Cantine e mercati globali: il Piemonte punta sul vino con nuovi fondi europei (quasi 20 milioni)

L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, annuncia lo stanziamento di nuove risorse europee destinate al comparto vitivinicolo piemontese, provenienti dall’Ocm Vino e ripartite secondo le priorità individuate per il biennio 2026-2027.

«Il nostro vino è una delle locomotive trainanti della promozione del Piemonte enogastronomico e turistico sui mercati internazionali, e apripista nella conquista di nuovi scenari commerciali che i rapidi cambiamenti delle condizioni economiche e geopolitiche ci incoraggiano ad andare ad aggredire con determinazione. Per queste ragioni sono stati stanziati per il 2026 18,8 milioni di euro interamente destinati al mondo vitivinicolo, e che andranno a sostenere i diversi attori della filiera nel realizzare investimenti per rafforzare il comparto e promuovere sempre più i nostri grandi vini a livello globale».

Le risorse complessive ammontano a 18,79 milioni di euro, finanziate dall’Unione Europea e quindi senza impatto sul bilancio regionale. La suddivisione prevede 7,5 milioni di euro per la promozione del vino piemontese nei mercati extra Ue, 7.390.582 euro per sostenere investimenti aziendali e 4 milioni di euro destinati alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti. La definizione delle priorità e la rimodulazione delle somme sono state condivise con i rappresentanti della filiera vitivinicola regionale.

Spiega Bongioanni: «Se negli ultimi anni abbiamo dato un forte impulso alla realizzazione di punti vendita e degustazione in cantina per sviluppare l’enoturismo, quest’anno orientiamo il sostegno Ocm verso gli investimenti materiali e immateriali per la trasformazione e commercializzazione del vino, quali opere edili, impianti, attrezzature, contenitori e macchinari per produzione e vendita come grandi botti in acciaio, macchine imbottigliatrici e linee di confezionamento, esclusi piccoli contenitori e materiali di consumo. La dotazione per questa voce passa da 4,8 milioni del 2025 a 7,4 del 2026: un potenziamento che ci consente di sfruttare razionalmente tutte le risorse disponibili entro la conclusione della Pac e del Csr 2023-27, in chiusura a fine ottobre 2027. Lo stesso vale per gli interventi realizzabili nella ristrutturazione dei vigneti, che non hanno subito variazione nei criteri rispetto agli ultimi anni e che dovranno essere terminati entro quella scadenza».

Aumenta inoltre di 100 mila euro lo stanziamento destinato alla promozione internazionale, che raggiunge così i 7,5 milioni di euro. I contributi saranno accessibili sia a singole aziende sia a realtà associate e consorzi di tutela, permettendo loro di partecipare a fiere, eventi di settore, degustazioni, attività promozionali e iniziative di incoming. Da quest’anno tali attività potranno essere accompagnate anche dal marchio territoriale “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, con l’obiettivo di rafforzare l’identità e la riconoscibilità del territorio sui mercati internazionali.

«L’Osservatorio regionale del vino, che stiamo costituendo – sottolinea Bongioanni – a regime fornirà agli operatori ulteriori indicazioni previsionali utili a programmare e orientare la propria attività nel modo più scientifico ed efficace sulla base delle caratteristiche dei mercati».

Nelle prossime settimane verranno pubblicati i bandi attuativi, a partire da quello relativo alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti.

Regione, la maggioranza: «Più risorse per il Welfare piemontese e più servizi»

