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Festa dei lavoratori: la priorità è la sicurezza

Primo maggio a Torino, la sfilata di circa 20 mila partecipanti, secondo le stime degli organizzatori,  è partita da piazza Vittorio Emanuele per terminare in Piazza Solferino dove i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Torino Federico Bellono, Giuseppe Filippone e Gianni Cortese  hanno tenuto i propri discorsi.

I sindacati, quest’anno hanno dedicato la Festa del Lavoro alla salute e alla sicurezza sui luoghi di lavoro, con lo slogan “Uniti per un lavoro sicuro”.

“Quello della sicurezza è un tema centrale – aveva detto il sindaco Stefano Lo Russo – e sono tanti i soggetti che devono intervenire con maggior decisione, tra questi gli enti pubblici insieme a sindacati e imprese. È una emergenza nel nostro territorio come in tutto il paese e penso davvero che caratterizzare il corteo di quest’anno su questo tema sia un messaggio importante”.

Clima festoso favorito dalla bella giornata, in parte rovinata dai soliti antagonisti che hanno bruciato le bandiere Usa e israeliana.

Foto Cisl Torino Facebook

“Dalle difficoltà usciremo solo insieme”. Il messaggio dell’arcivescovo di Torino ai lavoratori

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In occasione del 1° Maggio, il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino, ha scritto un messaggio rivolto ai lavoratori, agli imprenditori e alle famiglie, sottolineando l’importanza della solidarietà e della collaborazione per affrontare le difficoltà.

“Dalle difficoltà usciremo solo insieme. Ai lavoratori vorrei dire che oggi, senza rinunciare alla dialettica, anche dura, essi possono compiere il gesto di far conoscere agli imprenditori, a quelli che resistono, il loro apprezzamento per i rischi che stanno accettando di sostenere e per gli investimenti che compiono. Agli imprenditori  vorrei dire di comunicare con altrettanta fiducia il loro apprezzamento ai lavoratori che con la loro vita rendono possibile l’esistenza stessa delle aziende. La logica dei dazi commerciali può compromettere il lavoro, la tenuta dei redditi e dell’occupazione, la vita delle famiglie. Innalzando barriere  l’umanità non potrà mai compiere passi avanti.”

Primo Maggio, la Regione: “In Piemonte lavoro in crescita: meno disoccupazione e più futuro”

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Il Piemonte celebra il Primo Maggio con dati occupazionali diffusi dalla Regione che segnano una fase positiva per il mercato del lavoro. In una congiuntura internazionale ancora incerta, la Regione evidenzia segnali di tenuta e rilancio, con miglioramenti diffusi nei principali indicatori: crescita dell’occupazione, calo della disoccupazione e aumento dei contratti stabili.

Occupazione in aumento: i dati del Piemonte

Nel 2024 il tasso di occupazione in Piemonte ha toccato il 69%, superando la media nazionale e migliorando sensibilmente rispetto al 2023 (67,1%). L’incremento riguarda sia gli uomini (75,6%) sia le donne (62,3%), segnando un deciso cambio di passo rispetto agli anni precedenti. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,5%, con performance particolarmente brillanti in province come Cuneo (2,8%) e Biella (3,4%). Anche l’inattività registra un calo, passando dal 28,4% al 27%.

Tra i giovani dai 15 ai 29 anni crescono gli occupati (40,5%) e diminuiscono i disoccupati (11,5%), mentre la percentuale dei Neet scende al 27%.

L’incremento degli occupati dipendenti è stato pari a 35.000 unità, trainato da una forte crescita dei contratti a tempo indeterminato (+56.000), a fronte di un calo di quelli a termine (-21.000). Il saldo positivo di 21.248 contratti stabili è dovuto anche a oltre 56.000 trasformazioni contrattuali da apprendistato e tempo determinato.

Anche l’inizio del 2025 conferma il trend favorevole: nel primo trimestre, il saldo occupazionale è di +15.906 posti di lavoro dipendente, in netta crescita rispetto allo stesso periodo del 2024. Tutte le province registrano dati positivi, in particolare Torino (+4.934), Alessandria (+3.091), Cuneo (+2.382) e Novara (+1.427).

