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Via Roma pedonale, riaperte al transito dei veicoli via Santa Teresa e via Maria Vittoria

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Via Santa Teresa, da via XX Settembre e a via Roma, e via Maria Vittoria, da via Roma a via Lagrange sono state riaperte   anche al traffico veicolare dopo che il 25 luglio scorso erano già state rimosse le limitazioni al passaggio dei pedoni.

Nel tratto delimitato a Est e a Ovest dai portici di piazza San Carlo si sono infatti conclusi i lavori per la realizzazione della nuova pavimentazione in diorite, con passaggi pedonali in marmo di Carrara al posto della segnaletica tradizionale in vernice.

“Questi lavori che inizialmente non rientravano all’interno del progetto di pedonalizzazione di via Roma, sono stati resi possibili dal recupero di ulteriori risorse, e consentiranno di rendere anche questo tratto di strada coerente e omogeneo al resto dell’intervento” spiega l’assessora alla Viabilità Chiara Foglietta.

Contestualmente è stata riaperta la viabilità in piazza CLN tra via Giolitti e Via Teofilo Rossi di Montelera.

Nel frattempo proseguono i lavori nei cantieri dei primi due lotti.

Nel primo lotto, tra le piazze Castello e San Carlo, entro il mese di settembre è previsto il completamento della pavimentazione lapidea nel tratto  San Carlo-Bertola. Contemporaneamente inizieranno le lavorazioni nell’isolato successivo via Bertola-Monte di Pietà. Successivamente, durante tutto il mese di ottobre si approcceranno le opere di riqualificazione lungo l’asse via Bertola – via Principe Amedeo con relativa chiusura al traffico veicolare.

Nel secondo lotto, da piazza CLN a via Cavour, nei mesi di agosto e settembre continueranno le lavorazioni da via Alfieri a via Frola, mentre da metà settembre il cantiere avanzerà su via Roma, direzione via Cavour/Arcivescovado.

Attualmente sono in corso le procedure di gara per l’aggiudicazione del terzo lotto dei lavori, da via Cavour a piazza Carlo Felice con consegna degli stessi prevista per la fine di ottobre.

TORINO CLICK

Il Padiglione misterioso di Palazzo Carignano

Nell’ormai lontano 2017, in seguito alla documentata inchiesta di “Torino storia”, Il “Torinese” riprese ed approfondì un mistero subalpino  che resta anche oggi senza spiegazioni. Ma oggi il padiglione vuoto e inutilizzato potrebbe venir utilizzato come fermata sotterranea  della linea 2 della Metropolitana che consentirebbe un ingresso diretto  al Museo del Risorgimento, un po’ come l’accesso al Louvre di Parigi. Gli autori di quel padiglione inutilizzato sono tutti morti e quindi val  la pena tentare di dare risposta agli interrogativi all’articolo che qui ripubblichiamo. Allora cercammo appoggio in una nota trasmissione televisiva specializzata negli “scandali“ italiani, ma la trasmissione nicchiò , dicendo che chiudevano per ferie. Che oggi si intenda utilizzare quello spazio è cosa molto importante e positiva, ma il silenzio  tombale dagli Anni 80 ad oggi  insospettisce anche i più ingenui.  ( Pfq )
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Palazzo Carignano, il mistero del padiglione sotterraneo dimenticato