Riva Vercellotti (FdI), Ricca (Lega), Magliano (Lista Cirio), Ruzzola (FI)
Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione dei Capigruppo di Maggioranza, Carlo Riva Vercellotti (Fratelli d’Italia), Fabrizio Ricca (Lega Salvini), Silvio Magliano (Lista Civica Cirio Presidente Piemonte Moderato e Liberale), Paolo Ruzzola (Forza Italia) in merito al patto per un nuovo Welfare e a Protezione social.
«La consigliera Canalis purtroppo è mal informata rispetto al passato e poco aggiornata rispetto al presente. Il patto del Welfare a cui lei fa riferimento non solo non si è arenato, ma ha prodotto, nel 2024 l’incremento della quota sanitaria del 3,5% che si inserisce nel percorso che ha visto aumentare ogni anno le risorse che questa amministrazione assegna al sistema delle Rsa. Nel 2025, infatti, la Regione Piemonte ha stanziato 335 milioni di euro, ben 67 milioni in più rispetto ai 268 del 2018, ultimo anno di governo del centrosinistra di cui Canalis è espressione. L’aumento si registra anche analizzando i numeri delle giornate di assistenza: erano 5,6 milioni nel 2018, sono state 6,2 milioni nel 2025. Questi non sono slogan, sono numeri e dimostrano l’attenzione strutturale della Regione verso una popolazione sempre più anziana e con bisogni assistenziali complessi. Nel solo 2024, la spesa sanitaria complessiva destinata all’area della fragilità ha superato i 610 milioni di euro, confermando l’impegno concreto verso anziani non autosufficienti, persone con disabilità e cittadini affetti da patologie croniche».
Proseguono i Capigruppo: «La misura Protezione sociale si inserisce in questo contesto perché va a finanziare piani di assistenza personalizzati per i pazienti ospiti delle strutture: un compito che rientra pienamente nella filosofia del Fondo Sociale europeo che non solo ha approvato la misura, ma l’ha anche presa a modello per interventi da proporre ad altre Regioni che volessero mutuarla».
«A questo proposito, non corrisponde al vero che Protezione sociale è uscita dai radar – concludono Riva Vercellotti, Ricca, Magliano e Ruzzola -: la misura è infatti stata al centro di interlocuzioni continue con la Commissione europea, che contrariamente a quanto detto da Canalis, l’ha approvata e autorizzata. Interlocuzioni sono in corso anche con le Asl, che in queste settimane hanno completato la procedura di accreditamento sulla piattaforma europea Flaidom e che venerdì sono convocate dalle Direzioni Sanità, Welfare e Formazione e Lavoro della Regione Piemonte per i prossimi step operativi, così come con i gestori con i quali per altro è prevista una nuova riunione nella giornata di mercoledì. Questi non sono slogan, sono atti e misure concrete che, proprio per la loro natura innovativa e complessa, hanno bisogno, per essere messi in campo, di tempo, confronto e tanto lavoro, non di polemiche strumentali che non servono a nessuno, tanto meno ad assicurare ai nostri anziani cure e assistenza dignitose».

Fine vita in Piemonte: incontro di Avs -Se

 

Mercoledì 18 febbraio alle ore 21, nella sede di Sinistra Ecologista, in piazza Moncenisio 3, si terrà l’incontro “Fine vita in Piemonte: a che punto siamo?”, un momento di confronto per fare il punto sulle scelte di fine vita oggi possibili in Italia e sulla situazione in Piemonte in tema di suicidio medicalmente assistito a otto anni dall’approvazione della legge sul testamento biologico e a pochi giorni dal primo suicidio assistito nella nostra Regione. Un incontro ancora più importante alla luce delle recentissime evoluzioni in Piemonte, dove proprio in questi giorni c’è stato il primo caso di suicidio medicalmente assistito benché in assenza di una normativa e di linee guida chiare e univoche da parte della Regione.

Quella del fine vita è una battaglia per noi fondamentale, che sentiamo ancora di più, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale che ha confermato la legge sul fine fina della Regione Toscana.
In Consiglio Regionale continuiamo a lavorare, convinte che i tempi siano maturi per arrivare finalmente a un avanzamento sul tema. Abbiamo intanto ottenuto che la Regione Piemonte consenta di depositare testamento biologico nelle strutture sanitarie, cosa prevista dalla legge ma di fatto disapplicata, e proprio in questi giorni si aprirà un gruppo di lavoro con tutte le forze politiche in Consiglio Regionale per superare la situazione attuale, che non consente a ciascuno di noi di essere libero fino alla fine.

All’incontro interverranno:
Davide Di Mauro, Coordinatore Cellula Coscioni Torino
Giulia Sbiroli, Medico di emergenza- urgenza
Paola Angela Stringa, giurista per le libertà
Introduce e modera Alice Ravinale, capogruppo AVS Consiglio Regionale Piemonte

Quella di mercoledì sarà un’occasione per informarsi, comprendere e discutere di diritti, libertà e dignità della persona, valorizzando il ruolo svolto in questi anni dall’Associazione Luca Coscioni e dalla Cellula di Torino nel sostegno alle battaglie per i diritti civili e per raccontare il lavoro che a livello istituzionale, anche grazie ad Alleanza Verdi e Sinistra, si sta portando avanti.