Le dichiarazioni di Chiorino

Chiorino ha commentato con soddisfazione i risultati raggiunti: “Il Primo Maggio è la festa del Lavoro e in Piemonte celebriamo questa giornata con l’orgoglio di un territorio che non si è mai arreso di fronte alle difficoltà. Il 2024 è stato l’anno della svolta: più occupazione, più stabilità contrattuale, più fiducia. Questa giornata ci invita a riflettere sull’importanza di scelte politiche coraggiose e di visione strategica, a supporto dei lavoratori: i risultati evidenziati oggi non arrivano per caso, ma grazie a una linea chiara e alla collaborazione concreta con il Governo Meloni, il sistema produttivo, gli enti di formazione, gli imprenditori e i lavoratori stessi. Sono loro i destinatari di scelte che hanno consentito di rimettere in moto l’ascensore sociale: talento, dedizione e professionalità devono poter fare davvero la differenza per un lavoratore, indipendentemente dal punto di partenza”.

Ha poi aggiunto: “Ora guardiamo al 2025 con la stessa determinazione: vogliamo una Regione che continui a crescere offrendo opportunità reali. Ecco perché continuiamo a investire sulla formazione, penso al sistema ITS, che in Piemonte è un’eccellenza e alle Accademie di Filiera, una rivoluzione di cui oggi iniziamo a vedere il segno anche in termini occupazionali”.

E ha concluso: “Crediamo fortemente nel potenziamento dei servizi alla famiglia, fondamentali per liberare il potenziale femminile nel mondo del lavoro. Sostenere l’occupazione femminile – con numeri mai così alti come oggi – significa dare a ogni donna la possibilità di scegliere se essere madre, lavoratrice o entrambe. E farlo con ambizione di carriera”.

Programma GOL: un modello virtuoso

Il Piemonte si conferma tra le Regioni più efficaci nell’attuazione del programma GOL, grazie a una proposta formativa solida e risultati occupazionali tangibili. Delle 211mila persone coinvolte, il 35% (76mila) ha ottenuto un contratto di lavoro, di cui circa 50mila con durata superiore ai sei mesi (65%).

Mettersi in Proprio: protagonisti giovani e donne

Il programma MIP – Mettersi in Proprio continua a sostenere con successo l’imprenditoria e il lavoro autonomo. Dal febbraio 2024 a marzo 2025, sono nate 237 nuove attività (175 imprese e 62 iniziative autonome), con un’età media dei promotori di 39 anni. Di queste, ben 150 sono state avviate da donne, a conferma della forte partecipazione femminile e giovanile.

Accademie e ITS: la formazione che crea lavoro

Le Accademie di Filiera, giunte a pieno regime, mostrano già risultati concreti: 990 corsi attivati per 6.791 allievi, 245.922 ore di formazione per occupati e 25 corsi destinati a 291 disoccupati. Ben 791 imprese – dalle micro alle grandi – hanno richiesto corsi specifici per soddisfare i propri fabbisogni.

Anche il sistema ITS si conferma eccellente: secondo INDIRE, le sette fondazioni piemontesi hanno diplomato 733 studenti, di cui 639 già occupati (93,6%). Una dimostrazione chiara del valore della formazione tecnica nella costruzione di percorsi professionali solidi.

Uniti per un Lavoro Sicuro: il Primo Maggio di  Cgil Cisl e Uil nelle Piazze del Piemonte

In occasione della Festa dei Lavoratori, il Primo Maggio 2025 vedrà numerose iniziative organizzate in tutto il Piemonte da CGIL, CISL e UIL, sotto il motto “Uniti per un lavoro sicuro”.

A Torino il tradizionale corteo cambierà percorso a causa dei lavori su via Roma: la partenza è fissata per le 9:30 da piazza Vittorio Veneto, con passaggi lungo via Po, piazza Castello e via Pietro Micca, per concludersi alle 11:00 in piazza Solferino. Il comizio finale sarà tenuto da Federico Bellono, segretario generale CGIL Torino, con interventi di rappresentanti di Gioventù Operaia Cristiana, Fim Cisl, Uil Fpl e Fillea Cgil.

Ad Asti, il corteo partirà alle 9:00 dal Circolo Way Assauto per raggiungere i giardini pubblici e attraversare il centro città. Alle 10:45 interverranno i segretari territoriali di CGIL, CISL e UIL.