Di  Pier Franco Quaglieni*

Il numero di maggio 2017  del mensile “Torino storia” “dedica il suo principale articolo ad un fatto scandaloso: l’esistenza di un padiglione creato negli anni ’80 dall’architetto Andrea Bruno, progettista di fama internazionale, sotto il cortile di palazzo Carignano “sepolto  e dimenticato” da molti anni. Si tratta di un padiglione modernissimo da 300 posti a sedere o 700 persone in piedi. Era un’idea che aveva iniziato a prendere forma per iniziativa del Presidente della Regione Aldo Viglione, così attento al restauro e al rilancio del patrimonio storico-artistico del Piemonte, a cominciare dalle residenze sabaude e dal Museo del Risorgimento. Ne parlò lo stesso prof. Bruno, quando venne a ricordare Viglione al Centro “Pannunzio” una decina di anni fa. Il lavoro costò 13.945.000 euro e si protrasse dal 1987 al 1994,scoperchiando il cortile di palazzo Carignano e scavando fino a 11 metri. Viglione morì nel dicembre 1988. E’ diventato un pezzo modernissimo  di archeologia sommersa, come ironicamente afferma il prof. Bruno. Venne infatti ricoperto da pesanti lastroni di metallo per occultare i lucernari, in modo da impedire che si potesse vedere dall’esterno la sua esistenza.  La spesa dell’opera, il suo non utilizzo per tanti anni che ha privato palazzo Carignano di una struttura molto importante, l’occultamento del lavoro ci portano necessariamente a pensare a precise responsabilità. Non sappiamo di chi siano state, ma sicuramente ci sono. Se l’opera non venne utilizzata neppure un giorno, non fu un fatto casuale, ma il frutto di una scelta . Chi fece questa questa scelta? Quali sono stati i motivi dell’occultamento? Qualcuno si accorse che il lavoro era inutile e che furono gettati al vento ingenti fondi pubblici? E perché ,invece di far porre lastroni, non ha segnalato la cosa alla Procura della Repubblica ? Noi chiediamo che il Consiglio Regionale si faccia carico, in primis, di far chiarezza. Il Museo del Risorgimento rimase chiuso per anni per lavori di rifacimento per presentarsi con un nuovo allestimento in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia nel 2011.Si spesero fondi ingenti. Sarebbe importante-ribadiamo – stabilire  chi fece  mettere i lastroni metallici per occultare il padiglione sotterraneo inutilizzato. Ad un certo momento la dott. Cristina Vernizzi direttrice del Museo per molti anni venne improvvisamente sostituita, non si è mai saputo in base a quali motivi. La sua rimozione suscitò scalpore. La democrazia comporta chiarezza e non consente zone d’ombra. Noi chiediamo che il numero di “Torino Storia” n. 18 venga acquisito agli atti e venga ascoltato in seduta pubblica  il prof. Andrea Bruno. Grazie per l’attenzione e molti cordiali saluti. Siamo certi che un fatto del genere  non verrà sottovalutato nella sua gravità.                                                       

* Direttore del Centro “Pannunzio”

Più di 95mila veicoli transitati nel tunnel del Tenda

Il tunnel è sempre monitorato e presidiato dal  personale sul posto e dalla Sala Operativa di Torino

Sono oltre 95 mila i veicoli transitati all’interno della nuova canna del tunnel di Tenda dal giorno dell’apertura al traffico. Il periodo di riferimento è compreso tra sabato 28 giugno e domenica 3 agosto.
Il dato emerge dalle relazioni settimanali di Anas che tengono conto dei passaggi di autovetture e motocicli transitati sia in direzione Italia e che in direzione Francia.
Durante i sei fine settimana compresi nello stesso periodo di riferimento il dato medio dei passaggi si attesta sulle 8.300 unità.
“L’apertura del tunnel di Tenda ha rappresentato un passaggio decisivo per il rilancio dell’intero territorio. A poco più di un mese dalla riapertura, registriamo con soddisfazione un incremento degli afflussi turistici superiore al 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – ha dichiarato il Sindaco di Limone Piemonte Massimo Riberi –. Non solo il nostro Comune, ma tutta la valle Vermenagna e la città di Cuneo stanno beneficiando in maniera significativa di questo collegamento strategico. Le attività ricettive, i ristoranti, gli alberghi e gli operatori del turismo segnalano un netto miglioramento della stagione estiva grazie a una rinnovata accessibilità e a un costante flusso di visitatori provenienti anche dalla Francia.”
A partire da sabato 28 giugno, il giorno dell’apertura al traffico, il volume di traffico attraverso il nuovo tunnel di Tenda ha registrato un progressivo aumento passando da circa 14 mila veicoli nella prima settimana tra fine giugno e inizio luglio ai circa 21 mila e 500 nella settimana tra lunedì 28 luglio e domenica 3 agosto.
Il flusso crescente dei veicoli si registra non solo durante il fine settimana ma anche nei giorni feriali per via dell’aumento del numero dei vacanzieri verso le località di villeggiatura. Lo scorso venerdì 1° agosto sono transitati nel tunnel 3.700 veicoli a fronte dei circa 2.400 transitati venerdì 25 luglio.
“Si tratta di dati di assoluto rilievo – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme – danno un’idea chiara e concreta del valore del collegamento internazionale ripristinato e restituito ai cittadini e agli utenti. Il tunnel è sempre monitorato e presidiato dal nostro personale sul posto e dalla Sala Operativa di Torino.”.
I dati di traffico hanno fatto registrare fino a oggi un passaggio di quasi 50 mila veicoli dall’Italia in direzione Francia a fronte di un transito in senso opposto pari a oltre 45 mila veicoli.
A partire da venerdì 18 luglio il nuovo tunnel di Tenda è aperto al traffico dalle 6:00 alle 21:00 con il senso unico alternato. Tale assetto orario resterà in vigore fino a domenica 14 settembre e consentirà di fluidificare il traffico transfrontaliero in concomitanza con il picco degli spostamenti estivi.
Il tavolo binazionale Italia-Francia si riunirà nuovamente nei primi giorni di settembre per deliberare le fasce di apertura del tunnel a decorrere da lunedì 15 settembre.
cs