Uomo morto in strada con ferita al collo trovato in zona Santa Rita

Ieri sera a Torino in via San Marino, quartiere Santa Rita, un uomo straniero è stato trovato morto, con una profonda ferita al collo, compatibile con un’arma da taglio.

Potrebbe trattarsi di omicidio o anche di un gesto volontario.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra Mobile della polizia, il 118, la polizia scientifica e i carabinieri.

Controlli a San Salvario e Borgo Po, sanzioni per 17mila euro

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La Polizia di Stato ha coordinato a Torino un controllo straordinario del territorio “Alto Impatto” nel quartiere San Salvario, nella zona di via Nizza, via Saluzzo, C.so Maroncelli, e nella zona precollinare della Gran Madre.

L’attività, effettuata da personale del Comm.to di P.S. “Barriera Nizza”, con la collaborazione di personale del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte”, della Polizia Ferroviaria, della Guardia di Finanza, della Polizia Locale e dell’Ispettorato del Lavoro di Torino, ha portato all’arresto di una persona e al controllo di 7 locali pubblici.

Durante il servizio, i titolari di due esercizi commerciali di C.so Maroncelli e Piazza Gran Madre sono stati sanzionati rispettivamente per oltre 5000 € e 4000 € per l’omessa presentazione della SCIA; il secondo, inoltre presentava carenze di natura igienico-sanitarie.

In altri due esercizi commerciali siti in via Nizza, sono stati riscontrati diversi illeciti amministrativi: in una sala scommesse il titolare è stato sanzionato per oltre 6600 € e denunciato per aver consentito l’ingresso a ragazzi minorenni. Lo stesso è stato anche denunciato perché consentiva a un dipendente di raccogliere le scommesse degli avventori senza la relativa autorizzazione. L’altro locale è stato sanzionato per 1000 € poiché non in regola con le certificazioni riguardanti l’impatto acustico.

Sempre in via Nizza, un ventinovenne originario del Mali è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, poiché trovato in possesso di crack e di 270 € in denaro contante, verosimilmente provento dell’illecita attività.

Infine in via Saluzzo, il personale della Polizia Municipale ha emesso una sanzione di 550 € a carico di un esercizio di vicinato alimentare, per carenze di natura igienico-sanitarie.

“La foresta delle illusioni”… che gran “Carro!”

Cavour trionfa con la sua “mega-foresta” (tanto grande quante sono le “illusioni”) all’ 8° Carnevale delle “Due Province”

Rivoli/Saluzzo (Torino/Cuneo)

Quanto lavoro e quanta fantasia e quante “illusioni” per mettere in piedi quel favoloso “Carro”. Il risultato ci racconta, però, che ne è ben valsa la pena! Titolo, per l’appunto, “La foresta delle illusioni”. E non poteva certo passare inosservato, con tali presupposti, il “Carro” da sfilata di Cavour che ha vinto lo scettro dell’“8° Carnevale delle 2 Province”, raggiungendo 385 punti, grazie alla somma dei risultati delle sfilate di Nichelino, Barge e Saluzzo con i punti conquistati domenica scorsa 15 febbraio, alla Grande Parata del “72° Carnevale di Rivoli”.

Nella stessa giornata, a Saluzzo, si è svolto l’appuntamento con il “9° Carnevale degli Oratori” che ha visto il Carro dell’“Oratorio della Fraternità di Pianura” (comprendente Scarnafigi, Villanova Solaro, Ruffia e Torre San Giorgio) prevalere su quelli dell’Oratorio della “Parrocchia di Verzuolo”, “Odb – Oratorio Don Bosco” di Saluzzo, “OSFAM – Sacra Famiglia” di Roccabruna e le Parrocchie di “Santa Maria Maddalena” di Costigliole, di Dronero con Villar San Costanzo e La Morra e di Pratavecchia e Monastero.

Entrambe le manifestazioni hanno visto una grande e festante affluenza di pubblico che ha colorato i due centri cittadini, in un’assolata domenica pomeriggio.

