due terzi mobilitati in città. Sono quasi 400 i mezzi con lama per sgombero neve. La nevicata prevista non dovrebbe però essere particolarmente forte.

(Foto: il Torinese)

La politica torinese condanna gli episodi di guerriglia urbana contro la polizia

Ecco alcuni commenti da parte degli esponenti politici cittadini sugli scontri tra centri sociali e forze dell’ordine avvenuti ieri sera

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Lanciare bombe carta contenenti schegge metalliche è un gesto criminale.
Mi auguro che gli agenti feriti, ai quali va la solidarietà di tutta la Città, possano rimettersi quanto prima. Auspico altresì che i responsabili di un gesto tanto vile siano quanto prima individuati e consegnati alla giustizia.  Fatti di tale gravità non devono più ripetersi.  Torino, medaglia d’oro alla Resistenza, è una città non violenta e tale deve restare

Chiara Appendino

Sindaca di Torino

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La violenza vista ieri sera per le vie di Torino non ha nessun colore politico. Centri sociali o Casa Pound, poco importa: tutti i violenti hanno la stessa matrice di odio per la libertà e la democrazia. Trovo molto grave che la politica si sia fatta trascinare sul terreno dei distinguo e dei sofismi: quando si lanciano bombe carta arricchite di schegge metalliche è importante sapere se quel gesto sia da attribuire a criminali di un colore politico piuttosto che di un altro? È un gesto criminale e il crimine non ha un colore politico. Se la politica non entra in quest’ottica, e continua invece a dividersi pensando di strumentalizzare manifestazioni di odio, a uscirne sconfitta sarà la politica. La terribile pagina scritta ieri sera a Torino merita una seria e approfondita riflessione in Consiglio comunale dove Forza Italia si aspetta una puntuale comunicazione da parte del Sindaco.

Osvaldo Napoli

capogruppo di Forza Italia al Comune di Torino

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Esprimo la mia solidarietà agli agenti colpiti negli scontri di ieri e tutta la mia profonda preoccupazione per i metodi utilizzati da questi inqualificabili violenti. Sono questi i soggetti con i quali l’Amministrazione vuole interloquire, per esempio, sul tema dell’emergenza abitativa? Spero vivamente di no: la Giunta prenda le distanze. Ho ben chiaro da che parte stare: di fronte alla violenza politica (o alla violenza che utilizza la politica come pretesto) io starò sempre con le Forze dell’Ordine. Non nascondo la mia preoccupazione vedendo quanto fascismo ci sia anche da parte di chi, al fascismo, dice di contrapporsi. Sono curioso di sapere se, tra i violenti che ieri sera hanno mandato all’ospedale diversi agenti, ci sia anche qualcuno dei soggetti che questa Amministrazione ha deciso di considerare un referente riconosciuto per le interlocuzioni della Città di Torino sul tema, tra gli altri, dell’emergenza abitativa (gli stessi soggetti che pretendono di avere voce in capitolo a livello istituzionale benché occupino immobili e si oppongano agli sgomberi con la forza). È questo il tipo di movimentismo che la Giunta Cinque Stelle considera un valore e un interlocutore? Spero che almeno la Giunta intenda prendere le distanze, al più presto, da questi inqualificabili episodi di violenza e dai loro autori.I valori nei quali credo io sono ben altri: tra questi, la sicurezza e il rispetto per gli Agenti e per i cittadini. Vedo segnali davvero preoccupanti dal punto di vista della tenuta democratica e della coesione sociale. Torino è meglio di così e, alla stessa maniera e con la stessa proporzione, si merita di meglio.

Silvio Magliano 

Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

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“Come Comitato Resistenza e Costituzione siamo solidali con gli agenti feriti. Carabinieri e polizia rappresentano lo Stato, difendono le istituzioni, i cittadini, la legalità e noi stiamo dalla loro parte”: lo dichiara il vice Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Nino Boeti, presidente del Comitato Resistenza e Costituzione, commentando gli scontri di ieri sera. “Gli scontri di ieri sera, fomentati da sedicenti antifascisti, non c’entrano niente con i sacrifici dei partigiani che hanno combattuto in nome della libertà e della democrazia. I rigurgiti fascisti vanno affrontati con gli strumenti di cui la democrazia dispone, le forze dell’ordine e la magistratura. Tirare pietre e assaltare poliziotti in nome dell’antifascismo non ha nulla a che fare con quei 20 mesi di lotta resistenziale”.

Nino Boeti

Vice Presidente Consiglio Regionale del Piemonte

Presidente Comitato Resistenza e Costituzione

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I fatti successi ieri sera a Torino sono molti gravi e devono essere condannati senza se e senza ma. Il Sindaco e l’amministrazione Cinque Stelle devono prendere le distanze dai centri sociali e dai comportamenti violenti e fuori dalle regole tenuti da simpatizzanti degli stessi. Il silenzio in questi momenti non è consentito alle istituzioni. Non è tollerabile che in un Paese democratico si consenta ad estremisti violenti di cercare di impedire ad altre forze politiche, quale che ne sia il colore non importa, di presentare liberamente i propri candidati alle elezioni. Il comportamento tenuto da aderenti ai centri sociali ieri sera a Torino si pone al di fuori delle regole democratiche. Una città non può essere teatro di guerriglia urbana ed è grave che questa guerriglia cerchi di giustificarsi ricorrendo ad un presunto e mal riposto antifascismo. L’antifascismo è per sua natura non violento e democratico.

Alberto Morano

Lista Civica Morano

Grattacielo senza fine e senza pace. La torre di Fuksas sotto i riflettori di una nuova inchiesta

Sembra non avere pace il grattacielo Unica del Lingotto, che dovrà ospitare tutti gli uffici della Regione Piemonte oggi sparsi per Torino. Si scopre ora un secondo filone di inchiesta sul palazzo dell’archistar Massimiliano Fuksas. Oltre al processo a carico di sei  imprenditori e dirigenti regionali per presunte irregolarità sull’assegnazione di subappalti, che riprenderà a maggio, a margine dell’udienza, si è appreso di un secondo filone aperto dalla procura di Torino che riguarderebbe i lavori di piastrellatura  dell’edificio. Sembra, infatti, che  siano stati scelti materiali diversi e di minor pregio rispetto a quelli previsti dal progetto iniziale. Gli  inquirenti sospettano – scrive l’Ansa –  che la modifica sia stata apportata per favorire illecitamente alcune  imprese.

 

(foto: il Torinese)

Guerriglia antifascista in centro città tra lanci di pietre e bombe carta, sei poliziotti feriti

Circa 500 manifestanti antifascisti, soprattutto militanti dei centri sociali e no tav, hanno cercato di raggiungere l’ Hotel Nh (ex Ambasciatori) in corso Vittorio, nell’area compresa  tra corso Bolzano e corso Vinzaglio, dove stava intervenendo il leader di CasaPound  Simone Di Stefano. Numerosi petardi e bombe carta, sassi, bottiglie di vetro e tubi presi da un cantiere della zona sono stati lanciati contro la polizia  che ha risposto con gli idranti e con i lacrimogeni. Sei poliziotti sono rimasti feriti e una giovane è stata fermata.

 

(foto fmb – il Torinese)