Ecco come sarà la nuova piazza Bengasi

Ad oggi, piazza Bengasi (con l’accento sulla “e” come si dice a Torino) è una delle zone rosse della città per ragioni legate alla sicurezza. Proprio in quest’area, strategica per la mobilità cittadina, è stato da poco avviato un importante intervento di riqualificazione che prevede la realizzazione di un parcheggio sotterraneo di interscambio da 605 posti auto, gestito da GTT e collegato direttamente alla fermata della metropolitana. In superficie, invece, è previsto il ritorno delle bancarelle del mercato, che da 13 anni sono state trasferite in via Onorato Vigliani.

L’intervento ha un costo complessivo di 32 milioni e 263 mila euro, interamente finanziati dal bilancio comunale di Torino.

Il cantiere, appena aperto, interesserà l’area tra Torino e Moncalieri e si svilupperà nell’arco di due anni. Salvo imprevisti, la conclusione dei lavori è prevista per il 2027. Tuttavia, il Comune assicura che le bancarelle potrebbero tornare in piazza già dall’autunno del 2026, mentre i lavori per l’autorimessa proseguiranno nel sottosuolo.

Sui 14mila metri quadri della futura piazza pedonale troveranno spazio 173 banchi, immersi in 2mila metri quadri di aree verdi. Il progetto prevede inoltre 15 stalli — con possibilità di estensione fino a 80 — per la ricarica di auto elettriche, 80 posti dedicati a moto e ciclomotori, due depositi coperti per biciclette e monopattini, oltre a due aree di sosta bici esterne direttamente sulla piazza.

A settembre il cantiere entrerà nel vivo, con la chiusura della piazza al traffico veicolare per consentire l’avvio dello scavo.

Operazione “Cuore di ghiaccio”: oltre 500 episodi di spaccio anche con bebè a bordo

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I militari della Compagnia di Moncalieri supportati da personale specializzato delle Aliquote di Primo Intervento (API) del Comando Provinciale di Torino e del Nucleo Cinofili di Volpiano (TO), hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di cittadini di nazionalità albanese e italiana, dediti al traffico di sostanze stupefacenti.
L’operazione, convenzionalmente denominata “cuore di ghiaccio” – dal nome salvato nella rubrica telefonica di uno degli acquirenti e poi ricollegato a uno degli indagati, una donna di 42 anni – è stata condotta dalla Sezione Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Moncalieri e coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Asti.
La complessa ed articolata attività investigativa – realizzata anche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali – si è sviluppata nell’arco temporale di circa un anno e ha consentito di accertare l’esistenza di un gruppo criminale ben organizzato, radicato nel territorio e “a gestione familiare”, volto allo spaccio di sostanze stupefacenti nella provincia di Torino, prevalentemente nel territorio di Carmagnola (TO) e comuni limitrofi.
Nel corso dell’indagine sono stati:
– accertati oltre 500 episodi di compravendita di sostanza stupefacente, in prevalenza cocaina, con consegne che avvenivano ad ogni ora del giorno, sia a domicilio che in luoghi pubblici o aperti al pubblico (come supermercati), molte delle quali anche di notte e in presenza della figlia di due degli indagati, all’epoca dei fatti di pochi mesi;
– effettuati ulteriori due arresti in flagranza di reato per spaccio;
– recuperati e sequestrati 1 kg di “cocaina” più altri tipi di sostanze stupefacenti varie.
L’indagine ha quindi portato all’attuazione di misure cautelari personali in carcere a carico di 9 soggetti, di cui 7 uomini e 2 donne. I soggetti coinvolti, 6 italiani e 3 di origine albanese, sono tutti residenti nel Comune di Carmagnola; il più giovane ha 22 anni.