A Valenza, il corteo partirà alle 10:00 da piazza XXXI Martiri fino ai giardini di viale Oliva, dove sono previsti gli interventi delle autorità locali e della segretaria confederale nazionale UIL, Ivana Veronese.

A Novara il concentramento sarà alle 9:30 in piazza Cavour, con corteo verso piazza Gramsci e comizio conclusivo di Chiara Maffè, segretaria regionale UIL. Anche a Romagnano Sesia si terrà un corteo, seguito dagli interventi dell’amministrazione e dei rappresentanti sindacali.

Nel Verbano Cusio Ossola, Domodossola ospiterà il corteo cittadino con comizio finale in piazza Repubblica dell’Ossola, affidato ad Alessandro Casellato della UilTec Piemonte.

A Vercelli il corteo partirà da corso Libertà per concludersi in piazza Zumaglini, con l’intervento di Francesco Lo Grasso (UIL Piemonte). Anche a Borgosesia si svolgerà una manifestazione simile, con comizio finale di Emilio Capacchione della Fai Cisl Piemonte.

A Biella il corteo partirà da piazza Martiri della Libertà per arrivare ai Giardini Zumaglini, dove interverrà Luca Caretti, segretario generale Cisl Piemonte. In serata, concerto della Società Musicale G. Verdi presso l’Auditorium Città Studi.

In provincia di Cuneo, la manifestazione si terrà a Fossano, presso il monumento alle Vittime del Molino Cordero, con gli interventi dei segretari generali di CGIL, CISL e UIL Cuneo.

Nella foto: immagine di archivio 

Un milione di passeggeri sul treno per l’Aeroporto di Torino Caselle

Oltre un milione di passeggeri ha utilizzato i treni del servizio Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) per raggiungere l’aeroporto di Torino Caselle, segnando un importante traguardo a poco più di un anno dall’avvio della linea Torino-Ciriè-Germagnano.

Dal 20 gennaio 2024, data di attivazione del collegamento ferroviario, le linee SFM 4 (Ciriè-Torino-Alba), SFM 7 (Ciriè-Torino-Fossano) e più recentemente SFM 6 (Torino Aeroporto-Torino-Asti) hanno servito oltre un milione di viaggiatori da e verso lo scalo torinese. Contestualmente, sono tornate operative le scale mobili della stazione di Caselle, ora adeguate agli standard più moderni.

Numeri significativi anche nelle stazioni intermedie, con 400mila passeggeri a Venaria Reale Reggia e 140mila alla fermata di Venaria Reale Rigola Stadio, confermando l’impegno di Trenitalia Regionale nella valorizzazione del turismo e nella promozione di una mobilità sempre più sostenibile.

A partire da domenica 4 maggio, come comunicato dalla Regione Piemonte, i treni della SFM 4 prolungheranno il servizio fino a Germagnano, sostituendo l’attuale capolinea di Ciriè. La linea sarà servita da treni elettrici a due piani con capienza fino a 1.000 posti. Anche nei giorni festivi, i convogli della SFM 7 (Fossano-Torino-Aeroporto-Germagnano) raggiungeranno direttamente Germagnano con mezzi a doppio piano.

Grande apprezzamento anche per il sistema di pagamento TAP&TAP, introdotto alla fine del 2024 sulla linea Torino Aeroporto–Torino Lingotto, che consente l’acquisto rapido del biglietto direttamente dalle validatrici in stazione tramite carte contactless. Il servizio è stato progressivamente esteso a tutte le linee del Servizio Ferroviario Metropolitano, alla Alba–Asti e ad altre principali tratte regionali.

Queste innovazioni si inseriscono nel più ampio impegno di Regionale per rendere l’esperienza di viaggio più semplice, accessibile e flessibile per tutti i passeggeri.

