Locatelli (Prc-Se): cambiamento e centrosinistra diventati termini inconciliabili
Bene, anche a Torino si parte. Lunedì 24 luglio, alle ore 17,30, all’Unione Culturale di Via Cesare Battisti, presente Tommaso Montanari, si terrà un primo incontro per dare vita a una grande coalizione civica, di sinistra, alternativa al Pd, al centrodestra e al M5S. Un incontro in preparazione di una grande assemblea provinciale che si terrà a settembre con l’obiettivo di unire tutte quelle forze, associazioni, partiti, cittadini che intendono battersi per l’eguaglianza e la giustizia sociale, che intendono lottare per l’attuazione dei principi e dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione in tema di lavoro, ambiente, pace, diritto allo studio, scuola pubblica, equità fiscale, inclusione sociale. “Questi principi e diritti – dichiara il segretario provinciale Prc-Se Ezio Locatelli – sono stati grandemente calpestati dai governi di centrodestra e centrosinistra che hanno agito in questi anni nel solo interesse dei mercati, delle banche, dei poteri economici. Si tratta oggi di costruire un’alleanza popolare che ridia speranza, fiducia e rappresentanza a quella stragrande maggioranza del Paese che vive una condizione di precarietà, di disagio sociale, che non crede più agli inganni delle politiche liberiste e di austerità”. Locatelli, a nome di Rifondazione Comunista, manifesta il forte interesse al progetto delineato all’assemblea del Brancaccio da Montanari: “Rifondazione Comunista al pari di altre realtà sociali e politiche intende essere partecipe e parte attiva di un progetto che se portato avanti con coerenza, linearità, può riaprire la partita del cambiamento politico in Italia. Una delle caratteristiche che più ci convince di questo progetto è la discontinuità con le esperienze istituzionali precedenti che si rifanno al centrosinistra. L’operazione di Pisapia, Bersani, D’Alema e compagnia varia non porta da nessuna parte. Cambiamento e centrosinistra sono diventati termini inconciliabili”.
“E’ di poche ore fa l’annuncio dell’Assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi riguardante la nascita del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, passaggio fondamentale per la creazione di un Circuito delle Residenze Reali Sabaude
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
Ti sei ritirato dalla politica?
«La gestione dell’immigrazione non è una questione di umanitarismo, ma di profonda incapacità, prima dell’Europa e poi dello Stato e della Regione Piemonte, a cogliere la realtà del problema
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
della mala vita”. L’età giolittiana fu una pagina complessivamente molto positiva per la storia italiana.

impianti di innevamento artificiale, l’eventuale impiego di sostanze chimiche e la gestione dei rifiuti. Insomma, nelle nostre “terre alte” esistono eccellenze che devono essere valorizzate in chiave anticrisi.”
Emma Bonino a Torino per presentare il progetto il prossimo 26 luglio
Il Governo Gentiloni presenta il Piano Nazionale di Integrazione per i titolari di protezione internazionale: in programma assistenza sanitaria, educativa e sociale gratuita per i clandestini e aumento dei luoghi di culto. Molinari: “Dopo il rifiuto categorico di Lombardia, Liguria e Veneto, ci lascia sgomenti il silenzio della Regione Piemonte”
sociale. Più che un piano di accoglienza ed integrazione, però, una simile proposta ha i contorni di una resa nei confronti dell’invasione che l’Italia sta, ormai da troppo tempo, subendo. “Desta non poche preoccupazioni il silenzio della Regione Piemonte– commenta Riccardo Molinari, segretario nazionale Lega Nord Piemont – che non ha mosso obiezioni ad un piano insensato che non solo non tiene conto delle difficoltà e dei disagi che quotidianamente gli italiani affrontano, ma assume addirittura grotteschi tratti di razzismo al contrario. Mentre Liguria, Lombardia e Veneto si oppongono a questa insensata pretesa – prosegue – non è arrivata nessuna obiezione da parte di chi si dovrebbe occupare della Regione Piemonte e, ovvio, ma a quanto pare non così ovvio, dei suoi abitanti. La speranza, ora, è che anche il Piemonte si renda conto della follia proposta dal Governo, e opponga una seria resistenza ad un sistema che danneggia tutta la società, lucrando sulle spalle della povera gente ed esacerbando un quadro sociale già insostenibile”