Le tante iniziative del “98° Carnevale Città di Saluzzo – 8° Carnevale delle 2 Province”, organizzate dalla “Fondazione Amleto Bertoni”, hanno dato il via al lungo percorso di avvicinamento al centenario dell’evento, previsto nel 2028.

Dichiara Carlo Allemano, presidente della “Fondazione Amleto Bertoni”“Un grande inizio per questo triennio che ci accompagnerà al 100° Carnevale ‘moderno’ della Città di Saluzzo. Nella sfilata dell’8 febbraio, abbiamo assistito all’esibizione degli undici grandi carri in cartapesta, alla prova nel primo anno del concorsone di ‘Saluzzo 100’ che vedrà il vincitore nel 2028. L’inizio di questo percorso, che ci porterà a celebrare il secolo dei ‘Carnevali moderni’, ha preso il via con una sfilata battezzata da due gocce di pioggia, poi l’allegria ed il calore del Carnevale hanno fatto fuggire anche il maltempo. Un grazie particolare alle maschere della Città di Saluzzo e a tutte quelle che hanno animato la Festa, in rappresentanza dei diversi Comuni delle ‘Terre del Monviso’.

Archiviati gli eventi del 2026, ora si viaggia per il grande traguardo legato al Centenario.

Lo sa bene, Allemano: “Ora si riparte per il 2027, non c’è tempo da perdere, siamo già al lavoro per le molte sorprese che arriveranno presto”.

gm.

Nelle foto: Il Carro “La foresta delle illusioni” di Cavour; Particolare del 9° Carnevale degli Oratori” di Saluzzo; Carlo Allemano, presidente  della “Fondazione Amleto Bertoni” 

Nursing Up Piemonte: «Prestazioni aggiuntive al limite»

 

Servono fondi immediati e assunzioni per evitare tagli a posti letto e servizi

Nursing Up Piemonte lancia l’allarme sulla delicata situazione che sta attraversando il sistema sanitario regionale. Le risorse destinate alle prestazioni aggiuntive per gli infermieri, i professionisti sanitari e gli operatori del comparto risultano insufficienti e, secondo le stime, si esauriranno già nel primo trimestre del 2026.

La carenza di personale infermieristico, stimata in circa 7.000 unità, rappresenta un problema strutturale che si trascina da anni. Le prestazioni aggiuntive hanno finora costituito uno strumento indispensabile per garantire i livelli essenziali di assistenza, evitando la chiusura di posti letto, l’accorpamento dei reparti e l’ulteriore allungamento delle liste d’attesa.

«Le prestazioni aggiuntive non sono un privilegio ma una misura emergenziale che ha consentito di tenere in piedi i servizi», afferma Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up Piemonte Valle d’Aosta, evidenziando che «senza un rifinanziamento immediato il sistema non sarà più in grado di garantire gli standard assistenziali minimi».

Gli infermieri, i professionisti sanitari e gli operatori del comparto stanno già assicurando la continuità dei servizi rinunciando ai riposi e lavorando oltre l’orario ordinario, in un contesto di crescente pressione organizzativa e responsabilità clinica. «Non è più sostenibile continuare a coprire i turni scoperti con ordini di servizio continui», prosegue Delli Carri, aggiungendo che «il rischio concreto è la chiusura di servizi e reparti, con conseguenze dirette sui cittadini e sui territori».

Il sindacato ribadisce che la priorità deve essere rappresentata dalle assunzioni di nuovo personale per affrontare la carenza strutturale e ridurre il ricorso sistematico alle prestazioni aggiuntive. Senza interventi strutturali, avverte Nursing Up Piemonte, si potrebbe assistere anche a un ritorno all’esternalizzazione di attività sanitarie pubbliche, con possibili ricadute sulla qualità dell’assistenza.

«Chiediamo alla Regione di attivarsi subito per sbloccare e incrementare i fondi destinati alle prestazioni aggiuntive, oggi del tutto insufficienti rispetto all’emergenza in atto», dichiara Delli Carri, sottolineando che «a livello nazionale è necessario rivedere i vincoli che ne limitano l’utilizzo, così da consentire alle aziende sanitarie di fronteggiare una carenza di personale ormai strutturale».

Resta centrale il tema di medio-lungo periodo: la professione infermieristica deve tornare attrattiva. Oggi i pensionamenti superano le nuove iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica, aggravando progressivamente il deficit di organico.

