POLITICA- Pagina 98

Campo largo o minato?

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FRECCIATE

Chiara Appendino ha appena servito al centrosinistra torinese un piatto che si chiama “campo largo, ma non troppo”. Tradotto: il Movimento 5 Stelle è pronto a sedersi al tavolo con il Pd, a patto però che il sindaco in carica, Stefano Lo Russo, lasci la sedia vuota. E poco importa se governa da soli quattro anni: per Appendino è già il volto stanco di un sistema da archiviare.

Ora la palla passa a Elly Schlein, che dovrà decidere se difendere il suo primo cittadino o sacrificare la continuità sull’altare dell’unità. In un Paese normale la politica si farebbe sui programmi; a Torino, come spesso accade, va in scena il teatro dei personalismi. I protagonisti discutono più di nomi che di idee, più di candidature che di progetti. E il cittadino comune, quello che vorrebbero riportare alle urne, assiste attonito e magari sceglie ancora una volta l’astensione.

Non va meglio sull’altro fronte. Il centrodestra, che a parole si dice pronto a riconquistare la città sabauda, non ha ancora trovato il proprio alfiere. Il toto-nomi gira da mesi, ma di candidato vero non se ne vede l’ombra. Così, mentre a sinistra si litiga su chi deve farsi da parte, a destra non si sa nemmeno chi dovrebbe farsi avanti.

È il paradosso della politica torinese: un campo largo che rischia di diventare un campo minato e un centrodestra che somiglia più a un circolo di caccia senza preda. In tutto questo, la città aspetta qualcuno che parli di lavoro, trasporti, casa, servizi.

Iago Antonelli

Nella foto la Sala Rossa di Palazzo Civico

Opposizioni in Consiglio regionale chiedono impegno della Giunta su Gaza

Sul tema della tragedia umanitaria che colpisce la Striscia di Gaza, in Piemonte le opposizioni di sinistra in Consiglio regionale hanno mostrato cartelli con la scritta: ‘Basta crimini di guerra’. Protagonisti della dimostrazione Pd, Avs e M5s durante la seduta di oggi. Le stesse forze politiche che a giugno avevano presentato un ordine del giorno “per interrompere ogni forma di relazione istituzionale con Israele e per chiedere al governo di cessare ogni supporto fino al ripristino del diritto internazionale”. Le opposizioni hanno chiesto alla Giunta di esprimersi sulla vicenda umanitaria.

Avs, fine vita: “La Regione resta ferma”

Con una interrogazione urgente, viste le richieste giunte alla AslTo4 e all’Asl città di Torino, abbiamo chiesto, ancora una volta, all’assessore Riboldi quando finalmente sarà in grado di dotare la Regione Piemonte delle linee guida sul suicidio medicalmente assistito. La risposta è stata la stessa di mesi fa: le linee guida sono necessarie ma ancora non ci sono e non c’è una data nemmeno per riprendere un dibattito che questa destra al governo della Regione ha voluto bruscamente interrompere dopo le 11.438 firme raccolte per la legge delle di iniziativa popolare sul fine vita “liberi subito”.

Continuano a trincerarsi dietro l’assenza di una normativa nazionale sul tema, scusa che però da dopo l’esempio della legge regionale approvata in Toscana non regge più ed intanto che aspettiamo il governo le Asl restano senza disposizioni e si devono organizzare autonomamente per rispondere alle richieste. Ovviamente in assenza di linee guida non si avrà uniformità territoriale, non sarà garantita certezza giuridica e nemmeno tempestività per tutelare un diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale con la sentenza 242/2019 (caso Cappato). Evidentemente tutelare i diritti delle persone, quelle più fragili in questo caso, non è in cima alle priorità di questa destra regionale che ha posizioni contrastanti sul tema e allora sceglie di non decidere fregandosene delle conseguenze sulla vita delle persone. Continueremo questa battaglia di civiltà dentro e fuori le Istituzioni, convinte che i e le piemontesi meritino decisamente di più in termini di tutela di diritti riconosciuti.

Valentina Cera

Alice Ravinale

Centrosinistra, +Europa Torino: “Né Roma né l’Appendino decidono la linea politica“

“Serve coraggio riformista”
Alla Festa dell’Unità di Torino il PD ha scelto di non invitare +Europa. Visti i toni emersi, forse è stato un bene: se il futuro del centrosinistra deve dipendere da chiamate da Roma o dai veti dell’Appendino, allora c’è un problema politico serio. Spiace il silenzio delle altre forze centriste e riformiste di accettare di fatto questo stato di cose.
Cinque anni fa, anche grazie all’area radicale e a +Europa, le primarie portarono alla candidatura e alla vittoria di Lo Russo. Oggi, invece, il centrosinistra appare confuso, senza una proposta riformista forte, e i sondaggi lo confermano.
L’eccessiva subordinazione al M5S sta danneggiando la coalizione. Persino la segretaria Schlein, parlando della guerra in Ucraina alla Festa del Fatto Quotidiano, ha definito “opinione” l’invasione russa: un errore grave. La politica non può piegarsi a narrazioni ambigue. Serve chiarezza, visione e coraggio riformista.
Andrea Turi, Coordinatore di +Europa Torino
Marco Cavaletto, Presidente di +Europa Torino

Ue, Ruffino (Az): “Meloni sbaglia e ha ragione insieme”

