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Isola pedonale della Crocetta, da lunedì 5 maggio attiva la telecamera per il controllo degli accessi

Diventa effettiva la pedonalizzazione dell’area del Fante nel cuore della Crocetta.  Da lunedì prossimo, 5 maggio, per un mese, sarà attiva la telecamera installata in corso Govone per il controllo degli accessi all’interno dell’isola pedonale, chiusa alle auto da tempo, pur senza accertare ancora le infrazioni.

Un arco di tempo che costituisce il cosiddetto periodo di ‘pre-esercizio’, che consentirà di effettuare le prove generali dei controlli e rilasciare i permessi agli aventi diritto.

“Con questo passo completiamo il percorso di una pedonalizzazione fortemente voluta dai cittadini – sottolinea l’assessore alla Viabilità del Comune di Torino, Chiara Foglietta -. L’ attivazione del sistema d’accesso è un passo decisivo per garantire la sicurezza e la vivibilità salvaguardando non solo i diritti dei residenti, ma di tutti coloro che la frequentano, bambini e ragazzi in primis”.

Residenti, dimoranti e proprietari di posti auto che ancora non l’avessero fatto possono richiedere il rilascio del permesso Lilla sia attraverso la procedura telematica sia, dopo aver richiesto un appuntamento, presentandosi in un Centro Servizi di Gtt, mentre ai mezzi di carico e scarico merci l’accesso all’area pedonale sarà consentito dalle 10.30 alle 12.30.

Il sistema di rilevazione entrerà a regime a partire da lunedì 9 giugno quando scatteranno le sanzioni per i trasgressori.

L’avvio dei controlli elettronici alla Crocetta è parte di un piano d’azione che vedrà nei prossimi mesi estendere il monitoraggio degli accessi anche ad altre aree – via Vibò, la salita CAI Monte dei Cappuccini, Campidoglio e via Di Nanni – con l’obiettivo di garantire l’utilizzo pedonale di spazi cittadini di particolare pregio e/o interesse pubblico.

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Cassa integrazione record in Piemonte: + 127% nel primo trimestre

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È  il peggior dato dal 2021
Nel primo trimestre del 2025 la cassa integrazione in Piemonte ha segnato un balzo preoccupante, facendo registrare un incremento del 127% rispetto allo stesso periodo del 2024. A fornire i dati è l’INPS, tramite il suo Osservatorio, che segnala oltre 8 milioni di ore autorizzate ogni mese. Una situazione definita allarmante dalla CGIL, che sottolinea come non si registrasse un livello simile dal 2021, in piena pandemia.

Secondo il sindacato, è urgente un piano straordinario per rilanciare la manifattura, attrarre investimenti e rafforzare gli strumenti di protezione del lavoro. “Il precariato non può essere la base per far ripartire il Paese. Il referendum dell’8 e 9 giugno deve riportare al centro il tema del lavoro e del salario”, osserva il segretario Giorgio Airaudo.

La crescita del ricorso agli ammortizzatori sociali interessa sei province su otto. Stabili solo Biella, mentre gli aumenti più marcati si registrano ad Asti (+432%), Vercelli (+287%) e Torino (+152%). Anche Cuneo segna un’impennata (+135%).

Proprio Torino è la provincia che traina l’intera regione: da sola ha totalizzato 17 milioni di ore autorizzate nei primi tre mesi del 2025, superando l’intero monte ore concesso nel corso del 2023. Il settore più colpito è quello manifatturiero, con un incremento di 13 milioni di ore, di cui 9,5 milioni solo nell’automotive e nel suo indotto. Questo comparto rappresenta oltre il 90% delle ore autorizzate a livello regionale. Al secondo posto, il commercio.

Pugnalato al cuore muore un 19enne in Barriera di Milano

In Barriera di Milano un  diciannovenne di origini nordafricane è stato accoltellato a morte ieri sera in  via Monte Rosa.  Secondo i primi rilievi della Squadra Mobile della Polizia il ragazzo  è stato assassinato con un solo fendente alla schiena che ha trafitto il cuore. Il giovane non risulta avere precedenti di polizia, ed è morto quasi sul colpo, dopo aver perso molto sangue. L’assassino è al momento sconosciuto. Sono state raccolte le immagini delle telecamere della zona per riuscire a risalire alla sua identità.