«Servono politiche strutturali, investimenti e una reale valorizzazione economica e professionale per invertire questa tendenza», conclude Delli Carri, ribadendo che «le prestazioni aggiuntive non possono diventare la soluzione permanente a una carenza cronica, ma restano uno strumento straordinario per affrontare un’emergenza che richiede risposte immediate e scelte politiche coraggiose».

“Amadeus” di Peter Shaffer Debutta al teatro Carignano

 il 24 febbraio prossimo , per la regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con i costumi di Antonio Marras
Debutto al teatro Carignano, martedì 24 febbraio prossimo, alle 19.30, di “Amadeus” di Peter Shaffer, pièce teatrale di Ferdinando Bruni, che ne è anche interprete e ne firma la traduzione, con i costumi di Antonio Marras. Lo spettacolo, prodotto dal teatro dell’Elfo con il contributo di NEXT, resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile fino a domenica 1⁰ marzo. “Amadeus” di Peter Shaffer non è solo la storia di due musicisti, ma anche un duello feroce di desiderio di gloria e l’impossibilità di contenerlo. Al centro della vicenda la storia piu celebre della musica classica: Antonio Salieri, artista rispettato, ma prigioniero dei propri limiti, avvelena il giovane Mozart, incarnazione di un talento naturale, sfrontato e incontrollabile. Dal debutto londinese nel 1979 al trionfo del film di Miloš Forman, con i suoi otto Premi Oscar, quest’opera ha affascinato perché racconta la rabbia di sentirsi oscurati e il piacere e il tormento di vivere accanto a un genio che ci riduce a comparse. Nella sua versione, il testo prende la forma di un sogno barocco e visionario, che si piega in incubo, in gioco di potere e ossessione in cui musica, parole e immagini diventano lo specchio dei nostri conflitti più intimi.
La regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia esalta la forza del testo che ha il ritmo e la profondità di un classico, imprimendo l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso, un sogno che piano piano assume i contorni di un incubo.
Ferdinando Bruni interpreta il personaggio di Salieri che, attraversando l’età della vita come un “deus ex machina”, evoca dal passato i personaggi della “sua” storia. Accanto a lui, nel ruolo del giovane e irriverente Mozart, Daniele Fedeli, l’attore rivelazione di “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”. Lo stilista Antonio Marras firma costumi e vestiti degli interpreti con sontuosi abiti di un Settecento immaginario dagli inserti molto contemporanei. La scena è rappresentata da un salone trasfigurato dalla luce di una lanterna magica, nella quale si muovono musicisti, nobili e dignitari della corte di Giuseppe II.
“La leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo – afferma il regista Ferdinando Bruni – si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca, cui gli storici non accreditano alcun fondamento; più probabilmente nasce da un’invenzione di Puškin, che nel suo microdramma ‘Mozart e Salieri’ ne racconta per la prima volta la favola. Antonio Salieri è uno dei più famosi compositori della sua epoca, vive in una posizione di assoluto privilegio, le sue opere sono note e apprezzate ed è un artista raffinato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato ad occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto fra lui e Dio, di devozione in cambio di successo, il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti”.
Teatro Carignano – piazza Carignano 6, Torino
“Amadeus” – 24 febbraio/1⁰ marzo – orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30 – mercoledì e venerdì ore 20.45 – domenica ore 16 – lunedì riposo.
Telefono: 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it  – orario biglietteria: da martedì a sabato dalle 13 alle 19 / domenica dalle 14 alle 19 – lunedì riposo e attivo un’ora prima dello spettacolo per l’acquisto dei biglietti per la recite del medesimo giorno.
Mara Martellotta

Graffiti. Il pugilato casalese metà ‘900

Gli anni ’50 riportarono alla ribalta uno sport nobile e popolare dimenticato a causa del secondo conflitto mondiale, la Boxe. 