 

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Migliaia di prenotazioni per l’ostensione virtuale della Sindone

Oltre 20.000 per la Sindone virtuale in piazza Castello
Fino al 5 maggio la Tenda della Sindone attende i visitatori in piazza Castello per sperimentare un modo nuovo di vedere il sacro Lino, in versione digitale. Non sarà nel clima di festa a cui ci si preparava per la morte di Papa Francesco ma l’esperienza del Giubileo della Speranza continua. Le prenotazioni sono già oltre 20.000 ma si stima che la cifra verrà superata nelle prossime ore. Su un maxi-schermo si vedrà l’omaggio a Papa Bergoglio. La tenda nel centro di Torino ospita un tavolo interattivo che consente di eseguire una lettura digitale dei punti più significativi del Telo, di toccare con mano alcuni dettagli del volto, della corona di spine e delle ferite. È questo il cuore di “Avvolti”, la serie di iniziative che la Chiesa propone ai torinesi e a quanti si troveranno in città nei giorni della festa liturgica della Sindone. “L’iniziativa della Chiesa di Torino non è un pellegrinaggio alla Sindone, precisano in Diocesi, e non lo sostituisce: ciò che l’Arcivescovo Custode ha voluto preparare per quest’anno giubilare è l’offerta dell’immagine sindonica rivolta a un pubblico più vasto di quello dei pellegrinaggi tradizionali, un pubblico fatto anche, magari, di non credenti o di persone che conoscono la Sindone ma non hanno mai avuto l’occasione di un incontro un poco più approfondito”. Nella Tenda, aperta dalle 9 alle 19, ci sarà un’immagine digitale del Telo che sarà possibile “scorrere” in vario modo, andando a ingrandire e illuminare quei particolari noti e meno noti che costituiscono il mistero della Sindone. L’ultima ostensione della Sindone, custodita in una teca del Duomo, risale al 2015 in occasione dell’unica visita torinese del Pontefice argentino. La prossima ostensione dovrebbe tenersi nel 2033. L’esperienza è gratuita ma per entrare nella Tenda in piazza Castello è obbligatorio prenotare la visita sul sito web www.avvolti.org          fr

Cultura e inclusione sociale, Città di Torino e Museo Egizio aiutano chi si trova condizioni di difficoltà abitativa

Favorire l’accesso ad opportunità culturali, attraverso visite guidate e laboratori al Museo Egizio, a vantaggio di persone e famiglie che si trovano in condizioni di disagio e precarietà abitativa.

È l’obiettivo della convenzione rinnovata tra Città di Torino e Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, approvata questa mattina dalla Giunta comunale con una delibera proposta dall’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli.

L’accordo, che dopo la sperimentazione di un anno viene ora rinnovato per un triennio, prevede nello specifico una serie di interventi interdisciplinari mirati a sviluppare percorsi di avvicinamento alla cultura e alle collezioni custodite dal Museo Egizio, rivolti in modo particolare alle famiglie ospiti dei social housing della città e a persone senza dimora coinvolte nei progetti di inclusione sociale dell’amministrazione.

«Con il rinnovo e l’ampliamento di questa convenzione la Città continua nel suo impegno nel favorire l’inclusione sociale, qui in particolare attraverso la cultura. Offrire a persone e famiglie in difficoltà la possibilità di accedere a esperienze culturali di grande valore è un passo fondamentale per promuovere la coesione sociale e garantire pari opportunità a tutti e siamo felici come amministrazione di veder prorogata questa opportunità per altri tre anni. Un sentito ringraziamento va alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino per la sensibilità e la disponibilità dimostrate: è grazie a collaborazioni come questa che possiamo costruire una città più equa e accogliente. Siamo convinti che la cultura, se resa accessibile, possa infatti essere uno strumento potente per il superamento di molte delle barriere sociali ed economiche», ha affermato Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali della Città di Torino.

«Siamo orgogliosi di rinnovare la convenzione con la Città di Torino e di rafforzare il nostro impegno a favore dell’inclusione culturale, offrendo opportunità di accesso e partecipazione a chi vive situazioni di fragilità. Questo progetto incarna la nostra vision, che intende il museo come spazio comune, aperto e accogliente in cui sentirsi a proprio agio. Insieme vogliamo continuare a costruire spazi di conoscenza aperti e accessibili a tutti. In questo solco si inserisce anche ‘Io sono Benvenuto’, l’iniziativa che celebra la Giornata Internazionale del Rifugiato, il 20 giugno, con una serata gratuita all’Egizio in cui saranno protagonisti il dialogo interculturale e la partecipazione attiva attraverso arte, musica e performance. Evento che quest’anno si svolgerà in contemporanea anche a Genova al Galata Museo del Mare », hanno dichiarato la presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin, e il direttore, Christian Greco.