Legambiente, turismo sostenibile in montagna: al Piemonte 4 bandiere verdi e una nera

Nel 2025 Legambiente ha assegnato 19 Bandiere Verdi a progetti virtuosi sulle Alpi, segnalando l’evoluzione sostenibile e innovativa di queste aree montane. Piemonte e Friuli-Venezia Giulia guidano la classifica regionale con 4 bandiere ciascuna, seguite da Lombardia e Veneto (3), Trentino (2), Alto Adige, Valle d’Aosta e Liguria (1 ciascuna). Le iniziative premiate si concentrano su tre ambiti principali: turismo dolce, pratiche agro-silvo-pastorali e progetti socioculturali, dimostrando come la sostenibilità sia una leva di rilancio economico, sociale e abitativo per i territori alpini.

In particolare:

  • 5 bandiere sono state assegnate a progetti di turismo sostenibile, come il Rifugio Alpino Vallorch o il “Cammino dei boschi di ferro”.

  • 5 a realtà legate ad agricoltura, silvicoltura e pastorizia, tra cui l’azienda agricola Raetia e la pastora Marzia Verona.

  • 9 a iniziative socioculturali che rafforzano il tessuto comunitario, come la Cooperativa di Comunità VISO A VISO di Ostana, l’associazione “Progetto Lince Italia”, o i promotori di Alpha Skills a Morbegno.

Il riconoscimento è stato conferito nel corso del IX Summit Nazionale delle Bandiere Verdi a Orta San Giulio, durante il convegno “Comunità in transizione: dai frammenti alla visione”, dove si è discusso del ruolo attivo delle comunità nel contrastare crisi climatica e spopolamento.

Come ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente: “Le bandiere verdi che ogni anno assegniamo alle migliori esperienze alpine ci raccontano come in questi territori ci sia però una risposta concreta a tutto questo. […] È importante non lasciare sole le comunità locali”.

Anche Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente, ha sottolineato: “Le bandiere verdi rappresentano un modello di sviluppo che vorremmo prendesse sempre più piede […] Siamo di fronte a frammenti di quella che il sociologo Aldo Bonomi definisce una comunità di cura […] che si deve rafforzare e deve essere sostenuta”.

Parallelamente, Legambiente ha assegnato anche 9 Bandiere Nere a iniziative dannose per l’ambiente alpino: 8 in Italia e una in Austria, dove è stata criticata l’industria dello sci del Tirolo per l’espansione nelle ultime aree glaciali. Il Friuli-Venezia Giulia è la regione italiana con più bandiere nere (3), seguito da Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino, Alto Adige e Veneto (1 ciascuna). In Piemonte, ad esempio, una bandiera nera è andata al Comune di Groscavallo per il progetto di una strada in un’area di pregio paesaggistico.

L’evento si inserisce nell’ambito del Clean Air Day, parte del progetto europeo LIFE MODERn NEC, che mira a sensibilizzare i cittadini sulla qualità dell’aria e sull’impatto dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi naturali.

Alluvione, la conta dei danni per avviare la ricostruzione

Nel pomeriggio del 1° maggio il presidente della Regione Alberto Cirio si è recato in visita nei paesi del Chivassese fortemente danneggiati dalle piogge del mese di aprile. Ad accompagnarlo l’assessore regionale  Maurizio Marrone.