Torino, Brescia, Suzzara e Foggia unite per chiedere un confronto su Iveco

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Le amministrazioni dei Comuni in cui sono presenti stabilimenti Iveco si uniscono per far sentire la propria voce, chiedendo al Governo di sedersi ai Tavoli di lavoro nazionali, per portare le istanze dei territori. Ieri, alla presenza della Sindaca di Brescia Laura Castelletti, del sindaco di Suzzara Alessandro Guastalli, della Vicesindaca di Torino Michela Favaro, dell’assessore alle attività produttive di Foggia Lorenzo Frattarolo e dell’assessore alle attività produttive del Comune di Brescia Andrea Poli, si è tenuto il primo incontro tra gli Enti, al fine di avviare un confronto e un coordinamento in questa fase di transizione che vede coinvolti migliaia di lavoratori in tutta Italia.

Le amministrazioni concordano e convengono di dare vita a un coordinamento dei comuni sedi dei principali stabilimenti Iveco in Italia. L’obiettivo è quello di affiancare il Governo nel confronto con le parti interessate, per poter perseguire l’interesse nazionale, attraverso un coinvolgimento dei Comuni ai tavoli di lavoro.

Da un primo confronto, è emersa la volontà di richiedere un incontro con azienda, sindacati e Governo per avere garanzie sulle prospettive produttive e occupazionali del Gruppo, sulle intenzioni del Governo rispetto all’attivazione del Golden Power e sulle condizioni che il Paese sente il dovere di porre a tutela dell’industria italiana.

Il punto di vista delle comunità locali è fondamentale per poter prevedere, gestire e non subire le conseguenze di scelte industriali che riguardano tutto il Paese. L’azione intrapresa dalle amministrazioni e il loro coordinamento non devono essere né interpretati, né vissuti come un atto ostile, bensì come una naturale e opportuna forma di solidarietà tra sindaci e comunità.

Abbandonando qualsivoglia logica competitiva o di conflitto tra i diversi territori è possibile sviluppare insieme una strategia comune che difenda tutti i siti produttivi, rafforzando così l’azione del Governo nella difesa del ruolo centrale che l’Italia deve continuare ad avere per il gruppo Iveco e i suoi siti produttivi, condizione imprescindibile per la salvaguardia dell’occupazione

TORINO CLICK

Carceri, Europa radicale a Torino: “Lo Stato è fuorilegge, servono misure urgenti”. “Numero chiuso” di detenuti

Sovraffollamento nel carcere torinese: 1.456 detenuti contro una capienza regolamentare di 1.117 posti, con un tasso di occupazione superiore al 130%

Si è tenuta ieri, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, una conferenza stampa promossa da Europa Radicale per sollecitare Governo e Parlamento ad adottare provvedimenti concreti contro il sovraffollamento e il degrado del sistema carcerario italiano.

L’iniziativa segue la veglia notturna organizzata l’altra sera da Europa Radicale davanti al carcere Lorusso e Cutugno di Torino, con l’obiettivo di denunciare il collasso dell’intero sistema penitenziario, già segnato da 50 suicidi dall’inizio dell’anno.

Alla conferenza sono intervenuti Igor Boni e Silvja Manzi, esponenti di Europa Radicale, e Samuele Moccia dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.

