Anche nelle carceri piemontesi permangono drammatici problemi di sovraffollamento e di carenza di poliziotti, educatori ed assistenti sociali, problemi aggravati dall’emergenza Covid.
Oggi, a seguito della relazione annuale del garante Bruno Mellano, abbiamo chiesto alla maggioranza di fare un approfondimento specifico in quarta commissione consiliare sulla gestione sanitaria delle carceri, che è competenza delle Asl e quindi della Regione, e sulle misure di prevenzione dei nuovi contagi.
Il Piemonte in questi mesi ha avuto un terzo dei contagi carcerari del nostro Paese: è segno che Icardi ed il resto della Giunta, in raccordo con le amministrazioni carcerarie, devono fare di più per la salute dei detenuti e di chi lavora in carcere.
Monica Canalis – vice segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale
Raffaele Gallo – capogruppo Pd in consiglio regionale
Oggi sarei quasi tentato dal difendere Salvini (o chiunque altro al suo posto) perché l’attacco del presidente del Consiglio Conte nei suoi confronti è inaudito e senza precedenti per un capo del Governo nella storia repubblicana. Accusare Salvini di lavorare contro l’interesse nazionale, perché crea sfiducia e giungere a parlare di obblighi morali significa delegittimare totalmente un leader dell‘opposizione. La morale non c’entra, in politica valgono i ragionamenti politici e non altro. Il capo del Governo ha degli obblighi istituzionali dai quali non si può derogare, pena l’accusa di voler creare un clima che è l’anticamera di una possibile dittatura, camuffata da democrazia ,aggravata dalle regole costrittive del Covid. L’accusa di essere antinazionale è infatti l’accusa che Mussolini riservò ai suoi oppositori, in primis a Gobetti. Forse un giurista come Conte non lo sa perché pochi giuristi hanno una forma mentis storiografica e quindi sono poco attenti alla storia. Non ho mai letto che nessun presidente del Consiglio italiano abbia mai usato quell’argomento polemico, sebbene molti comunisti furono dichiaratamente antinazionali. Sarei tentato di difendere Salvini, ma non lo faccio e mi limito a dire che le polemiche di Conte non mi piacciono. Non lo difendo perché anche lui ama le spacconate, da qualche tempo arricchite da citazioni colte che qualcuno gli suggerisce. Essere esagerati in questi tempi difficili non è consentito a nessuno. Il dire che tra un anno ritornerà da premier a Milano Marittima è una delle tante battute fuori posto che non rivelano qualità politiche che vadano oltre il parlare alla pancia degli Italiani.Essere statisti è cosa impensabile per Salvini, ma le accuse di Conte evocano il regime e non rivelano per nulla le qualità di Conte come statista. Il liberale Isaiah Berlin sosteneva la necessità di relativizzare le proprie convinzioni perché il modo con cui le si sostiene fa la differenza tra il barbaro e il civilizzato. Siamo oggi in Italia davvero molto distanti da quello spirito laico e liberale che è l’antidoto agli estremismi verbali e all’intolleranza.