Sulla scia internazionale del pugile di Borgo San Martino Erminio Spalla campione europeo dei pesi massimi, cantante lirico, scultore e attore cinematografico, diversi dilettanti monferrini intrapresero questa attività sportiva anche senza gli spazi di informazione dell’epoca. Il peso piuma Antonello Roccheri classe 1932, nonostante non fosse in possesso di misure eccezionali, era dotato di spirito combattivo, forza incredibile e grande coraggio. Il suo esordio avvenne a soli 14 anni durante i tornei cittadini ai quali partecipavano anche militari in servizio nelle nostre caserme. Non avendo uno sponsor ufficiale, le spese organizzative degli incontri e del materiale agonistico erano sostenute da Giovanni Pagliano, titolare con il figlio Carlo del negozio di arredamenti in via Paleologi a Casale Monferrato. I pomeriggi pugilistici avvenivano in diversi punti della città: piazza Mazzini, palestra Leardi, giardini pubblici, palestra dello stadio, mostra di San Giuseppe e in alcune feste patronali del territorio con grande partecipazione di pubblico.
I continui successi del pugile emergente lo proiettarono alle fasi finali piemontesi e nel 1948 fu contattato per la pubblicazione di una sua immagine dalla rivista illustrata “La Settimana Incom” dove lavoravano firme importanti come Indro Montanelli, rivista romana che vide il proprio declino a causa dell’avvento della TV. Il matrimonio del 1954 con Anna Capra di Murisengo segnò la fine della sua breve carriera pugilistica. Per salvaguardare l’economia familiare trovò occupazione come operaio nella fabbrica di amianto Eternit, tragico destino di tante persone casalesi. I pugili dilettanti del periodo postbellico favorirono la nascita dell’Associazione Sportiva Boxe Casale, fondata nel 1955 da un gruppo di appassionati. Nel 1959 il sodalizio prese il nome di Franger Frigor Casale Ring portando a livello nazionale ottimi pugili come Bruno Zorzan, Paolo Amisano, Umberto Simbola e nel 1965 fu mutuato in Casale Ring Lambretta Innocenti. Dopo il declino inevitabile degli anni d’oro del pugilato casalese, oggi vengono organizzati incontri di diverse arti marziali quali Lotta Libera e Greco-Romana, Kick Boxing, Shorinji Kempo, Karate, Judo e Boxe tradizionale maschile e femminile come associazioni sportive dilettantistiche.
Armano Luigi Gozzano

UDC risponde ad Appendino: sulla FIAT hanno dormito Sindaci  e Governo Giallorosso

Onorevole Appendino sulla FIAT e sul settore auto chi ha dormito sono stati gli ultimi Sindaci Torino e il Governo giallorosso, Conte – PD.  Sbaglio’ Castellani nel 1993, quando diede per scontato che l’industria avrebbe contato di meno nella economia torinese  e quando scelse di puntare tutto su turismo, cultura e loisir. Gli esperti di sinistra non sapevano che il valore aggiunto dell’industria è tre volte il V.A del turismo, così dagli inizi del 2000 Torino ha una crescita economica sotto la media nazionale e in vent’anni ha perso 20 punti di PIL rispetto a Bologna e di conseguenza è la capitale dell cassa integrazione con impoverimento di decine di migliaia di famiglie e del commercio.

L’operazione FIAT-Peugeot venne annunciata nel 2019 , Governo nazionale e Città guidate dai Cinquestelle , e conclusa nel gennaio 2021. Se il Governo Conte avesse messo il golden power oggi lo Stato italiano sarebbe azionista di Stellantis al pari del governo francese e Tavares non avrebbe penalizzato l’indotto italiano. Invece di polemizzare col Governo le forze politiche e sindacali dovrebbero sostenere la azione della Meloni in Europa per un forte cambiamento della delibera europea che ha messo in crisi l’industria dell’euro europea.  Chi ha assistito acriticamente allo spostamento delle produzioni all’estero delle produzioni Fiat non può puntare il dito contro nessuno.
Questo non è il momento delle polemiche, quanto di sostenere  il Governo che in Europa sta spingendo a una nuova politica industriale dell’auto perché, contrariamente a quanti dicono che l’industria dell’auto non  è finita, la mobilità è in aumento nel mondo e Torino con il suo grande know how, fatto di centinaia di aziende, con il Politecnico e il nuovo Centro per la IA può continuare a   giocare un ruolo nell’ industria della mobilità del futuro.
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Mino GIACHINO commissario cittadino UDC
Paolo Greco Lucchin, Vicesegretario nazionale UDC