Durante il suo intervento, Igor Boni ha dichiarato:
“Contro il sovraffollamento delle carceri sarebbe urgente approvare un’amnistia o un indulto come provvedimento straordinario per riportare lo Stato nella legalità. Sappiamo che su questo il Parlamento non ha una maggioranza ma se si vuole nell’immediato trovare delle soluzioni percorribili occorre approvare la proposta di legge Giachetti-Bernardini sulla liberazione anticipata che porterebbe migliaia di detenuti fuori dal carcere. Europa Radicale ha ribadito la proposta del numero chiuso (proposta presentata da Magi in Parlamento) che, come accade già oggi in Gran Bretagna, impedisce di accogliere nuovi detenuti in strutture sature. Come in una classe scolastica o in un cinema, come in un albergo o in un ospedale non esiste che di fronte a capienze massime stabilite si arrivi addirittura a raddoppiare i numeri. I detenuti perdono il diritto alla libertà ma devono mantenere intatti tutti gli altri diritti e il fatto che sia lo Stato ad essere fuorilegge è una aggravante non di poco conto”.

I tre rappresentanti radicali hanno anche criticato la modalità con cui è stata nominata la nuova garante regionale piemontese dei detenuti, parlando di una scelta “partiticratica”. Tuttavia, hanno ribadito la loro piena disponibilità alla collaborazione.

Silvja Manzi si è rivolta direttamente al Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, con un appello deciso:
“Vedere per capire!” – ha detto, invitandolo a mantenere l’impegno già annunciato di visitare personalmente le carceri piemontesi.

Samuele Moccia ha invece condannato con fermezza l’approccio del sottosegretario Delmastro al tema carcerario, annunciando un’iniziativa simbolica:
il prossimo 18 agosto i Radicali visiteranno i penitenziari di Torino e Messina in un gesto che intende rappresentare un “abbraccio ideale” da nord a sud a tutte le strutture carcerarie italiane.

Nel corso della conferenza sono stati diffusi anche i dati aggiornati al 31 luglio forniti da Antigone sul carcere Lorusso e Cutugno di Torino:

  • Sovraffollamento: 1.456 detenuti contro una capienza regolamentare di 1.117 posti, con un tasso di occupazione superiore al 130%. Tra questi, 122 sono donne e 697 stranieri (quasi il 50% della popolazione detenuta).

  • Condizioni strutturali critiche: ambienti fatiscenti, muffa, infiltrazioni d’acqua, scarsa ventilazione e docce degradate, con gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale dei detenuti. Le sezioni più problematiche risultano i piani alti dei padiglioni B e C. Le infiltrazioni e il degrado strutturale delle docce sono problemi che si trascinano da decenni.

Cantiere TAV Torino-Lione: la Regione Piemonte per la sicurezza di imprese e lavoratori

«Sostegno incondizionato: inaccettabile che i lavoratori abbiano paura a recarsi in cantiere. È un’opera strategica e la sosteniamo con forza e senza esitazione alcuna»

La Regione Piemonte ribadisce il proprio impegno deciso e incondizionato a favore delle imprese e dei lavoratori coinvolti nella realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. È quanto emerso al termine dell’incontro svoltosi questa mattina in Prefettura a Torino.

Il tavolo di confronto, convocato dal Prefetto Donato Cafagna, ha rappresentato un momento cruciale per fare il punto su sicurezza, occupazione e supporto alle imprese impegnate nel progetto. All’incontro hanno partecipato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, i vertici di TELT, rappresentanti delle forze dell’ordine, associazioni datoriali, sindaci del territorio e membri della Giunta regionale, tra cui il vicepresidente Elena Chiorino e gli assessori Enrico Bussalino e Andrea Tronzano. La Regione ha confermato il pieno sostegno all’opera, ritenuta strategica per il Piemonte e per l’intero Paese.

Durante i lavori è stata sottolineata l’importanza della Tav come infrastruttura centrale per la mobilità europea, nazionale e regionale, nonché come volano per la competitività dei territori interessati. Un’opera moderna e necessaria che, nel solo 2026, attiverà investimenti per 1,5 miliardi di euro e coinvolgerà circa 3.000 lavoratori tra Italia e Francia, di cui almeno 1.000 diretti.

La questione della sicurezza è emersa con forza, in particolare alla luce dell’escalation di attacchi da parte dei gruppi No Tav, che negli ultimi 18 mesi si sono verificati con una frequenza media di oltre un episodio al mese, provocando danni per circa 1,5 milioni di euro. In risposta, il ministro Salvini ha annunciato il rifinanziamento del fondo ristori con un ulteriore milione di euro, destinato alle imprese colpite da atti di violenza.