La prima tappa è stata Cavagnolo per un incontro con i sindaci della zona, che gli hanno consegnato un progetto per realizzare una vasca di laminazione. «La macchina previsionale di Arpa ha funzionato e ha consentito di contenere i danni e intervenire subito dove serviva. Se è vero che i tanti lavori fatti dal 1994 in avanti sui grandi fiumi hanno garantito la tenuta dei corsi d’acqua principali, abbiamo riscontrato che i rii, alcuni dei quali in certi momenti dell’anno nemmeno ci sono, in caso di piogge così forti si ingrossano in maniera impressionante ed su questo aspetto che dobbiamo concentrare i nostri sforzi in futuro», ha dichiarato Cirio.
Il presidente ha poi ricordato che «la Regione ha messo da subito in campo i primi 5 milioni di euro che hanno consentito ai sindaci di firmare le ordinanze per poter eseguire e finanziare i lavori di somma urgenza. Già nella giornata del 17 aprile è stata avanzata al Governo la richiesta di stato di emergenza al governo e siamo stati rassicurati che verrà accolta. Nel Consiglio dei ministri del 18 aprile è stata messa a verbale questa richiesta e ora i tecnici del Dipartimento nazionale, della Regione e dei Comuni stanno completando il dossier».
Per quando riguarda la procedura di ristoro dei danni il presidente ha ricordato che bisogna raccogliere la documentazione relativa anche per quelli subiti dai privati, che sarà inserita nel dossier quando verrà concesso lo stato di emergenza ed ha affermato che «il fatto che l’evento si sia concentrato su un’area piccola, pur producendo danni importanti, ci conforta sulla possibilità di ricevere aiuti economici significativi».

Il presidente si è poi recato a Monteu da Po, nel Caseificio Pugliese di Lauriano, dove tutti si sono rimboccati le maniche per non interrompere il lavoro e garantire una rapida riattivazione anche a salvaguardia delle commesse internazionali, nell’Oasi degli animali di San Sebastiano Po, dove sono di norma ospitati circa 450 animali di molte specie diverse e si collabora con Asl e procure per ospitare quelli esito di sequestri, e a San Raffaele Cimena.

Il tribunale di Torino annulla ordine di trattenimento di un migrante nel Cpr

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La Corte d’appello di Torino ha annullato l’ordine di trattenimento nel Cpr del capoluogo nei confronti di un cittadino marocchino destinatario di un decreto di espulsione, ritenendo che non fosse stato adeguatamente informato dei suoi diritti. Secondo i giudici, “manca la prova” che l’uomo sia stato messo al corrente in modo corretto della possibilità di chiedere protezione internazionale, un’informazione che la legge sull’immigrazione del 1998 impone di fornire.

Il migrante, fuggito dal Marocco da minorenne e inizialmente rifugiato in Spagna, era arrivato in Italia, dove il 31 marzo la Prefettura di Torino ha emesso un decreto di espulsione, eseguito il 18 aprile a Bologna. Portato in un Cpr, il 28 aprile ha presentato domanda di protezione internazionale. Le autorità hanno interpretato la richiesta come un tentativo di ritardare l’espulsione e ne hanno disposto il nuovo trattenimento.

Tuttavia, la difesa ha evidenziato l’assenza del “foglio notizie” compilato al momento del controllo a Torino, e ha sottolineato che non si ha certezza né del contenuto né del momento in cui le informazioni siano state comunicate, né se siano state fornite “in una lingua comprensibile”. La Corte ha evidenziato che, “in ogni caso, l’informazione è stata fornita dopo l’espulsione e una volta che (il migrante) ha fatto ingresso nel Cpr”, un ritardo che ha portato all’annullamento della misura.

La Città della Salute e della Scienza di Torino studierà la vista degli astronauti NASA

Nel 2005, in un astronauta americano rientrato da una missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, fu per la prima volta rilevato un edema della papilla associato ad alterazioni retiniche e ad un appiattimento del globo oculare, con segni di ipertensione endocranica. Da questa scoperta nacque la SANS (Sindrome neuro-oculare associata ai voli spaziali), caratterizzata da modificazioni strutturali dell’occhio, come l’appiattimento del globo e uno shift ipermetropico. In alcuni astronauti, purtroppo, tali alterazioni risultano permanenti, causando una riduzione della vista e danni al campo visivo. Comprendere i meccanismi fisiopatologici alla base della SANS e individuare efficaci contromisure è oggi una priorità per la medicina spaziale.