Le visite guidate al Museo per adulti e per i nuclei familiari inizieranno nel mese di maggio e proseguiranno per tutto il prossimo triennio, con quattro appuntamenti annuali con sessioni di tour guidati della durata di due ore, ognuno dei quali potrà accogliere un massimo di 15 partecipanti.

Il documento, che disciplina la collaborazione tra la Fondazione Museo delle Antichità Egizie e l’Amministrazione Comunale, si inserisce nell’ambito del Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino, strumento di pianificazione mirato a creare un sistema integrato di servizi pubblici e privati per rispondere alle necessità di cittadini in difficoltà economica, occupazionale e abitativa, attraverso un processo di co-programmazione e coprogettazione con gli Enti del Terzo Settore che favorisca l’accesso ai diritti fondamentali e alla coesione sociale. L’accordo avrà validità fino al 31 dicembre 2027.

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Autobus deserti? La Regione riorganizza le linee

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Entrerà in vigore lunedì 5 maggio, come deciso dalla Regione Piemonte, la riorganizzazione nel Torinese delle tratte a bassa o bassissima frequentazione coperte con autobus.

Dopoil lavoro di confronto effettuato in questi mesi con i sindaci e le aziende per verificare, incrociare e validare i dati relativi all’utenza, anche grazie ai 2 milioni di euro aggiuntivi messi a disposizione dalla Regione per questa tipologia di linee, restano attive la 442 Avigliana-Nichelino-Rivoli e la 85 per Rivalta. Confermato anche il servizio per la linea bus Ivrea-Milano, operativa con il cambio a Carisio su una seconda linea autostradale senza alcun costo aggiuntivo sul biglietto. Nelle prossime settimane, sulla base dei dati di traffico, i tecnici verificheranno la possibilità di ripristinare il servizio diretto.
L’utenza media tra tre e otto passeggeri, a seconda dell’orario, comporta invece la cancellazione delle linee 259 Carmagnola-Carignano-Torino, 259K Torino-Carmagnola-Textile, 265 Torino-Verrone e Piossasco-Pianezza.

La Regione assicura il monitoraggio costante dell’andamento dei flussi e si impegna ad attivare con tempestività la reintroduzione delle corse sospese qualora si verifichi un potenziale aumento di utenza, in particolare in relazione a riprese produttive significative delle aziende interessate.