«Siamo convintamente a supporto di quest’opera strategica, del personale oggi presente e di tutti i lavoratori impegnati nella sua realizzazione» – dichiarano il presidente Cirio, il vicepresidente Chiorino e gli assessori Bussalino e Tronzano. «Ne va della qualità della vita di chi lavora e di chi, in futuro, beneficerà di quest’infrastruttura. Proprio per questo, insieme alle associazioni datoriali, abbiamo lavorato e lavoreremo per creare opportunità concrete di occupazione, puntando sulle competenze necessarie in vista delle prossime assunzioni».

Un forte richiamo è arrivato anche sul tema della sicurezza nei cantieri, considerata prioritaria e imprescindibile:
«La sicurezza – tema su cui sono arrivate le sollecitazioni dei rappresentanti di chi vive il cantiere – non è un optional né una variabile secondaria: è una condizione imprescindibile per ogni lavoratore. È inaccettabile che, nel 2025, ci siano ancora episodi di violenza come quelli messi in atto dall’area estremista No Tav. Ogni attacco non è solo un danno materiale, ma un attacco diretto al diritto al lavoro, alla libertà di impresa e alla legalità. I lavoratori devono poter raggiungere i cantieri con serenità, senza dover percepire alcuna minaccia o pericolo» affermano.

La Regione ha inoltre ribadito il proprio impegno a sostenere tutte le attività connesse all’opera, anche sul piano territoriale e ricettivo:
«Il nostro impegno è massimo per sostenere ogni ulteriore attività connessa all’opera: dall’accoglienza alla ricettività, fino allo sviluppo delle realtà territoriali come parte di un indotto virtuoso. Tutto ciò che emergerà oggi e nei prossimi mesi sarà per noi fondamentale: è importante dare risposte vere, concrete e immediate ai territori e ai cittadini» proseguono.

Un’opera di rilevanza nazionale, che la Regione sostiene con convinzione:
«Siamo assolutamente convinti dell’esigenza e del valore innovativo di quest’opera, non solo per il Piemonte, ma per l’intera Nazione. Ne siamo orgogliosi e – insieme al Governo e alle forze dell’ordine a cui va il nostro ringraziamento – come Regione siamo determinati a mettere in campo ogni strumento e risorsa utile affinché possa realizzarsi nel modo migliore possibile» concludono Cirio, Chiorino, Bussalino e Tronzano.

Nel corso del tavolo è emersa anche la necessità di rafforzare il dialogo con le comunità locali, contrastare con decisione la disinformazione e investire nella formazione del personale, offrendo strumenti concreti alle imprese danneggiate. L’obiettivo condiviso è quello di valorizzare appieno le opportunità economiche, occupazionali e infrastrutturali offerte dalla Tav, minimizzando gli impatti negativi e massimizzando i benefici per i cittadini e i territori coinvolti.

Spettacoli, festival e rassegne: la Regione lancia 20 bandi per la cultura

STANZIATI 11,5 MILIONI DI EURO

L’assessore Chiarelli: «Una grande opportunità per le realtà culturali del nostro territorio»

 

Apriranno domani, giovedì 7 agosto, i 20 bandi per la cultura 2025 previsti all’interno del Piano triennale. La dotazione sarà di 11,5 milioni di euro che serviranno a sostenere le realtà del territorio con un intervento puntuale e concreto.

La programmazione nasce da un lavoro di ascolto, confronto e condivisione con oltre 50 associazioni di categoria. Dai tavoli è nata la necessità di garantire più bandi triennali e maggiore attenzione alle aree non capoluogo e a bassa densità culturale.

Sono abbracciate tutte le espressioni artistiche: dallo spettacolo dal vivo, con la programmazione di festival, rassegne e stagioni e la produzione di teatro, lirica, danza e circo contemporaneo, fino alla valorizzazione della musica popolare e amatoriale, come cori e bande. Interventi mirati sosterranno il settore del cinema, sia nella realizzazione di progetti culturali che nella promozione e riqualificazione delle sale. Ampio spazio sarà dedicato anche alle attività espositive, alla divulgazione culturale attraverso convegni e festival, alle rievocazioni e ai carnevali storici, alla formazione musicale e artistica – dai corsi pre-accademici ai percorsi professionali – e al sostegno delle residenze artistiche, stabili e diffuse sul territorio.