L’on. Daniela Ruffino (Azione): “Il lessico è importante, nel quadro di grave tensione internazionale è decisivo e diventa micidiale come un’arma. A maggior ragione lo è nel discorso pubblico sempre più arroventato in Italia. La presidente Meloni ha ragioni da vendere quando rimprovera a una certa sinistra di avere con cinismo minimizzato se non esultato per l’assassinio di Kirk. Bene. Poi le chiedo: ora, vogliamo uscirne? Vogliamo fermare la macchina della propaganda proprio per rispettare la morte di Charlie Kirk? Le politiche dell’Unione europea sulla transizione green sono state sbagliate e deboli e dannose quelle sull’immigrazione irregolare. Si può dire così invece che dire, come Meloni dice, “mettiamo fine alla Ue ideologica della sinistra?”. Perché quelle politiche hanno avuto l’avallo del Ppe e dei liberali, forze non esattamente ideologiche.
Credo, e sono convinta, che un diverso approccio lessicale ai problemi sia la chiave di volta per far scendere la febbre nel discorso pubblico. Meloni rivendica, del tutto legittimamente, di voler cambiare le politiche dell’Unione e anch’io ritengo necessaria una svolta sui dossier importanti. Ma non serve una svolta “contro” qualcuno, serve una svolta “per” fare cose migliori e più utili per l’Europa e i cittadini europei”.

Festa PD, Zangrillo: “dialogo e confronto le basi della democrazia”

«Ho partecipato alla Festa del PD di Torino perché credo che il dialogo e il confronto siano le basi della nostra democrazia» dichiara il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, segretario di Forza Italia in Piemonte, che prosegue: «ascoltare e discutere è il modo migliore per rafforzare la buona politica. Purtroppo, durante l’evento, sono stato insultato. È grave che un partito che si definisce democratico usi linguaggi violenti e ostili verso chi ha opinioni diverse. Fischi, insulti e toni duri non hanno nulla a che fare con il confronto civile.

Solo pochi giorni fa in Aula la senatrice del M5S Maiorino ha definito il ministro Tajani “influencer prezzolato”, e in America il giovane Kirk è stato ucciso per aver espresso le proprie idee. Di fronte a questo clima avvelenato, il rispetto e il dialogo sono principi indiscutibili della nostra convivenza civile.

Abbassiamo i toni. Rispettiamo le idee altrui. Facciamo politica con responsabilità» conclude il ministro Zangrillo

Laura Pompeo (PD): “A32 Torino–Bardonecchia, la Regione minimizza”

”I disagi restano. I cittadini meritano risposte, non rassicurazioni formali”

15 settembre 2025 – “La risposta dell’Assessore Gabusi alla mia interrogazione dell’agosto scorso sulla situazione dei cantieri sull’Autostrada A32 Torino–Bardonecchia è deludente e parziale. Si parla di lavori conclusi e di maestranze attive persino a ferragosto, ma chi percorre, quotidianamente, quell’arteria sa bene che i disagi non sono affatto risolti. Code, rallentamenti e cantieri mal segnalati continuano a compromettere la mobilità e la qualità della vita dei cittadini della Val di Susa” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

“L’Assessore si limita a riportare le informazioni fornite da SITAF e a parlare di un tavolo tecnico semestrale, ma non si chiarisce quali azioni concrete siano state intraprese per accelerare i lavori, migliorare la comunicazione agli utenti o mitigare l’impatto economico sui territori coinvolti. È una risposta generica e, come testimoniano le odierne informazioni sul traffico e sulla viabilità della A32, proseguono i lavori, come quelli allo svincolo di Oulx Ovest, con entrata chiusa, e persistono code e disagi” spiega la Consigliera regionale Pd.

“La A32 è un’infrastruttura strategica per il Piemonte dal momento che collega Torino con il Frejus e la Francia e, in questo periodo, risulta ancora più sotto pressione dal momento che dal 1° settembre scorso è stato chiuso, per manutenzione, il Traforo del Monte Bianco e verrà riaperto solo il prossimo 12 dicembre. Occorre, quindi, che questa autostrada venga resa percorribile con maggiore facilità e le manutenzioni e i lavori vengano effettuati con trasparenza e rispetto del cronoprogramma. Serve una regia politica che, responsabilmente, risponda alle esigenze dei cittadini e del territorio. Continuerò a monitorare la situazione. Il Piemonte non può restare bloccato. Il Partito Democratico continuerà a chiedere risposte vere e soluzioni concrete e definitive” conclude Laura Pompeo.

Laus alla Festa dell’Unità: “Salari troppo bassi, serve il salario minimo”

Durante la Festa dell’Unità, il deputato del Partito Democratico Mauro Laus ha denunciato i salari troppo bassi in Italia, chiedendo l’introduzione del salario minimo. “Il governo non lo vuole perché servono risorse per gli appalti pubblici e per ridurre il cuneo fiscale”, ha affermato Laus, sottolineando la necessità di interventi economici per migliorare le condizioni dei lavoratori.
Nel dibattito con Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile del lavoro del PD, Laus ha ribadito l’urgenza di una riforma che garantisca salari più giusti, nonostante le difficoltà politiche ed economiche.
La platea, numerosa e partecipativa, ha seguito con interesse il confronto, confermando che il tema del salario minimo resta centrale per la giustizia sociale.

Enzo Grassano