Il 1975 (annus horribilis anche a Torino) 50 anni dopo

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni
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Il 1975 fu  un anno orribile della storia italiana (solo il ‘77 e il ‘78 furono peggiori per gli assassini di Casalegno e di Moro) perché la violenza della contestazione gruppettara stava imperando in modo selvaggio. Fu l’anno in cui, chiamato dal prof. Emilio Papa a tenere il mio primo seminario alla Facoltà di Scienze politiche di Torino sui due manifesti degli intellettuali fascisti ed antifascisti di Gentile e Croce scritti nel 1925, mi trovai in seria difficoltà perché una parte degli studenti si era iscritto solo perché con il seminario veniva fiscalizzato l’esame. Malgrado i miei sforzi volti a  condurre il seminario su una direttrice rigorosamente storica, come era stato il libro di Papa sui due manifesti del 1958, ci furono tentativi di introdurre in modo rozzo temi politici legati all’attualità che non avevano nessun legame con il Seminario.  Ci fu persino chi obiettò in modo ridicolo che non si doveva parlare di Gentile che era stato con Mussolini anche a Salò. Fui fermissimo nell’impedire o almeno a contenere  interventi inappropriati. Più che un seminario fu una serie di mie lezioni, il  che mi rivelò nel giro di pochi anni il decadimento degli studi universitari.  Pochissimi studenti a conclusione del seminario furono in grado di elaborare una ricerca che avesse anche un minimo di valore scientifico. Anche in ragione di ciò Papa volle intervenire ad un colloquio conclusivo del seminario in cui emerse la tendenza ad “attualizzare” il tema.
Ma il 1975 fu per me anche un periodo di insegnamento in un istituto superiore di Torino con sede nella precollina torinese nel quale un soviet di professori ex sessantottini  tentò, riuscendovi, di creare un clima politico irrespirabile, complice un preside allora vicino al  “Manifesto” destinato ad una lunga traversata del deserto che lo portò tanti anni dopo a finire a destra. Quando entrai la prima volta in quella scuola, vedendo tutti in giacca a vento (solo io avevo il cappotto),mi domandai se stessero tutti  tornando dalla montagna. Capii poi che era una uniforme come l’eskimo. Il Soviet impose votazioni per alzata di mano su tutti i temi su cui i docenti dovevano esprimersi, l’abolizione dei libri di testo a vantaggio di striminzite e improvvisate biblioteche di classe, l’abolizione delle lezioni frontali sostituite con i gruppi di studio durante i quali i professori leggevano il giornale. Una docente disse che lei riteneva la lezione una imposizione dall’alto di tipo fascista che andava abolita  in una scuola davvero “democratica”.
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Fu un disastro con la scuola occupata per un altissimo numero di giorni da una esigua minoranza di studenti esaltati. Fu davvero un fatto  eccezionale che non capitarono incidenti gravi perché le premesse per la violenza c’erano tutte. Ovviamente l’anno scolastico fu totalmente improduttivo e si concluse con una promozione generalizzata. Fu un vero peccato che penalizzò gli studenti provenienti da famiglie non abbienti i quali avrebbero  potuto avvantaggiarsi della scuola per la loro crescita culturale e civile. Fu un anno perso per centinaia di studenti che furono presi in giro dalla demagogia più greve. Il clima di intolleranza fece sì che per alcuni mesi anch’io chinai la testa silenziosamente ,anche attanagliato da problemi personali che angustiarono molto quel periodo Dopo qualche mese con alcuni colleghi ritirammo su la testa e, nei limiti del consentito, ci ribellammo al Soviet anche perché il preside si rese conto che così non si poteva andare avanti. A Torino non si arrivò mai alle chiavi inglesi che uccisero Sergio Ramelli, anche se il rogo a cui fu condannato  lo studente Roberto Crescenzio, resta a testimoniare una pagina indegna di cronaca torinese in cui fu coinvolta “Lotta continua” . Il clima di certe scuole torinesi, rileggendo come si viveva nelle scuole milanesi, non era molto diverso. Anche all’Università vivemmo anni bui. Le mie in modi  non confrontabili furono   due esperienze indimenticabili anche a 50 anni di distanza.

Un nuovo mercato del vintage in Corso Marconi

 

La Giunta comunale ha approvato l’istituzione di un nuovo mercato periodico tematico a tema vintage nell’area pedonale di corso Guglielmo Marconi. La manifestazione si svolgerà almeno dieci volte l’anno il terzo sabato di ogni mese, ad eccezione di gennaio e agosto e salvo deroghe occasionali in concomitanza di altre iniziative sul territorio.

“Il mercatino di corso Marconi è un nuovo tassello nel più ampio progetto della Città di Torino per valorizzare il commercio di prossimità e promuovere il territorio attraverso iniziative capaci di unire identità, attrattività e partecipazione – dichiara l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino -. I mercatini tematici periodici non sono grandi manifestazioni, ma registrano una significativa presenza di pubblico grazie alla loro qualità, che li rende molto attrattivi e amati. Sono anche importanti occasioni di aggregazione, capaci di rafforzare il senso di comunità e di rendere più viva e dinamica la città, valorizzando al contempo gli spazi urbani e le realtà commerciali locali”.

Il nuovo mercato di corso Marconi, nel tratto tra via Madama Cristina e corso Massimo d’Azeglio, nasce su proposta della Circoscrizione 8, che lo scorso 10 febbraio ha approvato l’iniziativa con propria deliberazione. La proposta fa seguito a una fase di sperimentazione già avviata nei mesi scorsi nella stessa area, che ha registrato un buon riscontro di pubblico e interesse da parte del territorio.

Sarà la stessa Circoscrizione 8 a farsi carico degli atti successivi: sarà predisposto un bando pubblico per individuare il soggetto attuatore dell’iniziativa per il triennio 2025-2027, cui sarà affidata l’organizzazione del mercato, la gestione dei servizi e delle attività collaterali. La Circoscrizione definirà inoltre tutti gli aspetti operativi, tra cui il numero e la disposizione dei posteggi, le merceologie ammesse e i soggetti partecipanti, secondo quanto previsto dal Regolamento comunale n. 284.

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