«La partenza di questi bandi era molto attesa dalle realtà culturali e grazie all’instancabile lavoro degli uffici, siamo riusciti a garantire l’apertura delle candidature nonostante il mese di agosto – spiega l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli -. In questo Piano triennale abbiamo impresso delle scelte politiche precise: dare maggiore sostegno a chi sceglie di portare la cultura dove è più necessario e allo stesso tempo garantire maggiore continuità e stabilità al comparto con una programmazione pluriennale. Con questa visione strategica vogliamo rendere il Piemonte un’eccellenza culturale sempre più riconosciuta a livello nazionale e internazionale».

Le modalità di partecipazione (con scadenza 25 settembre 2025) sono consultabili al link: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/cultura-turismo-sport/cultura/bandi-cultura-2025

Sette musei e archivi d’impresa torinesi insieme per avvicinare i giovani alla storia dell’industria

Con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla storia dell’industria italiana e di favorire  lo sviluppo di competenze trasversali, prende il via la terza edizione di “A scuola d’impresa”, progetto promosso da Museimpresa, Associazione Italiana degli archivi  e dei Musei d’impresa, e Università LIUC, con il contributo dell’archivio Nazionale del Cinema d’impresa di Ivrea.

La terza edizione del progetto è rivolto agli studenti del triennio delle scuole secondarie di secondo grado e si svolgerà durante l’anno scolastico 2025-26 e vedrà la partecipazione di 45 musei e archivi d’impresa associati a Museimpresa. Il percorso si propone di far conoscere l’evoluzione del sistema industriale italiano e il ruolo culturale dei musei e archivi d’impresa, fornendo al contempo un’occasione concreta per sviluppare abilità utili nel mondo nel lavoro e nella scelta del proprio futuro professionale.
Il percorso si articola in due fasi, una prima parte teorica online, con contenuti multimediali e attività interattive, dedicata all’approfondimento della storia industriale italiana e dei suoi settori economici; una seconda fase esperienziale in presenza, durante la quale gli studenti saranno coinvolti in attività pratiche presso musei e archivi d’impresa. Il percorso culminerà con la realizzazione di un project workshop finale, che rappresenterà un’opportunità per confrontarsi con sfide  organizzative e operative reali, stimolando la creatività, il lavoro di squadra e la capacità nel problema solving.

Dei project workshop proposti agli studenti dei sette musei e archivi torinesi l’Archivio Storico Sanpaolo ne propone uno intitolato “I documenti raccontano le imprese”, allo scopo di scoprire le imprese nazionali e del territorio  a partire dai documenti e dalle fotografie conservate nell’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo e nell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, per poi costruire un racconto che possa interessare i propri coetanei.
L’Associazione Archivio Storico Olivetti a Ivrea, in provincia di Torino, propone un progetto intitolato “La storia Olivetti al tempo del social”. Gli studenti in questo caso dovranno scegliere un determinato aspetto legato alla storia dell’azienda e raccontarlo con immagini, parole, video o un podcast sui canali social più diffusi, creando una vera e propria mostra virtuale. I ragazzi parteciperanno ad una visita guidata della mostra #Storiadiinnovazione, per conoscere la storia e vedere dal vivo i principali prodotti realizzati dall’azienda.
Questa occasione servirà da spunto per individuare un aspetto che sarà poi l’oggetto di studio.
In un secondo momento verranno messi a disposizione degli studenti documenti provenienti da archivio e biblioteca sulla base del tema scelto in precedenza, e attraverso il supporto dello Staff dell’Associazione,  i ragazzi selezioneranno i materiali storici per costruire un racconto social destinato ai coetanei.