Nasce così un progetto internazionale che mira alla creazione di un modello predittivo capace di valutare la predisposizione degli aspiranti astronauti a sviluppare la SANS. Tra i principali protagonisti figurano la Città della Salute e della Scienza di Torino (CDSS), con le Strutture di Chirurgia Generale 1 Universitaria, la Clinica Urologica Universitaria e la Clinica Oculistica Universitaria, insieme alla NASA, ai data scientist dell’Università Milano-Bicocca, al Politecnico di Torino, e alle Università di Houston (Texas), Sydney e Wellington. A coordinare il progetto da Torino saranno il dottor Andrea Grosso, medico chirurgo specialista in oftalmologia, e il professor Mario Morino, Direttore del Dipartimento di Chirurgia della CDSS.

I medici torinesi stanno definendo le caratteristiche di uno “stress test”, utile non solo per chiarire i meccanismi patogenetici della sindrome, ma anche per approfondire la comprensione dell’ipertensione endocranica, una patologia neurochirurgica spesso idiopatica. Si tratta di una sfida italiana che coniuga Intelligenza Artificiale e medicina spaziale, unica nel suo genere a livello internazionale.

La CDSS, leader europeo nella chirurgia mininvasiva laparoscopica, sfrutta proprio questo tipo di procedura come modello terrestre per studiare la SANS. La chirurgia mininvasiva, infatti, consente interventi meno traumatici e più rapidi nella ripresa rispetto alla chirurgia tradizionale. Durante tali interventi, i pazienti vengono operati in posizione inclinata (Trendelenburg), con la testa più in basso rispetto al bacino. In casi prolungati, questa posizione può provocare alterazioni oculari transitorie.

In assenza di gravità, i processi fisiologici subiscono alterazioni: per simularli sulla Terra, uno degli analoghi più comuni è proprio il posizionamento protratto con la testa inclinata di 6 gradi. In chirurgia laparoscopica, si realizza una condizione simile attraverso l’insufflazione dell’addome (pneumoperitoneo) e il posizionamento in Trendelenburg. L’ipotesi è che questa combinazione riproduca le condizioni della SANS, permettendo lo studio della sindrome e l’identificazione di possibili fattori predittivi.

L’obiettivo dello studio è valutare le modificazioni oculari morfologiche e funzionali che si verificano durante interventi di chirurgia laparoscopica, per analizzare gli effetti a breve e medio termine sulla vista e sul campo visivo. I dati raccolti contribuiranno allo sviluppo di modelli matematici e di Intelligenza Artificiale per comprendere meglio la SANS e individuare soggetti a rischio.

Lo studio coinvolge pazienti adulti, tra i 40 e i 75 anni, sottoposti a interventi addominali laparoscopici o robot-assistiti, della durata prevista superiore a 120 minuti, afferenti alla Chirurgia Generale 1 Universitaria (diretta dal professor Mario Morino) e all’Urologia Universitaria (diretta dal professor Paolo Gontero). I pazienti verranno sottoposti a valutazione oftalmologica pre e post-operatoria, con esami strumentali presso la Clinica Oculistica Universitaria (diretta dal professor Michele Reibaldi), e sarà monitorata anche la pressione oculare intraoperatoria.

I dati saranno poi condivisi in forma pseudonimizzata con il laboratorio POLITO BioMedLab del Politecnico di Torino (referenti scientifici Stefania Scarsoglio e Luca Ridolfi), per sviluppare modelli matematici. Parallelamente, il Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione dell’Università Milano-Bicocca (referenti scientifici Federico Cabitza e Luca Marconi) li utilizzerà per identificare, mediante tecniche di Intelligenza Artificiale, potenziali fattori predittivi della SANS e per l’elaborazione dello “stress test”.