Il Museo Officina della Scrittura, Aurora Penne, propone un project work intitolato “Scrivere il futuro. Raccontare la storia, immaginare l’impresa” per coinvolgere gli studenti in un percorso volto alla realizzazione di contenuti video originali dedicati al tema della scrittura, del suo valore emozionale e storico. Questo progetto è  finalizzato a far conoscere ai ragazzi la storia di un’eccellenza italiana come Aurora, promuovendo una riflessione sul significato della scrittura come atto culturale, creativo e identitario.
Il Centro Storico Fiat propone il progetto “Il grande lancio” e prevede la realizzazione della redazione di un numero speciale dell’illustrato Fiat, il giornale aziendale, nel quale gli studenti, dopo aver analizzato e studiato le fonti,  lavoreranno per scrivere articoli e approfondimenti sulle tematiche socio-culturali legate all’azienda partendo dalle fonti. Obiettivo è quello di studiare il valore della cultura d’impresa e la relazione tra questa e la città di Torino, il tessuto sociale e i cambiamenti urbanistici, architettonici  e antropologici di ieri e di oggi.

Il Mu-Ch Museo della Chimica propone il progetto “Fake news detective”. Scopo è quello di far riflettere gli studenti sul ruolo della divulgazione della scienza nella società, dal momento che è  fondamentale rendere questa tipologia di contenuti comprensibili e accessibili a tutti. Per questo motivo,  gli studenti si trasformeranno in giovani divulgatori, seguendo attività  di fact checking e debunking in diversi ambiti scientifici.  Al termine ogni team realizzerà un video o un contenuto social consigliando fonti affidabili da cui attingere le informazioni.

Il Museo è Archivio Storico Reale Mutua propone due project work. Il primo intitolato “I semi dell’innovazione” prevede la realizzazione di una locandina promozionale che sarà pubblicata sul sito. Verranno svolti degli incontri dedicati ai ragazzi , durante i quali comprenderanno il valore storico e culturale di ogni oggetto, come cogliere le diverse narrazioni racchiuse in un documento, come familiarizzare con i diversi metodi narrativi, come scegliere un allestimento,  quali priorità darsi, e come definire la funzionalità di un museo. Inoltre approfondiranno le figure dell’archivista e le nuove figure professionali legate all’archiviazione digitale, con i rischi e le opportunità dei diversi metodi conservativi.

Il secondo progetto, invece, il “Saper fa-re” prevede la creazione di un video  o un podcast che riassuma i temi trattati arricchiti dal punto di vista degli studenti, finalizzati a comprendere cosa significhi proteggere la funzionalità del valore storico e culturale delle polizze assicurative, cogliere quanto i valori sani e condivisi siano alla base della longevità di un’azienda, familiarizzare con i concetti di mutualità, sostenibilità e società benefit.

Infine il Museo Lavazza e Archivio Storico Lavazza propone il project work “ Dirigi un museo di impresa accessibile”, che vede la realizzazione di un piano per una giornata dedicata all’accessibilità,  organizzando il personale, le attività,  il budget, gli spazi, i supporti e la comunicazione.
Il progetto intende sviluppare la capacità critica e costruttiva per riflettere sulle proprie attitudini come visitatori e possibili addetti del settore culturale. I partecipanti proveranno a calarsi nei panni di un direttore/direttrice museale o di un archivio.
Dopo aver analizzato i dati e le strategie dovranno programmare una giornata dedicata all’accessibilità,  includendo tutti i criteri che questa comporta, ragionando sul pubblico e le sue esigenze.

“A scuola d’impresa” è gratuito e riconosciuto come percorso valido per l’Orientamento e per i PCTO, percorsi per le Competenze trasversali e per l’Orientamento, coinvolgendo discipline come storia, lingua e letteratura italiana, cittadinanza e costituzione. Nella precedente edizione ha coinvolto oltre 1250 studenti in dodici regioni italiane, confermando l’interesse crescente verso la cultura industriale come strumento educativo.

I docenti interessati possono iscrivere le classi entro il 31 ottobre, indicando il Museo o archivio d’impresa scelto, anche se ubicato in una regione diversa da quella dell’istituto scolastico.
Per consultare l’elenco completo dei musei e degli archivi d’impresa che partecipano per l’anno scolastico 2025-26 e la brochure  del progetto con le modalità d’iscrizione si può fare riferimento al sito di Museimpresa, sezione per le scuole.

Mara Martellotta