“Questa sperimentazione internazionale con la Città della Salute e della Scienza capofila conferma quelle che sono le enormi potenzialità dei nostri ospedali e dei nostri professionisti riconosciute a livello mondiale non solo dal punto di vista clinico assistenziale, ma anche dal punto di vista della ricerca. Questo deve essere un motivo di orgoglio per la sanità piemontese ed un punto di partenza di quello che sarà il futuro Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione”, dichiara Thomas Schael, Commissario della CDSS.

Monopattini e biciclette: 1870 sanzioni, 332 per mancato uso del casco

In bicicletta o in monopattino contromano, sotto i portici. Monopattinisti che viaggiano senza casco. Mezzi, di proprietà o noleggiati per un breve spostamento, abbandonati su passi carrai o sul marciapiedi ad ostruire il passaggio. Sono alcuni dei comportamenti scorretti (e in alcuni casi anche pericolosi) più frequenti tra quelli sanzionati dalla polizia locale nell’ambito dei controlli dedicati alla mobilità leggera.

L’attività di controllo su tutta la circolazione stradale prevede infatti anche controlli dedicati ai mezzi a due ruote, attivati da parte dei comandi territoriali, dell’aliquota pronto impiego e del reparto radiomobile.

Dall’inizio dell’anno ad oggi sono state 1870 le sanzioni a conducenti di biciclette e monopattini. Di queste, 1242 hanno riguardato soste irregolari e 628 una violazione delle norme di comportamento da parte di chi era alla guida, 332 per mancato uso del casco sul monopattino, norma introdotta con la riforma del Codice della Strada entrata in vigore lo scorso 14 dicembre.

Se si guarda al passato, le sanzioni totali a questo tipo di veicoli nell’arco del 2024 sono state 4097 (contro le 2747 del 2023), delle quali 2592 per soste irregolari (nel 2023 erano 1262) e 1505 per violazione di norme di comportamento da parte dei conducenti (1485 nel 2023).

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Festa dei lavoratori: la priorità è la sicurezza

Primo maggio a Torino, la sfilata di circa 20 mila partecipanti, secondo le stime degli organizzatori,  è partita da piazza Vittorio Emanuele per terminare in Piazza Solferino dove i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Torino Federico Bellono, Giuseppe Filippone e Gianni Cortese  hanno tenuto i propri discorsi.

I sindacati, quest’anno hanno dedicato la Festa del Lavoro alla salute e alla sicurezza sui luoghi di lavoro, con lo slogan “Uniti per un lavoro sicuro”.

“Quello della sicurezza è un tema centrale – aveva detto il sindaco Stefano Lo Russo – e sono tanti i soggetti che devono intervenire con maggior decisione, tra questi gli enti pubblici insieme a sindacati e imprese. È una emergenza nel nostro territorio come in tutto il paese e penso davvero che caratterizzare il corteo di quest’anno su questo tema sia un messaggio importante”.

Clima festoso favorito dalla bella giornata, in parte rovinata dai soliti antagonisti che hanno bruciato le bandiere Usa e israeliana.

Foto Cisl Torino Facebook

“Dalle difficoltà usciremo solo insieme”. Il messaggio dell’arcivescovo di Torino ai lavoratori

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In occasione del 1° Maggio, il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino, ha scritto un messaggio rivolto ai lavoratori, agli imprenditori e alle famiglie, sottolineando l’importanza della solidarietà e della collaborazione per affrontare le difficoltà.

“Dalle difficoltà usciremo solo insieme. Ai lavoratori vorrei dire che oggi, senza rinunciare alla dialettica, anche dura, essi possono compiere il gesto di far conoscere agli imprenditori, a quelli che resistono, il loro apprezzamento per i rischi che stanno accettando di sostenere e per gli investimenti che compiono. Agli imprenditori  vorrei dire di comunicare con altrettanta fiducia il loro apprezzamento ai lavoratori che con la loro vita rendono possibile l’esistenza stessa delle aziende. La logica dei dazi commerciali può compromettere il lavoro, la tenuta dei redditi e dell’occupazione, la vita delle famiglie. Innalzando barriere  l’umanità non potrà mai compiere passi avanti.”